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CRONACA

TRASFUSIONI INFETTE, 28 ANNI PER LA PERIZIA
Non si prescrive la causa di risarcimento

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sangueMAENZA – E’ arrivata a distanza di 28 anni la perizia che attesta che un uomo di Maenza morto nell’85 quando aveva 32 anni lasciando moglie e due figli piccoli, è deceduto a causa di trasfusioni infette somministrate fra il 1979 e il 1985 in diversi ospedali fra cui il Santa Maria Goretti di Latina. E’ solo l’ultima di una serie di casi che hanno avuto per protagonisti cittadini residenti in provincia di Latina, quando il plasma non era adeguatamente contr0llato.

La causa dunque non si è prescritta nonostante il lungo tempo trascorso dal momento della morte dell’uomo. Il Tribunale aveva dichiarato prescritta la domanda di risarcimento promossa nel 2008 dagli eredi E’ stata la la Corte di Appello di Roma che ha valutato come non prescritta l’azione giudiziaria firmata dall’avvocato Renato Mattarelli ad ammettere successivamente la consulenza medica che riconosce il nesso di causalità tra trasfusioni, malattia e morte prematura. Secondo il medico-legale, la Prof.ssa Rosanna Cecchi dell’Università La Sapienza di Roma “…esiste nesso di causalità tra le emotrasfusioni cui venne sottoposto nei diversi nosocomi il Signor G.S. fin dal 1979, il contagio e il decesso avvenuto all’età di 32 anni in data …. 1985 per “epatopatia cronica evolutiva, coma epatico e insufficienza cardiaca acuta”.

“Ciò significa – dice il legale – dopo quasi 30 anni dalla morte di G.S., gli eredi potranno essere risarciti con una somma ricompresa tra 1milione e 400mila e 1milione e 800mila euro.

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CRONACA

Latina, scontro tra auto e moto in via Tucci

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Un incidente stradale è avvenuto proprio in questi minuti a Latina all’incrocio tra via Tucci e via Isonzo. A scontrarsi un’auto contro una moto al centro della carreggiata, quindi sta creando rallentamenti allo scorrimento del semaforo. Sul posto stanno intervenendo le forze dell’ordine per gestire i rilievi del sinistro e la viabilità.

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CRONACA

Latina, incendio a ridosso dell’Icot: fiamme vicino al parcheggio

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Paura a Latina per un violento incendio di vegetazione che si è sviluppato a ridosso dell’ospedale ortopedico Icot. Le fiamme hanno interessato l’area vicino al parcheggio e hanno raggiunto anche il vivaio confinante. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e contenimento del rogo. Secondo le prime informazioni, sarebbero stati segnalati più focolai: uno nei terreni tra via Ferrazza e via Isonzo, dall’altro lato della Pontina, e un secondo, più intenso, tra il parcheggio dell’Icot e via Faggiana. Il fuoco ha distrutto parte della vegetazione della fascia frangivento e il fumo ha invaso l’area, costringendo diverse persone ad allontanarsi. Rallentamenti anche sulla Pontina. Tra le ipotesi c’è quella di un’origine dolosa, ma saranno gli accertamenti a stabilire le cause dell’incendio.

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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto

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LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina,  in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha  parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.

“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse,  soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale,  ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.

Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo  – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie  e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.

 

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