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CRONACA

Spacchettamento del verde a Latina, processo per Cirilli e altri 9

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L’assessore all’ambiente Fabrizio Cirilli

LATINA – Dieci persone sono state rinviate a giudizio per l’inchiesta sul cosiddetto spacchettamento del verde pubblico a Latina. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Laura Matilde Campoli che ha accolto la richiesta del pm Valerio De Luca. Saranno processati il 24 gennaio, l’ex vicesindaco Fabrizio Cirilli, Grazia De Simone, Alfio Gentili, Raffaele Feliciello del Comune di Latina e  Massimo Di Guglielmo, Angelo Nicotra, Dario Campagna, Maria Edwige Angotta, Giuseppe Bagnato e Annunziata Bruzzese presidenti delle coop sociali affidatarie dei mini-appalti.

Sono accusati a vario titolo, dei reati di turbativa d’asta, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e falso. Per altre sei persone la Procura ha chiesto l’archiviazione e il giudice del Tribunale di Latina è in riserva. La gestione del verde avveniva secondo la Procura attraverso lo spacchettamento di quello che avrebbe dovuto essere per la normativa vigente un appalto unico, per evitare la gara europea e procedere con l’affidamento diretto alle cooperative. Sempre secondo l’accusa,  i costi per l’Amministrazione lievitavano.

2 Comments

2 Comments

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    9 Giugno 2017 at 8:58

    Ieri i cittadini di via degli Elleni, si sono lamentati per via del solo fatto che l’erba è alta, sollecitando perfino l’intervento di Lazio Tg, ai Signori che si sono lamentati e che tutto hann pensato tranne che di chiamare per nome e cognome i veri colpevoli di questo disastro si sono preoccupati di dire che la giunta comunale amministrativa si deve attuare al più presto. Però io desidero dire una cosa ai signori se ben afferrano quanti soldi finanziati e pubblici si sono mangiati prima di fare uno spacchettamento del verde con tanta chiacchiera.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    9 Giugno 2017 at 9:00

    Ho sentito dire noi paghiamo le tasse, noi paghiamo tutto, ma desidero saper come mai Lazio Tg, non è stato chiamato durante la gestione amministrativa comunale la ove ci figura il vicesindaco che tutto è stato tranne che un vice.

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CRONACA

Formia, prosegue l’occupazione del liceo Cicerone-Pollione: la protesta fino a venerdì 6 novembre

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Prosegue l’occupazione delle due sedi dell’Istituto di istruzione superiore Cicerone-Pollione di Formia, avviata mercoledì 4 novembre. Gli studenti hanno annunciato che la mobilitazione andrà avanti fino a venerdì 6 novembre, rivendicando maggiori investimenti nella scuola pubblica e una maggiore attenzione alle esigenze di chi la vive ogni giorno.

In un comunicato inviato alle redazioni, il Collettivo Cicerone-Pollione spiega le ragioni della protesta, che si inserisce nel quadro delle mobilitazioni studentesche organizzate a livello nazionale. Tra le richieste ci sono edifici scolastici più sicuri, stipendi più alti per il personale, maggiori risorse e materiali per gli istituti, oltre a interventi concreti per garantire il diritto allo studio.

Gli studenti contestano i continui tagli ai finanziamenti e le riforme che giudicano inefficaci. Nel mirino anche un modello scolastico definito «scuola-caserma», che, secondo il collettivo, non lascia spazio sufficiente alla crescita personale e al pensiero critico. Tra le criticità indicate ci sono la carenza di insegnanti e programmi didattici ritenuti arretrati, troppo concentrati su date e nozioni e poco aperti all’attualità e all’analisi dei fatti.

Il collettivo precisa che la protesta non è rivolta contro la presidenza o l’istituto, ma contro le responsabilità dello Stato nella tutela degli studenti e del diritto all’istruzione.

Per tutta la durata dell’occupazione, i ragazzi assicurano un’autogestione pacifica e rispettosa degli ambienti scolastici, dichiarandosi disponibili a organizzare attività in accordo con la presidenza. «Chiediamo di non essere messi da parte e che venga dato valore a quella che è la nostra volontà», è la conclusione del comunicato.

