{"id":436188,"date":"2026-08-22T06:54:24","date_gmt":"2026-08-22T04:54:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/?p=436188"},"modified":"2026-08-22T06:57:19","modified_gmt":"2026-08-22T04:57:19","slug":"nicolosi-rischia-di-fermarsi-la-rassegna-culturale-che-cura-lo-storico-quartiere-di-latina-schiacciata-da-esposti-e-burocrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/2026\/08\/nicolosi-rischia-di-fermarsi-la-rassegna-culturale-che-cura-lo-storico-quartiere-di-latina-schiacciata-da-esposti-e-burocrazia\/","title":{"rendered":"@Nicolosi rischia di fermarsi: la rassegna culturale che &#8220;cura&#8221; lo storico quartiere di Latina schiacciata da esposti e burocrazia"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LATINA\u00a0<\/strong> &#8211; Rischia di fermarsi @tNICOLOSI la rassegna che si svolge nella piazzetta dello storico, omonimo quartiere di Latina: &#8220;Forse diventer\u00e0 davvero una Rassegna da Marciapiede&#8221;, dicono gli organizzatori che provano a spiegare la complessa e al tempo stessa banale vicenda che sta per porre fine a un&#8217;esperienza culturale cominciata quindici anni fa, in una delle zone pi\u00f9 difficili della citt\u00e0 di Latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Spazio Culturale Nicolosi\u00a0 &#8211; ricordano &#8211; \u00e8 nato in un quartiere popolare, dentro una piccola sede affacciata su una piazzetta bellissima e complicata, con l&#8217;idea un po&#8217; folle che la cultura potesse servire a cambiare il racconto di un luogo. E quindici anni dopo siamo ancora qui, un po&#8217; pi\u00f9 stanchi, molto pi\u00f9 consapevoli e abbastanza testardi da credere ancora che ne sia valsa la pena&#8221;. Da cinque anni a questa parte, poi, \u00e8 nata @Nicolosi e mancano ancora quattro appuntamenti per concludere il programma estivo 2026 (li trovate in fondo all&#8217;articolo e il primo \u00e8 con Beppe Servillo), appuntamenti che potrebbero non tenersi se non accadr\u00e0 &#8220;qualcosa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;invito degli organizzatori, per far resistere la rassegna, \u00e8 rivolto a tutta la citt\u00e0: &#8220;VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perch\u00e9 credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perch\u00e9 credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perch\u00e9 un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia&#8221;. Un invito rivolto anche alla sindaca di Latina, Matilde Celentano che ha la delega alla Cultura.<\/p>\n<p>Ma per quale motivo questa bella esperienza potrebbe spegnersi, allontanata dallo spazio che da anni &#8220;cura&#8221;? Come detto la vicenda \u00e8 complessa e si \u00e8 ulteriormente complicata a causa di un esposto. Per chi abbia voglia di approfondire, riportiamo qui, in maniera integrale, la nota di Spazio Culturale Nicolosi.<\/p>\n<p>&#8220;La vicenda amministrativa che accompagna la quinta edizione di @tNICOLOSI non nasce quest&#8217;estate &#8211; spiegano &#8211; La Piazzetta del Terzo Lotto \u00e8 stata definitivamente qualificata dagli uffici comunali come area privata comune ai tre condom\u00ecni che vi si affacciano. Il problema \u00e8 che, da anni, manca un organismo unitario che possa assumere decisioni sulla sua gestione, un Supercondominio che non \u00e8 mai stato costituito. Per favorirne la costituzione abbiamo ospitato nella sede di Spazio riunioni tra proprietari e amministratori, abbiamo partecipato nel marzo 2024 ad un incontro istituzionale convocato dal Comune di Latina, abbiamo chiesto successivamente che venisse predisposto un disciplinare capace di regolare l&#8217;utilizzo della Piazzetta, abbiamo infine richiesto formalmente, ancora poche settimane fa, la convocazione di un&#8217;assemblea congiunta dei tre condom\u00ecni e delle sette scale del Lotto 3. La soluzione, per\u00f2, non \u00e8 arrivata.