Lunanotizie.it

CRONACA

Chiuso H&M di Corso della Repubblica, Cosentino: “Il Comune lavora per una riapertura rapida e in sicurezza”

Pubblicato

–

LATINA – Il punto vendita di H&M di Latina in Corso della Repubblica, all’interno dell’isola pedonale, è temporaneamente chiuso dopo la segnalazione arrivata dal  Comando provinciale dei Vigili del Fuoco al Comune, di alcune carenze in materia di prevenzione incendi.

IL Comune in un  nota spiega che “il dipartimento Attività Produttive, anche a seguito di apposita sollecitazione da parte della Prefettura, ha, quindi, avviato il procedimento amministrativo che segue questo tipo di segnalazioni. È un atto dovuto. Ad oggi l’autorizzazione commerciale non è stata sospesa. Il negozio è chiuso per decisione cautelativa della stessa società”.

Secondo quanto comunicato da H&M ai Vigili del Fuoco e, per conoscenza, al Comune, la documentazione tecnica è stata già trasmessa e sono stati eseguiti interventi di manutenzione sugli impianti; la società ha presentato ai Vigili del Fuoco un progetto di adeguamento complessivo del punto vendita a seguito della cui valutazione da parte del Comando e della successiva produzione di Scia antincendio, il Comune chiuderà il procedimento.

“La sicurezza di clienti e lavoratori viene prima di tutto – dichiara l’assessore alle Attività produttive Antonio Cosentino – H&M è una presenza importante per il centro storico e vogliamo che il negozio riapra presto. Lavoriamo con la società, i Vigili del Fuoco e la Prefettura perché accada in tempi brevi e nel rispetto delle regole. Si tratta di una questione tecnica legata a questo singolo esercizio”.

CRONACA

Terracina, sequestrato parcheggio abusivo per l’imbarco alle isole

Pubblicato

–

TERRACINA – La Guardia di Finanza ha sequesTrato a Terracina un’area di oltre 2.000 mq nelle vicinanze del porto turistico, risultata un parcheggio abusivo, in assenza delle  autorizzazioni urbanistiche e in violazione dei vincoli paesaggistici. Il decreto di sequestro eseguito dai militari del Comando provinciale,  chiesto dalla Procura, è stato emesso dal Gip del Tribunale  di Latina. All’interno dell’area era state notate autovetture di turisti diretti verso l’imbarco dei traghetti per l’isola di Ponza. Indagati in concorso, il gestore del parcheggio abusivo e il proprietario del terreno.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Condanna per la morte di Satnam Singh, depositate le motivazioni: “Contesto illecito, intensità del dolo e condotte tese a occultare le prove”

Pubblicato

–

LATINA – Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna in primo grado a 16 anni di reclusione per Antonello Lovato. La Corte d’Assise di Latina presieduta dal giudice Mario La Rosa a 90 giorni esatti dalla conclusione del processo per l’omicidio di Satnam Singh, sottolineando che “dall’istruttoria dibattimentale è emersa oltre ogni ragionevole dubbio la  responsabilità penale dell’imputato”, spiega che la scelta di “una pena base superiore al minimo della cornice edittale” è stata dettata dalle “modalità dell’azione” anche per la “sordità dell’imputato alle plurime sollecitazioni ricevute dall’esterno che lo avrebbero dovuto portare ad assumere un comportamento diverso da quello tenuto”.

Con riferimento alla condotta – scrive la Corte –  “vengono in rilievo anche i comportamenti antecedenti e susseguenti al fatto: in particolare il contesto illecito in cui si è verificato l’antefatto e le condotte tese ad occultare le prove”.

I giudici togati e popolari rilevando che “la gravità del danno cagionato  è strettamente connessa al bene giuridico leso il più importante, la vita”, aggiungono  che questa è “accresciuta dalle particolari condizioni di vulnerabilità della vittima, soggetto irregolari sul territorio italiano e sprovvisto delle minime tutele che dovrebbero essere garantite ad ogni lavoratore”.

“A sfavore dell’imputato depongono l’intensità del dolo che ha accompagnato la sua azione per un arco temporale significativo, nonostante le ripetute sollecitazioni di agire in modo diverso”. Antonello Lovato sapeva inoltre che Satnam poteva morire, ma voleva proteggere la sua azienda: “Non può non tenersi conto del motivo che lo ha spinto a delinquere, ossia proteggere la sua azienda, sperando che la situazione di irregolarità non emergesse”.

