{"id":344761,"date":"2024-01-23T14:11:40","date_gmt":"2024-01-23T13:11:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=344761"},"modified":"2024-01-25T17:37:18","modified_gmt":"2024-01-25T16:37:18","slug":"pietra-dinciampo-per-gina-piazza-il-consiglio-comunale-di-latina-dice-si-sara-la-prima-a-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2024\/01\/pietra-dinciampo-per-gina-piazza-il-consiglio-comunale-di-latina-dice-si-sara-la-prima-a-latina\/","title":{"rendered":"Pietra d&#8217;inciampo per Gina Piazza, il consiglio comunale di Latina dice s\u00ec. Sar\u00e0 la prima a Latina"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA &#8211;<\/strong> Il consiglio comunale di Latina ha detto s\u00ec alla proposta di realizzare una <a href=\"http:\/\/www.pietredinciampo.eu\/progetto\/\">pietra d&#8217;inciampo<\/a>, la prima in assoluto a Latina,\u00a0 in memoria di <strong>Gina Piazza<\/strong>. L&#8217;idea lanciata nei giorni scorsi dall&#8217;ex assessore alla scuola <strong>Gianmarco Proietti<\/strong> e poi sostenuta da <strong>Graziano Lanzidei<\/strong> che, attraverso la lettura di alcuni documenti, ha ricostruito tutta la storia della donna ebrea arrestata alla stazione di Littoria Scalo e poi deportata in due diversi campi di concentramento, Aushwitz e Dacau, era stata lanciata in vista del 27 gennaio Giornata della Memoria, e poi fatta propria dalla consigliera Valeria Campagna\u00a0 del Pd che l&#8217;ha presentata all&#8217;assise cittadina. Il s\u00ec dei consiglieri \u00e8 stato unanime.<\/p>\n<p>&#8220;Il Consiglio Comunale ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 la mozione presentata da Valeria Campagna e firmata da tutti i gruppi consiliari, per installare una Pietra di Inciampo alla stazione di Latina, dove il 24 novembre del 1943 fu arrestata Gina Piazza, per poi essere deportata ad Aushwitz &#8211;\u00a0 La ricostruzione storica di Graziano Lanzidei \u00e8 stata fondamentale perch\u00e9 insieme riuscissimo a incidere nel presente. Scoprire, raccontare un\u2019altra storia \u00e8 un modo sincero di costruire un altro modo di fare Politica. Cercando storie nella Storia, facendo memoria e guardando al futuro.<br \/>\nCon rigore, autorevolezza e cura&#8221;, commenta Proietti.&#8221;Il merito va a Gianmarco Proietti. Ha fatto una proposta su FB poco tempo fa, poi ripresa dai giornali e dalla politica. Segno che i social, se usati bene, possono portare a conseguenze positive nella vita di una comunit\u00e0&#8221;, aggiunge Lanzidei.Resta ora da decidere quando far realizzare il piccolo mattoncino dalla superficie di ottone sui cui saranno incisi, secondo il progetto dell&#8217;artista tedesco Gunter Demning\u00a0 &#8211; che invent\u00f2 le pietre d&#8217;inciampo &#8211;\u00a0 nome,\u00a0 anno di nascita, giorno e\u00a0 luogo di deportazione, data della morte, da posare alla stazione di Latina Scalo.<\/p>\n<p><strong>LA STORIA DI GINA PIAZZA<\/strong> &#8211; Come detto era stato Graziano Lanzidei a raccontare la storia che riportiamo qui dal suo post (per chi i social non li usa).<br \/>\nLa storia di Gina Piazza, deportata ad Auschwitz perch\u00e9 ebrea il 24 novembre 1943 dalla stazione di Littoria, \u00e8 una storia che ci \u00e8 stata narrata pi\u00f9 volte &#8211; direttamente e indirettamente, per intero o per una parte &#8211; da chi ha provato e prova ancora a raccontare questo territorio in modo completo, senza derive nostalgiche.