POLITICA
Sovrani: “Il turismo è un volano per l’economia pontina”
LATINA – L’occupazione e lo sviluppo economico del territorio passano attraverso il turismo, grazie al patrimonio naturalistico che è risorsa genetica di Latina. Il lungomare, fra gli altri luoghi d’interesse turistico, è stato fatto a pezzi; parte dei requisiti richiesti dalla Bandiera Blu sembrano al momento difficilmente poter essere attribuiti alla Marina di Latina. Eppure il turismo rappresenta uno dei comparti dell’economia che offre le maggiori prospettive di sviluppo economico a livello globale: la città di Latina deve assolutamente dotarsi di uno studio di marketing turistico per guidare il rilancio e lo sviluppo del nostro patrimonio.
Bisogna partire dal mondo della scuola e dell’Università, per formare delle figure qualificate che diano corpo alla nostra idea di sviluppo turistico. Attraverso il coinvolgimento di Istituti Scolastici del territorio come l’Einaudi e l’Alberghiero dell’IPA di Borgo Piave e la facoltà di Economia e Commercio, il Comune può e deve fornire indicazioni affinché nella loro offerta formativa possano essere inseriti percorsi educativi integrati con la vocazione e i fabbisogni specifici del nostro territorio. Il passo successivo deve prevedere una connessione efficace tra il mondo degli operatori turistici e le opportunità presenti sul territorio per favorire la valorizzazione della nostra offerta attraverso canali di comunicazione istituzionali e non.
Un’ipotesi per la Marina: mi piacerebbe riconsiderare l’area come un luogo di destinazione per il “mare invernale”, investendo sull’innovazione del “prodotto” naturalistico di cui disponiamo anche nella sua versione invernale, legandola all’enogastronomia di mare, ai week end di relax. Il “mare d’inverno” di Latina potrebbe proporre, nella bassa stagione, formule di relax e benessere rivolgendosi, soprattutto, alla clientela nord europea, di età non giovanile e con una buona capacità di spesa che potrebbe trascorrere alcuni giorni in una località dal clima mediterraneo, gustando i nostri piatti locali, abbinando esperienze di piacere culturale, gastronomico e mediterraneo a due passi da Roma. Altre idee che meritano un approfondimento sono quelle legate agli interventi per favorire la visibilità dei borghi, della loro storia, dell’offerta agrituristica e dell’”albergo diffuso”.
Sarebbe proficuo, in termini economici e anche occupazionali, proporre nuovi itinerari turistici alternativi, utili a far conoscere ai turisti le diverse peculiarità del territorio di Latina, magari esplorando segmenti apparentemente minori, quali il turismo cinematografico, dal momento che Latina è stata un set prescelto per importanti produzioni cinematografiche negli ultimi sessant’anni e continua ad esserlo grazie anche al lavoro di promozione del territorio svolto dalla Fondazione Latina Film Commission, oppure il turismo religioso, che rappresenta un comparto economico in continua crescita e che porterebbe avere una ricaduta interessante anche per il nostro territorio, a tal proposito intendo concludere l’iter procedurale già avviato durante il mio assessorato, per istituire un gemellaggio con la città di Corinaldo (AN) luogo di nascita di Santa Maria Goretti, patrona di Latina. Progetti di facile attuazione e con immediato ritorno economico. Questo significa offrire a tutti delle opportunità di sviluppo sia in termini di diversificazione dell’offerta turistica che in termini occupazionali.
POLITICA
Latina Ambiente chiede 41 milioni al Comune, Ciolfi: “La maggioranza chiarisca in Consiglio”. Noi Moderati: “Rischio dissesto altissimo”
LATINA – Dopo la maxi diffida da 41 milioni di euro arrivata al Comune di Latina dalla curatela di Latina Ambiente, inviata il 29 settembre alla sindaca Matilde Celentano, alla segretaria generale Alessandra Macrì e ai dirigenti dei settori Tributi e Ambiente, per l’annosa vicenda della Tia 2006-2009, interviene la consigliera del M5S e presidente della commissione trasparenza Maria Grazia Ciolfi che aveva presentato richiesta di accesso agli atti.
La notizia è apparsa il 6 ottobre su Latina Oggi. Ciolfi sottolinea in una nota che “occorre capire quale sia oggi la reale posizione del Comune e come possano convivere ricostruzioni che conducono a numeri così radicalmente differenti con il Comune che dice invece di vantare un credito di quasi 250 mila euro”. Facendo inoltre notare che il Consiglio comunale non è mai stato informato, né aggiornato sulla situazione dopo la costituzione del Tavolo Tia, Ciolfi ha chiesto al presidente Coluzzi la convocazione urgente della Commissione Bilancio e una discussione nelle sedi istituzionali per conoscere e valutare “atti, numeri, eventuali responsabilità amministrative e avere una ricostruzione completa della posizione del Comune”.
