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@Nicolosi rischia di fermarsi: la rassegna culturale che “cura” lo storico quartiere di Latina schiacciata da esposti e burocrazia

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LATINA  – Rischia di fermarsi @tNICOLOSI la rassegna che si svolge nella piazzetta dello storico, omonimo quartiere di Latina: “Forse diventerà davvero una Rassegna da Marciapiede”, dicono gli organizzatori che provano a spiegare la complessa e al tempo stessa banale vicenda che sta per porre fine a un’esperienza culturale cominciata quindici anni fa, in una delle zone più difficili della città di Latina.

“Spazio Culturale Nicolosi  – ricordano – è nato in un quartiere popolare, dentro una piccola sede affacciata su una piazzetta bellissima e complicata, con l’idea un po’ folle che la cultura potesse servire a cambiare il racconto di un luogo. E quindici anni dopo siamo ancora qui, un po’ più stanchi, molto più consapevoli e abbastanza testardi da credere ancora che ne sia valsa la pena”. Da cinque anni a questa parte, poi, è nata @Nicolosi e mancano ancora quattro appuntamenti per concludere il programma estivo 2026 (li trovate in fondo all’articolo e il primo è con Beppe Servillo), appuntamenti che potrebbero non tenersi se non accadrà “qualcosa”.

L’invito degli organizzatori, per far resistere la rassegna, è rivolto a tutta la città: “VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perché credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perché credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perché un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia”. Un invito rivolto anche alla sindaca di Latina, Matilde Celentano che ha la delega alla Cultura.

Ma per quale motivo questa bella esperienza potrebbe spegnersi, allontanata dallo spazio che da anni “cura”? Come detto la vicenda è complessa e si è ulteriormente complicata a causa di un esposto. Per chi abbia voglia di approfondire, riportiamo qui, in maniera integrale, la nota di Spazio Culturale Nicolosi.

“La vicenda amministrativa che accompagna la quinta edizione di @tNICOLOSI non nasce quest’estate – spiegano – La Piazzetta del Terzo Lotto è stata definitivamente qualificata dagli uffici comunali come area privata comune ai tre condomìni che vi si affacciano. Il problema è che, da anni, manca un organismo unitario che possa assumere decisioni sulla sua gestione, un Supercondominio che non è mai stato costituito. Per favorirne la costituzione abbiamo ospitato nella sede di Spazio riunioni tra proprietari e amministratori, abbiamo partecipato nel marzo 2024 ad un incontro istituzionale convocato dal Comune di Latina, abbiamo chiesto successivamente che venisse predisposto un disciplinare capace di regolare l’utilizzo della Piazzetta, abbiamo infine richiesto formalmente, ancora poche settimane fa, la convocazione di un’assemblea congiunta dei tre condomìni e delle sette scale del Lotto 3. La soluzione, però, non è arrivata.
Quest’anno, a seguito di alcuni esposti e dei conseguenti controlli, quella contraddizione è esplosa definitivamente. Ed è difficile non cogliere il paradosso: un esposto alla Questura non per denunciare un crimine, ma una festa popolare. Noi abbiamo presentato la documentazione tecnica, abbiamo sostenuto gli oneri amministrativi, abbiamo incaricato Francesco Sanciez e Daniele Ambroselli, due professionisti che hanno predisposto e sottoscritto la documentazione necessaria e che, credendo nel valore di questa esperienza, hanno scelto di non chiedere alcun compenso per il proprio lavoro, perché questo è @tNICOLOSI, persone che decidono che vale la pena mettere a disposizione ciò che sanno fare perché un quartiere possa continuare a vivere. Il SUAP del Comune di Latina lo ha infine scritto con grande chiarezza: il solo elemento oggi mancante è l’assenso dei proprietari dell’area. Un assenso che non è nella disponibilità del Comune e che il Comune non può sostituire, e che noi cerchiamo, senza riuscirci, da oltre due anni.
Lo stesso SUAP ha però scritto altrettanto chiaramente che non oppone alcun ostacolo allo svolgimento delle iniziative, dichiarandosi disponibile a valutare con l’Associazione soluzioni alternative
amministrativamente praticabili. Ed è esattamente da qui che vogliamo ripartire.

