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CRONACA

Sospensione, la risposta del Garden: “L’Hotel non ha ignorato le ordinanze del Comune”

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LATINA – “Il Garden Hotel respinge la ricostruzione secondo cui avrebbe ignorato le ordinanze del Comune di Latina”. Lo dichiara la direzione dell’Hotel  in una nota di puntualizzazione allegando la documentazione relativa a interventi e analisi dopo le prime due ordinanze, dopo aver ricevuto la notifica dell’ordinanza di sospensione della licenza da parte del Comune. Di seguito la ricostruzione che arriva dalla struttura ricettiva.

“Dopo la prima ordinanza del 5 agosto, l’albergo ha chiuso. Il provvedimento prevedeva la chiusura fino a un nuovo esito favorevole delle analisi. Il 6 agosto è stata effettuata la prima sanificazione dell’impianto idrico, seguita dai campionamenti del laboratorio accreditato OSI.

Il 17 agosto, ricevuti i rapporti di prova favorevoli, la società ha comunicato per iscritto al Comune e all’ASL gli interventi eseguiti, i risultati delle analisi e la riapertura prevista per il giorno successivo. Il Garden ha quindi riaperto il 18 agosto, dopo la sanificazione e l’acquisizione degli esiti favorevoli, informandone le autorità.

Il 26 agosto è stata eseguita una seconda sanificazione. Le analisi successive, concluse il 5 settembre, non hanno rilevato Legionella nei campioni esaminati, entro i limiti di rilevabilità del metodo. Anche questi interventi e risultati sono stati comunicati al Comune e all’ASL, in riscontro all’ordinanza del 3 settembre.

Prendiamo atto dell’ulteriore provvedimento di sospensione e vi daremo seguito. Chiediamo che la vicenda venga rappresentata considerando anche le chiusure, gli interventi effettuati, i risultati delle analisi e le comunicazioni agli enti.

La salute degli ospiti e dei lavoratori resta la nostra priorità. Ci riserviamo di adire le sedi competenti a tutela delle nostre ragioni”, li legge nella nota dell’Hotel di Via del Lido.

CRONACA

Custodiva 26 chili di cocaina, arrestato un 40enne di Cisterna

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CISTERNA – Un quarantenne incensurato di Cisterna è stato arrestato dai carabinieri nel corso di un blitz eseguito dai carabinieri di Anzio. Custodiva ventisei chili di cocaina e un fucile a canne mozze. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione del sospettato, lui ha  lanciato dalla finestra una busta contenente diversi panetti di polvere bianca poi ha tentato la fuga salendo sul tetto. L’edificio però era circondato, la droga è stata recuperata e lui arrestato.

La cocaina era divisa in 21 panetti, e 9 sacchetti in cellophane; sequestrati 2.875 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita e 4 orologi Rolex.  Quattro pistole, 3 fucili e 501 cartucce di vario calibro erano invece regolarmente denunciate dal 40enne, titolare di licenza. Tra i fucili però ne è stato individuato uno, un modello da caccia, che era stato modificato artigianalmente con il taglio delle canne e del calcio, trasformandolo in un’arma ad alta pericolosità.

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CRONACA

L’impatto del cambiamento climatico sul lavoro nel Direttivo Uilm. Letta la lettera della figlia di Wladislaw

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LATINA – Una lettera scritta dalla figlia di Wladislaw, l’operaio morto in estate a Latina mentre era impegnato in un cantiere edile, in una giornata di caldo torrido, è stata letta ieri, venerdì 25 settembre, durante il Direttivo del Comitato Territoriale della UILM di Latina. Alla riunione hanno partecipato il Segretario Generale Provinciale della UILM di Latina, Domenico Bonanni, il Segretario Generale Provinciale della UIL di Latina, Luigi Garullo, e tutti i componenti della Segreteria Provinciale della UILM di Latina.

​Al centro del dibattito, due temi sempre più urgenti: l’impatto del cambiamento climatico e le condizioni del microclima nei luoghi di lavoro.

​E’ stata forte la commozione dei presenti di fronte alle parole della ragazza: “E’ emerso tutto il dolore e l’amarezza di una famiglia distrutta, ma soprattutto lo spunto per dire: non si può accettare che un lavoratore esca la mattina per andare a fare il suo dovere e la sera non torni più a casa dai suoi cari”, sottolinea la Uilm.

​«La lettera di questa ragazza ci ricorda perché siamo qui e perché non possiamo fare neanche un passo indietro», hanno dichiarato Domenico Bonanni, Luigi Garullo e la segreteria provinciale. «Non parliamo di teoria, ma di vita reale. Il caldo non è più un’emergenza eccezionale da gestire all’ultimo minuto: è un fattore ormai strutturale con cui dovremo fare i conti ogni anno e con condizioni destinate a peggiorare. Proprio per questo, la prevenzione e la tutela della salute nei posti di lavoro devono diventare una prassi ordinaria e continuativa, fondamentale per evitare il ripetersi di simili tragedie».

​La UILM e la UIL di Latina hanno ribadito con forza che la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve tornare al primo posto nell’agenda di aziende e istituzioni locali.

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CRONACA

Omicidio Dibba, investigatori a caccia del terzo componente del gruppo. Dubbi sul movente

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LATINA – Proseguono le indagini della squadra mobile di Latina per rintracciare il terzo uomo che si trovava a bordo della Kia Picanto nera dalla quale sono partiti i tre colpi che hanno ucciso Ibrahim Dibba la sera di mercoledì 16 settembre in Via XXIV Maggio a Latina. La Polizia di Stato di Latina che ha eseguito due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura di Latina e dalla Procura per i Minori di Roma, nei confronti di due degli indagati, un 16enne e Ferdinando detto Pescio Di Silvio, ha delineato lo scenario di quella sera, ma restano da chiarire il movente e completare la ricostruzione dell’omicidio. Un delitto maturato nell’ambito dello spaccio di droga? Oppure, come emerso dai familiari della vittima, Dibba aveva alzato la voce per farsi pagare un lavoro arrivando a dare uno schiaffo a uno dei suoi assassini?

Oggi nell’Aula Borsellino della Procura della Repubblica di Latina, spinto dal grave allarme sociale suscitato dai fatti, ha parlato il Procuratore Gregorio Capasso affidando poi la ricostruzione delle indagini alla Procuratrice Aggiunta Luigia Spinelli  

Il commento del dirigente della squadra Mobile di Latina,  Giuseppe Lo Deserto

 

 

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