ATTUALITA'
Michael Jackson e Daniele
L’incontro in un libro su Amazon.it

LATINA – In ricordo di Daniele accade anche questo: l’incontro tra Michael Jackson e Daniele durante il concerto di Milano a San Siro nel 1997 è finito in un libro in lingua inglese uscito il 29 agosto. Lo comunica Antonietta Parisi, la mamma del ragazzo morto di Aids da ragazzo, che, sedici anni fa, conoscendo la passione travolgente del figlio per l’artista statunitense, si era fatta in quattro per consentirgli di vivere il sogno.
Dopo “La forza dell’amore – In ricordo di Daniele” delle Edizioni C’era Una Volta, uscito in Italia, in cui è stata raccontata l’intera storia di Daniele, approda ora nelle librerie e on line “A life for L.O.V.E. – Michael Jackson stories you should have heard before” (trad: “Una vita per l’amore – storie di MJ che non avete mai sentito prima”), un volume di oltre 450 pagine che contiene storie di umanità, speranza, fratellanza e solidarietà legate alla figura di Michael Jackson, tra cui c’è anche Daniele, unico italiano tra i tanti che ne fanno parte.
“Una cosa incredibile – racconta Antonietta – Un gruppo di ragazzi fans di Michael (Brigitte Bloemen, Marina Dobler & Miriam Lohr ovvero il Team MJJBook) residenti a Monaco di Baviera in Germania ha fatto di tutto per contattarmi ed avere la storia di quel magico incontro. I ragazzi hanno seguito costantemente Michael nei suoi tour e hanno già all’attivo la pubblicazione di un libro su di lui dal titolo “It’s all about L.O.V.E. – Michael Jackson stories you were never meant to read” (trad: “Tutto sull’amore – storie di MJ che non avreste mai pensato di leggere”). Attraverso la vendita di questo primo libro hanno raccolto più di 7.500 euro che hanno donato alla fondazione Make a Wish, con la quale collaborano. Insomma, tra una vicissitudine ed un’altra siamo riusciti a parlare, grazie soprattutto alla collaborazione della giornalista Roberta Colazingari che mi ha aiutato con la lingua inglese non solo a rispondere e capire le loro mail, ma a scrivere interamente la storia dell’incontro in lingua”.
All’interno, oltre a numerose altre storie provenienti da ogni parte del mondo, l’incontro di Daniele con Michael allo stadio di San Siro nel 1997 è raccontato con dovizia di particolari, grazie anche ad alcune testimonianze e scritti lasciati dallo stesso Daniele che ripercorrono quel momento emozionante. Ecco uno stralcio: … These are Daniele’s words when he told the story of this special meeting to a journalist in Latina: “Michael is the kindest person. I remember he had a particular and sweet scent, so I thought: I don’t want to wash myself anymore. I want to wear his scent for the rest of my life! It was like a dream for me. I remember his scent, the flashlights of photographers and my mother with the camera around her neck, so deeply moved that she wasn’t able to take a single picture all day!”. (trad: Queste sono le parole con cui Daniele raccontò la storia di quell’incontro speciale ad un giornalista a Latina: “Michael è la gentilezza fatta persona. Ricordo che aveva un particolare profumo, così ho pensato: Non voglio lavarmi più. Voglio sentire questo profumo per tutta la mia vita! E’ stato come un sogno per me. Ricordo il suo profumo, i flash dei fotografi e mia mamma con la macchinetta fotografica appesa al collo, così emozionata che non fu in grado di scattare foto per tutto il giorno!”).
“Ringrazio – dice ancora Antonietta – veramente di cuore il Team MJJbook che mi ha contattato e regalato questa possibilità, Roberta Colazingari per il meraviglioso lavoro svolto per buona parte dell’estate nel mettere su carta in inglese quel bel momento. Il libro – chiude – è già acquistabile su varie librerie on line e su Amazon.it in USA, inoltre si può ordinare in qualsiasi libreria attraverso il codice ISBN: 978-3-8495-5196-4”.
Per informazioni, Antonietta Parisi, mamma di Daniele 3387756420
ATTUALITA'
Università e Ordine degli architetti insieme: nasce il laboratorio per “Abitare il Cambiamento”
Connettere le intelligenze del territorio per trasformare la ricerca universitaria in soluzioni concrete per i cittadini. Questo l’obiettivo con il quale è nato il protocollo d’intesa siglato tra la Sapienza di Latina e l’Ordine degli Architetti della provincia, un’alleanza strategica che dà vita al laboratorio di idee “Urbana Sapienza”. L’iniziativa punta a superare la rigidità dei tradizionali accordi formali per avviare un percorso di ascolto, partecipazione e rigenerazione diffusa in tutto il territorio pontino.
A spiegare il senso profondo dell’intesa è innanzitutto il prof. Antonio Corsini (Sapienza), che sottolinea il ruolo sociale dell’ateneo: «L’università non è un luogo chiuso, ma uno spazio di pensiero che deve aprirsi al tessuto sociale per restituire risposte. Con l’Ordine degli Architetti vogliamo rendere operative le tante idee progettuali che la Sapienza sviluppa, assumendoci la responsabilità di animare culturalmente la città e la sua provincia. Dobbiamo co-sviluppare soluzioni a sfide quotidiane, a partire da quella dei cambiamenti climatici, partendo dai luoghi che abitiamo».