NON È UNA GUERRA CONTRO LE ISTITUZIONI  – Lo vogliamo dire senza ambiguità. Questa non è una battaglia contro il Comune di Latina, nè una battaglia contro il SUAP, nè una battaglia contro la Questura, nè una battaglia contro la Polizia Locale. Con tutti questi soggetti abbiamo avuto, pur nelle differenti funzioni e responsabilità, interlocuzioni corrette e spesso collaborative. Durante l’ultima iniziativa, dopo avere volontariamente ridotto l’allestimento secondo quanto preventivamente da noi comunicato, gli agenti della Polizia Locale intervenuti hanno verificato il rispetto degli impegni assunti dall’Associazione. Abbiamo incontrato persone chiamate a far rispettare le regole e che, nello stesso tempo, hanno saputo vedere quello che succede davvero in questa piazza ed è importante dirlo. Il problema non è trovare qualcuno contro cui combattere, il problema è trovare insieme una soluzione ad una situazione che nessuno di noi ha creato e che tutti ci portiamo dietro da troppo tempo. Per questo abbiamo scelto di non perseguire l’ipotesi di chiudere al traffico Via Filippo Corridoni, non vogliamo creare problemi ai residenti e non intendiamo
neppure trasferire @tNICOLOSI altrove. Perché @tNICOLOSI nasce qui, qui ha costruito il proprio significato, qui ha senso. Una rassegna nata per restituire il Quartiere Nicolosi alla città non può essere semplicemente caricata su un camion e trasferita in un parcheggio a qualche centinaio di metri di distanza. Per questo, se non riusciremo ad ottenere in tempo utile una formale autorizzazione all’utilizzo della Piazzetta, gli spettacoli partiranno dalla nostra sede e dal marciapiede che le sta davanti, senza palco, strutture sceniche, impianti o altre attrezzature collocate nella Piazzetta. Una vera Rassegna da Marciapiede. Non un espediente. Una scelta dichiarata, pubblica e assunta alla luce del sole. Perché non abbiamo niente da nascondere.
QUELLI CHE BENPENSANO – Poi esiste anche un’altra città. Quella che chiamiamo, con un po’ di affetto e un po’ meno pazienza, “quelli che benpensano”. Sono quelli per i quali una piazza vuota non disturba mai, una serranda abbassata non produce decibel, un luogo abbandonato non provoca problemi di ordine pubblico, una comunità che non si incontra non dà fastidio a nessuno. Noi siamo fatti diversamente. Probabilmente siamo anche strani. Ci assumiamo le nostre ingenuità, le nostre imperfezioni e quella maniera talvolta un po’ guerrigliera con cui, in quindici anni, abbiamo provato a fare cose che sembravano impossibili e con pochissimi mezzi. Ma continuiamo a pensare che organizzare una festa popolare, un concerto, un laboratorio per bambini, una presentazione di un libro o una serata di teatro non significhi degradare un quartiere. Significhi esattamente il contrario. Le posizioni apertamente contrarie alle nostre attività, per quanto emerso nelle interlocuzioni avute negli anni, sono numericamente estremamente limitate e riconducibili anche a proprietari che non risiedono stabilmente nella Piazzetta. La grandissima parte delle persone che qui vive, invece, questa esperienza la conosce. Molte la sostengono. Molte la costruiscono insieme a noi.

Circa l’80% dei volontari che rendono possibile @tNICOLOSI sono ragazze e ragazzi che vivono in Via Filippo Corridoni e nel Quartiere Nicolosi. Le loro famiglie sono arrivate a Latina dall’Italia e da Paesi di quattro continenti diversi: Nigeria, Marocco, Ucraina, Polonia, Romania, Colombia, India, Iran, Ruanda e tanti altri luoghi. Sono loro che montano, accolgono, puliscono, portano sedie, aiutano gli artisti, stanno fino alla fine e il giorno dopo ricominciano. Questa è forse l’immagine più semplice di ciò che Spazio Culturale Nicolosi prova a fare: il mondo che dice a Latina: questo è il vostro — nostro — quartiere. Non un luogo da nascondere, non un problema urbano, non una periferia dell’anima ma un pezzo di città. Anzi: uno dei suoi cuori popolari più autentici e più chiacchierati. La Casbah. Il “Fuoco della Casbah”, come Adriana Marucco ha raccontato il Nicolosi. Un posto dove, parafrasando De André, dai diamanti non nasce niente e dal letame possono nascere i fiori, proprio per questo una delle esperienze di partecipazione culturale più vive di questa città doveva nascere proprio qui.

