ECONOMIA
Confagricoltura Latina cresce: soci a quota 1600
LATINA – Una crescita costante anche nel 2020 che ha portato ad un aumento dei soci di dieci punti percentuali con una rappresentatività estremamente alta in termini di giornate delegate – quasi 600mila – che vanno a sommarsi agli oltre 13mila ettari rappresentati dalle imprese associate. Questi i numeri più importanti di Confagricoltura Latina che ha celebrato nei giorni scorsi la sua 65esima assemblea in uno spazio messo a disposizione dall’agriturismo La Valle dell’Usignolo.
Un’occasione per fare il punto relativo al 2020, un anno ovviamente particolare che ha messo a dura prova anche il mondo agricolo che ha comunque continuato a garantire livelli di produttività altissimi, e per rilanciare sui grandi temi che interessano il territorio pontino.
“Confagricoltura Latina – ha affermato il presidente Luigi Niccolini – è una realtà importantissima del territorio pontino ormai da decenni ed è un punto di riferimento per il comparto agricolo che si rafforza ogni anno che passa. I numeri del 2020, in piena pandemia, confermano una crescita costante che supera i dieci punti percentuali e che ci dice che, anche in questo periodo di grandi difficoltà, i nostri uffici hanno continuato ad offrire alle imprese agricole una assistenza qualificata e che ha saputo dare risposte immediate. Ottimo – ha aggiunto Niccolini – il dato relativo al sindacato pensionati che ormai conta migliaia di iscritti. Tutto questo – ha spiegato ancora il presidente – è frutto del lavoro di tutti e della guida del direttore Mauro D’Arcangeli che da anni è al timone di uffici che ormai offrono prestazioni di livello su tutto il territorio pontino”.
Niccolini, nel suo intervento, ha parlato del rinnovato impegno della sua figura anche nella veste di presidente della nuova Azienda speciale della Camera di commercio di Frosinone e Latina “si è trattato – ha spiegato il presidente – di un riconoscimento dato alla nostra associazione e di cui dobbiamo essere fieri e che, questo è fondamentale, dobbiamo essere in grado di sfruttare proprio per il bene di questo territorio e per rilanciare il tema della valorizzazione dei prodotti e del settore agroalimentare anche sul fronte turistico”. Se il tema della Pac – la politica agricola comune dell’Unione Europea – resta di straordinaria importanza per l’organizzazione agricola, è fondamentale l’impegno nell’ambito dei vari settori del comparto, come ad esempio il kiwi che sta anni sta vivendo il problema della moria “che – ha aggiunto Niccolini – merita un intervento immediato sul fronte scientifico che chiediamo da tempo e su cui continueremo a prendere posizione anche con iniziative ancora più concrete”. Niccolini, nella sua relazione, ha poi fatto riferimento a tutti gli altri settori come ad esempio il florovivaismo, quelli legati alle produzioni orticole, vitivinicole, di cereali, allevamenti e altro. “Con la firma del nuovo contratto di lavoro del comparto agricolo – ha concluso il presidente – abbiamo poi rinnovato il nostro impegno sul un fronte delicato come quello dell’inclusione sociale che ci vede impegnati anche tramite il progetto Laborat. Insomma abbiamo molte sfide da affrontare ma abbiamo gettato ottime basi e siamo forti di anni e anni di esperienza e di migliaia di iscritti con livelli di rappresentatività che aumentano ogni anno che passa”.
Alle parole di Niccolini hanno fatto eco quelle del direttore Mauro D’Arcangeli che ha ribadito gli elementi essenziali del nuovo Patto per l’agricoltura pontina, il contratto sottoscritto dalle organizzazioni agricole e sindacali e che “oggi più che mai assume un significato fondamentale nell’ambito della riorganizzazione del comparto agricolo anche per le sfide che, come ha giustamente sottolineato il presidente, ci troviamo ad affrontare ogni giorno sui temi dell’inclusione sociale e del caporalato anche grazie al progetto Laborat”, ha concluso D’Arcangeli che è anche alla guida del Fislas di Latina.
Tra gli interventi anche quello del presidente regionale di Confagricoltura Lazio, Alessio Trani, quello del responsabile dell’Area economica e del centro studi di Confagricoltura, Vincenzo Lennucci e l’intervento di Cristina Tinelli, responsabile dell’ufficio di Bruxelles di Confagricoltura.
