ATTUALITA'
Cancellata alle Poste, chiesta l’autorizzazione, Muzio precisa: “Riguarda solo la rampa sul retro”
LATINA – Si sono da poco spenti gli echi delle polemiche seguite all’idea di installare una cancellata “di sicurezza e decoro” a Palazzo M (sembra scongiurata), che arriva un’altra proposta analoga per le Poste Centrali in Piazzale dei Bonificatori. A destare una certa preoccupazione, una determina del Comune di Latina pubblicata in albo pretorio con il titolo “Realizzazione cancellata e ringhiera”, per l’edificio progettato da Angiolo Mazzoni, con parere positivo della Sovrintendenza già acquisito da parte di Poste, mentre deve essere acquisito quello paesaggistico. Mancava però il progetto, e domenica dono arrivate le puntualizzazioni dell’assessora all’urbanistica Annalisa Muzio.
“In merito al progetto presentato da Europa Gestioni Immobiliari, Gruppo Poste Italiane, ente proprietario dell’edificio Palazzo delle Poste di piazzale dei Bonificatori, è doveroso sottolineare che si tratta di una misura proposta a seguito del susseguirsi di episodi di di abbandono di rifiuti e di atti vandalici che, nel tempo, hanno più volte arrecato danno al decoro dell’edificio della Fondazione, deturpandone anche le facciate con graffiti – spiega Muzio – . L’area è stata oggetto, nel tempo, di numerosi interventi di pulizia e ripristino del decoro, resisi necessari anche a causa dell’abbandono di lattine e altri rifiuti, soprattutto nelle ore serali, nonché dell’utilizzo degli spazi come luogo di riparo notturno. In questo contesto, il Gruppo Poste Italiane ha presentato un progetto finalizzato proprio a preservare il ripristinato decoro. La proposta progettuale ha ricevuto il parere favorevole della Soprintendenza e l’autorizzazione paesaggistica, ma non è ancora stata autorizzata dal Comune di Latina e deve essere sottoposta al vaglio dei settori Edilizia e Urbanistica, ai quali spettano tutte le verifiche previste dalla normativa. Allo stato attuale, dunque, non vi è alcuna autorizzazione comunale all’esecuzione dell’intervento, che resta subordinato all’esito dell’istruttoria degli uffici competenti. Come dettagliatamente spiegato nella relazione tecnica trasmessa dall’ente Poste, la soluzione progettuale non prevede affatto la recinzione dell’intero compendio del Palazzo delle Poste, ma un intervento circoscritto, finalizzato esclusivamente a mettere in sicurezza e proteggere l’accesso alla rampa alle spalle del palazzo. La proposta non prevede alcun intervento di chiusura dell’edificio, tantomeno della parte frontale, ma è delimitato esclusivamente a quella porzione specifica dell’area della rampa. Quanto proposto – aggiunge Muzio – non corrisponde a una chiusura indiscriminata di uno spazio pubblico, semmai ad una soluzione puntuale che nasce dall’esigenza di tutelare un immobile di particolare pregio e di evitare che, dopo gli interventi di recupero e pulizia, l’area possa tornare a essere oggetto di atti vandalici o di utilizzi impropri”.
L’assessora assicura anche che “come amministrazione riteniamo fondamentale lavorare affinché gli immobili di Fondazione e, più in generale, gli edifici che rappresentano un pezzo della storia e dell’identità di Latina siano pienamente fruibili dalla cittadinanza nonché adeguatamente tutelati e valorizzati, evitando, finché sia possibile, chiusure o cancelli. Prima di assumere qualsiasi decisione definitiva, riteniamo quindi necessario verificare tutte le alternative concretamente percorribili. Stiamo attivando, dunque, un’interlocuzione tra gli enti coinvolti per verificare eventuali soluzioni alternative, moderne e tecnologiche, alla predisposizione del cancello sulla rampa e siamo anche in attesa dell’esito dei controlli degli uffici comunali a ciò deputati, chiamati a dare le autorizzazioni per l’esecuzione delle opere. L’obiettivo è individuare, ove tecnicamente e normativamente possibile, una soluzione che consenta di garantire la sicurezza e mantenere inalterato il rapporto tra il Palazzo delle Poste e la città”.
ATTUALITA'
Università e Ordine degli architetti insieme: nasce il laboratorio per “Abitare il Cambiamento”
Connettere le intelligenze del territorio per trasformare la ricerca universitaria in soluzioni concrete per i cittadini. Questo l’obiettivo con il quale è nato il protocollo d’intesa siglato tra la Sapienza di Latina e l’Ordine degli Architetti della provincia, un’alleanza strategica che dà vita al laboratorio di idee “Urbana Sapienza”. L’iniziativa punta a superare la rigidità dei tradizionali accordi formali per avviare un percorso di ascolto, partecipazione e rigenerazione diffusa in tutto il territorio pontino.
A spiegare il senso profondo dell’intesa è innanzitutto il prof. Antonio Corsini (Sapienza), che sottolinea il ruolo sociale dell’ateneo: «L’università non è un luogo chiuso, ma uno spazio di pensiero che deve aprirsi al tessuto sociale per restituire risposte. Con l’Ordine degli Architetti vogliamo rendere operative le tante idee progettuali che la Sapienza sviluppa, assumendoci la responsabilità di animare culturalmente la città e la sua provincia. Dobbiamo co-sviluppare soluzioni a sfide quotidiane, a partire da quella dei cambiamenti climatici, partendo dai luoghi che abitiamo».