<br \/>\n\u00c8 una storia dolorosa che forse \u00e8 arrivato il momento di rendere collettiva, grazie a Gianmarco Proietti che ha fatto la proposta e a Valeria Campagna che ha portato la mozione in consiglio comunale e a tutti i consiglieri e le consigliere che decideranno di firmarla e votarla, perch\u00e9 la memoria significa anche questo: assumersi delle responsabilit\u00e0 come comunit\u00e0, perch\u00e9 fatti del genere &#8211; di discriminazione, razzismo, disumanit\u00e0 &#8211; non avvengano pi\u00f9.<br \/>\nGina Piazza nel 1943 aveva 27 anni, era nata e abitava a Roma, era ebrea, e si era sposata con un uomo non ebreo. All&#8217;epoca ti classificavano cos\u00ec &#8211; ebreo, non ebreo, ariano &#8211; perch\u00e9 c&#8217;erano queste leggi sulla Difesa della Razza, promulgata nel 1938 dal governo italiano sulla base delle norme che gi\u00e0 i nazisti avevano avviato in Germania. A questa legge, come potete prevedere, sono seguite tante disposizioni e circolari che hanno dettagliato le forme e le modalit\u00e0 dell&#8217;apartheid. Gina per\u00f2, per cinque anni, era riuscita a convivere con questa terribile legislazione discriminatoria e razzista. Nascondendosi, non dichiarandosi, appoggiandosi ad una rete di conscienze e di contatti.<br \/>\nA novembre 1943, quindi dopo il 25 luglio e dopo l&#8217;8 settembre, Gina si trovava a Roma. Il fratello ingegnere, Bruno, invece si trovava a Sermoneta &#8211; dove c&#8217;\u00e8 tradizionalmente stata sempre una comunit\u00e0 ebraica &#8211; che faceva parte dei gruppi che stavano organizzando la resistenza &#8211; seppur solo passiva &#8211; sui Colli Lepini. Una cellula importante, come tutte le altre create in quella zona &#8211; tra Colli Albani e Lepini &#8211; perch\u00e9 avrebbe operato dietro le linee tedesche.<br \/>\n\u00c8 importante capire il contesto: Roma era stata dichiarata Citt\u00e0 Aperta (Agosto 1943), ma solo dalle autorit\u00e0 italiane, mentre l&#8217;esercito tedesco, e poi Mussolini, non accettarono mai questa dichiarazione. Continu\u00f2 l&#8217;occupazione dei nazifascisti con un inasprimento dei suoi metodi (l&#8217;eccidio delle Fosse Ardeatine \u00e8 del 24 marzo 1944).<br \/>\nLatina invece era ancora sotto la neonata Repubblica Sociale Italiana, nata a Settembre 1943 dopo la liberazione di Mussolini a fine Agosto dello stesso anno. Lo sarebbe stata fino al Gennaio 1944, quando ci fu lo sbarco degli alleati tra Anzio e Nettuno e anche in parte sul nostro litorale, e l&#8217;agro pontino divenne zona di guerra. A Latina e nella provincia c&#8217;era un controllo importante dell&#8217;esercito nazista, con razzie e perquisizioni e arresti e deportazioni. Basti considerare che nell&#8217;Ottobre del 1943 ci fu una importante retata dei nazisti proprio a Littoria. Vigeva la legge del pi\u00f9 forte, al di l\u00e0 degli ordinamenti istituzionali.<br \/>\nA novembre 1943, Gina, forse perch\u00e9 a Roma la situazione si era fatta davvero pericolosa, decide di raggiungere il fratello a Sermoneta. Convinta che l\u00ec avrebbe potuto trovare protezione e rifugio. Prende il treno per Littoria. Arrivata alla stazione, con ogni probabilit\u00e0 in base ad una delazione, viene arrestata &#8211; anche solo per non aver dichiarato di essere ebrea, all&#8217;epoca infatti era un reato &#8211; anche perch\u00e9 c&#8217;era una legislazione pi\u00f9 stretta e vincolante, s\u00ec, diciamo pure militare. La Repubblica Sociale Italiana era in guerra, al fianco dell&#8217;alleato nazista, pochi giorni dopo l&#8217;arresto di Gina Piazza arriva l&#8217;ordinanza di polizia, la numero 5 del 1943, che prevede l&#8217;arresto di tutti gli ebrei.