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Ecosistema urbano, Latina scivola al 98° posto per performance ambientali

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Latina perde altre cinque posizioni e scende al 98° posto su 106 capoluoghi italiani nella classifica di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto realizzato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Il dato conferma le difficoltà del capoluogo pontino sul fronte delle politiche ambientali, con criticità particolarmente evidenti nella gestione dell’acqua, dei rifiuti e della mobilità.

La 33ª edizione del rapporto, presentata a Roma, valuta le performance delle città attraverso 20 indicatori distribuiti in sei aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. In testa alla classifica nazionale ci sono Mantova, Trento e Bolzano, mentre le ultime posizioni sono occupate da Napoli, Reggio Calabria e Palermo.

A livello nazionale, Legambiente segnala problemi legati allo smog, al consumo di suolo e all’elevato numero di automobili in circolazione. Tra i segnali positivi figurano invece l’aumento della raccolta differenziata, la crescita dell’utilizzo del trasporto pubblico e la riduzione media delle perdite idriche.

Nel Lazio, Roma mantiene la 67ª posizione, mentre Latina è il capoluogo con il risultato peggiore, davanti a Frosinone, 88ª, Rieti, 80ª, e Viterbo, 79ª. Preoccupano soprattutto i dati sulla motorizzazione: Latina registra 75 auto ogni 100 abitanti, contro una media europea indicata nel rapporto di 58. Peggio fanno Viterbo, con 79 auto, Rieti con 77 e Frosinone con 85.

Il dato più critico per il territorio pontino riguarda però la rete idrica: il 68,6% dell’acqua immessa nelle condotte viene disperso prima di raggiungere gli utenti. Una percentuale che colloca Latina al 92° posto nazionale e risulta in lieve peggioramento rispetto all’edizione precedente.

Anche sul fronte dei rifiuti il capoluogo arretra. La raccolta differenziata si ferma al 51,4%, contro il 52,2% rilevato lo scorso anno, facendo scendere Latina al 92° posto. Nel Lazio il risultato migliore è quello di Frosinone, con il 67,5%, mentre Roma sale al 48,8%.

Il quadro complessivo evidenzia un peggioramento per 11 dei 20 indicatori considerati, con un punteggio di performance sostenibile pari a 39,41%, meno della metà rispetto all’81,29% ottenuto da Mantova, prima in classifica.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria, tre dei quattro parametri registrano un peggioramento. Migliora la concentrazione di biossido di azoto, ma Latina resta comunque al 74° posto per questo indicatore.

Sul fronte della mobilità, si registrano progressi per l’offerta di trasporto pubblico, che vale il 55° posto, e per le piste ciclabili, con 4,6 metri quadrati ogni 100 abitanti e la 70ª posizione. Peggiora invece il tasso di motorizzazione. Le isole pedonali collocano Latina al 79° posto, con 11,7 metri quadrati ogni 100 abitanti, il dato più basso tra i capoluoghi del Lazio.

Anche il verde urbano presenta margini di miglioramento: Latina è 68ª per numero di alberi nelle aree pubbliche, con 15 esemplari ogni 100 abitanti, e 85ª per verde urbano complessivo, con 10,9 metri quadrati per abitante. Tra i risultati più favorevoli emerge invece il trend del consumo di suolo, che colloca il capoluogo al 35° posto nazionale

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Due giornate alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico pontino, successo per il Circuito dell’Agro Pontino

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Si è conclusa con un nuovo successo l’edizione 2026 del Circuito dell’Agro Pontino, la manifestazione promossa dal Circolo Pontino della Manovella che ha riportato sulle strade del territorio una pagina significativa della storia motoristica locale e un evento le cui radici risalgono al 1937. Due giornate, quelle di sabato 24 e domenica 25 ottobre, dedicate alle automobili storiche, alla memoria e alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico pontino.

Il programma ha preso il via sabato pomeriggio a Latina, con l’esposizione delle vetture storiche in Piazza del Popolo. Alle 15.30 il corteo è partito in direzione di Cisterna di Latina, passando per Borgo Piave, per raggiungere Piazza XIX Marzo, dove cittadini e visitatori hanno potuto ammirare da vicino le automobili partecipanti. La giornata è proseguita con il passaggio a Procoio Bufalareccia, a Tor Tre Ponti, fino al Foro Appio Mansio Hotel. Da qui, la domenica mattina, il corteo di è spostato alla volta di Pontinia, attraversando Borgo San Michele e Borgo Grappa. In Piazzale Kennedy gli equipaggi si sono sfidati con spiccato agonismo per le prove di regolarità e le vetture sono state protagoniste dell’esposizione e delle attività della manifestazione, culminate nel pomeriggio con le premiazioni e i saluti conclusivi.