Un approccio che trova piena sintonia nella visione dell’Ordine professionale, come evidenzia la Presidente, l’arch. Teresa Alvino: «Usciamo dai nostri studi per applicare buone pratiche che partono dall’ascolto. L’università produce ricerca scientifica, noi portiamo la ricerca applicata sul campo: dall’incrocio di queste competenze nasce una sinergia vincente. Non vogliamo calare le decisioni dall’alto, ma tirare fuori le risposte dal basso, rendendo le comunità vive e partecipi. ‘Urbana Sapienza’ sarà un marchio operativo presente in modo capillare su tutto il territorio».
Entrando nel merito delle azioni, l’arch. Valentina Isone, consigliera dell’Ordine, illustra la traiettoria di lavoro attorno al concetto di «Abitare il cambiamento»: «Articoleremo la nostra azione su tre pilastri: ricerca, progetto e condivisione. Intendiamo affrontare con coraggio tre nodi cruciali per il futuro della città: la restituzione e tutela del suolo, la gestione dell’energia condivisa attraverso nuovi modelli urbani, e la capacità di risposta dei centri abitati al riscaldamento globale mediante la tecnologia e la biodiversità».
A tracciare le conclusioni e la prospettiva culturale dell’accordo è infine il prof. Alberto Budoni (Sapienza): «In un contesto complesso come quello di Latina, questa iniziativa porta una spinta culturale e metodologica nuova. ‘Urbana Sapienza’ indica la necessità di ricomporre la frammentazione dei saperi moderni: dobbiamo fondere le conoscenze scientifiche e professionali con la ‘sapienza ambientale’ e tradizionale dei luoghi. Solo tenendo insieme ricerca, progetto e condivisione possiamo governare i processi di trasformazione e dare vita a una nuova civilizzazione urbana».
ATTUALITA'
Infarto, il “Goretti” al centro dello studio Air-Stemi pubblicato sul New England Journal Of Medicine
Un importante contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, al quale ha partecipato attivamente la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo. Lo studio ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto STEMI e malattia coronarica multivasale, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan.
L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato il terzo centro dello studio AIR-STEMI per numero di pazienti arruolati, fornendo quindi un contributo particolarmente rilevante alla realizzazione di una ricerca di dimensione internazionale. La partecipazione di Latina è documentata anche nella pubblicazione scientifica: tra gli autori dello studio figura il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti. L’elevato contributo al reclutamento rappresenta un indicatore della capacità del centro di integrare l’attività assistenziale nell’infarto acuto con la ricerca clinica multicentrica, consentendo ai pazienti di partecipare a studi che affrontano questioni ancora aperte della cardiologia interventistica.
Il problema affrontato dallo studio è molto concreto: Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Il numero necessario da trattare con la strategia fisiologica per evitare un evento dell’endpoint primario è risultato pari a 21. Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari, l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati.
Uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita su circa il 52% dei vasi non responsabili dell’infarto, mentre nel gruppo guidato dalla sola angiografia è stato trattato circa il 95% dei vasi non-culprit valutati. La coronarografia funzionale utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci per indurre iperemia. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento. «Il messaggio dello studio non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»
“Lo studio internazionale AIR STEMI pubblicato sul New England Journal of Medicine apre nuovi importanti scenari nella cura più selettiva di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Il fatto che l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si sia distinto come terzo centro a livello internazionale per numero di pazienti arruolati dà lustro alla nostra Azienda Sanitaria e dimostra l’eccellenza e la grande capacità operativa delle nostre strutture e dei nostri professionisti. La Cardiologia del Goretti è uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, con una leadership nazionale in procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Questo risultato conferma che l’attività clinica quotidiana e l’alta ricerca scientifica possono e devono camminare di pari passo: portare la ricerca internazionale al letto del paziente significa garantire cure sempre più all’avanguardia, sicure e personalizzate. Lo studio contribuisce a migliorare concretamente la qualità e la precisione dei trattamenti nei confronti di patologie tempo-dipendenti così delicate”. Lo ha detto la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli
ATTUALITA'
La protezione civile Passo Genovese compie 18 anni, il presidente Iaiza: “Sono stati anni incredibili, guardiamo sempre avanti con lo spirito di aiutare”
LATINA – Oggi la Protezione civile Passo Genovese Odv di Latina diventa maggiorenne, e il gruppo di volontari guidati dal presidente Maurizio Iaiza, ha deciso di festeggiare con un nuovo ingresso. Una cerimonia che vedrà protagonista un giovane cui sarà consegnata la divisa. “Sì, è il modo migliore per festeggiare questa giornata, sapere che ci sono altre persone che si uniscono a noi con lo spirito di aiutare”, sottolinea Iaiza che con gli altri venti volontari, uomini e donne, ha ormai una storia da raccontare.
“Sono stati 18 anni incredibili e mai avrei pensato di arrivare fin qui , abbiamo iniziato da nulla ma abbiamo lavorato con costanza e coraggio, guardando sempre avanti e mai indietro ed eccoci a festeggiare questo anniversario”, racconta Iaiza che ha sempre coordinato il gruppo: “Ma spero presto di cedere lo scettro a qualcun altro”.
Com’è nata l’idea di costituire questo gruppo di protezione?

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