{"id":322773,"date":"2022-12-18T15:54:16","date_gmt":"2022-12-18T14:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=322773"},"modified":"2022-12-19T14:06:08","modified_gmt":"2022-12-19T13:06:08","slug":"322773","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2022\/12\/322773\/","title":{"rendered":"Latina 90, il discorso del commissario Valente"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA<\/strong> &#8211; In assenza di un sindaco eletto, \u00e8 stato il commissario straordinario al Comune di Latina, prefetto Carmine Valente, a tenere il discorso ufficiale in occasione dell&#8217;anniversario dell&#8217;inaugurazione della citt\u00e0. Al termine del corteo con le autorit\u00e0, preceduto dalla Banda Citt\u00e0 di Latina che ha accompagnato i momenti solenni della cerimonia per il 90\u00b0, il prefetto Valente, forte dell&#8217;esperienza maturata come capo ufficio stampa di 10 ministri dell&#8217;Interno della Repubblica, dopo aver citato gli ultimi tre sindaci di Latina, e gli altrettanti commissari che si sono succeduti a ognuno, ha svolto un&#8217;analisi a tutto tondo, descrivendo una Latina che\u00a0 fino ad ora non si \u00e8 dimostrata all&#8217;altezza dei suoi sogni e dei suoi progetti. Di seguito il discorso integrale del prefetto Valente.<\/p>\n<p><strong>IL DISCORSO<\/strong>\u00a0 &#8211; Qui anche in versione audio<\/p>\n<div style=\"width: 640px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-322773-1\" width=\"640\" height=\"360\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Audio-2022-12-18-at-15.35.42.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Audio-2022-12-18-at-15.35.42.mp4\">https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/WhatsApp-Audio-2022-12-18-at-15.35.42.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<p>IL TESTO &#8211; Questo omaggio al monumento del bonificatore \u00e8 pi\u00f9 di un semplice rito. \u00c8 una ricorrenza, un momento di riflessione. Uno sguardo al passato ma con gli occhi ben puntati sul futuro.<br \/>\nRicordiamo oggi chi ha fatto grande la citt\u00e0. La nostra storia esempio di dedizione al lavoro sacrificio e sofferenza ma anche di straordinaria integrazione tra culture ed etnie.<br \/>\nQuesta citt\u00e0 vive grazie all\u2019opera e allo spirito di tanti pionieri, centinaia migliaia di persone che hanno lavorato per anni fino a trasformare le paludi in un agro pontino fertile e ricco.<br \/>\nLatina fu pensata e disegnata nello spazio e realizzata a misura d\u2019uomo. Miracolo di quell\u2019umanesimo profondo e intenso che si \u00e8 esaltato nell\u2019impegno, nel lavoro e nella realizzazione dell\u2019opera<br \/>\ndi bonifica assurta ad epopea. Al monumento del bonificatore tutta la citt\u00e0 si stringe in un abbraccio ideale per tributare gratitudine riconoscenza onore ai pionieri che a prezzo di indicibili sacrifici spesso pagati con la morte, hanno saputo sconfiggere l\u2019ostilit\u00e0 della natura e rendere salubre e prospera questa terra.<br \/>\nLa storia della citt\u00e0 fatta non solo di lavoro e sacrificio ma anche di speranza e di successo. I latinensi son forgiati per superare le situazioni pi\u00f9 difficili: strappare questa terra alle paludi e<br \/>\nimpegnarsi a far convivere e coesistere culture diverse per un comune senso di identit\u00e0 e di cittadinanza. Il progetto di sviluppo e il patrimonio di valori sono ancora attuali<br \/>\ne si perpetuano. E vanno ancor di pi\u00f9 alimentati e praticati per essere protagonisti del proprio futuro. Ma questi valori non sarebbero niente se non coniugati con il tema pi\u00f9 generale del<br \/>\nrispetto delle regole.<\/p>\n<p>E in ultimo Pennacchi: \u201cfu un esodo. E noi arrivammo a Piscinara che era gi\u00e0 prosciugata. Una tabula rasa. Un tappeto di biliardo. Neanche un albero all\u2019orizzonte di tutti quei boschi e foreste che secondo zio Pericle c\u2019erano prima pullulanti di bestie e briganti assassini scappati dai paesi loro, sopra le montagne. Neanche pi\u00f9 una goccia d\u2019acqua, un filo d\u2019erba e noi arrivammo in 30000 a<br \/>\npopolare come birilli inermi questo tappeto di biliardo, un vuoto senza fine, tutto asciutto e terra vergine. Sembrava il deserto\u201d.