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ECONOMIA

Benacquista assicurazioni investe su welfare e ramo vita, nasce “Big Insurance”

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LATINA – Un portafoglio di circa 13 milioni di euro e 4.500 clienti in tutta Italia. Questi i numeri della Big Insurance Srl, nuova struttura finanziaria che la Benacquista Assicurazioni ha messo insieme acquisendo di fatto una corposa parte del business grazie alla migrazione di professionisti provenienti dal gruppo Pramerica. Un’operazione estremamente importante che conferisce ancora più vigore al gruppo di intermediazione assicurativa presente sul mercato nazionale con una galassia di dieci società dedicate, più di 4 milioni e mezzo di assicurati e un volume di affari di oltre 100 milioni di euro.

Punto cardine dell’operazione, grazie alla quale il gruppo Benacquista prevede una crescita entro fine anno pari al 15% e pari al 30% già entro il 2021, è Mario Acquista, manager di comprovata esperienza proveniente da oltre venticinque anni di attività in Pramerica e membro del Million Dollar Round Table.

La Benacquista assicurazioni, tra i leader italiani in alcuni segmenti quali la scuola, i rischi professionali con focalizzazione in area medica, l’aviazione, i rischi sportivi è anche il più autorevole e longevo operatore nella sottoscrizione di rischi per la pubblica amministrazione. Da questa lunghissima esperienza, nasce dunque l’ennesima costola del gruppo, la Big Insurance Srl, una struttura dedicata alla previdenza, al risparmio, all’investimento ed al welfare con soluzioni tese a soddisfare le esigenze di famiglie ed imprese.

Questa nuova iniziativa può contare sugli straordinari investimenti tecnologici fatti dal Gruppo Benacquista negli ultimi 20 anni (superiori al 10% del volume annuo di affari globale del gruppo): “Alla base di questa attività – spiega Massimiliano Benacquista che guida il gruppo insieme alla sorella Sabrina – c’è infatti una naturale propensione all’Information Technology ed all’innovazione digitale. Abbiamo ideato e realizzato un modello di ‘software as a service’ che ha permesso di inglobare il know how assicurativo a quello di processo, ci ha consentito di crescere in aree spesso complesse e di differenziarci in maniera netta da tutti gli altri player del panorama assicurativo italiano”.

L’ambizioso progetto si fonda proprio sull’integrazione tra la professionalità di un gruppo di eccellenti intermediari assicurativi tradizionali con la tecnologia più avanzata nel panorama Italiano della consulenza e dei rischi personali. Da qui la scelta di affidare lo sviluppo al manager Mario Acquista che nel 2012 fu il primo agente generale di Pramerica in Italia ed oggi si trova a poter massimizzare gli sforzi della sua precedente esperienza lavorativa in una iniziativa che mira a fornire soluzioni ampie ed a tutto campo (non più nel ristretto ambito vita) per soddisfare le esigenze di clienti anche nel welfare, salute e nella protezione dei beni. In questa prima fase il team si compone di esperti professionisti anch’essi tutti provenienti da Pramerica. Nei prossimi mesi è previsto l’inserimento di numerosi altri consulenti, anche da qualificare, per creare una rete presente in modo capillare su tutto il territorio italiano.

“Mai come in questo momento – spiega Massimiliano Benacquista – ci rendiamo conto che le sfide legate al mondo che cambia sono davvero infinite. Il Gruppo Benacquista le affronta da oltre cinquant’anni cercando di anticipare questi stessi cambiamenti. Lo stiamo facendo proprio oggi con la Big Insurance, coinvolgendo e integrando un nuovo team di lavoro, immaginando nuove figure, nuove proposte, nuove idee. Dando concretezza ad un progetto che ci darà grandi soddisfazioni, che darà forza ad un’azienda che ha intenzione di continuare ad investire sul territorio nazionale garantendo posti di lavoro e la sicurezza di un servizio all’altezza delle aspettative dei nostri clienti, della nostra storia e del momento che stiamo vivendo”.