SPAZIO È STATA LA CASA DI TUTTI – In quindici anni da questa piccola sede sono passate migliaia di persone. Spazio è stata la casa delle attività con le donne detenute del carcere di Latina, degli studenti, delle scuole superiori della città, del Centro Donna Lilith, dell’ambasciata della Costa d’Avorio, di associazioni, reti informali e gruppi civici, dei collettivi femminili e non, dei gruppi di lettura, degli artisti, degli artigiani, dei piccoli produttori locali, degli scrittori, dei fotografi, degli architetti dell’Ordine, della Casa dell’Architettura, dei bambini del Doposcuola, delle persone straniere che imparano l’italiano, di chi cerca lavoro, di chi ha bisogno di orientamento, di chi vuole semplicemente sedersi, parlare, leggere, ascoltare musica o incontrare qualcuno. E persino, qualche volta, della Madonnina della Parrocchia di Santa Maria Goretti, perché anche la comunità parrocchiale del Quartiere è parte di questa storia. Con don Paolo e con la Parrocchia abbiamo costruito negli anni un rapporto di vicinanza e collaborazione fatto di piccoli gesti concreti, persino quelle sedie che oggi sono diventate improvvisamente materia amministrativa sono sedie che la Parrocchia ci ha prestato. Quasi una parabola involontaria sul senso di questa storia. Spazio è stato soprattutto la casa della gente comune ed è forse proprio questa la sua parte più rivoluzionaria. Perché rigenerazione urbana non significa mettere una panchina nuova e fare una bella fotografia. Significa costruire relazioni dentro i luoghi. Significa fare in modo che qualcuno decida che quel pezzo di città gli appartiene abbastanza da prendersene cura.

GRAZIE A CHI HA CREDUTO CHE TUTTO QUESTO AVESSE UN SENSO –  Se siamo ancora qui è anche perché qualcuno, negli anni, ha guardato questo lavoro e ha deciso che meritava fiducia. Le attività di Spazio hanno incontrato istituzioni, enti, scuole, associazioni e realtà culturali importanti. Il nostro lavoro di rigenerazione urbana a base culturale è stato riconosciuto anche dal Ministero della Cultura e da Rai Cultura e questa quinta edizione di @tNICOLOSI non sarebbe stata possibile senza il sostegno fondamentale di Fondazione Roma. Una Fondazione che, permetteteci di dirlo, in questi anni si è dimostrata più rivoluzionaria di tanti rivoluzionari di professione. Perché ha avuto il coraggio di guardare un piccolo presidio culturale dentro un quartiere popolare e fragile e riconoscere che lì esisteva qualcosa su cui valeva la pena investire. Non soltanto una rassegna, ma un progetto sociale e culturale, una comunità, un’idea di città. A Fondazione Roma va quindi molto più di un ringraziamento istituzionale, va la nostra gratitudine per avere creduto concretamente in questo lavoro. E vogliamo ricordare anche Marco Pandozi, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, insieme alle tante persone che negli anni hanno conosciuto Spazio, lo hanno attraversato e, in forme diverse, gli sono state vicine: Massimo Passamonti, con Città Domani, Massimo Amodio, Presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Enrico Forte, già Consigliere regionale del Lazio e amico di Spazio praticamente dalla prima ora. Persone diverse tra loro, con storie e ruoli differenti, unite almeno da una cosa: aver creduto che ciò che accade al Nicolosi meritasse di essere difeso. Così come ringraziamo le aziende, grandi e piccole, che hanno scelto di affiancarci, spesso semplicemente perché riconoscono il valore di ciò che proviamo a costruire. Non comprano visibilità, investono in un pezzo di città.
ADESSO, PERÒ, SERVE LA CITTÀ – Per anni abbiamo sentito dire che a Latina non succede niente. Che manca cultura, che mancano luoghi, che manca partecipazione, che i quartieri vengono dimenticati, che i giovani non hanno spazi, che bisognerebbe fare qualcosa. Bene. Qualcosa lo abbiamo fatto. Adesso però non basta più lamentarsi. Una città non cambia perché qualcuno scrive un bel post. Non cambia perché qualcuno dice che sarebbe bello avere più cultura, non cambia perché tre persone si assumono tutti i rischi e altre trecento guardano. Una città cambia quando partecipa. Giorgio Gaber ci ha lasciato una frase semplicissima: la libertà è partecipazione. Noi ci crediamo ancora.