<br \/>\nQuest&#8217;anno, a seguito di alcuni esposti e dei conseguenti controlli, quella contraddizione \u00e8 esplosa definitivamente. Ed \u00e8 difficile non cogliere il paradosso: un esposto alla Questura non per denunciare un crimine, ma una festa popolare. Noi abbiamo presentato la documentazione tecnica, abbiamo sostenuto gli oneri amministrativi, abbiamo incaricato Francesco Sanciez e Daniele Ambroselli, due professionisti che hanno predisposto e sottoscritto la documentazione necessaria e che, credendo nel valore di questa esperienza, hanno scelto di non chiedere alcun compenso per il proprio lavoro, perch\u00e9 questo \u00e8 @tNICOLOSI, persone che decidono che vale la pena mettere a disposizione ci\u00f2 che sanno fare perch\u00e9 un quartiere possa continuare a vivere. Il SUAP del Comune di Latina lo ha infine scritto con grande chiarezza: il solo elemento oggi mancante \u00e8 l&#8217;assenso dei proprietari dell&#8217;area. Un assenso che non \u00e8 nella disponibilit\u00e0 del Comune e che il Comune non pu\u00f2 sostituire, e che noi cerchiamo, senza riuscirci, da oltre due anni.<br \/>\nLo stesso SUAP ha per\u00f2 scritto altrettanto chiaramente che non oppone alcun ostacolo allo svolgimento delle iniziative, dichiarandosi disponibile a valutare con l&#8217;Associazione soluzioni alternative<br \/>\namministrativamente praticabili. Ed \u00e8 esattamente da qui che vogliamo ripartire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NON \u00c8 UNA GUERRA CONTRO LE ISTITUZIONI\u00a0 &#8211; Lo vogliamo dire senza ambiguit\u00e0. Questa non \u00e8 una battaglia contro il Comune di Latina, n\u00e8 una battaglia contro il SUAP, n\u00e8 una battaglia contro la Questura, n\u00e8 una battaglia contro la Polizia Locale. Con tutti questi soggetti abbiamo avuto, pur nelle differenti funzioni e responsabilit\u00e0, interlocuzioni corrette e spesso collaborative. Durante l&#8217;ultima iniziativa, dopo avere volontariamente ridotto l&#8217;allestimento secondo quanto preventivamente da noi comunicato, gli agenti della Polizia Locale intervenuti hanno verificato il rispetto degli impegni assunti dall&#8217;Associazione. Abbiamo incontrato persone chiamate a far rispettare le regole e che, nello stesso tempo, hanno saputo vedere quello che succede davvero in questa piazza ed \u00e8 importante dirlo. Il problema non \u00e8 trovare qualcuno contro cui combattere, il problema \u00e8 trovare insieme una soluzione ad una situazione che nessuno di noi ha creato e che tutti ci portiamo dietro da troppo tempo. Per questo abbiamo scelto di non perseguire l&#8217;ipotesi di chiudere al traffico Via Filippo Corridoni, non vogliamo creare problemi ai residenti e non intendiamo<br \/>\nneppure trasferire @tNICOLOSI altrove. Perch\u00e9 @tNICOLOSI nasce qui, qui ha costruito il proprio significato, qui ha senso. Una rassegna nata per restituire il Quartiere Nicolosi alla citt\u00e0 non pu\u00f2 essere semplicemente caricata su un camion e trasferita in un parcheggio a qualche centinaio di metri di distanza. Per questo, se non riusciremo ad ottenere in tempo utile una formale autorizzazione all&#8217;utilizzo della Piazzetta, gli spettacoli partiranno dalla nostra sede e dal marciapiede che le sta davanti, senza palco, strutture sceniche, impianti o altre attrezzature collocate nella Piazzetta. Una vera Rassegna da Marciapiede. Non un espediente. Una scelta dichiarata, pubblica e assunta alla luce del sole. Perch\u00e9 non abbiamo niente da nascondere.<br \/>\nQUELLI CHE BENPENSANO &#8211; Poi esiste anche un&#8217;altra citt\u00e0. Quella che chiamiamo, con un po&#8217; di affetto e un po&#8217; meno pazienza, \u201cquelli che benpensano\u201d. Sono quelli per i quali una piazza vuota non disturba mai, una serranda abbassata non produce decibel, un luogo abbandonato non provoca problemi di ordine pubblico, una comunit\u00e0 che non si incontra non d\u00e0 fastidio a nessuno. Noi siamo fatti diversamente. Probabilmente siamo anche strani. Ci assumiamo le nostre ingenuit\u00e0, le nostre imperfezioni e quella maniera talvolta un po&#8217; guerrigliera con cui, in quindici anni, abbiamo provato a fare cose che sembravano impossibili e con pochissimi mezzi. Ma continuiamo a pensare che organizzare una festa popolare, un concerto, un laboratorio per bambini, una presentazione di un libro o una serata di teatro non significhi degradare un quartiere. Significhi esattamente il contrario. Le posizioni apertamente contrarie alle nostre attivit\u00e0, per quanto emerso nelle interlocuzioni avute negli anni, sono numericamente estremamente limitate e riconducibili anche a proprietari che non risiedono stabilmente nella Piazzetta. La grandissima parte delle persone che qui vive, invece, questa esperienza la conosce. Molte la sostengono. Molte la costruiscono insieme a noi.