<\/p>\n<p>Queste frasi molto belle che vi ho letto sono state estrapolate dai discorsi tenuti in questo giorno dai miei predecessori negli ultimi 20 anni: I sindaci Zaccheo, Di Giorgi e Coletta che ringrazio per<br \/>\nla presenza e i commissari Nardone e Barbato. Sull\u2019epopea e la grandiosit\u00e0 dell\u2019opera dei bonificatori non aggiungo altro.<br \/>\nIntanto, auguri di buon novantesimo compleanno carissima citt\u00e0 di Littoria-Latina. Faccio mia l\u2019osservazione di un amico ascoltata durante una piacevole serata di un convegno. Si sostenne che non ha senso stabilire un prima (Littoria) e un dopo (Latina) come se ci riferissimo a due citt\u00e0 diverse arrivando quasi a rinnegare la prima per un senso di pudore peloso, ma la verit\u00e0 \u00e8 che non ci<br \/>\nsarebbe Latina senza Littoria e viceversa perch\u00e9 sono la stessa cosa, un unicum storico. Credo che questa verit\u00e0 vada affermata e sostenuta anche nei confronti di chi in nome di un significato<br \/>\npolitico negativo ne sostiene l\u2019oblio. \u00c8 proprio l\u2019origine e il nome di questa citt\u00e0 che invece ne connotano l\u2019essenza. La citt\u00e0 nasce novant\u2019anni fa ed \u00e8 sotto gli occhi di tutti quello che, pezzetto<br \/>\ndopo pezzetto, \u00e8 diventata. Non dimentichiamolo.<br \/>\nPorgo infine i miei pi\u00f9 calorosi saluti alle Cittadine e ai Cittadini di questa citt\u00e0 che sto imparando velocemente ad apprezzare. Mi compiaccio della presenza speciale del Vescovo Crociata vera e apprezzata guida spirituale che con le sue omelie traccia e illumina il cammino. Grazie per la sua presenza. Saluto affettuosamente il Prefetto Falco che ringrazio per avermi dato fiducia e affidarmi questo delicato e difficile incarico, e poi un benvenuto al Questore che da poco ha assunto la nuova responsabilit\u00e0, al comandante dei carabinieri e della guardia di finanza e a tutte le autorit\u00e0 civili e militari presenti. Un pensiero particolare inoltre va alla magistratura tutta che tutela e vigila sul rispetto delle leggi, ai parlamentari e ai rappresentanti politici di questo territorio. E ancora saluto gli esponenti del commercio e delle imprese, gli ordini religiosi, i sindacati i Vigili del Fuoco e la Polizia Urbana, grazie per l\u2019opera meritoria che prestate. Un benvenuto infine ai Sindaci intervenuti che con la loro presenza danno un segno tangibile della vicinanza delle comunit\u00e0 che rappresentano a questo Comune di fondazione.<br \/>\nSpero di non aver dimenticato nessuno.<br \/>\nEbbene!<br \/>\nNon nascondo che provo una punta di lieve disagio nello stare qui, proprio qui oggi e a dover festeggiare il genetliaco di questa bella e particolare citt\u00e0. Nei giorni scorsi non nascondo mi balenava in testa questo pensiero che in effetti era una domanda: cosa c\u2019entro io straniero calato dall\u2019alto e non in grado ancora di percepire fino in fondo la vera identit\u00e0 e lo spirito che anima ciascuno di voi con questa manifestazione? Chiunque altro potrebbe esprimere meglio di me i pensieri che pure mi animano e raccontare storie e fare analisi pi\u00f9 puntuali per l\u2019occasione e arricchirle di particolari molto pi\u00f9 interessanti e attinenti rispetto a quello che potr\u00f2 dire io.<br \/>\nNon parler\u00f2 pertanto della storia e della cronaca degli ultimi 90 anni ma di impressioni che non sono ancora convinzioni e quindi \u00a0destinate a mutare, avute in questi primi mesi del mio mandato di Commissario straordinario. Comincio da due considerazioni. La prima di carattere generale. Partendo da piazza del Popolo e passeggiando in quello che l\u2019architetto Oriolo Frezzotti aveva pensato come il cerchio, si incontra tutto quello che dalla sua fondazione, il 30 giugno 1932, ad oggi \u00e8 successo in questa citt\u00e0: edifici di fondazione accanto a grattacieli degli anni \u201860 e \u201870, il campus Universitario che negli anni della guerra era stato realizzato come un campo profughi, il teatro D\u2019Annunzio costruito negli anni \u201980 e aperto nel \u201990, le rotonde degli anni \u201990, la difficile costruzione di una identit\u00e0 condivisa e di aree aperte degli anni 2000.