VENITE!  – Per questo chiediamo alla città una cosa molto semplice: VENITE! Non per protestare, non contro qualcuno, venite per qualcosa. Venite perché credete che una piazza piena di persone sia migliore di una piazza vuota. Venite perché credete che il diritto alla quiete e il diritto alla cultura possano convivere. Venite perché un quartiere non si rigenera con i buoni propositi. Si rigenera abitandolo. E questa volta ve lo diciamo davvero: portatevi una sedia.

PORTATE ‘NA SSEDIA, SINDACA! – L’invito vale per tutti. Vale per la Sindaca di Latina. Vale per il Questore. Vale per il Dirigente del SUAP. Vale per le donne e gli uomini della Polizia Locale. Vale per ATER. Vale per i consiglieri comunali, per gli amministratori, per chi lavora nelle istituzioni e per chi in questi anni ha guardato Spazio con curiosità, diffidenza o simpatia. Venite. Portatevi una sedia. Sedetevi accanto ai ragazzi del quartiere, ascoltate, guardate e poi decidete se questa esperienza rappresenta un problema da risolvere oppure una risorsa da proteggere. Noi non chiediamo privilegi, chiediamo soltanto che una vicenda amministrativa assurda non cancelli quindici anni di lavoro e una delle esperienze di partecipazione culturale più vive nate in questa
città, proprio nel suo cuore popolare più discusso e più fragile. Forse saremo davvero costretti a stringerci, a ridurre, a reinventare ancora una volta il modo di fare gli spettacoli. Ma non ce ne andremo dal Nicolosi. E non chiuderemo Via Filippo Corridoni per trasformarla in un’arena. Suoneremo davanti alla nostra sede, dal nostro marciapiede. La Piazzetta resterà libera da palco, impianti, strutture sceniche ed elettriche riconducibili all’organizzazione e le persone che vorranno esserci saranno, come sempre, cittadini liberi di vivere il proprio quartiere nei limiti consentiti dalle regole.

Questa è la nostra Rassegna da Marciapiede. Non un gesto contro le istituzioni. Un gesto pubblico, dichiarato, gioioso e ostinato di cittadinanza attiva. Perché @tNICOLOSI non è semplicemente un palco, neanche un’impianto audio, né le sedie e, forse, nemmeno la Piazzetta, @tNICOLOSI è quello che succede quando una comunità decide di incontrarsi. E quella cosa, fortunatamente, è molto più difficile da spegnere.
LE ULTIME QUATTRO SERATE –  E poi, in mezzo a tutte queste carte, c’è una cosa che rischiamo quasi di dimenticare. Il programma. Ed è un programma che vale la pena difendere.

VENERDÌ 28 AGOSTO | ore 21.00
BEPPE SERVILLO voce con CRISTIANO CALIFANO, chitarra
Una delle voci più autorevoli e originali della musica italiana. Avion Travel, teatro, cinema, canzone
napoletana, racconti, incontri. Beppe Servillo e Cristiano Califano hanno conosciuto la situazione nella
quale si trova la Rassegna e hanno scelto di esserci. Per noi significa molto.

SABATO 29 AGOSTO | ore 21.00 MARCO POETA E BAND
ANIME IN MINORE: Il Fado, il Blues e il silenzio che canta
Doveva essere con noi il 16 luglio ma un problema di salute lo ha costretto a fermarsi. Adesso Marco sta
meglio e torna. Ma chiamarlo semplicemente ospite di @tNICOLOSI sarebbe riduttivo. Marco Poeta è un
fratello di Spazio. Un grande artista, un uomo speciale e — come probabilmente direbbe lui — un
“discreto” musicista. Discreto abbastanza da avere condiviso musica e palcoscenici con alcuni dei più
importanti artisti italiani e internazionali, discreto abbastanza da avere lavorato con Lucio Dalla,
trasformando in fado brani come Piazza Grande e Anna e Marco e condividendo con lui palchi italiani e
portoghesi. A Dalla viene attribuita, parlando della sua capacità di arrangiare, una battuta che racconta
Marco Poeta molto meglio di molte biografie: sarebbe capace di arrangiare perfino una lista della spesa.
E se negli anni sul palco del Nicolosi sono arrivati artisti come Moni Ovadia, Ares Tavolazzi, Massimo
Bubola e oggi Beppe Servillo, una parte del merito è anche sua. Marco non ci ha semplicemente portato
artisti, ci ha aiutato a immaginare cosa potesse diventare questa piazza e il 29 agosto torna a casa.