Il Circuito ha confermato così la propria vocazione divulgativa: le auto storiche non sono soltanto testimonianza di evoluzione tecnica e industriale, ma strumenti per raccontare le trasformazioni sociali, la storia della mobilità e l’identità dei luoghi.

Tra i temi centrali del percorso del Circolo Pontino della Manovella si è confermata la Via Appia, Regina Viarum: non a caso parte del Circuito dell’Agro Pontino ha interessato alcuni punti dell’antico tracciato. La Via Appia diviene quindi un asse storico e culturale attorno al quale sviluppare una progettualità più ampia per la valorizzazione della provincia di Latina.  L’obiettivo è mettere in relazione patrimonio archeologico, paesaggio, storia del motorismo e comunità locali, costruendo occasioni di conoscenza e promozione del territorio.

In questa prospettiva si inserisce anche l’evento organizzato lo scorso giugno, dedicato all’ingegner Piero Taruffi e ai successi del celebre bisiluro ottenuti sulla Via Appia. Un’iniziativa che ha intrecciato la memoria di uno dei protagonisti dell’ingegneria e della competizione automobilistica con una strada millenaria, restituendo valore al legame tra innovazione, velocità e storia dei luoghi.

Le attività realizzate a giugno e i prossimi appuntamenti dedicati alla Regina Viarum saranno presentati dal Circolo Pontino della Manovella alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), in programma a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un’occasione per condividere il lavoro svolto e illustrare le prospettive di un progetto che ambisce a contribuire alla conoscenza e alla promozione del patrimonio storico e archeologico del territorio pontino.

“Il Circuito dell’Agro Pontino ha rappresentato ancora una volta un’occasione per unire la passione per le auto storiche alla valorizzazione della nostra identità territoriale. Vogliamo che iniziative come questa siano aperte a tutti e capaci di raccontare la storia attraverso le strade, i monumenti e le persone che hanno contribuito a costruirla. La Via Appia è una risorsa straordinaria, che merita di essere valorizzata attraverso una visione condivisa e capace di coinvolgere l’intera provincia di Latina. L’esperienza dedicata a Piero Taruffi e al bisiluro ci ha ricordato quanto il nostro territorio sia legato anche a pagine importanti della storia automobilistica. Continueremo a lavorare perché questa eredità diventi un’opportunità di cultura, promozione e partecipazione”, ha dichiarato Aldo Compagni, presidente del Circolo Pontino della Manovella, che ringrazia per il supporto e la collaborazione il presidente e il vicepresidente della Provincia di Latina, rispettivamente Federico Carnevale e Pierluigi Torelli, il sindaco di Latina Matilde Celentano, di Cisterna Valentino Mantini, di Pontinia Eligio Tombolillo, l’assessore del Comune di Pontinia Simone Coco e il consigliere comunale di Latina Vincenzo Valletta.

 

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Terracina, Legambiente inserisce il nubifragio di ottobre nell’Osservatorio Città Clima

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Il nubifragio del 20 e 21 ottobre entra nell’Osservatorio Città Clima di Legambiente tra gli eventi catastrofici di origine climatica che hanno colpito Terracina. Il circolo locale torna a chiedere un cambio di passo nella gestione del territorio, indicando nella crisi climatica, nella mancata manutenzione e nell’assenza di una riprogettazione delle infrastrutture urbane e agricole alcuni dei fattori alla base delle esondazioni e degli allagamenti.

Il Comune ha chiesto lo stato di calamità naturale dopo i danni provocati dalle precipitazioni. Le conseguenze più pesanti si sono registrate a Borgo Hermada, in via Pantani da Basso, e in via Pontalto, dove alcuni allagamenti hanno reso necessaria l’evacuazione di abitazioni. Criticità anche in via Ponte Rosso, con il crollo dell’argine del fiume, e lungo la via Appia, rimasta temporaneamente chiusa all’altezza di Ponte Maggiore per la presenza di acqua sulla carreggiata.

Per Legambiente, quanto accaduto conferma una tendenza denunciata da anni. Il circolo ricorda il downburst del 29 ottobre 2018, quando raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari devastarono il centro cittadino, e la successiva proposta di Dichiarazione di Emergenza Climatica, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale l’11 dicembre 2019. Secondo l’associazione, però, agli impegni assunti non è seguito un piano concreto di interventi.