NUMERI E SEDI – Confagricoltura Latina rappresenta oggi aziende del comparto agricolo per un totale di 13mila ettari associati e che producono un livello di giornate di lavoro delegate che si aggira intorno a quota 600mila con oltre 1600 soci. Confagricolturra Latina offre servizi, oltre che presso l’ufficio di Via Don Minzoni a Latina, anche negli uffici di zona di Sermoneta, Borgo Hermada, Fondi e Formia e tramite i recapiti di Borgo Montello, Roccagorga, Pontinia, Doganella e Latina 2.
ECONOMIA
Malattie professionali nel pontino. Garullo (Uil): “Impennata ad agosto. Denunce più che raddoppiate”
LATINA – Latina è la terza provincia del Lazio per numero di denunce di malattie professionali. E’ quanto emerge dal focus di Uil di Latina su dati Inail con l’obiettivo di monitorare il livello di salute e sicurezza sul lavoro nel proprio territorio. Nello specifico, da gennaio ad agosto scorso sono state 800 le denunce protocollate, contro le 690 dello stesso periodo del 2025: 110 in più.
“Così il territorio pontino si colloca dietro Roma (1.779) e di poco dietro Frosinone (827). Un quadro di preoccupante crescita, che trova conferma nell’andamento di agosto, quando le denunce hanno raggiunto le 68 unità, contro le 31 registrate nello stesso mese del 2025.
“L’incremento di agosto è stato più del doppio – afferma Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – facendo registrare così la crescita più elevata tra tutte le province laziali”. Ma dietro ogni denuncia c’è una persona che si ammala lavorando, subendo invalidità che portano a conseguenze anche gravi per lavoratrici e lavoratori, che a volte si manifestano persino dopo il pensionamento. Una realtà che emerge anche dai dati del Lazio: nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate 3.255 denunce relative a uomini e 1.039 a donne”.
Tornando alla nostra provincia, i numeri registrati dall’approfondimento del sindacato riflettono la storia e le trasformazioni del tessuto economico locale che incidono anche sulla distribuzione delle denunce: queste, infatti, sono pari a poco meno della metà di quelle rilevate a Roma e pressoché equivalenti a quelle del Frusinate.
“Come ricorda il nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri – conclude Garullo – Salute e sicurezza sul lavoro devono diventare una questione culturale: non soltanto un insieme di obblighi e controlli ma anche una prevenzione continua ed efficiente, in grado di orientare le scelte organizzative e quelle produttive. Perché se è vero che le malattie professionali fanno meno rumore di un incidente sul lavoro, è altrettanto vero che segnano la vita di tante lavoratrici e tanti lavoratori”.
ECONOMIA
Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei. Il presidente di Unindustria Biazzo illustra i dati
LATINA – Farmaceutica, aerospazio-difesa, Ict e digitale, cinema e audiovisivo, energia e green, ceramica sanitaria e turismo sono i settori produttivi più attivi nel Lazio. E’ quanto emerge dalle Elaborazioni del Centro Studi Unindustria su dati Istat- Farmindustria- Lazio Innova illustrati nel corso dell’evento ‘Industria e competitività nel Lazio. Scenari e prospettive’ organizzato da Unindustria presso Villa Blanc, sede della Luiss. (in foto lo stabilimento Bsp di Latina Scalo)
“Le analisi di oggi ci ricordano anche che abbiamo importanti margini di crescita, in particolare nella capacità delle imprese di rafforzarsi dimensionalmente, investire, innovare e raggiungere nuovi mercati. La vera sfida è trasformare questo potenziale in una crescita strutturale e diffusa, capace di coinvolgere tutti i territori del Lazio, rafforzare il sistema produttivo e generare nuove opportunità di occupazione qualificata”, ha detto il presidente di Unindustria Lazio Giuseppe Biazzo nel suo discorso.
Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei, con 102 unità locali e circa 13.000 addetti diretti, cui si aggiungono 15.000 occupati nei settori fornitori, pari complessivamente al 18% dell’occupazione nazionale della filiera. Il comparto si distingue per l’elevata intensità di ricerca e innovazione, con 1.400 addetti in R&S (19% del totale nazionale) e 374 milioni di euro di investimenti in R&S (15%).
La dimensione media delle imprese è di 111 addetti, contro gli 87 della media italiana, mentre il valore aggiunto per addetto raggiunge i 143.000 euro, a fronte dei 64.000 euro della media regionale. E’ il primo settore manifatturiero del Lazio per esportazioni, con 18 miliardi di euro nel 2025, pari al 26% dell’export farmaceutico nazionale e al 50% delle esportazioni complessive regionali. La filiera è caratterizzata da una forte presenza di multinazionali e imprese contoterziste, specializzate nella sintesi chimica, la produzione biologica e l’infialamento sterile.