DOMENICA 30 AGOSTO | ore 21.00
LA CITTÀ CHE SCRIVE CANZONI
Maurizio Vizzino e la sua Band
con Marco Fino e Leonardo Angelucci

Noi li chiamiamo, senza alcuna ironia, la nostra meglio gioventù. Ragazzi che non considerano la propria
città un posto dal quale fuggire, che studiano, scrivono, suonano, fanno volontariato, insegnano musica ai
più piccoli del quartiere e provano a costruire qui una parte del proprio futuro. Maurizio Vizzino, Mattia
Malagola, Andrea Fratoni e Francesco Miletta non sono ragazzi ai quali concediamo un palco per generosità.

Sono musicisti. Con studio, tecnica e talento. Maurizio ha appena pubblicato il suo primo album e Mattia Malagola

ha ottenuto quest’estate, nell’ambito di Umbria Jazz, una delle borse di studio assegnate ai giovani musicisti

per proseguire il proprio percorso alla Berklee College of Music di Boston.
Una possibilità enorme, conquistata attraverso il talento. Eppure questi ragazzi continuano a trovare il
tempo per stare qui, con noi, con i bambini, con il quartiere. Perché la cultura, qui, non sale soltanto su un
palco. Rimane. Accanto a loro Marco Fino e Leonardo Angelucci, altri due autori capaci di raccontare
attraverso linguaggi differenti una generazione che non ha alcuna intenzione di smettere di creare.

VENERDÌ 4 SETTEMBRE | ore 21.00
MODULO PROJECT
FOREVER AND BEYOND
Direzione artistica Laura Bernardini
Decine di giovani danzatori torneranno a trasformare il Quartiere Nicolosi in un grande spazio scenico. E
dietro quei ragazzi c’è Laura Bernardini, coreografa e direttrice artistica che ha costruito negli anni un
percorso professionale di livello nazionale, attraversando danza, spettacolo e grandi produzioni televisive.
Una professionista che avrebbe potuto limitarsi ai grandi palcoscenici e che invece continua a portare il
proprio lavoro anche qui. Nel Nicolosi, con i ragazzi, dentro una piazza. Movimento, energia, corpi, futuro.
Probabilmente non poteva esserci finale migliore. Perché se questa storia ha un senso, quel senso
appartiene soprattutto alle generazioni che verranno dopo di noi.

LA JOY ARMADA – Noi la chiamiamo così: Joy Armada, un esercito un po’ strano. Non ha armi, ha ragazzi, volontari, libri, chitarre, sedie, bambini. Persone che parlano lingue diverse e qualche adulto sufficientemente incosciente da credere ancora che valga la pena provarci. Dall’altra parte non vogliamo nemici. Al massimo ci sono quelli che benpensano e va bene così. Anche loro fanno parte della città. Noi continueremo  semplicemente a proporre un’altra idea. Una città che non abbia paura delle persone. Una città nella quale un quartiere popolare possa essere bello. Una città nella quale la cultura non sia un lusso. Una città che, invece di lamentarsi di ciò che manca, decida di esserci quando qualcosa finalmente accade. Se questa quinta edizione arriverà fino al 4 settembre, vorremmo arrivarci insieme. Se non sarà possibile, racconteremo comunque questa storia con la serenità di chi sa di avere provato fino all’ultimo. Ma prima… venite. E questa volta davvero: portatevi una sedia. Perché le piazze appartengono alle persone che scelgono di viverle. Perché la libertà è partecipazione. Perché una città non cambia da sola”.

CULTURA

Pontinia, la nuova stagione del Teatro Fellini: spettacoli, formazione e iniziative per tutta la comunità

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Una stagione pensata non soltanto per portare spettacoli sul palcoscenico, ma per trasformare il Teatro Fellini in un luogo di cultura e partecipazione da vivere durante tutto l’anno. È questo l’obiettivo della programmazione 2026/2027 presentata a Pontinia dal sindaco Eligio Tombolillo, dall’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, dal direttore artistico Pierluigi Polisena e dal presidente dell’Associazione Culturale La Macchia e direttore tecnico Gianluca Panecaldo.