<\/p>\n<p>Circa l&#8217;80% dei volontari che rendono possibile @tNICOLOSI sono ragazze e ragazzi che vivono in Via Filippo Corridoni e nel Quartiere Nicolosi. Le loro famiglie sono arrivate a Latina dall&#8217;Italia e da Paesi di quattro continenti diversi: Nigeria, Marocco, Ucraina, Polonia, Romania, Colombia, India, Iran, Ruanda e tanti altri luoghi. Sono loro che montano, accolgono, puliscono, portano sedie, aiutano gli artisti, stanno fino alla fine e il giorno dopo ricominciano. Questa \u00e8 forse l&#8217;immagine pi\u00f9 semplice di ci\u00f2 che Spazio Culturale Nicolosi prova a fare: il mondo che dice a Latina: questo \u00e8 il vostro \u2014 nostro \u2014 quartiere. Non un luogo da nascondere, non un problema urbano, non una periferia dell&#8217;anima ma un pezzo di citt\u00e0. Anzi: uno dei suoi cuori popolari pi\u00f9 autentici e pi\u00f9 chiacchierati. La Casbah. Il \u201cFuoco della Casbah\u201d, come Adriana Marucco ha raccontato il Nicolosi. Un posto dove, parafrasando De Andr\u00e9, dai diamanti non nasce niente e dal letame possono nascere i fiori, proprio per questo una delle esperienze di partecipazione culturale pi\u00f9 vive di questa citt\u00e0 doveva nascere proprio qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SPAZIO \u00c8 STATA LA CASA DI TUTTI &#8211; In quindici anni da questa piccola sede sono passate migliaia di persone. Spazio \u00e8 stata la casa delle attivit\u00e0 con le donne detenute del carcere di Latina, degli studenti, delle scuole superiori della citt\u00e0, del Centro Donna Lilith, dell\u2019ambasciata della Costa d\u2019Avorio, di associazioni, reti informali e gruppi civici, dei collettivi femminili e non, dei gruppi di lettura, degli artisti, degli artigiani, dei piccoli produttori locali, degli scrittori, dei fotografi, degli architetti dell&#8217;Ordine, della Casa dell&#8217;Architettura, dei bambini del Doposcuola, delle persone straniere che imparano l&#8217;italiano, di chi cerca lavoro, di chi ha bisogno di orientamento, di chi vuole semplicemente sedersi, parlare, leggere, ascoltare musica o incontrare qualcuno. E persino, qualche volta, della Madonnina della Parrocchia di Santa Maria Goretti, perch\u00e9 anche la comunit\u00e0 parrocchiale del Quartiere \u00e8 parte di questa storia. Con don Paolo e con la Parrocchia abbiamo costruito negli anni un rapporto di vicinanza e collaborazione fatto di piccoli gesti concreti, persino quelle sedie che oggi sono diventate improvvisamente materia amministrativa sono sedie che la Parrocchia ci ha prestato. Quasi una parabola involontaria sul senso di questa storia. Spazio \u00e8 stato soprattutto la casa della gente comune ed \u00e8 forse proprio questa la sua parte pi\u00f9 rivoluzionaria. Perch\u00e9 rigenerazione urbana non significa mettere una panchina nuova e fare una bella fotografia. Significa costruire relazioni dentro i luoghi. Significa fare in modo che qualcuno decida che quel pezzo di citt\u00e0 gli appartiene abbastanza da prendersene cura.<\/p>\n<p>GRAZIE A CHI HA CREDUTO CHE TUTTO QUESTO AVESSE UN SENSO &#8211;\u00a0 Se siamo ancora qui \u00e8 anche perch\u00e9 qualcuno, negli anni, ha guardato questo lavoro e ha deciso che meritava fiducia. Le attivit\u00e0 di Spazio hanno incontrato istituzioni, enti, scuole, associazioni e realt\u00e0 culturali importanti. Il nostro lavoro di rigenerazione urbana a base culturale \u00e8 stato riconosciuto anche dal Ministero della Cultura e da Rai Cultura e questa quinta edizione di @tNICOLOSI non sarebbe stata possibile senza il sostegno fondamentale di Fondazione Roma. Una Fondazione che, permetteteci di dirlo, in questi anni