{"id":259753,"date":"2020-01-08T07:21:44","date_gmt":"2020-01-08T06:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=259753"},"modified":"2020-01-08T14:10:23","modified_gmt":"2020-01-08T13:10:23","slug":"lappello-di-un-cooperante-di-latina-in-iraq-scenario-di-guerra-si-lavori-per-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2020\/01\/lappello-di-un-cooperante-di-latina-in-iraq-scenario-di-guerra-si-lavori-per-la-pace\/","title":{"rendered":"L&#8217;appello di un cooperante di Latina in Iraq: &#8220;Scenario di guerra, si lavori per la pace&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA\u00a0<\/strong> &#8211; Riceviamo e volentieri pubblichiamo l&#8217;analisi e l&#8217;appello di un cooperante di Latina del Movimento Federalista Europeo che vive a Erbil dove i venti di guerra soffiano forte. E dopo il lancio di razzi nella notte, fa ancora pi\u00f9 effetto la nota diffusa dalla\u00a0 sezione di Latina del MFE per condividere la testimonianza di un proprio militante attualmente in servizio in Iraq, Luigi Pappalardo. Un appello per la pace mentre &#8220;il mondo ha davanti uno scenario di guerra possibile&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Noi cooperanti\u00a0 &#8211; scrive Pappalardo &#8211; temiamo che il nostro lungo lavoro di pace rischia di essere distrutto in un secondo, alcuni progetti sono gi\u00e0 stati sospesi e tutti gli americani stanno evacuando il paese nella notte: sospendere un progetto significa che migliaia di bambini non potranno pi\u00f9 andare a scuola o che altrettanti rifugiati non potranno accedere ai servizi nei campi in cui vivono. Ma soprattutto temiamo che i nostri amici di Baghdad e nel resto dell\u2019Iraq rischiano di ritrovarsi in un terribile campo di guerra tra Stati Uniti e Iran. Per questo siamo qui tutti a chiedere alle nostre citt\u00e0 natali, a qualsiasi contatto abbiamo nel mondo di condannare concretamente qualsiasi ulteriore atto di violenza nei confronti dell\u2019Iraq, che chiede solamente pace dopo decenni di guerre e morti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>LA LETTERA DI PAPPALARDO<\/strong>\u00a0 &#8211; <em>Ogni volta salutiamo l\u2019anno che si chiude con rimorsi per gli errori commessi, ma con la speranza che l\u2019anno che verr\u00e0 possa essere migliore, che le guerre possano magicamente finire nel nuovo anno e le persone possano vivere la loro vita in pace e serenit\u00e0 in tutto il mondo. Ma ecco che anche il 2020 viene rovinato sul nascere da una nuova guerra.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa volta per me per\u00f2 \u00e8 particolarmente straziante, perch\u00e9 quest\u2019anno per la prima volta non mi trovo nella mia Latina a guardare da lontano, ma sono qui, dove la vita di milioni di persone sta per essere stravolta dall\u2019ennesima guerra. Mi chiamo Luigi, sono stato segretario della locale sezione e militante del Movimento federalista europeo, e da qualche mese lavoro nella cooperazione internazionale nel Kurdistan Iracheno nel Governatorato di Erbil. Lavoriamo in una citt\u00e0 meravigliosa, che in solamente due anni si \u00e8 rialzata dalle tragedie lasciate dall\u2019ISIS, conoscendo alcuni dei protagonisti di questa ricostruzione e centinaia di persone che ogni giorno lavorano per rendere questo paese un posto migliore.<\/em><\/p>\n<p><em>La mattina del 3 gennaio 2020 per\u00f2 tutto \u00e8 cambiato, ancora. L\u2019espressione sul viso di tanti amici e amiche \u00e8 cambiata e tutti cerchiamo di fare previsioni di quello che sar\u00e0 il futuro qui. La regione del Kurdistan gode di un\u2019autonomia speciale che ci assicura un buon grado di sicurezza, qui lavoriamo per lo sviluppo economico e sociale della popolazione, mentre nel resto dell\u2019Iraq altri amici ancora lavorano alla ricostruzione, dove le macerie dell\u2019ISIS sono ancora visibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi ci sono gli amici di Baghdad, con cui ho trascorso il primo Natale iracheno, che da oltre tre mesi aiutano i ragazzi e le ragazze che protestano a Piazza Tahrir contro un governo diviso per etno settarismi, i quali membri governano per tutelare gli interessi particolari dei propri gruppi etnici o settari. Proprio da questa forma di governo che ha soppresso i musulmani sunniti, rei aver appoggiato Saddam Hussein prima del 2003, \u00e8 nato l\u2019ISIS. La storia dell\u2019Iraq \u00e8 una storia di soppressori e soppressi che si scambiano di ruolo nel corso dei decenni. Per questo, i ragazzi e le ragazze di Piazza Tahrir protestano pacificamente al grido di \u201c Siamo tutti iracheni\u201d, spesso proprio sulle note della nostra \u201cBella Ciao\u201d cantata in arabo e in italiano, rigettando le divisioni etniche, politiche e religiose.