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Angolo del libro. Incontri con l’autore alla Festa della Mietitura

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LATINA – Dal 9 al 18 luglio si terrà la rassegna letteraria “Angolo del Libro. Incontri con l’autore alla Festa della Mietitura”: sarà un salotto letterario, un’opportunità per conoscere o riscoprire libri e scrittori in un contesto fuori dal comune, come quello di una festa popolare.
Dieci autori in dieci giorni si alterneranno sul palco centrale della manifestazione (ore 20.15) con storie e personaggi di questi luoghi ma anche con vicende che nascono e si sviluppano altrove, pur avendo nelle vene sangue pontino. Moderano gli incontri i giornalisti Fabrizio Giona e Mauro Nasi.

Si parte sabato 9 luglio con Martina Pregnolato e “Il Castello d’Estate” (Alcheringa Edizioni), una storia romantica, dai tratti quasi fiabeschi, raffinata per le ambientazioni, i dialoghi e i personaggi che “affollano” la vicenda.

 Si prosegue domenica 10 luglio con Lucia Fusco e “Come acqua amara. Sezzesi, Susaroli, Pipernesi e Cispadani” (Sintagma). È il racconto di una saga familiare italiana: storie accadute davvero che raccontano i passi di un cammino spesso aspro e difficile, intrapreso da diverse generazioni che hanno attraversato il tempo e a volte anche l’oceano pur di trovare sollievo alla propria sete di
giustizia, riscatto, vita.

Lunedì 11 luglio è la volta di Carla Zanchetta e del suo “Terra Pontina. Podere 599” (Atlantide Editore). Il libro racconta le vicende della famiglia Lorenzin, che accomunano tutti quelli che hanno
lasciato la terra d’origine per costruire da zero una nuova comunità, priva di radici e usi comuni in un contesto del tutto nuovo. Sentimenti contrastanti di nostalgia di quanto è stato lasciato alle spalle e di aspettative nel futuro mentre si affrontano le tante difficoltà quotidiane.

Si prosegue il 12 luglio con Giulio Alfieri e “Questo piatto di grano” (Atlantide Editore): una ricerca su migliaia di documenti e testimonianze che narra la storia della colonizzazione e dell’Agro Pontino negli anni ’30 e ’40 del Novecento, restituendo uno spaccato per molti aspetti diverso dalla narrazione tradizionale e rendendo giustizia alle tante famiglie coinvolte, preservandone dall’oblio i nomi, i volti, le origini e le vicende.

Mercoledì 13 luglio i riflettori sono puntati su “Viaggio nella Terra Pontina” (Sintagma) di Giancarlo De Petris: è il racconto di un entusiasmante viaggio narrato attraverso il talento artistico De Petris, grafico e disegnatore, aderente al movimento della Sketchcrawl. Un omaggio alla sua terra natia che attraversa e di cui rivela le tante bellezze con l’esclusività e immediatezza del “Carnet de vojage“, quaderni e diari dal sapore romantico.

Il 14 luglio protagonista è Emilio Andreoli con “Latina nei miei racconti. I luoghi di aggregazione” (Edizioni Progetto Futuro), una raccolta di racconti e testimonianze di chi Latina l’ha vissuta
veramente e non solo abitata. Questo libro è memoria storica ma al contempo uno sguardo al futuro, un connubio essenziale per capire chi eravamo e cosa stiamo diventando.

Venerdì 15 luglio si cambia registro con Claudia Saba e il suo “Era mio padre” (Laura Capone Editore): un racconto autobiografico che affronta i temi della pedofilia e della violenza di genere, dato alle stampe per sensibilizzare, per abbattere il muro dell’omertà e della vergogna e per incoraggiare le vittime ad alzare la testa e denunciare, senza voglia di vendetta ma per il solo spirito di rinascita.