si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 rivoluzionaria di tanti rivoluzionari di professione. Perch\u00e9 ha avuto il coraggio di guardare un piccolo presidio culturale dentro un quartiere popolare e fragile e riconoscere che l\u00ec esisteva qualcosa su cui valeva la pena investire. Non soltanto una rassegna, ma un progetto sociale e culturale, una comunit\u00e0, un&#8217;idea di citt\u00e0. A Fondazione Roma va quindi molto pi\u00f9 di un ringraziamento istituzionale, va la nostra gratitudine per avere creduto concretamente in questo lavoro. E vogliamo ricordare anche Marco Pandozi, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, insieme alle tante persone che negli anni hanno conosciuto Spazio, lo hanno attraversato e, in forme diverse, gli sono state vicine: Massimo Passamonti, con Citt\u00e0 Domani, Massimo Amodio, Presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Enrico Forte, gi\u00e0 Consigliere regionale del Lazio e amico di Spazio praticamente dalla prima ora. Persone diverse tra loro, con storie e ruoli differenti, unite almeno da una cosa: aver creduto che ci\u00f2 che accade al Nicolosi meritasse di essere difeso. Cos\u00ec come ringraziamo le aziende, grandi e piccole, che hanno scelto di affiancarci, spesso semplicemente perch\u00e9 riconoscono il valore di ci\u00f2 che proviamo a costruire. Non comprano visibilit\u00e0, investono in un pezzo di citt\u00e0.<br \/>\nADESSO, PER\u00d2, SERVE LA CITT\u00c0 &#8211; Per anni abbiamo sentito dire che a Latina non succede niente. Che manca cultura, che mancano luoghi, che manca partecipazione, che i quartieri vengono dimenticati, che i giovani non hanno spazi, che bisognerebbe fare qualcosa. Bene. Qualcosa lo abbiamo fatto. Adesso per\u00f2 non basta pi\u00f9 lamentarsi. Una citt\u00e0 non cambia perch\u00e9 qualcuno scrive un bel post. Non cambia perch\u00e9 qualcuno dice che sarebbe bello avere pi\u00f9 cultura, non cambia perch\u00e9 tre persone si assumono tutti i rischi e altre trecento guardano. Una citt\u00e0 cambia quando partecipa. Giorgio Gaber ci ha lasciato una frase semplicissima: la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione. Noi ci crediamo ancora.<\/p>\n<p>VENITE!\u00a0 &#8211; Per questo chiediamo alla citt\u00e0 una cosa molto semplice: VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perch\u00e9 credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perch\u00e9 credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perch\u00e9 un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia.<\/p>\n<p>PORTATE \u2018NA SSEDIA, SINDACA! &#8211; L&#8217;invito vale per tutti. Vale per la Sindaca di Latina. Vale per il Questore. Vale per il Dirigente del SUAP. Vale per le donne e gli uomini della Polizia Locale. Vale per ATER. Vale per i consiglieri comunali, per gli amministratori, per chi lavora nelle istituzioni e per chi in questi anni ha guardato Spazio con curiosit\u00e0, diffidenza o simpatia. Venite. Portatevi una sedia. Sedetevi accanto ai ragazzi del quartiere, ascoltate, guardate e poi decidete se questa esperienza rappresenta un problema da risolvere oppure una risorsa da proteggere. Noi non chiediamo privilegi, chiediamo soltanto che una vicenda amministrativa assurda non cancelli quindici anni di lavoro e una delle esperienze di partecipazione culturale pi\u00f9 vive nate in questa<br \/>\ncitt\u00e0, proprio nel suo cuore popolare pi\u00f9 discusso e pi\u00f9 fragile. Forse saremo davvero costretti a stringerci, a ridurre, a reinventare ancora una volta il modo di fare gli spettacoli. Ma non ce ne andremo dal Nicolosi. E non chiuderemo Via Filippo Corridoni per trasformarla in un&#8217;arena. Suoneremo davanti alla nostra sede, dal nostro marciapiede. La Piazzetta rester\u00e0 libera da palco, impianti, strutture sceniche ed elettriche riconducibili all&#8217;organizzazione e le persone che vorranno esserci saranno, come sempre, cittadini liberi di vivere il proprio quartiere nei limiti consentiti dalle regole.