CRONACA
Pontinia, progetto per un impianto a biomasse: il Comune annuncia verifiche su ambiente e sicurezza
Un progetto per la realizzazione di un impianto a biomasse in zona via Fanelli è stato trasmesso al territorio dagli enti sovraordinati, Provincia e Regione. A comunicarlo è il Comune di Pontinia, che chiarisce le competenze amministrative in materia di autorizzazioni e annuncia controlli rigorosi sul rispetto delle prescrizioni ambientali e di sicurezza.
In una comunicazione rivolta ai cittadini, il sindaco Eligio Tombolillo e l’Amministrazione comunale precisano che il rilascio delle autorizzazioni e l’individuazione delle aree idonee per questo tipo di impianti spettano agli enti sovraordinati. Secondo quanto spiegato dal Comune, nell’ambito del quadro normativo nazionale ed europeo sulle energie rinnovabili, l’ente locale non dispone di un potere generale di veto, ma può segnalare eventuali criticità tecniche e ambientali legate al territorio.
L’Amministrazione sottolinea di non essere contraria a priori alle nuove tecnologie, soprattutto quando possono contribuire allo smaltimento sostenibile delle biomasse e al superamento dei problemi legati ai livelli di azoto nei terreni agricoli. Al tempo stesso, ribadisce la volontà di esercitare le proprie competenze per governare e pianificare lo sviluppo degli impianti energetici.
In questa direzione si inserisce il lavoro delle commissioni comunali competenti, che hanno concluso nella giornata di oggi l’esame del regolamento per gli impianti energetici. Il provvedimento, secondo l’Amministrazione, rappresenterà uno strumento aggiuntivo per orientare e pianificare lo sviluppo di queste strutture sul territorio comunale.
Il Comune assicura infine che sarà data priorità alla verifica del rispetto di tutte le prescrizioni previste a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini.
CRONACA
Sermoneta, i Carabinieri incontrano gli anziani per prevenire le truffe: illustrati i raggiri più diffusi
Informare i cittadini, soprattutto le persone più vulnerabili, per riconoscere i tentativi di truffa e sapere come difendersi. Con questo obiettivo i Carabinieri della Stazione di Sermoneta hanno incontrato circa 30 persone al centro sociale anziani del centro storico, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Arma.
L’incontro si è svolto nella giornata di ieri ed è stato condotto dal comandante della Stazione, il luogotenente C.S. Antonio Vicidomini. I partecipanti hanno potuto confrontarsi direttamente con il comandante sulle tecniche utilizzate dai truffatori per raggirare le vittime, con particolare attenzione agli anziani.
Tra i casi illustrati, le telefonate di persone che si fingono appartenenti alle Forze dell’Ordine o avvocati e raccontano di presunti incidenti, emergenze o problemi giudiziari che coinvolgerebbero familiari. L’obiettivo è indurre la vittima a consegnare denaro o oggetti preziosi per risolvere una situazione presentata come urgente.
Attenzione anche ai falsi incaricati di enti pubblici, banche o società che forniscono servizi essenziali, come luce, gas e acqua. Con il pretesto di verifiche o controlli, questi soggetti cercano di entrare nelle abitazioni oppure convincono le vittime a effettuare bonifici verso conti riconducibili ai responsabili.
Durante l’iniziativa sono stati distribuiti opuscoli informativi con consigli pratici per riconoscere e prevenire i raggiri. I Carabinieri hanno inoltre ricordato di non comunicare a sconosciuti dati personali, credenziali di accesso ai conti bancari o postali e altre informazioni riservate che potrebbero essere utilizzate per sottrarre denaro.
L’incontro rientra nelle attività di prevenzione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, che punta a rafforzare la sicurezza attraverso la presenza sul territorio, il dialogo con la comunità e la diffusione della cultura della legalità.
L’invito rivolto ai cittadini è di prestare attenzione alle richieste sospette e di rivolgersi alle Forze dell’Ordine per segnalare situazioni dubbie e chiedere supporto.
CRONACA
Terracina, omicidio stradale di Federico Salvagni: acquisite le consulenze, processo rinviato al 23 ottobre
È ripreso al Tribunale di Latina il processo a carico di Gioacchino Sacco, 50 anni, originario di Aquino e residente a Terracina, accusato dell’omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne di Latina investito nella notte del 15 agosto 2025 sulla ex provinciale per San Felice Circeo, a Terracina. Nel corso dell’udienza sono state acquisite le dichiarazioni rese agli investigatori dal fratello minorenne della vittima e da un amico presente quella sera, evitando così la loro testimonianza in aula. Acquisite anche le consulenze tecniche sulla dinamica dell’incidente, gli accertamenti medico-legali e l’analisi forense del cellulare dell’imputato. Sacco, soprannominato Jonathan, era stato arrestato il 16 agosto 2025. In occasione dell’interrogatorio di convalida aveva scelto di non rispondere, dopo aver dichiarato spontaneamente di non essere lui alla guida della Lancia Ypsilon coinvolta nell’incidente. Il giudice aveva convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta della difesa di concedere i domiciliari. La decisione è stata successivamente confermata dal Tribunale del Riesame di Roma e dalla Cassazione. Secondo quanto riportato nelle decisioni dei giudici, la misura cautelare è legata alla gravità della condotta contestata, alla fuga dopo l’investimento, al rischio di sottrazione alla giustizia e ai precedenti penali e alle violazioni stradali dell’uomo. Gli elementi raccolti avrebbero inoltre fatto ipotizzare una possibile alterazione al momento dell’incidente. La Cassazione ha ritenuto insufficienti anche gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono tredici le parti civili costituite nel procedimento, tra cui i familiari di Federico e l’associazione Familiari Vittime della Strada. Con l’ultima udienza si è conclusa l’escussione dei testimoni dell’accusa. Il processo è stato rinviato al 23 ottobre, quando saranno ascoltati i testimoni delle parti civili.
CRONACA
Cisterna, disservizi WindTre: Codacons diffida la compagnia e chiede risarcimenti
Interruzione dei servizi di telefonia fissa, mobile e internet a Cisterna di Latina: il Codacons interviene con una diffida a WindTre, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dagli utenti e il riconoscimento degli indennizzi previsti. A comunicarlo è il Codacons Latina, attraverso il presidente provinciale, l’avvocato Antonio Formiconi. Secondo quanto riferito dall’associazione, il disservizio si sarebbe verificato a partire dal 13 ottobre e sarebbe proseguito nei giorni successivi, coinvolgendo i residenti e le attività del territorio. Le conseguenze, sottolinea il Codacons, avrebbero riguardato cittadini impegnati nelle attività quotidiane, anziani e persone fragili, professionisti, negozi e attività di ristorazione, con possibili ripercussioni sia sulla vita privata sia sul lavoro. L’associazione ha quindi diffidato la compagnia telefonica, contestando le ricadute del disservizio e chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre agli indennizzi previsti dalle condizioni contrattuali e dalla Carta dei Servizi. Tra le richieste figurano anche lo storno o l’annullamento delle fatture relative ai servizi non fruiti, sia per le utenze domestiche sia per quelle aziendali. Il Codacons Latina si mette a disposizione degli utenti interessati per fornire assistenza e informazioni e valutare la possibilità di promuovere un’azione collettiva a tutela dei consumatori coinvolti.
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