{"id":264231,"date":"2020-03-18T11:36:42","date_gmt":"2020-03-18T10:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=264231"},"modified":"2020-03-19T17:37:59","modified_gmt":"2020-03-19T16:37:59","slug":"covind-19-la-lettera-del-vescovo-di-latina-ai-presbiteri-e-diaconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2020\/03\/covind-19-la-lettera-del-vescovo-di-latina-ai-presbiteri-e-diaconi\/","title":{"rendered":"Covid-19, la lettera del Vescovo di Latina ai presbiteri e diaconi"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA<\/strong> &#8211; In questo periodo particolare, per l\u2019epidemia di Covid-19, il vescovo Mariano Crociata ha inviato una Lettera ai presbiteri e diaconi permanenti per riflettere sulla dimensione spirituale di quanto sta avvenendo, oltre alcune considerazioni pi\u00f9 pastorali. Il documento si aggiunge ad un&#8217;analoga lettera inviata alla comunit\u00e0 diocesana la scorsa settimana (sul sito diocesi.latina.it).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli spunti di riflessione quello di vivere questo periodo come una prova per la fede, da cui l\u2019occasione per rinforzarla e maturare una coscienza all\u2019altezza delle questioni. Inoltre, il Vescovo ha suggerito tre piste da seguire in questo processo di cambiamento: ridare vigore all\u2019annuncio delle Resurrezione, mantenere vive le relazioni all\u2019interno della propria comunit\u00e0 e continuare a impegnarsi nella carit\u00e0 verso i pi\u00f9 deboli in questo momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un pensiero particolare lo ha dedicato agli infermi e ai malati gravi, che spesso sono costretti ad affrontare in solitudine le cure complesse cui sono sottoposti e purtroppo, a volte, anche l\u2019agonia e la morte. Pressante l\u2019invito \u00aba rendere vicina la Speranza di cui siamo animati a questi fratelli\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, la comunit\u00e0 ecclesiale pontina continua a pregare per le persone colpite dal virus e per i medici, gli infermieri e tutti gli altri operatori che a vario titolo si dedicano alla cura dei malati e ad arginare la diffusione del virus.<\/p>\n<p>LE LETTERA<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Cari confratelli,<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">ho pensato di scrivervi per condividere pensieri e sentimenti di questi giorni.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Innanzitutto, vi ringrazio per il modo come avete vissuto questa prima domenica senza celebrazioni con il popolo. Ho colto diversi segni della vostra iniziativa pastorale volta ad offrire ai fedeli il sostegno della Parola di Dio, della fede e della preghiera.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Uno <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">spunto di riflessione<\/span><\/strong> vorrei ora porgervi muovendo dalle <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">considerazioni polemiche<\/span><\/strong> di qualche commentatore. \u00c8 vero che per la prima volta, di fronte al diffondersi di una epidemia, la comunit\u00e0 ecclesiale, attenendosi alle indicazioni delle autorit\u00e0 sanitarie e governative, ha risposto all\u2019emergenza sospendendo ogni manifestazione, anche rituale, che preveda la partecipazione di fedeli. In passato, in circostanze analoghe, \u00e8 talora successo il contrario: si intensificavano le celebrazioni e si promuovevano processioni, con grande partecipazione di popolo. In verit\u00e0, andrebbe verificato storicamente come siano andate di volta in volta le cose, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che una sospensione generalizzata \u2013 che toccher\u00e0 anche la Settimana Santa e la celebrazione della Pasqua \u2013 \u00e8 la prima volta che viene adottata.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Qualcuno grida all\u2019affronto per la fede e alla <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">diserzione degli uomini di Chiesa<\/span><\/strong>; la verit\u00e0 \u00e8 che i cambiamenti culturali e scientifici intervenuti, e la crescita dell\u2019esperienza della fede cristiana, ci fanno vedere le cose diversamente, ma non per questo con minor fede. Oggi conosciamo pi\u00f9 chiaramente le modalit\u00e0 di diffusione di un\u2019epidemia e, responsabilmente, non possiamo permettere che per nostra responsabilit\u00e0 il contagio si diffonda ulteriormente: il virus non rimane fuori dalle porte delle chiese. D\u2019altra parte, la fiducia in Dio e la preghiera sono cosa diversa dal tentare Dio e sfidarlo con la pretesa di miracoli, i quali restano sempre dono gratuito e imprevedibile. Infine, la fede non \u00e8 mai esentata dalla prova e quella che stiamo vivendo \u00e8 anche <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">una prova per la fede<\/span><\/strong>, attraverso la quale Dio ci vuole dire qualcosa che dobbiamo discernere.