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la nostra Rassegna da Marciapiede. Non un gesto contro le istituzioni. Un gesto pubblico, dichiarato, gioioso e ostinato di cittadinanza attiva. Perch\u00e9 @tNICOLOSI non \u00e8 semplicemente un palco, neanche un&#8217;impianto audio, n\u00e9 le sedie e, forse, nemmeno la Piazzetta, @tNICOLOSI \u00e8 quello che succede quando una comunit\u00e0 decide di incontrarsi. E quella cosa, fortunatamente, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile da spegnere.<br \/>\n<strong>LE ULTIME QUATTRO SERATE<\/strong> &#8211;\u00a0 E poi, in mezzo a tutte queste carte, c&#8217;\u00e8 una cosa che rischiamo quasi di dimenticare. Il programma. Ed \u00e8 un programma che vale la pena difendere.<\/p>\n<p><strong>VENERD\u00cc 28 AGOSTO | ore 21.00<\/strong><br \/>\n<strong>BEPPE SERVILLO voce con CRISTIANO CALIFANO, chitarra<\/strong><br \/>\nUna delle voci pi\u00f9 autorevoli e originali della musica italiana. Avion Travel, teatro, cinema, canzone<br \/>\nnapoletana, racconti, incontri. Beppe Servillo e Cristiano Califano hanno conosciuto la situazione nella<br \/>\nquale si trova la Rassegna e hanno scelto di esserci. Per noi significa molto.<\/p>\n<p><strong>SABATO 29 AGOSTO | ore 21.00 MARCO POETA E BAND<\/strong><br \/>\n<strong>ANIME IN MINORE: Il Fado, il Blues e il silenzio che canta<\/strong><br \/>\nDoveva essere con noi il 16 luglio ma un problema di salute lo ha costretto a fermarsi. Adesso Marco sta<br \/>\nmeglio e torna. Ma chiamarlo semplicemente ospite di @tNICOLOSI sarebbe riduttivo. Marco Poeta \u00e8 un<br \/>\nfratello di Spazio. Un grande artista, un uomo speciale e \u2014 come probabilmente direbbe lui \u2014 un<br \/>\n\u201cdiscreto\u201d musicista. Discreto abbastanza da avere condiviso musica e palcoscenici con alcuni dei pi\u00f9<br \/>\nimportanti artisti italiani e internazionali, discreto abbastanza da avere lavorato con Lucio Dalla,<br \/>\ntrasformando in fado brani come Piazza Grande e Anna e Marco e condividendo con lui palchi italiani e<br \/>\nportoghesi. A Dalla viene attribuita, parlando della sua capacit\u00e0 di arrangiare, una battuta che racconta<br \/>\nMarco Poeta molto meglio di molte biografie: sarebbe capace di arrangiare perfino una lista della spesa.<br \/>\nE se negli anni sul palco del Nicolosi sono arrivati artisti come Moni Ovadia, Ares Tavolazzi, Massimo<br \/>\nBubola e oggi Beppe Servillo, una parte del merito \u00e8 anche sua. Marco non ci ha semplicemente portato<br \/>\nartisti, ci ha aiutato a immaginare cosa potesse diventare questa piazza e il 29 agosto torna a casa.<\/p>\n<p><strong>DOMENICA 30 AGOSTO | ore 21.00<\/strong><br \/>\n<strong>LA CITT\u00c0 CHE SCRIVE CANZONI<\/strong><br \/>\n<strong>Maurizio Vizzino e la sua Band<\/strong><br \/>\n<strong>con Marco Fino e Leonardo Angelucci<\/strong><\/p>\n<p>Noi li chiamiamo, senza alcuna ironia, la nostra meglio giovent\u00f9. Ragazzi che non considerano la propria<br \/>\ncitt\u00e0 un posto dal quale fuggire, che studiano, scrivono, suonano, fanno volontariato, insegnano musica ai<br \/>\npi\u00f9 piccoli del quartiere e provano a costruire qui una parte del proprio futuro. Maurizio Vizzino, Mattia<br \/>\nMalagola, Andrea Fratoni e Francesco Miletta non sono ragazzi ai quali concediamo un palco per generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono musicisti. Con studio, tecnica e talento. Maurizio ha appena pubblicato il suo primo album e Mattia Malagola<\/p>\n<p>ha ottenuto quest&#8217;estate, nell&#8217;ambito di Umbria Jazz, una delle borse di studio assegnate ai giovani musicisti<\/p>\n<p>per proseguire il proprio percorso alla Berklee College of Music di Boston.<br \/>\nUna possibilit\u00e0 enorme, conquistata attraverso il talento. Eppure questi ragazzi continuano a trovare il<br \/>\ntempo per stare qui, con noi, con i bambini, con il quartiere. Perch\u00e9 la cultura, qui, non sale soltanto su un<br \/>\npalco. Rimane. Accanto a loro Marco Fino e Leonardo Angelucci, altri due autori capaci di raccontare<br \/>\nattraverso linguaggi differenti una generazione che non ha alcuna intenzione di smettere di creare.