<br \/>\nOsservando questo territorio mi \u00e8 saltato subito agli occhi il modo in cui \u00e8 distribuita la citt\u00e0 senz\u2019altro molto particolare. I pionieri fin dall\u2019origine, m\u2019immagino, si siano distribuiti su un territorio<br \/>\nvastissimo anche per necessit\u00e0 di avere unit\u00e0 agrarie sufficienti a sfamare le loro famiglie e abbiano costituito comunit\u00e0 diverse legate in modo approssimativo al nucleo centrale storico, a cui<br \/>\navranno s\u00ec riconosciuto la centralit\u00e0 ma per distanza e per comodit\u00e0 hanno poi dato vita a centri separati con proprie scuole, proprie chiese, proprie luoghi di aggregazione. Proprio grazie al lavoro dei vertici dell\u2019Opera Nazionale Combattenti entra a far parte del lessico delle citt\u00e0 nuove il termine \u201cBorghi\u201d. Pare che \u201cil Borgo non sarebbe dovuto diventare una citt\u00e0 vera e propria ma costituire solo il centro fisico di una civitas di campagna, centro che oltre a fornire servizi funzionasse da fulcro, snodo e condensatore sociale della communitas sparsa per tutto il territorio\u201d. (Pennacchi).<br \/>\nOvviamente i borghi di questa citt\u00e0 sono oltre che una connotazione unica dello sviluppo anche una ricchezza diversificata ma non pu\u00f2 sottacersi che questi hanno avuto o subito uno sviluppo separato a ci\u00f2 contribuendo certamente la miopia di alcune scelte politiche che non hanno favorito una perfetta integrazione, come ad esempio una viabilit\u00e0 precaria che<br \/>\nli ha tenuti ancora pi\u00f9 distanti rispetto alla distanza fisica dal centro, laddove sarebbe stato necessario avvicinarli, cooptarli ricomprenderli il pi\u00f9 possibile e farli diventare quartieri di una<br \/>\nstessa grande citt\u00e0. Siamo difronte invece a tante piccole citt\u00e0 separate dal nucleo centrale propriamente inteso.<br \/>\nCerco di spiegarmi meglio. Emanuel Mounier diceva \u201corganizzare lentamente le prossimit\u00e0 in comunit\u00e0\u201d Cio\u00e8 una vera comunit\u00e0 si forma quando alla base vi sono relazioni e solo lentamente queste relazioni di dare e avere portano alla creazione di vere e proprie comunit\u00e0. Usa l\u2019avverbio lentamente per dire che una comunit\u00e0 \u00e8 difficile da creare perch\u00e9 occorre che le relazioni tra gli abitanti siano continuative e costanti. Mi sembra ma posso sbagliarmi che le relazione nei singoli Borghi hanno senz\u2019altro creato comunit\u00e0 vere ma c\u2019\u00e8 da chiedersi se la stessa cosa sia avvenuta attraverso le relazioni tra i Borghi e il centro cittadino e se quel lentamente a cui fa riferimento il filosofo Mounier si sia compiuto.<br \/>\nSeconda considerazione Negli ultimi 20 anni in questa citt\u00e0 si sono succeduti tre Sindaci e tre Commissari compreso me. Ci\u00f2 a dire che ogni 5-7 anni la compagine politica ha dovuto cedere il passo all\u2019arrivo di un Commissario. E prima degli anni 2000 \u00e8 capitato altre volte con una certa regolarit\u00e0. Perch\u00e9? Appare come un sintomo di forte disagio che la comunit\u00e0 vive e che evidentemente non \u00e8 stato ancora risolto. Certamente andrebbe fatta un analisi pi\u00f9 approfondita per capire se questa patologia, chiamiamola cos\u00ec, sia occasionale e le cui motivazioni siano da ricercarsi in molteplici ragioni ogni volta che accada oppure \u00e8 un vero e proprio modo di essere dei rappresentanti della comunit\u00e0 che ad un certo punto esprimono una forma di insoddisfazione e di conflittualit\u00e0 che sfocia nel desiderio di cambiamento. Questo non vuole essere un giudizio di valore sia chiaro ma una semplice osservazione, altri meglio di me sapranno dire. Io non ho una risposta in proposito. Ovviamente i rappresentanti che vengono votati sono espressione di una comunit\u00e0 che in loro si riconosce, come \u00e8 giusto che sia e ritengo che i conflitti e le insoddisfazioni che essi hanno rappresentato sono insiti nella stessa comunit\u00e0 che li ha generati.<br \/>\nE\u2019 come dire che l\u2019idem sentire si estrinseca ad un certo punto in una rappresentazione conflittuale. Tuttavia Albert Camus sosteneva che \u201cla politica deve, per quanto possibile, essere riportata nei suoi giusti termini di contorno. Il suo fine non deve essere quello di fornirci un vangelo o un catechismo, n\u00e9 morale n\u00e9 politico (\u2026) il ruolo della politica \u00e8 di tenerci in ordine la casa,<br \/>\nnon di occuparsi delle questioni intime\u201d. E allora io dico non permettiamo che la politica si occupi delle questioni intime ma pretendiamo che questa tenga in ordine la casa. E questo ahim\u00e8! non \u00e8 sempre successo anche per superficialit\u00e0 o impudenza e qualche volta addirittura per dolo dell\u2019apparato burocratico. Ma la nomenclatura amministrativa e non mi riferisco soltanto a quella comunale va seguita, controllata, indirizzata e anche sanzionata ove occorra.