<br \/>\nPer Gina si apre un periodo di grande sofferenza: prima carcere a Velletri, poi a Regina Coeli, poi viene deportata a Fossoli, dove \u00e8 rimasta cinque mesi perch\u00e9 si \u00e8 dichiarata coniugata ad un non ebreo. Fu mandata prima ad Auschwitz insieme a tutte le altre \u00abdonne maritate a non ebrei\u00bb, come dichiara. Fu poi trasferita, appena il fronte arriva anche in Polonia, a Dachau, vicino Monaco. E poi venne liberata. E torn\u00f2, miracolosamente viva, dopo due anni di internamento. Gli ultimi suoi anni li visse a Pontinia.<br \/>\nLa comunit\u00e0 di Latina, dell&#8217;intero territorio, ha necessit\u00e0 di ricordare la memoria di Gina, del suo vissuto, del vissuto della comunit\u00e0 ebraica. Con una pietra d&#8217;inciampo. Ma anche con uno sforzo di ricostruzione della propria storia che vada oltre la nostalgia dei tempi che furono e un errato approccio ideologico.<br \/>\nBibliografia e sitografia:<br \/>\n1) Archivio di Stato di Latina, Fondo \u201cQuestura\u201d, b. Fascicoli personali di cittadini di origine ebraica, fasc. nn. 7 e 12;<br \/>\n2) Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ministero degli Interni \u2013 Direzione Generale Pubblica Sicurezza- Divisione Affari Generali e Riservati- Localit\u00e0 di Internamento \u2013 Affari per Provincia, b. 145;<br \/>\n3) Testimonianza di A. Di Veroli in L. Zaccheo, La comunit\u00e0 ebraica di Sezze, Sezze 1982, pp. 33-40;<br \/>\n4) A. Di Veroli, Racconto della famiglia Di Veroli (dattiloscritto);<br \/>\n5) A. Folchi, Cronache di guerra. Littoria 1940-1945, Formia, ed. D\u2019Arco, 2010;<br \/>\n6) Emilio Drudi, \u201cNon ha dato prova di serio ravvedimento\u201d. Gli ebrei perseguitati nella provincia del duce (Giuntina, 2014);<br \/>\n7) Aldo Anziano, Il giorno della memoria (Dossier pubblicato su \u201cLa Provincia. Quotidiano di Latina\u201d, 27 gennaio 2011, pp. 13-21).<br \/>\n8 &#8211; Antonio Pennacchi, Canale Mussolini e Fascio e Martello. Viaggio per le Citt\u00e0 del Duce.<br \/>\nSitografia:<br \/>\n1) I nomi della shoah italiana (a cura del CDEC);<br \/>\n2) Ebrei stranieri internati in Italia durante il periodo bellico (a cura di A.Pizzuti);<br \/>\n3) La persecuzione degli ebrei in Italia 1938-1945 attraverso i documenti dell\u2019epoca (mostra digitale Museo della Shoah di Roma).<br \/>\nDa segnalare: \u201cI nomi e i luoghi\u2026 la Shoah nella provincia di Latina\u201d \u00e8 la sintesi del lavoro svolto tra il 2011 e il 2012 dagli alunni dell\u2019 I.S.I.S.S.&#8221;Pacifici e De Magistris&#8221; &#8211; Sezze nell\u2019ambito della ricerca \u201cI nomi e i luoghi della memoria nella provincia di Latina\u201d. La ricerca \u00e8 inserita nel progetto \u201cLa geografia della memoria nel Lazio\u201d promosso dall\u2019Assessorato all\u2019Istruzione e Politiche per i giovani della Regione Lazio in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah &#8211; Onlus di Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; Il consiglio comunale di Latina ha detto s\u00ec alla proposta di realizzare una pietra d&#8217;inciampo, la prima in assoluto a Latina,\u00a0 in memoria di Gina Piazza. 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