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ECONOMIA

Malattie professionali nel pontino. Garullo (Uil): “Impennata ad agosto. Denunce più che raddoppiate”

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LATINA – Latina è la terza provincia del Lazio per numero di denunce di malattie professionali. E’ quanto emerge dal focus di Uil di Latina su dati Inail con l’obiettivo di monitorare il livello di salute e sicurezza sul lavoro nel proprio territorio. Nello specifico, da gennaio ad agosto scorso sono state 800 le denunce protocollate, contro le 690 dello stesso periodo del 2025: 110 in più.

“Così il territorio pontino si colloca dietro Roma (1.779) e di poco dietro Frosinone (827). Un quadro di preoccupante crescita, che trova conferma nell’andamento di agosto, quando le denunce hanno raggiunto le 68 unità, contro le 31 registrate nello stesso mese del 2025.

“L’incremento di agosto è stato più del doppio – afferma Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – facendo registrare così la crescita più elevata tra tutte le province laziali”. Ma dietro ogni denuncia c’è una persona che si ammala lavorando, subendo invalidità che portano a conseguenze anche gravi per lavoratrici e lavoratori, che a volte si manifestano persino dopo il pensionamento. Una realtà che emerge anche dai dati del Lazio: nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate 3.255 denunce relative a uomini e 1.039 a donne”.

Tornando alla nostra provincia, i numeri registrati dall’approfondimento del sindacato riflettono la storia e le trasformazioni del tessuto economico locale che incidono anche sulla distribuzione delle denunce: queste, infatti, sono pari a poco meno della metà di quelle rilevate a Roma e pressoché equivalenti a quelle del Frusinate.

“Come ricorda il nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri – conclude Garullo – Salute e sicurezza sul lavoro devono diventare una questione culturale: non soltanto un insieme di obblighi e controlli ma anche una prevenzione continua ed efficiente, in grado di orientare le scelte organizzative e quelle produttive. Perché se è vero che le malattie professionali fanno meno rumore di un incidente sul lavoro, è altrettanto vero che segnano la vita di tante lavoratrici e tanti lavoratori”.

 

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ECONOMIA

Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei. Il presidente di Unindustria Biazzo illustra i dati

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LATINA –  Farmaceutica, aerospazio-difesa, Ict e digitale, cinema e audiovisivo, energia e green, ceramica sanitaria e turismo sono i settori produttivi più attivi nel Lazio. E’ quanto emerge dalle Elaborazioni del Centro Studi Unindustria su dati Istat- Farmindustria- Lazio Innova illustrati nel corso dell’evento ‘Industria e competitività nel Lazio. Scenari e prospettive’ organizzato da Unindustria presso Villa Blanc, sede della Luiss. (in foto lo stabilimento Bsp di Latina Scalo)

“Le analisi di oggi ci ricordano anche che abbiamo importanti margini di crescita, in particolare nella capacità delle imprese di rafforzarsi dimensionalmente, investire, innovare e raggiungere nuovi mercati. La vera sfida è trasformare questo potenziale in una crescita strutturale e diffusa, capace di coinvolgere tutti i territori del Lazio, rafforzare il sistema produttivo e generare nuove opportunità di occupazione qualificata”, ha detto il presidente di Unindustria Lazio Giuseppe Biazzo nel suo discorso.
Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei, con 102 unità locali e circa 13.000 addetti diretti, cui si aggiungono 15.000 occupati nei settori fornitori, pari complessivamente al 18% dell’occupazione nazionale della filiera. Il comparto si distingue per l’elevata intensità di ricerca e innovazione, con 1.400 addetti in R&S (19% del totale nazionale) e 374 milioni di euro di investimenti in R&S (15%).

La dimensione media delle imprese è di 111 addetti, contro gli 87 della media italiana, mentre il valore aggiunto per addetto raggiunge i 143.000 euro, a fronte dei 64.000 euro della media regionale. E’ il primo settore manifatturiero del Lazio per esportazioni, con 18 miliardi di euro nel 2025, pari al 26% dell’export farmaceutico nazionale e al 50% delle esportazioni complessive regionali. La filiera è caratterizzata da una forte presenza di multinazionali e imprese contoterziste, specializzate nella sintesi chimica, la produzione biologica e l’infialamento sterile.