<\/p>\n<p>V<strong>ENERD\u00cc 4 SETTEMBRE | ore 21.00<\/strong><br \/>\n<strong>MODULO PROJECT<\/strong><br \/>\n<strong>FOREVER AND BEYOND<\/strong><br \/>\nD<strong>irezione artistica Laura Bernardini<\/strong><br \/>\nDecine di giovani danzatori torneranno a trasformare il Quartiere Nicolosi in un grande spazio scenico. E<br \/>\ndietro quei ragazzi c&#8217;\u00e8 Laura Bernardini, coreografa e direttrice artistica che ha costruito negli anni un<br \/>\npercorso professionale di livello nazionale, attraversando danza, spettacolo e grandi produzioni televisive.<br \/>\nUna professionista che avrebbe potuto limitarsi ai grandi palcoscenici e che invece continua a portare il<br \/>\nproprio lavoro anche qui. Nel Nicolosi, con i ragazzi, dentro una piazza. Movimento, energia, corpi, futuro.<br \/>\nProbabilmente non poteva esserci finale migliore. Perch\u00e9 se questa storia ha un senso, quel senso<br \/>\nappartiene soprattutto alle generazioni che verranno dopo di noi.<\/p>\n<p>LA JOY ARMADA &#8211; Noi la chiamiamo cos\u00ec: Joy Armada, un esercito un po&#8217; strano. Non ha armi, ha ragazzi, volontari, libri, chitarre, sedie, bambini. Persone che parlano lingue diverse e qualche adulto sufficientemente incosciente da credere ancora che valga la pena provarci. Dall&#8217;altra parte non vogliamo nemici. Al massimo ci sono quelli che benpensano e va bene cos\u00ec. Anche loro fanno parte della citt\u00e0. Noi continueremo\u00a0 semplicemente a proporre un&#8217;altra idea. Una citt\u00e0 che non abbia paura delle persone. Una citt\u00e0 nella quale un quartiere popolare possa essere bello. Una citt\u00e0 nella quale la cultura non sia un lusso. Una citt\u00e0 che, invece di lamentarsi di ci\u00f2 che manca, decida di esserci quando qualcosa finalmente accade. Se questa quinta edizione arriver\u00e0 fino al 4 settembre, vorremmo arrivarci insieme. Se non sar\u00e0 possibile, racconteremo comunque questa storia con la serenit\u00e0 di chi sa di avere provato fino all&#8217;ultimo. Ma prima&#8230; venite. E questa volta davvero: portatevi una sedia. Perch\u00e9 le piazze appartengono alle persone che scelgono di viverle. Perch\u00e9 la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione. Perch\u00e9 una citt\u00e0 non cambia da sola&#8221;.<\/p>\n<div id=\"radio-2518937938\" class=\"radio-dopo-il-contenuto radio-entity-placement\"><a data-no-instant=\"1\" href=\"https:\/\/concessionari-suzuki.it\/bodema\/\" rel=\"noopener\" class=\"a2t-link\" aria-label=\"Bodema 1200&#215;600 banner Suzuki_AX\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-banner-Suzuki_AX.jpg\" alt=\"\"  srcset=\"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-banner-Suzuki_AX.jpg 1200w, https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Bodema-1200x600-banner-Suzuki_AX-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" width=\"800\" height=\"300\"   \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LATINA\u00a0 &#8211; Rischia di fermarsi @tNICOLOSI la rassegna che si svolge nella piazzetta dello storico, omonimo quartiere di Latina: &#8220;Forse diventer\u00e0 davvero una Rassegna da Marciapiede&#8221;, dicono gli organizzatori che provano a spiegare la complessa e al tempo stessa banale vicenda che sta per porre fine a un&#8217;esperienza culturale cominciata quindici anni fa, in una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":62,"featured_media":436190,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-436188","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/436188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/62"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=436188"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/436188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":436200,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/436188\/revisions\/436200"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/436190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=436188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=436188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioluna.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=436188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}