{"id":337872,"date":"2023-10-06T15:51:43","date_gmt":"2023-10-06T13:51:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=337872"},"modified":"2023-10-06T15:51:43","modified_gmt":"2023-10-06T13:51:43","slug":"litalia-e-la-guerra-fredda-esuli-dallest-domenica-la-presentazione-del-libro-al-mug-di-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2023\/10\/litalia-e-la-guerra-fredda-esuli-dallest-domenica-la-presentazione-del-libro-al-mug-di-latina\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e la guerra fredda Esuli dall\u2019Est, domenica la presentazione del libro al Mug di Latina"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA &#8211;<\/strong> Una mostra su Valentin Timofte e un libro, con un focus sugli artisti, sar\u00e0 l\u2019occasione per parlare del campo profughi di Latina, che ha ospitato dal 1957 &#8211; all\u2019indomani dell\u2019invasione dell\u2019Ungheria \u2013 fino al 1989 \u2013 caduta del muro di Berlino \u2013 circa 100 mila rifugiati che scappavano dai paesi dall\u2019est. Il doppio appuntamento \u00e8 per l\u20198 ottobre al Mug Museo Giannini di via Oberdan 13 a Latina dove, a partire dalle ore 17, ci sar\u00e0 l\u2019inaugurazione della mostra di quadri di Valentin Timofte e a seguire alle ore 18 la presentazione del libro \u201cL\u2019Italia e la guerra fredda \u2013 Esuli dall\u2019est, una storia di fughe ed accoglienza nel campo profughi di Latina\u201d di Emanuela Gasbarroni. Introduce l\u2019artista Massimo Pompeo che ha avuto una lunga frequentazione con gli artisti ospiti del campo. I quadri esposti di Valentin Timofte, artista rumeno arrivato al campo profughi negli anni \u201870, sono prevalentemente della collezione privata di Luigi Ferdinando Giannini e di altri collezionisti privati di Latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Giannini racconter\u00e0 l\u2019amicizia con l\u2019artista, che decise di restare a Latina, dove fu attivo nella scena culturale locale fino al 2005 quando mor\u00ec per cause naturali. Giannini lo aveva conosciuto alla Galleria Consorziale di Latina e aveva comprato suoi quadri. Da l\u00ec era nata un\u2019amicizia \u201cAveva tanta dignit\u00e0, tanto orgoglio, tanta voglia anche di continuare a sognare per guardare in avanti \u2013<br \/>\nracconta Giannini &#8211; era un accademico in Romania, un uomo profondamente colto, molto pReparato anche sulle tecniche pittoriche, sulla conoscenza degli artisti. Aveva una forte personalit\u00e0 e c\u2019era qualcosa in pi\u00f9 che rendeva anche piacevole stargli vicino. Molti professionisti, ma non solo di Latina, che sono entrati in contatto con lui, ma anche molti artisti avevano grande rispetto e ammirazione per Valentin Timofte. Valentin aveva condiviso lo studio con Pietro Piccoli e Antonio Farina, in corso Matteotti. \u00c8 singolare che due artisti di Latina e un artista romeno si mettano insieme per condividere uno studio, non solo per le spese, ma anche per lavorare e per organizzare mostre.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La testimonianza di Giannini \u00e8 raccolta insieme a molte altre nel volume \u201cL\u2019Italia e la guerra fredda \u2013 Esuli dall\u2019est, una storia di fughe ed accoglienza nel campo profughi di Latina\u201d, che verr\u00e0 presentato con l\u2019autrice Emanuela Gasbarroni insieme a Massimo Pompeo, docente, artista e incisore molto attivo nell\u2019ambiente culturale di Latina, che racconter\u00e0 la sua importante esperienza con gli artisti ospiti del campo.<br \/>\nLe letture delle testimonianze saranno lette dall\u2019attore Nino Bernardini.<br \/>\nL&#8217; obiettivo \u00e8 quello di raccontare l&#8217;importantissima pagina di storia recente italiana che pochissimi conoscono, tentando di restituire la complessit\u00e0 umana, esistenziale, geopolitica ed etica che ha animato quello spazio per circa 40 anni. L\u2019autrice ha lavorato a lungo alla copiosa documentazione dell&#8217;Archivio di Stato, per rintracciare le persone che hanno vissuto la fuga e l&#8217;esilio, che vi hanno lavorato, ritrovando anche suggestivo materiale fotografico e filmati dell&#8217;epoca. Il libro \u00e8 edito da Tau edizioni e sostenuto da Fondazione Migrantes. Vi sar\u00e0 anche una vera e propria sorpresa con la presenza di Linda Vodopija, scrittrice e giornalista svedese. La donna, dopo aver visionato una foto di fine anni \u201950, pubblicata sulla pagina fb dedicata al campo profughi di Latina, che ritrae una grande sala affollata di bambini e alcuni adulti, ha riconosciuto tra i bambini la mamma e tra le giovani donne la nonna, che erano al campo dopo essere andata via dalla ex Juogolavia. La Vodopija, che sta scrivendo un libro su questa vicenda familiare di fuga ed esilio, sar\u00e0 a Latina dal 5 all\u20198 ottobre per visitare il campo e ricostruire una tappa fondamentale dell\u2019allontanamento dei genitori.<br \/>\nLa donna sar\u00e0 presente anche alla proiezione del film \u201cFuga per la libert\u00e0\u201d sullo stesso argomento sempre per la regia di Emanuela Gasbarroni, sabato 7 ottobre alle 19 nell\u2019ambito del &#8220;FESTIVAL DEL CINEMA COLOMBIA MIGRANTE\u201c a Roma e in altre 7 citt\u00e0 italiane presso la sede AAMOD &#8211; FONDAZIONE ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO Via Ostiense 106.<br \/>\nIl film ha avuto la nomination nella cinquina, come miglior documentario al Globo d&#8217;oro 2018, e&#8217; stato invitato a molti festival e ha vinto numerosi premi. L&#8217;Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, la Fondazione Migrantes, l&#8217;O.I.M. (organizzazione Internazionale delle Migrazioni) e la Robert F. Kennedy Human Rights Europe Foundation hanno concesso il patrocinio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; Una mostra su Valentin Timofte e un libro, con un focus sugli artisti, sar\u00e0 l\u2019occasione per parlare del campo profughi di Latina, che ha ospitato dal 1957 &#8211; all\u2019indomani dell\u2019invasione dell\u2019Ungheria \u2013 fino al 1989 \u2013 caduta del muro di Berlino \u2013 circa 100 mila rifugiati che scappavano dai paesi dall\u2019est. 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