Per il secondo anno consecutivo la gestione organizzativa è affidata alla Cooperativa Sociale Spazio Comune, in collaborazione con l’Associazione Culturale La Macchia. Il progetto affianca al tradizionale cartellone teatrale una serie di attività formative, appuntamenti per bambini e famiglie, eventi stagionali e collaborazioni con le associazioni del territorio.

«Il Fellini è un patrimonio della nostra città e un luogo di cultura e partecipazione», ha sottolineato il sindaco Eligio Tombolillo, evidenziando la volontà dell’Amministrazione di sostenere un progetto capace di rafforzare il rapporto tra teatro, territorio e comunità. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, secondo cui la nuova stagione punta a coniugare qualità dell’offerta e maggiore coinvolgimento dei cittadini.

Tra le novità e le conferme più importanti c’è la Teatro Fellini Academy, con corsi di musica e recitazione rivolti sia agli adulti sia ai bambini, insieme alla nascita della Compagnia Teatrale Teatro Fellini. Il programma prevede inoltre campus, podcast dedicati alla cultura e alla vita del teatro, eventi legati alle diverse stagioni dell’anno e nuove collaborazioni con realtà associative locali.

Il cartellone teatrale prenderà ufficialmente il via il 18 ottobre con Matteo Cirillo e “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, spettacolo ambientato nel mondo delle edicole italiane e dei “giornalai”, tra memoria, figurine, giornali e grandi avvenimenti che hanno accompagnato generazioni di italiani.

Tra gli appuntamenti della stagione anche “Mi hanno rimasto solo” di Michele La Ginestra, in programma il 5 dicembre, e “Er berretto coi sonarelli”, adattamento in romanesco de “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, atteso il 31 gennaio. Il 14 novembre sarà invece la volta di “Genitori vs Figli” di Antonio Pisu, mentre il 22 novembre Alessandro Blasioli porterà in scena “Sciaboletta, la fuga del Re”, dedicato alla fuga di Vittorio Emanuele III dopo l’8 settembre 1943.

A marzo spazio a “La moglie perfetta” di Giulia Trippetta, il 7, e a “Dante. L’uomo dietro il poeta” di Marco Arbau, il 20 marzo. Ad aprile, il 4, arriverà “Ma che bell’Ikea” di Gianni Clementi.

Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alle famiglie e alle diverse fasce d’età. Dal 10 al 16 ottobre è in programma il Teen Dance Festival, mentre il 31 ottobre e il primo novembre il teatro ospiterà iniziative per Halloween. A febbraio sarà invece protagonista il Carnevale, con attività pensate per il pubblico più giovane.

La programmazione comprende anche una serie di produzioni e saggi legati alle attività formative. A dicembre è previsto lo Spettacolo di Natale prodotto dal Teatro Fellini, mentre nella parte finale della stagione aumenteranno gli appuntamenti dedicati alla formazione, con gli spettacoli della TF Academy Senior, le attività della TF Academy e i saggi di recitazione e musica di Spazio33.

«La nuova stagione nasce con l’obiettivo di rendere il Teatro Fellini sempre più parte della vita della città», ha spiegato il direttore artistico Pierluigi Polisena. Un’impostazione condivisa anche da Gianluca Panecaldo, che ha sottolineato il ruolo delle attività collaterali e delle collaborazioni con le realtà locali.

Sul palco e nella programmazione della nuova stagione ci saranno anche artisti particolarmente legati al teatro pontino, tra cui Martufello e Michele La Ginestra, quest’ultimo intervenuto alla presentazione con un videomessaggio.

Il direttore artistico Polisena:

Il programma 2026/2027 punta dunque a tenere insieme spettacolo, formazione e partecipazione, con l’ambizione di fare del Fellini non soltanto un luogo in cui assistere agli spettacoli, ma un vero presidio culturale per Pontinia, aperto a diverse generazioni e alle realtà del territorio.

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Beppe Servillo a Latina, successo al Nicolosi per l’appuntamento clue della rassegna sfrattata dalla piazzetta

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LATINA –  Un successo, peraltro ampiamente annunciato nonostante le difficoltà sull’uso della piazzetta del Nicolosi,  il concerto di Beppe Servillo, venerdì sera 28 agosto, per la rassegna @Nicolosi. “Dopo le polemiche di questi giorni, la rassegna sfrattata dalla piazzetta e quasi costretta a proseguire lungo i marciapiedi adiacentiè stato liberatorio vedere lo spazio del Nicolosi pieno come mai prima d’ora”, scrive in un post uno degli organizzatori.