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">L\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante di questa prova \u00e8 la congiunzione di due sofferenze: la minaccia per la salute (e per molti la malattia, la morte) e la privazione dell\u2019Eucaristia. In tempi ordinari, la malattia viene vissuta dai credenti con il sostegno della preghiera e, in particolare, dell\u2019Eucaristia. Ci\u00f2 che nelle nuove circostanze ci tocca dolorosamente \u00e8 proprio l\u2019impossibilit\u00e0 di accostarsi all\u2019Eucaristia, che con la tradizione chiamiamo \u00abpane dei pellegrini\u00bb e \u00abvero pane dei figli\u00bb. Adesso i pellegrini e i figli \u2013 quali noi siamo \u2013 non possono nutrirsene.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Al di l\u00e0 del dolore e dello sconcerto, possiamo notare che ci sono circostanze nelle quali noi stessi \u2013 per cause eccezionali, di malattia o altro \u2013 non possiamo celebrare e ricevere l\u2019Eucaristia, inoltre che ci sono e ci sono state situazioni nelle quali intere comunit\u00e0 sono rimaste, per periodi pi\u00f9 o meni lunghi, privi del Sacramento, in tempi di persecuzione o per mancanza di sacerdoti.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Proprio per la seriet\u00e0 della prova, alcuni dei nostri fedeli faranno di questo tempo <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">un\u2019occasione per rafforzare la fede<\/span><\/strong>: per questo noi preghiamo e ci adoperiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione. In altri per\u00f2 \u2013 pochi o molti \u2013 si pu\u00f2 insinuare un pensiero che mette in dubbio o indebolisce la fede, considerata alla fine irrilevante di fronte a problemi difficili e a sfide straordinarie come quelli che abbiamo dinanzi. Insomma, agli occhi di qualcuno la fede sembra perdere di significato e di rilevanza, perch\u00e9 in realt\u00e0 solo la medicina, la scienza, una efficiente organizzazione sociale risultano di aiuto in questi frangenti. Di qui la domanda, o il sospetto, che pu\u00f2 sorgere: se la fede non \u00e8 in grado di fare qualcosa e di dire una parola significativa per le situazioni limite della vita e della storia, come potr\u00e0 illuminare l\u2019esistenza ordinaria e la vita di ogni giorno?<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">La fase che attraversiamo \u00e8 destinata a <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">modificare la condizione spirituale di molti credenti<\/span><\/strong>, rafforzandone alcuni, ma mettendo in crisi altri, tentati appunto dall\u2019idea di irrilevanza, se non di insignificanza, della fede cristiana.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Di fronte a questa eventualit\u00e0 dobbiamo <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">maturare una coscienza all\u2019altezza delle questioni<\/span><\/strong> e non limitarci a surrogare una pastorale per tempi ordinari. \u00c8 difficile dire, ora, se questa sia una semplice parentesi, dopo la quale riprender\u00e0 tutto come prima, cos\u00ec come prevedere che cosa cambier\u00e0 e come noi stessi saremo cambiati. In ogni caso, sar\u00e0 opportuno interrogarsi: <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">come accompagnare<\/span><\/strong> consapevolmente <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">il processo di cambiamento<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">senza subirne<\/span><\/strong> supinamente <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">il corso?<\/span><\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Vedo \u2013 in continuit\u00e0 con le comunicazioni precedenti \u2013 <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">tre piste da seguire<\/span><\/strong>, per cercare risposte, rimanere vigili dentro il processo di trasformazione, assumere atteggiamenti corrispondenti adeguati. Esse sono: <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">la riscoperta di alcuni temi dimenticati in un orizzonte pi\u00f9 compiuto della nostra fede, la valorizzazione delle relazioni come rete costitutiva di un tessuto ecclesiale capace di reggere al cambiamento e di guidarlo dall\u2019interno, la capacit\u00e0 di accompagnare con segni concreti di solidariet\u00e0<\/span><\/strong> i drammi che in questi frangenti si consumano sotto i nostri occhi.