<\/em><\/p>\n<p><em>Protestano anche contro il controllo che l\u2019Iran ha ottenuto sul governo iracheno, dopo aver contribuito in maniera significativa grazie alle milizie iraniane di Qasem Suleimani a sconfiggere l\u2019ISIS. Protestano perch\u00e9 da quella vittoria del 10 dicembre 2017 le milizie iraniane non hanno mai lasciato l\u2019Iraq. E proprio queste milizie vengono oggi utilizzate dal governo iraniano per attaccare gli americani in Iraq, come nel caso dell\u2019occupazione dell\u2019ambasciata americana a Baghdad lo scorso 31 dicembre, e dal governo iracheno per sopprimere nel sangue le proteste, oltre 500 persone sono state uccise in tre mesi.<\/em><\/p>\n<p><em>Solamente qualche settimana fa ci arriv\u00f2 la notizia della scomparsa di due amici attivisti a Baghdad che aiutavano i giovani e le giovani in protesta portando viveri e letti. In quel momento speravamo tutti nella stessa cosa: che non fossero stati presi dalle milizie. Perch\u00e9 essere presi da loro, spesso, significa pagare con la vita. Fortunatamente pochi giorni dopo scoprimmo che erano stati arrestati dalla polizia irachena, che dopo una campagna internazionale della societ\u00e0 civile \u00e8 stata costretta a rilasciarli.<\/em><\/p>\n<p><em>Qasem Suleimani, comandante delle Guardie iraniane di Rivoluzione, il pi\u00f9 delle volte era proprio il mandante di questi assassini. Un signore della guerra amato in Iran, ma detestato in Iraq. La sua morte ha creato sentimenti contrastanti e confusi in tutti noi che viviamo in questo paese. Suleimani non era un terrorista, ma il comandante di un esercito regolare che esercita la sua influenza in Libano, Siria e Iraq con il permesso del governo ospitante. Era esattamente uno dei motivi delle proteste, i giovani e le giovani di Piazza Tahrir volevano cacciare lui e le milizie iraniane dal paese, non ucciderli. Perch\u00e9 tutti hanno realizzato che ora il suo assassinio significher\u00e0 lo stravolgimento della loro vita, un\u2019altra volta.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi cooperanti temiamo che il nostro lungo lavoro di pace rischia di essere distrutto in un secondo, alcuni progetti sono gi\u00e0 stati sospesi e tutti gli americani stanno evacuando il paese nella notte: sospendere un progetto significa che migliaia di bambini non potranno pi\u00f9 andare a scuola o che altrettanti rifugiati non potranno accedere ai servizi nei campi in cui vivono. Ma soprattutto temiamo che i nostri amici di Baghdad e nel resto dell\u2019Iraq rischiano di ritrovarsi in un terribile campo di guerra tra Stati Uniti e Iran.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo siamo qui tutti a chiedere alle nostre citt\u00e0 natali, a qualsiasi contatto abbiamo nel mondo di condannare concretamente qualsiasi ulteriore atto di violenza nei confronti dell\u2019Iraq, che chiede sola<\/em>mente pace dopo decenni di guerre e morti.<\/p>\n<div id=\"radio-2116254313\" class=\"radio-dopo-il-contenuto radio-entity-placement\"><a href=\"https:\/\/concessionari-suzuki.it\/bodema\/\" aria-label=\"Bodema 1200&#215;600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-1.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-1.jpg 1200w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-1-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" width=\"825\" height=\"425\"   \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA\u00a0 &#8211; Riceviamo e volentieri pubblichiamo l&#8217;analisi e l&#8217;appello di un cooperante di Latina del Movimento Federalista Europeo che vive a Erbil dove i venti di guerra soffiano forte. 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