{"id":383345,"date":"2025-08-11T10:13:18","date_gmt":"2025-08-11T08:13:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=383345"},"modified":"2025-08-11T10:15:57","modified_gmt":"2025-08-11T08:15:57","slug":"latina-anguria-a-29-centesimi-chi-paga-davvero-il-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2025\/08\/latina-anguria-a-29-centesimi-chi-paga-davvero-il-conto\/","title":{"rendered":"Latina, anguria a 29 centesimi: chi paga davvero il conto?"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA<\/strong> &#8211; Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D&#8217;Arcangeli, stimolata da un'&#8221;offerta\u00a0 speciale&#8221; sul prodotto fresco &#8220;anguria&#8221;. Il cocomero, il frutto dissetante per eccellenza, arriva infatti a essere offerto a prezzi stracciati, promozioni che suscitano interrogativi. Da qui, l&#8217;esperto analizza la filiera e pone nuovi interrogativi evidenziando le grandi criticit\u00e0 del settore che attendono soluzioni.<\/p>\n<p>&#8220;Una promozione come tante: angurie a 0,29 euro al chilo in un noto supermercato. Un prezzo allettante per il consumatore medio, ma che dovrebbe far suonare un campanello d&#8217;allarme. Perch\u00e9 se l&#8217;anguria costa meno di una bottiglietta d&#8217;acqua, chi sta davvero pagando il resto del conto? Io me lo sono chiesto &#8211; scrive D&#8217;Arcangeli &#8211; , da uomo che vive ogni giorno il mondo agricolo e vede in prima linea i volti, le mani e le fatiche di chi rende possibile quel prodotto. Perch\u00e9 dietro al banco della frutta, c&#8217;\u00e8 un&#8217;intera filiera in ginocchio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filiera \u00e8 in squilibrio. &#8220;Oggi il prezzo riconosciuto al produttore per un chilo di angurie \u00e8 mediamente tra i 10 e i 12 centesimi &#8211; prosegue i direttore della nota associazione di categoria &#8211; . Ma secondo stime di Confagricoltura, i costi di produzione effettivi superano i 20 centesimi al chilo. Il margine \u00e8 quindi negativo. E non si tratta di un&#8217;eccezione: \u00e8 ormai una regola strutturale, per molti comparti ortofrutticoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un chilo di anguria richiede: piantine innestate di qualit\u00e0, plastica e impianti per la pacciamatura e l&#8217;irrigazione, trattamenti fitosanitari, concimi, manodopera qualificata, bins, raccolta, trasporto, mediazione commerciale. Se poi la merce rimane invenduta o non viene raccolta, il danno economico \u00e8 doppio. L&#8217;agricoltore deve scegliere tra perdere tutto o vendere sottocosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla spesso di caporalato, ed \u00e8 giusto farlo. Ma c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;agricoltura seria, trasparente, fatta da imprenditori che rispettano le regole, i contratti, la dignit\u00e0 dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso all&#8217;Agro Pontino, dove opero da anni: un territorio che finisce spesso al centro della cronaca, ma che ospita centinaia di aziende che hanno incluso nel loro contesto lavorativo i propri dipendenti, creando relazioni stabili, legali, dignitose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 che, anche per queste realt\u00e0, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile rimanere in piedi. Se i prezzi al produttore non permettono nemmeno di coprire i costi, come si pu\u00f2 garantire legalit\u00e0 e sostenibilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mancanza di manodopera e inefficacia del decreto flussi &#8211;\u00a0C&#8217;\u00e8 poi il tema della manodopera. Negli ultimi anni, la disponibilit\u00e0 di lavoratori stagionali \u00e8 calata drasticamente. Il decreto flussi, pensato per regolarizzare l&#8217;ingresso di lavoratori stranieri, resta uno strumento utile sulla carta, ma zoppicante nella sua applicazione concreta. Lo sappiamo: le domande vengono accolte, ma le autorizzazioni arrivano con mesi di ritardo. A volte quando la campagna \u00e8 gi\u00e0 finita. Nel frattempo, le aziende restano senza operai. E l&#8217;alternativa \u00e8 o non raccogliere, o rischiare di cadere nell&#8217;irregolarit\u00e0. Nel mio settore, la maggior parte degli imprenditori vuole lavorare in regola. Ma servono strumenti che funzionano. Lo ha ribadito pi\u00f9 volte anche Confagricoltura: non si combatte lo sfruttamento criminalizzando le imprese, ma aiutandole ad assumere legalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il consumatore \u00e8 corresponsabile? \u00c8 facile puntare il dito sul consumatore. Ma parliamoci chiaro: molti cittadini hanno poche risorse. Comprano ci\u00f2 che costa meno. Il vero problema \u00e8 che chi controlla e imposta i meccanismi della filiera raramente si pone queste domande. Se la grande distribuzione impone prezzi stracciati, e lo Stato non garantisce manodopera regolare nei tempi giusti, l&#8217;agricoltore si trova da solo. E tutta la catena della legalit\u00e0 si spezza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Serve\u00a0 &#8211; conclude D&#8217;Arcangeli &#8211; un patto nuovo tra filiera, Stato e consumatore. Non possiamo accettare che il valore del cibo venga distrutto. Che la dignit\u00e0 del lavoro agricolo venga compressa in promozioni da volantino. Serve un patto nuovo: tra chi produce, chi controlla, chi distribuisce e chi acquista. Per ridare valore alla terra. E dignit\u00e0 a chi la lavora. Il prezzo dell&#8217;anguria a 29 centesimi non \u00e8 un affare. \u00c8 il segnale che qualcosa si \u00e8 rotto. E che va ricostruito subito, prima che sia troppo tardi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA &#8211; Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D&#8217;Arcangeli, stimolata da un&#8217;&#8221;offerta\u00a0 speciale&#8221; sul prodotto fresco &#8220;anguria&#8221;. Il cocomero, il frutto dissetante per eccellenza, arriva infatti a essere offerto a prezzi stracciati, promozioni che suscitano interrogativi. 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