Un approccio che trova piena sintonia nella visione dell’Ordine professionale, come evidenzia la Presidente, l’arch. Teresa Alvino: «Usciamo dai nostri studi per applicare buone pratiche che partono dall’ascolto. L’università produce ricerca scientifica, noi portiamo la ricerca applicata sul campo: dall’incrocio di queste competenze nasce una sinergia vincente. Non vogliamo calare le decisioni dall’alto, ma tirare fuori le risposte dal basso, rendendo le comunità vive e partecipi. ‘Urbana Sapienza’ sarà un marchio operativo presente in modo capillare su tutto il territorio».
Entrando nel merito delle azioni, l’arch. Valentina Isone, consigliera dell’Ordine, illustra la traiettoria di lavoro attorno al concetto di «Abitare il cambiamento»: «Articoleremo la nostra azione su tre pilastri: ricerca, progetto e condivisione. Intendiamo affrontare con coraggio tre nodi cruciali per il futuro della città: la restituzione e tutela del suolo, la gestione dell’energia condivisa attraverso nuovi modelli urbani, e la capacità di risposta dei centri abitati al riscaldamento globale mediante la tecnologia e la biodiversità».
A tracciare le conclusioni e la prospettiva culturale dell’accordo è infine il prof. Alberto Budoni (Sapienza): «In un contesto complesso come quello di Latina, questa iniziativa porta una spinta culturale e metodologica nuova. ‘Urbana Sapienza’ indica la necessità di ricomporre la frammentazione dei saperi moderni: dobbiamo fondere le conoscenze scientifiche e professionali con la ‘sapienza ambientale’ e tradizionale dei luoghi. Solo tenendo insieme ricerca, progetto e condivisione possiamo governare i processi di trasformazione e dare vita a una nuova civilizzazione urbana».
ATTUALITA'
Infarto, il “Goretti” al centro dello studio Air-Stemi pubblicato sul New England Journal Of Medicine
Un importante contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, al quale ha partecipato attivamente la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo. Lo studio ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto STEMI e malattia coronarica multivasale, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan.
L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato il terzo centro dello studio AIR-STEMI per numero di pazienti arruolati, fornendo quindi un contributo particolarmente rilevante alla realizzazione di una ricerca di dimensione internazionale. La partecipazione di Latina è documentata anche nella pubblicazione scientifica: tra gli autori dello studio figura il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti. L’elevato contributo al reclutamento rappresenta un indicatore della capacità del centro di integrare l’attività assistenziale nell’infarto acuto con la ricerca clinica multicentrica, consentendo ai pazienti di partecipare a studi che affrontano questioni ancora aperte della cardiologia interventistica.
Il problema affrontato dallo studio è molto concreto: Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Il numero necessario da trattare con la strategia fisiologica per evitare un evento dell’endpoint primario è risultato pari a 21. Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari, l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati.
Uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita su circa il 52% dei vasi non responsabili dell’infarto, mentre nel gruppo guidato dalla sola angiografia è stato trattato circa il 95% dei vasi non-culprit valutati. La coronarografia funzionale utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci per indurre iperemia. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento. «Il messaggio dello studio non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»
“Lo studio internazionale AIR STEMI pubblicato sul New England Journal of Medicine apre nuovi importanti scenari nella cura più selettiva di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Il fatto che l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si sia distinto come terzo centro a livello internazionale per numero di pazienti arruolati dà lustro alla nostra Azienda Sanitaria e dimostra l’eccellenza e la grande capacità operativa delle nostre strutture e dei nostri professionisti. La Cardiologia del Goretti è uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, con una leadership nazionale in procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Questo risultato conferma che l’attività clinica quotidiana e l’alta ricerca scientifica possono e devono camminare di pari passo: portare la ricerca internazionale al letto del paziente significa garantire cure sempre più all’avanguardia, sicure e personalizzate. Lo studio contribuisce a migliorare concretamente la qualità e la precisione dei trattamenti nei confronti di patologie tempo-dipendenti così delicate”. Lo ha detto la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli
ATTUALITA'
La protezione civile Passo Genovese compie 18 anni, il presidente Iaiza: “Sono stati anni incredibili, guardiamo sempre avanti con lo spirito di aiutare”
LATINA – Oggi la Protezione civile Passo Genovese Odv di Latina diventa maggiorenne, e il gruppo di volontari guidati dal presidente Maurizio Iaiza, ha deciso di festeggiare con un nuovo ingresso. Una cerimonia che vedrà protagonista un giovane cui sarà consegnata la divisa. “Sì, è il modo migliore per festeggiare questa giornata, sapere che ci sono altre persone che si uniscono a noi con lo spirito di aiutare”, sottolinea Iaiza che con gli altri venti volontari, uomini e donne, ha ormai una storia da raccontare.
“Sono stati 18 anni incredibili e mai avrei pensato di arrivare fin qui , abbiamo iniziato da nulla ma abbiamo lavorato con costanza e coraggio, guardando sempre avanti e mai indietro ed eccoci a festeggiare questo anniversario”, racconta Iaiza che ha sempre coordinato il gruppo: “Ma spero presto di cedere lo scettro a qualcun altro”.
Com’è nata l’idea di costituire questo gruppo di protezione?

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pia
4 Settembre 2013 at 0:42
Meraviglioso per ricordare un artista ma soprattutto un uomo pieno d’amore.