Il Lazio rappresenta uno dei principali poli aerospaziali italiani ed europei, con competenze industriali e tecnologiche di eccellenza anche nei settori della difesa e della sicurezza. La filiera conta circa 300 imprese core, oltre 23.000 addetti e un fatturato annuo di circa 5 mld di euro. La regione concentra oltre il 35% dell’industria aerospaziale nazionale, grazie a un sistema produttivo che integra grandi gruppi industriali, pmi specializzate e centri di ricerca. I principali poli si sviluppano lungo la Tiburtina, a Pomezia e a Colleferro, con attività che spaziano dalla produzione di satelliti, sistemi elettronici e tecnologie per l’osservazione della Terra alla propulsione e ai lanciatori spaziali. La crescente integrazione tra aerospazio, difesa e sicurezza offre importanti opportunità di sviluppo industriale in tutti i territori della regione.

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CULTURA

“L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale di Luca Ceccherelli al Trentennale di Confimprese Italia

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LATINA – Al Teatro Comunale di Fiuggi per “L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale ideato, scritto e interpretato da Luca Ceccherelli appositamente per il Trentennale di Confimprese Italia. La performance ha affrontato i temi del lavoro e dell’iniziativa imprenditoriale attraverso un linguaggio insolito, intrecciando teatro, musica e riflessione e riportando al centro le persone, le scelte, il coraggio e la responsabilità. Con questa proposta artistica l’associazione di promozione culturale “Viviamo d’Arte” ha partecipato ieri, 25 settembre, alla manifestazione nazionale in corso a Fiuggi fino al 27 settembre, che riunisce rappresentanti del mondo imprenditoriale e realtà provenienti da diversi territori italiani. L’associazione pontina, guidata dal presidente Domenico Capozio, con il vicepresidente Luca Protani e il segretario Alessandro Borsa, è stata invitata a contribuire al programma proprio con il monologo di Ceccherelli, costruito per l’occasione attraverso parole, suggestioni teatrali e musica, con un registro lontano da quello tradizionale degli appuntamenti economici e istituzionali.

Il punto di partenza è una domanda : cosa resta di un’impresa se per un momento si mettono da parte numeri, fatturati, produttività e vetrine? Resta il gesto di  chi decide di alzare una serranda e assumersi una responsabilità verso se stesso, gli altri e il futuro. Un’immagine attraverso la quale il monologo ha riportato al centro la persona e il valore della libera iniziativa come scelta di coraggio e fiducia.
La performance si è sviluppata intrecciando impresa, società, cultura e storia, accompagnata dalle suggestioni del tango di Astor Piazzolla. Proprio la figura del compositore argentino, considerato a suo tempo un innovatore capace di rompere gli schemi della tradizione, è diventata nel testo la metafora di chi sceglie di percorrere strade nuove e di andare controcorrente.
Da qui una riflessione più ampia sul ruolo delle micro e piccole imprese, sulla necessità di costruire una società nella quale persone, lavoratori, giovani, famiglie, artisti e Terzo settore possano sentirsi parte di uno stesso sistema. Un racconto che ha posto al centro la dimensione umana dell’economia, ricordando come dietro ogni attività, contratto o rete distributiva ci sia sempre una persona che inventa, lavora e produce. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema dell’etica d’impresa, interpretata non come limite, ma come elemento essenziale della libertà economica: dalla lealtà nella concorrenza alla trasparenza, dalla sicurezza sul lavoro alla tutela dell’ambiente e alla crescita professionale dei collaboratori.

Con il monologo originale scritto e interpretato da Luca Ceccherelli, Viviamo d’Arte ha portato così il linguaggio artistico in un contesto tradizionalmente economico e istituzionale, mostrando come il teatro possa diventare uno strumento capace di tradurre temi complessi in immagini, emozioni e riflessioni immediatamente accessibili.
La partecipazione al Trentennale rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di crescita di Viviamo d’Arte, partito da Latina e sempre più proiettato verso una dimensione nazionale. L’associazione rinnova infine il proprio ringraziamento al presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico per l’invito e per aver offerto a Viviamo d’Arte l’opportunità di portare il proprio contributo artistico all’interno di un appuntamento di rilievo nazionale.

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