Anche Noi Moderati, che fa parte della maggioranza, in una nota sottolinea che “il rischio di dissesto per l’Amministrazione è altissimo anche se la richiesta fosse riconosciuta solo in parte e nella migliore delle ipotesi comunque si dovrebbe ricorrere ad un drastico taglio di tutti servizi, anche quelli essenziali. E’ dovere assoluto ed immediato da parte della nostra Amministrazione nominare il RUP che apra la fase conciliativa, anche acquisendo pareri scritti di altissimo profilo sul merito delle richieste e, in caso di evidenza del diritto anche parziale della Curatela, adoperarsi seriamente per definire il contenzioso in cui il pericolo di un cataclisma amministrativo finanziario per l’Ente è altissimo e pure imminente se si considerano i tempi ristretti previsti per le procedure arbitrali ANAC”.
I curatori fallimentari della vecchia partecipata che si occupava del servizio di gestione dei rifiuti, nella loro diffida hanno indicato in 15 giorni il tempo del Comune per aviare una trattativa che porti entro 90 giorni a una proposta transattiva adeguata e in casi non fosse raggiunto un accordo la Curatela ricorrerà alla Camera Arbitrale dell’autorità nazionale anticorruzione.
Il Comune di Latina aveva già approvato una transazione con la curatela fallimentare di Latina Ambiente il 28 dicembre 2023, versando 6 milioni di euro (a fronte di una richiesta iniziale di circa 18 milioni di euro) per chiudere tre contenziosi aperti dal 2016. L’opposizione in quell’occasione aveva abbandonato l’aula in segno di protesta.
AUDIO
Fare Donna, Muzio presenta il nuovo progetto civico del centrodestra
LATINA – È stato presentato questa mattina Fare Donna, il nuovo progetto civico nell’area del centrodestra, nato all’interno di Fare Latina. Ad aprire la presentazione è stata Annalisa Muzio, avvocata e assessore all’Urbanistica e ai Borghi del Comune di Latina, fondatrice e presidente di Fare Latina, che ha spiegato l’idea: “Fare Donna nasce per dare voce e spazio alle donne di centrodestra e per contribuire a far comprendere fino in fondo il loro ruolo e il loro valore, ha spiegato Annalisa Muzio. Non perché questo valore non sia già evidente, basti pensare a un presidente del Consiglio donna o al primo sindaco donna di Latina, ma perché troppo spesso il tema delle donne viene trasformato in una contrapposizione tra destra e sinistra. Noi vogliamo invece mettere al centro un tema che considero fondamentale: il merito. Le quote rosa hanno avuto una loro funzione e per questo le ringraziamo, ma oggi dobbiamo lavorare perché le donne siano messe nelle condizioni di poter dimostrare ciò che sanno fare”.
Per Gr Latina al microfono di Antonella Melito
A coordinare Fare Donna sarà Lina Mammaro, imprenditrice, insegnante e referente per Latina della Fondazione Umberto Veronesi, che ha scelto di sintetizzare il progetto in tre parole: merito, libertà e possibilità. “Non volevo accettare semplicemente un incarico – ha spiegato – ma capire se avessi qualcosa di concreto da mettere a disposizione. Credo che la mia esperienza nell’impresa, nella formazione e nel sociale possa servire a costruire una rete tra donne e generazioni diverse. Ma prima di decidere cosa fare dobbiamo ascoltare. Proprio da qui – ha aggiunto – nasce “Fare Donna Ascolta”, il percorso di consultazione civica che coinvolgerà le donne del territorio per raccogliere esigenze, difficoltà e proposte. L’obiettivo è seguire un metodo preciso: ascoltare, raccogliere, analizzare e proporre, trasformando successivamente le priorità emerse in iniziative concrete”.
Tra i primi ambiti individuati c’è quello della medicina e della prevenzione, affidato alla dottoressa Genoveva Boboc, dirigente medico presso la U.O.C. Radioterapia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Al centro del suo intervento la necessità di rafforzare la prevenzione e la conoscenza della medicina di genere, aumentando l’attenzione sulle specificità della salute femminile e sull’accesso agli strumenti di prevenzione. “Uomini e donne – ha spiegato Boboc – si ammalano diversamente, manifestano sintomi diversi e possono reagire in modo diverso alle cure. La medicina di genere deve diventare uno standard della ricerca, della diagnosi e delle terapie. E sulla prevenzione ha aggiunto: “La prevenzione non può essere un lusso né un appuntamento occasionale: deve diventare cultura e consapevolezza, a partire dalle donne e dalle nuove generazioni”.
Sul fronte dell’imprenditoria sarà impegnata Simona Sangiuliano, imprenditrice nel settore assicurativo. “Fare Donna – ha spiegato – deve diventare anche uno spazio nel quale le donne che fanno impresa possano incontrarsi, condividere esperienze e creare nuove opportunità. Un’attenzione particolare sarà dedicata quindi al lavoro autonomo, all’impresa femminile e alla possibilità di costruire reti tra professioniste e aziende”.
Per la cultura sarà parte del progetto Vanessa Di Rezze, scrittrice e poetessa, che ha richiamato il valore della cultura come strumento accessibile a tutti e come capacità di trasmettere esperienze, emozioni e conoscenze. Un percorso che punta a riportare cultura, arte e creatività dentro la vita quotidiana e dentro le relazioni tra le persone.