Quanto alle attenuanti generiche la corte ricorda che Lovato era incensurato e  ha valutato positivamente il suo contegno in udienza e la sua partecipazione attiva, ma soprattutto l’apertura di un conto corrente a favore della moglie e degli altri familiari della vittima, su cui ha versato le somme guadagnate dal lavoro all’interno della casa circondariale, per complessivi 11.496,08.

Per quanto riguarda infine le provvisionali per le parti civili e in particolare per i congiunti, “si deve ritenete che le somme indicate in dispositivo rappresentano la misura minima di liquidazione dei danni subiti dai parenti stretti di Satnam Singh, considerando anche solo il dolore che le stesse hanno patito per l’uccisione del proprio marito, Soni Soni, del proprio figlio, Singh Gutmukh e Kaur Jasveer, e del proprio fratello Singh ,{mdpal e Kaut Rajveet.

“La sentenza depositata oggi ha confermato l’impressione che avevamo avuto con la lettura del dispositivo, cioè che è stata riconosciuta l’importanza del fattore tempo nel chiedere i soccorsi, e quindi tutto il tempo che è stato perso dall’imputato ha determinato, secondo la Corte, il decesso di Satnam. Questo era il primo aspetto che era importante venisse sottolineato, perché è quello che poi ha fatto la differenza tra il dolo eventuale, che era quello contestato dalla Procura, e la colpa che invece le difese hanno cercato di sostenere – ha commentato l’avvocato Gianni Lauretti, legale di Soni Soni, compagna della vittima e parte civile – . Per il resto è stata data molta importanza al comportamento del Lovato successivo al  fatto, soprattutto l’intensità del comportamento, cioè che è durato tanto, si è manifestato in diverse condotte che non avevano senso, oltre a quella di non chiamare i soccorsi, quello di aver ripulito il furgone e aver fatto sparire anche il macchinario, quindi tutti elementi che hanno indotto la Corte a ritenere il dolo intenso e quindi a far sì che poi la pena base sia stata determinata non nel minimo, ma in 24 anni”.

Per quanto riguarda Soni, la compagna convivente della vittima, Lauretti si dice soddisfatto: “C’è stato riconoscimento pieno della sua posizione di compagna convivente, in quanto non avevano formalizzato un matrimonio vero e proprio e quindi sono stati riconosciuti tutti i diritti che vengono riconosciuti normalmente ai conviventi. C’è stata molta attenzione da parte della Corte nel valutare la posizione soprattutto di Soni, che era una posizione che poteva destare qualche problema proprio perché non era consacrata in atti formali, ma è stato riconosciuto il valore della convivenza, il fatto che hanno sempre vissuto insieme, sono venuti in Italia insieme, quindi questo è stato riconosciuto appieno e ne siamo soddisfatti”, conclude il legale.

Leggi l’articolo completo

CRONACA

Ponza, scoperto e sequestrato un manufatto abusivo in zona vincolata

Pubblicato

–

PONZA – Nei giorni scorsi i militari del N.I.P.A.A.F. – Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, a seguito di controllo ambientale del territorio, hanno accertato, in località Pagliaro/I Conti sull’isola di Ponza, la realizzazione di interventi edilizi in assenza di titoli autorizzativi. Secondo quanto accertato dai Carabinieri Forestali, i lavori edili riguardavano un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e ricadente in zona di protezione speciale (ZPS), area di particolare pregio naturalistico-ambientale ai sensi della normativa europea della “Direttiva Habitat”.

E’ stato scoperto un manufatto di circa 29 metri quadrati di  un’altezza di oltre due metri, identificato come “baracca da cantiere” e costituito da una struttura portante in metallo e copertura a doppia falda, posizionata su base in cemento, il tutto in assenza di titolo autorizzativo e su lotto di terreno avente vocazione agricola ai sensi del vigente P.R.G. I titoli autorizzativi erano stati concessi esclusivamente per interventi di bonifica e perimetrazione del terreno.

denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino il proprietario dei terreni e il committente dei lavori, entrambi per il reato di abuso edilizio in area vincolata paesaggisticamente. Il  manufatto è stato sequestrato “in quanto non vi era un piano operativo di sicurezza in cui venisse dato atto della necessità di installare la baracca da cantiere a servizio delle maestranze; inoltre vi era difformità riguardo la tipologia dei lavori autorizzati (solo bonifica e perimetrazione del lotto di terreno) e l’assenza di nulla osta della Provincia di Latina inerente alla fascia di rispetto stradale essendo la struttura installata nelle immediate adiacenze della via principale (S.P. Ponza – Le Forna)”.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri ricordano che il patrimonio rurale è protetto dalla Costituzione e incoraggiano chiunque – anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 – a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse naturalistico-ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.

Leggi l’articolo completo

Più Letti