\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In primo luogo, abbiamo bisogno di attingere alle risorse della nostra fede nella loro integralit\u00e0. Senza panico e senza recriminazioni, dobbiamo lasciarci ispirare dal tempo liturgico di Quaresima e dal suo orientamento alla Pasqua di Cristo: chiamati a vivere al meglio la nostra condizione umana, nella solidariet\u00e0 e nella fraternit\u00e0, sperimentiamo il peccato e l\u2019infedelt\u00e0 che deturpano il volto delle persone e delle comunit\u00e0 umane, per riscoprire che abbiamo bisogno non solo di salute e di benessere, ma di vita nuova e di un cuore nuovo che solo il Crocifisso-Risorto pu\u00f2 rigenerare in noi; non dobbiamo far altro che inserirci nel solco del suo cammino terreno orientato a una pienezza che, attraverso la croce, trasforma l\u2019umano dall\u2019interno e lo conduce verso la glorificazione in Dio. Il segno di questa Quaresima spogliata di riti e di manifestazioni esteriori sta nella sua capacit\u00e0 di riportarci alle cose essenziali della nostra condizione e della nostra fede: la fragilit\u00e0 di fronte al male, il bisogno di reagire ad esso e di aiutarci per farlo, ma anche la potenza della morte e il bisogno di una salvezza che non si accontenta di guarire da una malattia, bens\u00ec annuncia e promette una vita piena dentro e oltre questa vita. Questo deve diventare il momento per <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">ridare vigore all\u2019annuncio della risurrezione<\/span><\/strong> come senso del nostro cammino terreno e termine ultimo che trascende la nostra condizione temporale. In questa prospettiva integrale, con la serenit\u00e0 gioiosa che \u00e8 propria della speranza cristiana, non dobbiamo avere timore di annunciare la vita eterna, vera spinta e risorsa indispensabile fin da ora per una vita migliore, per una vita piena. Ci sta stretto il ruolo di consolatori e di risorsa morale per una societ\u00e0 in affanno; noi abbiamo ambizioni pi\u00f9 grandi, che abbracciano l\u2019incoraggiamento e la collaborazione da infondere nelle nostre comunit\u00e0 civili, ma guardano e orientano verso una pienezza di vita \u2013 umana e divina, terrena ed eterna \u2013 che ci viene da Cristo risorto. Ne abbiamo bisogno noi, ne hanno diritto i nostri fedeli, ne attendono l\u2019annuncio e la testimonianza tutti. Con questa consapevolezza, tutte le risorse che stiamo utilizzando assumono un\u2019altra profondit\u00e0; e allora possiamo continuare a servirci di streaming e video, registrazioni e suono di campane, celebrazioni e preghiera liturgica trasmesse, devozioni e formule di preghiera le pi\u00f9 diverse, catechesi e predicazioni, e altro ancora, sapendo che tutto, insomma, diventa risorsa di un annuncio autenticamente cristiano, capace di reggere il peso di questi giorni e di prepararci al dopo-epidemia.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ad essere provato in questa fase \u00e8 anche il tessuto delle nostre comunit\u00e0 ecclesiali, a rischio di dispersione e di smarrimento. A questo scopo \u00e8 necessario \u2013 insieme a tutte le forme di comunicazione, generaliste o per gruppi \u2013 <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">prendersi cura delle relazioni personali<\/span><\/strong>. I fedeli vanno cercati uno per uno, con la discrezione necessaria ma anche con la cordialit\u00e0 e l\u2019interessamento sincero. In questo movimento di contatto personale devono essere coinvolti anche i collaboratori pi\u00f9 stretti e i membri dei consigli, cos\u00ec da stendere una rete che copra l\u2019intera comunit\u00e0. \u00c8, questa, una circostanza propizia per far sentire a tutti il senso di una appartenenza e di un legame pi\u00f9 forti di ogni contrariet\u00e0 e di ogni minaccia, mossi tutti come siamo dalla fede e dal desiderio di alimentare la certezza che il Signore \u00e8 con noi, ci sostiene e ci aiuta, attraverso la comunit\u00e0, ad affrontare le difficolt\u00e0 presenti. Grazie a questa rete viva potranno emergere situazioni di disagio e di solitudine, o anche un senso di abbattimento e perfino di depressione che pu\u00f2 colpire alcuni. \u00c8 il <span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">kair\u00f3s <\/span>della \u2018consolazione\u2019 cristiana. Il sentimento di prossimit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 a farsi carico gli uni degli altri diventano fattori umanissimi ma potenti di una fede che realmente ed efficacemente crea comunit\u00e0 attorno al Signore.