Lo sport sarà invece seguito da Valentina Trevisan, allenatrice di calcio a 5 e a 11 femminile, impegnata nel valorizzare la pratica sportiva come strumento di crescita, disciplina, autonomia e aggregazione per le ragazze e per le donne.
Particolare attenzione sarà dedicata alle giovani e alle università con Ludovica Bertassello, interior designer e tra le più giovani componenti del progetto. La sua esperienza nasce anche dal percorso compiuto all’interno di Fare Latina. “Voglio portare dentro Fare Donna i temi dell’autostima, dell’indipendenza e della consapevolezza – ha spiegato – perché nessuna giovane donna debba sentirsi sola o inadeguata”. Tra i temi sui quali lavorare anche educazione alle relazioni, dipendenza emotiva e capacità di imparare a dire di no.
A occuparsi di sicurezza sociale e informazione sarà infine Patrizia Faiello, giornalista e criminologa. Il suo contributo sarà rivolto in particolare alla prevenzione, alla tutela delle donne e alla collaborazione con le realtà del territorio che operano nel contrasto alla violenza e nella promozione della cultura della legalità.
Il prossimo appuntamento sarà a fine novembre, quando Fare Donna – spiegano dal movimento politico – organizzerà il primo grande evento pubblico, un vero e proprio Festival del Merito, pensato come momento di confronto e di valorizzazione delle competenze femminili; non soltanto un appuntamento celebrativo, ma l’occasione per far incontrare esperienze, professionalità e generazioni diverse e iniziare a trasformare il percorso di ascolto in proposte.
POLITICA
Ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, La Penna: «Riattivare il Tavolo della trasparenza sul decommissioning»
LATINA – L’ultima riunione risale al 2019. Chiede oggi di riattivare il Tavolo regionale della trasparenza sul decommissioning dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino e renderlo nuovamente uno strumento stabile e periodico di confronto tra le istituzioni, il consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna che ha scritto al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e all’assessora all’Ambiente Elena Palazzo.
L’iniziativa nasce dal lavoro del Forum “Innovazione, Ricerca, Imprese e Ambiente” del PD di Latina, nell’ambito del quale è stata posta l’attenzione sulla necessità di riaprire un confronto istituzionale su una vicenda destinata a interessare il territorio pontino ancora per molti anni.
«Il decommissioning dell’ex centrale di Borgo Sabotino – sottolinea La Penna – è una vicenda che riguarda direttamente la sicurezza ambientale, la gestione dei rifiuti radioattivi, il monitoraggio del territorio e le prospettive future di riqualificazione dell’area. Parliamo di un processo complesso e di lunga durata, il cui termine è oggi previsto oltre il 2055. Per questo è necessario mantenere costante l’attenzione delle istituzioni regionali e territoriali».
«A rendere particolarmente complesso il processo di dismissione sono anche le caratteristiche tecnologiche della centrale di Borgo Sabotino, dotata di un reattore magnox a gas-grafite. Lo smantellamento dell’isola nucleare costituisce una delle operazioni più impegnative del decommissioning e, proprio per tali caratteristiche, è legata alla piena disponibilità del Deposito nazionale, non essendo possibile per la grafite uno stoccaggio temporaneo».
«Il Tavolo della trasparenza – ricorda il consigliere del PD – è stato istituito dalla Regione Lazio nel 2013 proprio con l’obiettivo di garantire informazione, partecipazione e confronto sulle attività di dismissione dell’impianto nucleare di Latina e sulle problematiche connesse. Nel corso degli anni ha rappresentato anche una sede di interlocuzione con i soggetti competenti, come SOGIN e ISIN. L’ultima riunione risale al 2019».
«Sono trascorsi sette anni e riteniamo necessario riprendere quel percorso. La durata del decommissioning, le questioni legate alla gestione dei rifiuti radioattivi e al futuro Deposito Nazionale, il monitoraggio ambientale e le prospettive di riconversione e riqualificazione delle aree interessate rendono ancora più importante avere una sede istituzionale nella quale le informazioni siano condivise e il territorio possa essere adeguatamente informato».
Nella richiesta inviata alla Regione, La Penna evidenzia inoltre l’opportunità di rafforzare il coordinamento tra le istituzioni, anche alla luce delle connessioni territoriali con il sito del Garigliano e del confronto già avviato negli anni passati con la Regione Campania e gli enti locali interessati.
«La riattivazione del Tavolo – aggiunge La Penna – non deve significare sovrapporre competenze tecniche o autorizzative che spettano agli organismi nazionali, ma creare uno spazio stabile di informazione, coordinamento e partecipazione. Anche rispetto alle nuove prospettive energetiche e infrastrutturali che interessano l’area di Borgo Sabotino, è fondamentale che ogni passaggio avvenga nella massima trasparenza e sia compatibile con le attività di decommissioning e con le esigenze di sicurezza ambientale. Per questo – conclude – chiediamo alla Regione di convocare nuovamente il Tavolo in tempi brevi e di aggiornarne, ove necessario, la composizione e le modalità di funzionamento».
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