Tra le priorità indicate c’è la predisposizione di un Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici, in coerenza con il Piano nazionale di adattamento, insieme all’attuazione del PAESC approvato nel 2019. Legambiente chiede inoltre di fermare il consumo di suolo, ripristinare la permeabilità delle superfici attraverso sistemi di drenaggio urbano sostenibile, garantire la manutenzione dei canali di bonifica e sviluppare aree verdi, rifugi climatici e barriere naturali capaci di ridurre l’impatto delle precipitazioni.

L’associazione richiama anche i dati dell’Osservatorio Città Clima, che nell’estate del 2026 avevano collocato Terracina al secondo posto nel Lazio per aumento delle temperature medie nell’ultimo decennio, con un valore indicato di 25,66 gradi. Un quadro che, secondo il circolo, rende ancora più urgente affrontare gli effetti del riscaldamento climatico attraverso la prevenzione e una pianificazione di lungo periodo.

«Non dobbiamo utilizzare la parola maltempo o evento eccezionale. Siamo in un’era di crisi climatica e questa va gestita non come un’emergenza, ma come un fattore strutturale da considerare in ogni intervento di progettazione e manutenzione», dichiara Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione. Giannetti sottolinea inoltre la necessità di una cabina di regia tra gli enti coinvolti, di una maggiore informazione dei cittadini e di strumenti previsionali per conoscere l’evoluzione delle precipitazioni e i loro possibili effetti sul territorio.

Legambiente Terracina annuncia infine la partecipazione con una propria delegazione alla manifestazione nazionale “La Terra chiamò”, in programma sabato 5 dicembre a piazza del Popolo, a Roma, dalle 12.30. L’iniziativa punta a riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico, dopo un’estate che ne ha mostrato gli effetti sulla salute, sui territori e sulla vita quotidiana.

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Cisterna, un parco intitolato a Umberto Achille Di Lelio, pioniere dell’industria casearia

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Un riconoscimento alla storia imprenditoriale di una famiglia che ha contribuito alla crescita economica di Cisterna di Latina. Si è svolta questo pomeriggio la cerimonia di intitolazione del parco pubblico di via delle Province a Umberto Achille Di Lelio, imprenditore che, partendo da una piccola bottega di formaggi e latticini, riuscì a costruire un’azienda capace di superare i confini provinciali.

Nato a Nettuno nel 1904 da una famiglia di pastori, dopo il trasferimento a Cisterna avviò la sua attività nell’attuale corso della Repubblica, nel centro cittadino. Con il sostegno della moglie e dei figli trasformò quella prima esperienza in un’impresa con sede sulla via Appia, avviando la produzione di latticini con il marchio “Gioia” anche per la Locatelli.

La qualità del suo lavoro gli valse diversi riconoscimenti, tra cui il premio internazionale “Contenitore d’Oro” e il titolo di Commendatore della Stella al Merito degli Ordini Cavallereschi e Nobiliari. Scomparso nel 1979, nel 2015 Di Lelio aveva ricevuto dall’amministrazione comunale il “Premio Cisterna” per il contributo offerto all’economia locale.

L’intitolazione del parco conclude un percorso avviato con la richiesta presentata nel 2016 dal nipote Umberto e portato avanti dalla Commissione Toponomastica, presieduta da Quirino Mancini. Nel 2022 il terreno su cui sorge l’area verde era stato donato al Comune dal figlio Mario.

Alla cerimonia di scoprimento della targa hanno partecipato numerosi familiari, tra cui Dina, Pina e Dario, i cugini più anziani di Umberto Achille, oltre ai nipoti Marisa, Umberto e Mimma.

Il sindaco Valentino Mantini ha ricordato il percorso di Di Lelio e della sua famiglia, sottolineando come, partendo da origini umili, siano riusciti a costruire una solida realtà imprenditoriale, dando lustro alla comunità e contribuendo allo sviluppo del territorio.

I nipoti hanno ringraziato il sindaco e l’amministrazione per aver accolto la richiesta di intitolazione, evidenziando il valore simbolico della nuova destinazione dell’area: il luogo in cui sorgeva la prima azienda del nonno è oggi uno spazio pubblico dedicato ai bambini e alle famiglie. Un’eredità che, oltre alla crescita economica, racconta il coraggio di inseguire un progetto e la capacità di offrire lavoro e futuro a tante persone.

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