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Priverno, scoperti 17 lavoratori in nero in un’azienda agricola: sanzioni per oltre 200mila euro

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Diciassette lavoratori impiegati in nero in un’azienda agricola di Priverno, dove si coltivano fragole. È quanto emerso da un controllo della Guardia di Finanza di Latina nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato. Al termine degli accertamenti sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 200mila euro.

L’operazione è stata condotta dalla Compagnia di Terracina, con il supporto del Reparto Aeronavale Lazio, nei confronti di una società di capitali con sede a Roma che aveva in locazione un ampio terreno agricolo a Priverno, utilizzato per la coltivazione e la raccolta delle fragole.

Durante il controllo, i finanzieri hanno individuato 28 lavoratori di nazionalità indiana impegnati nelle attività di raccolta. Le verifiche hanno permesso di accertare che per 17 di loro non era stata effettuata la comunicazione preventiva di assunzione prevista dalla normativa. I lavoratori sono stati quindi qualificati come irregolari.

Per l’impiego di manodopera in nero, al rappresentante legale della società sono state contestate sanzioni amministrative fino a 200mila euro. Nel corso dell’ispezione sono emerse anche irregolarità nel pagamento degli stipendi, effettuati attraverso strumenti non tracciabili. Per questa violazione è stata applicata un’ulteriore sanzione, che può arrivare fino a 20mila euro.

L’attività rientra nei controlli disposti dal Comando Regionale Lazio e conferma l’attenzione della Guardia di Finanza sul contrasto al lavoro sommerso e al caporalato, soprattutto nel settore agricolo, a tutela dei diritti dei lavoratori e della concorrenza tra le imprese.

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Latina, ex Svar, via libera della commissione al piano Olim Palus 2032: più verde e parcheggi pubblici

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annalisa muzio

Nuovo passaggio per il Piano di Zona 167 “Olim Palus 2032”, nell’area dell’ex Svar a Latina. La commissione Urbanistica del Comune, presieduta dal consigliere Roberto Belvisi, ha approvato le modifiche al progetto e lo schema di convenzione per la costituzione del diritto di superficie. Gli atti sono ora pronti per essere sottoposti al voto definitivo del Consiglio comunale.

La proposta di deliberazione è stata predisposta dal dirigente del Dipartimento VII Edilizia Sue, l’architetto Patrizia Marchetto, su indirizzo dell’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio. Le modifiche recepiscono alcune delle osservazioni presentate dopo la pubblicazione del piano e gli indirizzi emersi durante il confronto in commissione.

Tra le novità principali c’è la realizzazione di una nuova area di verde pubblico attrezzato tra via Po e la viabilità di piano, nel collegamento con via Romagnoli e in prossimità dell’istituto scolastico. Previsto anche un parcheggio pubblico a servizio del nuovo insediamento, del parco e della scuola, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di posti auto soprattutto negli orari di maggiore affluenza.

Modifiche anche per la piazza pedonale sopraelevata, la cui superficie è stata ridotta e circoscritta alla funzione di collegamento tra gli edifici destinati ad attività commerciali e servizi. L’accesso alla zona residenziale e all’area verde sarà invece garantito attraverso passerelle pedonali separate dal traffico veicolare, con una distinzione più netta tra i percorsi delle auto e quelli dei pedoni.

«Abbiamo previsto più verde attrezzato, nuovi parcheggi funzionali anche alle scuole e una vivibilità urbana a misura d’uomo, separando i flussi pedonali da quelli veicolari», ha dichiarato l’assessore Muzio, che ha espresso soddisfazione per il parere favorevole ottenuto in commissione, con il consenso dei commissari sia di maggioranza sia di minoranza.

Secondo l’assessore, il lavoro svolto con gli uffici comunali e la commissione ha consentito di migliorare il progetto iniziale, accogliendo le istanze emerse durante la fase di osservazione. Muzio ha inoltre ringraziato gli uffici della Regione Lazio e l’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il supporto fornito.

Dopo il passaggio in Consiglio comunale, il piano approderà in Giunta per la definitiva approvazione.

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