Il Lazio rappresenta uno dei principali poli aerospaziali italiani ed europei, con competenze industriali e tecnologiche di eccellenza anche nei settori della difesa e della sicurezza. La filiera conta circa 300 imprese core, oltre 23.000 addetti e un fatturato annuo di circa 5 mld di euro. La regione concentra oltre il 35% dell’industria aerospaziale nazionale, grazie a un sistema produttivo che integra grandi gruppi industriali, pmi specializzate e centri di ricerca. I principali poli si sviluppano lungo la Tiburtina, a Pomezia e a Colleferro, con attività che spaziano dalla produzione di satelliti, sistemi elettronici e tecnologie per l’osservazione della Terra alla propulsione e ai lanciatori spaziali. La crescente integrazione tra aerospazio, difesa e sicurezza offre importanti opportunità di sviluppo industriale in tutti i territori della regione.
CULTURA
“L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale di Luca Ceccherelli al Trentennale di Confimprese Italia
LATINA – Al Teatro Comunale di Fiuggi per “L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale ideato, scritto e interpretato da Luca Ceccherelli appositamente per il Trentennale di Confimprese Italia. La performance ha affrontato i temi del lavoro e dell’iniziativa imprenditoriale attraverso un linguaggio insolito, intrecciando teatro, musica e riflessione e riportando al centro le persone, le scelte, il coraggio e la responsabilità. Con questa proposta artistica l’associazione di promozione culturale “Viviamo d’Arte” ha partecipato ieri, 25 settembre, alla manifestazione nazionale in corso a Fiuggi fino al 27 settembre, che riunisce rappresentanti del mondo imprenditoriale e realtà provenienti da diversi territori italiani. L’associazione pontina, guidata dal presidente Domenico Capozio, con il vicepresidente Luca Protani e il segretario Alessandro Borsa, è stata invitata a contribuire al programma proprio con il monologo di Ceccherelli, costruito per l’occasione attraverso parole, suggestioni teatrali e musica, con un registro lontano da quello tradizionale degli appuntamenti economici e istituzionali.
Il punto di partenza è una domanda : cosa resta di un’impresa se per un momento si mettono da parte numeri, fatturati, produttività e vetrine? Resta il gesto di chi decide di alzare una serranda e assumersi una responsabilità verso se stesso, gli altri e il futuro. Un’immagine attraverso la quale il monologo ha riportato al centro la persona e il valore della libera iniziativa come scelta di coraggio e fiducia.
La performance si è sviluppata intrecciando impresa, società, cultura e storia, accompagnata dalle suggestioni del tango di Astor Piazzolla. Proprio la figura del compositore argentino, considerato a suo tempo un innovatore capace di rompere gli schemi della tradizione, è diventata nel testo la metafora di chi sceglie di percorrere strade nuove e di andare controcorrente.
Da qui una riflessione più ampia sul ruolo delle micro e piccole imprese, sulla necessità di costruire una società nella quale persone, lavoratori, giovani, famiglie, artisti e Terzo settore possano sentirsi parte di uno stesso sistema. Un racconto che ha posto al centro la dimensione umana dell’economia, ricordando come dietro ogni attività, contratto o rete distributiva ci sia sempre una persona che inventa, lavora e produce. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema dell’etica d’impresa, interpretata non come limite, ma come elemento essenziale della libertà economica: dalla lealtà nella concorrenza alla trasparenza, dalla sicurezza sul lavoro alla tutela dell’ambiente e alla crescita professionale dei collaboratori.
Con il monologo originale scritto e interpretato da Luca Ceccherelli, Viviamo d’Arte ha portato così il linguaggio artistico in un contesto tradizionalmente economico e istituzionale, mostrando come il teatro possa diventare uno strumento capace di tradurre temi complessi in immagini, emozioni e riflessioni immediatamente accessibili.
La partecipazione al Trentennale rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di crescita di Viviamo d’Arte, partito da Latina e sempre più proiettato verso una dimensione nazionale. L’associazione rinnova infine il proprio ringraziamento al presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico per l’invito e per aver offerto a Viviamo d’Arte l’opportunità di portare il proprio contributo artistico all’interno di un appuntamento di rilievo nazionale.
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