CRONACA
Chiusura estiva anagrafi di Sabotino e Latina Scalo, botta e risposta tra Lbc e assessora Censi
LATINA – La chiusura delle sedi anagrafe di Latina Scalo e Borgo Sabotino per il mese di agosto non comporta disservizio. E’ quanto dichiara l’assessora ai Servizi demografici Federica Censi dopo le accuse arrivate dall’opposizione, spiegando che “la sospensione temporanea degli sportelli decentrati è dovuta alla necessità di garantire le ferie obbligatorie e irrinunciabili nel periodo estivo del personale dipendente” e assicurando che “il personale operativo nelle due sedi, prima della chiusura temporanea estiva, hanno evaso tutte le prenotazioni già fissate per il rilascio delle carte di identità elettroniche”. Inoltre – sottolinea Censi – “i certificati anagrafici urgenti, come ad esempio i certificati di residenza possono essere richiesti dai cittadini attraverso il portale telematico Anpr. In alternativa, la richiesta può essere effettuata presso lo sportello, dalle 9 alle 11, senza prenotazione e solo nella sede di corso della Repubblica, anche quando le sedi di Latina Scalo e Borgo Sabotino sono aperte. Per quanto riguarda i cambi di indirizzo e le iscrizioni di residenza, a lavorarli è il personale in servizio presso la sede di via Ezio”. Censi ricorda infine la mole di lavoro che viene gestita in questo periodo anche per la sostituzione delle carte di identità cartacee in Cie e per smarrimento (700 le Pec arrivate), garantendo aperture pomeridiane extra.
Il caso era stato sollevato da Lbc: “Oltre al disservizio temporaneo, il timore – scrivono in una nota i consiglieri del Movimento dopo le segnalazioni arrivate da Pietro Pasquali, referente per Latina Scalo, e Simonetta Carluccio ed Elisabetta Tonni per Borgo Sabotino, insieme ai consiglieri comunali Floriana Coletta e Dario Bellini, componenti della Commissione consiliare Scuola e Anagrafe – è che si determini un aumento delle richieste presso gli uffici che resteranno operativi, con conseguenti ripercussioni sui tempi di attesa e sull’accesso ai servizi per gli utenti dell’intera città”. Inoltre, la chiusura degli uffici dei borghi è bollata dal Movimento civico come “un ulteriore segnale di distanza rispetto alle comunità periferiche”.
CRONACA
Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia
SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.
“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.
CRONACA
Latina Lido, sigilli a una parte degli ombrelloni dell’Hotel Miramare
LATINA – Fatti alzare educatamente dal lettino mentre prendevano il sole, si sono ritrovati senza ombrellone numerosi utenti della spiaggia dell’Hotel Miramare. La scena, questa mattina, nel noto stabilimento di Capoportiere al Lido di Latina dove militari della Guardia di Finanza hanno messo i sigilli a un centinaio di ombrelloni, sul lato a ridosso del pontile. Non sono invece state sequestrate le cabine. All’origine del provvedimento, problemi relativi alla concessione demaniale del tratto di arenile un tempo della Provincia.
CRONACA
Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno
Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.
I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.
Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.
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