<br \/>\nHo potuto osservare che alla grossa spinta progettuale davvero di grande livello non ha corrisposto sempre la dovuta attenzione nella fase della realizzazione delle idee.<br \/>\nBisogna pretendere che la visione della citt\u00e0 del futuro venga non solo definita con accortezza, intelligenza e condivisione ma che questa non venga modificata ad ogni soffio di vento a seconda<br \/>\ndelle convenienze del momento. Si deve poter pretendere non solo che i particolarismi realizzati con scelte occasionali vengano contrastati e aboliti, ma soprattutto che le scelte strategiche<br \/>\nvengano perseguite attraverso un rigido controllo sociale e che le attivit\u00e0 e i progetti vengano anche proseguiti con la massima attenzione anche da chi viene dopo e anche se la pensa<br \/>\ndiversamente. Con i soldi pubblici non \u00e8 dato scherzare n\u00e9 essere superficiali e disattenti.<br \/>\nDobbiamo pensare a una dimensione urbana in cui ogni cittadino ha i servizi di prima necessit\u00e0 a una distanza congrua. Servizi che comprendono quelli commerciali, culturali e scolastici ma anche la Sanit\u00e0 stessa, se consideriamo ambulatori e centri diagnostici. Il lavoro che si deve fare sul decentramento \u00e8 strategico e fondamentale. L\u2019urbanista Stefano Boeri sostiene la necessit\u00e0 di<br \/>\nservizi accessibili e raggiungibili entro un raggio geografico di 500 metri a piedi o in bicicletta. Credo, sostiene sempre Boeri sia importante tornare a vivere gli spazi seguendo la logica del<br \/>\nquartiere autosufficiente o del \u201cborgo urbano\u201d. Cari cittadini di Latina mi avvio alla conclusione ma consentitemi prima di sottolineare che queste mie osservazioni oneste e dettate<br \/>\ndal cuore sono espressione di rispetto verso questo territorio che vogliono guardare al futuro e non certamente al passato con la consapevolezza che le innumerevoli energie positive che questa<br \/>\ncitt\u00e0 esprime e contiene verranno indirizzate sempre meglio verso il benessere e il progresso.<br \/>\nNon dimentico e d\u2019altra parte \u00e8 sotto gli occhi di tutti quello che in questi primi 90 anni \u00e8 stato realizzato e come etnie e popoli diversi si siano amalgamati sotto la spinta dei sacrifici fatti dando<br \/>\nluogo a questa comunit\u00e0 ancora acerba. Ne sono esempi le numerose associazione di volontariato che operano con sagacia e impegno, i circoli cittadini, i centri sociali, le comunit\u00e0 religiose,<br \/>\nle associazioni culturali che sempre di pi\u00f9 si costituiscono e si diffondono sul territorio e tutti quelli che si impegnano ogni giorno nel terzo settore per non lasciar nessuno indietro<br \/>\nInsomma, care Cittadine e Cittadini vi lascio e concludo con queste osservazioni spero costruttive e con la speranza che sempre di pi\u00f9 benessere e progresso possano arridere a questa terra<br \/>\nfeconda facendole conquistare il posto che merita tra le grandi citt\u00e0 e le condizioni, vi assicuro, ci sono tutte vista anche la giovane et\u00e0 di Latina. C\u2019\u00e8 ancora tutto il tempo.<br \/>\nBuon compleanno Latina.<\/p>\n<div class=\"radio-posizionamento-telefono-in-articoli-dopo-il-contenuto-articolo radio-entity-placement\" id=\"radio-916724351\"><div id=\"radio-2295742919\"><a href=\"https:\/\/grupporedi.it\/\" aria-label=\"Redi-Qr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr.jpg 800w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Redi-Qr-768x639.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" width=\"300\" height=\"250\"   \/><\/a><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; In assenza di un sindaco eletto, \u00e8 stato il commissario straordinario al Comune di Latina, prefetto Carmine Valente, a tenere il discorso ufficiale in occasione dell&#8217;anniversario dell&#8217;inaugurazione della citt\u00e0. 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