Niente palco e sedie portate da casa per ovviare al problema dell’occupazione dello spazio oggi formalmente appartenente al condominio che affaccia sulla storica piazzetta dove da cinque anni l’associazione Spazio Culturale Nicolosi organizza la rassegna culturale e musicale, e da quindici, si occupa di “curare” il quartiere fragile con eventi di teatro, doposcuola, laboratori e attività varie di volontariato che coinvolgono anche i residenti.

Lo storico Leader degli Avion Travel accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano era informato sulle difficoltà organizzative e ha deciso di cantare comunque. Per lui applausi e tantissimo  pubblico. Ha accolto l’invito ad esserci anche la sindaca Matilde Celentano.

Soddisfatto il presidente di Spazio Culturale Nicolosi, Beppe Valenza: “Questo Spazio deve appartenere alla città anche in vista del centenario”, ha detto

 

E non è finita. Stasera 29 agosto ci sono Marco Poeta e la sua Band e domani 30 agosto Maurizio Vizzino e la sua Band, Marco Fino e Leonardo Angelucci. “Tre sere diverse. Tre storie che raccontano perché siamo ancora qui”, dicono gli organizzatori.
L’appuntamento alle 19.30 in  Piazzetta Nicolosi con la solita raccomandazione: “PORTATE ’NA SEDIA!”
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APPUNTAMENTI

A Sermoneta uno spettacolo per raccontare Leone Caetani. Amodio: “Restituiamo alla comunità una delle storie più intense della famiglia”

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SERMONETA – Nell’ambito della rassegna “Alla Corte dei Caetani”, il Castello di Sermoneta ospita – sabato 29 e domenica 30 agosto – lo spettacolo “Tra l’uomo e Leone (L’intesa possibile)”, scritto da Roberto Agostini e prodotto dalla Fondazione Roffredo Caetani. Un testo che racconta gli ultimi mesi di vita di Leone Caetani, orientalista e politico, ripercorsi da lui stesso in esilio volontario in Canada, tra ricordi e riflessioni, poco prima della morte nel dicembre del 1935.

“Con questo spettacolo restituiamo alla comunità una delle storie più intense custodite nella memoria della famiglia Caetani: quella di un uomo che ha avuto il coraggio di scegliere se stesso, pagandone il prezzo fino in fondo. Raccontare la storia di un uomo così straordinario non è certamente semplice, ma sono convinto, e per questo lo ringrazio, che il regista Roberto Agostini sia riuscito a restituirci la complessità di questa figura, senza mai tradirne la statura storica”, – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio.

Lo spettacolo si muove sul filo del conflitto tra le convenzioni e la libertà personale, prendendo la figura di Leone Caetani come simbolo di una scelta radicale di rottura. Erede di una delle famiglie più antiche e influenti dell’aristocrazia italiana, Leone rinuncia progressivamente ai propri privilegi, si schiera apertamente contro il regime fascista e finisce per essere emarginato: allontanato in parte dalla famiglia, escluso dalla politica e dal mondo accademico. “La narrazione – spiega l’autore e regista Roberto Agostini – assume il respiro di un racconto epico, quasi omerico, per restituire alla sua vicenda personale una dimensione universale, capace di parlare a chiunque si sia mai interrogato sul senso delle proprie scelte”.

Sul piano storico, Leone Caetani (1869-1935) fu uno dei maggiori orientalisti italiani, autore degli “Annali dell’Islam”, opera che si distinse per il rigore critico e scientifico con cui affrontò la storia delle origini dell’Islam, in controtendenza rispetto alle letture romantiche o religiose dell’epoca. Principe di Teano e Duca di Sermoneta, deputato di simpatie socialiste, nel 1921, a 51 anni, decise di vendere gran parte dei propri beni in Italia e di trasferirsi in Canada, a Vernon, insieme alla compagna Ofelia Fabiani e alla figlia Sveva, dopo la separazione dalla moglie Vittoria Colonna. Vi rimase in esilio volontario per gli ultimi quattordici anni della sua vita.

Biglietti: https://www.giardinodininfa.eu/collections/alla-corte-dei-caetani

 

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