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Proprio in questa rete viva di comunicazione e di scambio sono destinate ad emergere le <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">situazioni pi\u00f9 gravi di indigenza e di bisogno di aiuto concreto<\/span><\/strong>. Famiglie con malati e anziani in casa, famiglie con bambini e ragazzi bisognose di aiuto, famiglie senza alcuno che lavori e che le aiuti o persone sole in difficolt\u00e0: sono le situazioni ricorrenti in questi giorni pi\u00f9 che in altri periodi. <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Siamo chiamati a farcene carico<\/span><\/strong>. La Caritas diocesana \u00e8 attrezzata per supportare le Caritas parrocchiali e le iniziative straordinarie che si intraprendono. Un altro servizio importante \u00e8 favorire la disponibilit\u00e0 di giovani maggiorenni a svolgere servizi di volontariato per la distribuzione di viveri nelle Caritas parrocchiali e di pasti nelle mense della Caritas, nonch\u00e9 per altre forme di collaborazione secondo quanto disposto e organizzato dalla Caritas diocesana. Senza trascurare la cura per la propria e altrui salute, dobbiamo far sentire che il cuore della carit\u00e0 batte ancora pi\u00f9 forte in questo tempo in cui non si saprebbe dire se sia pi\u00f9 pressante il soccorso di beni materiali o il sostegno spirituale a quanti sono nella prova ed a quanti ne sperimentano, con inquietudine continua, la prossimit\u00e0.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Ed infine ma sopra a tutto questo, la <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">condizione degli infermi e dei malati gravi<\/span><\/strong>. Le comunit\u00e0 cristiane conoscono e sono gi\u00e0 impegnate nel vasto campo dell\u2019assistenza spirituale e talora materiale agli ammalati. Ma non possiamo respingere il dato che l\u2019attuale pandemia ci mette di fronte e cio\u00e8 di persone che, rescisse da tutti i legami familiari per fini di profilassi e di cura, affrontano nella solitudine assoluta il tempo sospeso e doloroso della \u2018terapia intensiva\u2019, e, purtroppo, nella medesima solitudine l\u2019agonia e la morte. Noi dobbiamo trovare il modo di <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">rendere vicina la Speranza di cui siamo animati a questi nostri fratelli<\/span><\/strong>.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Ho voluto in questo modo condividere ancora con voi, cari confratelli, alcuni pensieri, preoccupazioni e indicazioni per questi giorni, che purtroppo sono ancora i primi di un periodo che potrebbe non essere brevissimo, perch\u00e9 possiamo viverlo nella maniera pi\u00f9 consapevole e nella pi\u00f9 grande comunione tra di noi e con tutta la Chiesa, che condivide una pandemia che ormai ha superato tutti i confini.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Rimaniamo uniti nella preghiera, nello scambio delle comunicazioni, nel desiderio di contribuire a fare di questo un periodo di crescita per la nostra fede e per il nostro essere Chiesa. Noi stessi non abbiamo timore a condividere le nostre difficolt\u00e0, anche personali, e ad aiutarci a vicenda.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 12.0pt; color: black;\">Il Signore vi benedica.<\/span><\/em><\/p>\n<div id=\"radio-25769965\" class=\"radio-dopo-il-contenuto\"><a href=\"https:\/\/concessionari-suzuki.it\/bodema\/\" aria-label=\"Senzanome\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senzanome.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senzanome.jpg 1000w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senzanome-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senzanome-590x354.jpg 590w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senzanome-400x240.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" width=\"825\" height=\"425\"   \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; In questo periodo particolare, per l\u2019epidemia di Covid-19, il vescovo Mariano Crociata ha inviato una Lettera ai presbiteri e diaconi permanenti per riflettere sulla dimensione spirituale di quanto sta avvenendo, oltre alcune considerazioni pi\u00f9 pastorali. 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