Il 16 luglio è la volta di Lucia Santucci e dei libri “L’equilibrio delle sfere di cristallo” e “Un amore così” (Edizioni DrawUp), parti di una trilogia che narra le vicende di giovani e adulti in un mondo in continua evoluzione, sviscerando problematiche sociali come il bullismo, il cyber bullismo e la criminalità, e tematiche profonde quali i rapporti umani, l’amore al tempo delle famiglie allargate, il mondo della scuola e dei giovani d’oggi, attraverso una narrazione pura e delicata tipica di un romanzo adatto a tutta la famiglia ma con incursioni anche nel giallo.

Domenica 17 luglio Beatrice Cappelletti ci porta nel mondo fiabesco de “La leggenda della Bella Ninfa” (Sintagma): una leggenda tramandata nei secoli e che oggi rivive attraverso un racconto
delicato e poetico arricchito dalle bellissime illustrazioni di Luciano Bracci. Narra del re Pontino che desiderava ardentemente liberare il suo regno dalla palude ormai incombente, e della sua unica figlia, Ninfa, la principessa dai lunghi capelli dorati e gli occhi color smeraldo.

L’ultimo atto è in programma lunedì 18 luglio, quando il palcoscenico è tutto per Francesco Giuliano e per il libro “Sul sentiero dell’origano Selvatico” (Aracne Editrice): è la storia del rapporto dialettico tra un nonno, fonte di grande esperienza e conoscenza, e un nipote che, sin dall’infanzia, ha una forte voglia di apprendere tutto ciò che gli potrà servire per la vita. Si analizza la crescita intellettuale di un bambino che, inconsapevolmente, passa da una società rurale a una società che ha perso il suo giusto verso e da cui cerca di svincolarsi per far riemergere i sentimenti genuini e sani che ha in sé.

La rassegna letteraria è promossa nell’ambito della sesta edizione della Festa della Mietitura, organizzata dall’Associazione Culturale Chiesuola con il contributo della Regione Lazio e il
patrocinio di Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Latina, Comune di Latina e Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest.

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A San Felice Circeo torna la ciclostorica dell’Agro Pontino, in arrivo la Rurale 2026

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Domenica 25 ottobre 2026 torna La Rurale, la Ciclostorica dell’Agro Pontino, con partenza e arrivo nel centro storico di San Felice Circeo. Una pedalata che unisce sport, memoria e valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di riscoprire il fascino del ciclismo di un tempo insieme alle bellezze paesaggistiche e culturali del comprensorio pontino.

La manifestazione è organizzata dall’ASD Fullbike, con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo, di tutti i comuni attraversati dai percorsi ed il supporto del Centro Sportivo Italiano – Comitato Territoriale Frosinone, e si inserisce nel Giro delle Regioni Ciclostoriche, il circuito di cicloraduni non competitivi d’epoca del Centro-Sud Italia dedicato alla promozione della storia del ciclismo, delle tradizioni locali e della mobilità dolce.

La Rurale non è una competizione, ma un’esperienza da vivere con lo spirito dei pionieri delle due ruote. È ricerca, studio, restauro, condivisione e passione: dalla riscoperta delle biciclette custodite nelle cantine alla ricerca dell’abbigliamento vintage nelle soffitte, ogni dettaglio contribuisce a ricreare l’atmosfera del ciclismo eroico.

Proprio questo è uno degli obiettivi degli organizzatori: invitare i partecipanti a riscoprire biciclette e capi d’abbigliamento di un’altra epoca, riportandoli in strada e restituendo loro nuova vita. Per questo, anche l’abbigliamento dovrà essere coerente con lo spirito della manifestazione, privilegiando abiti di ispirazione storica o vintage ed evitando indumenti tecnici moderni a vista.

Entrambi gli itinerari si sviluppano su strade asfaltate e strade bianche e rimangono aperti al traffico veicolare e ai pedoni. Tutti i partecipanti sono pertanto tenuti a rispettare scrupolosamente il Codice della Strada e le normali regole di prudenza e buon senso. È obbligatorio indossare un casco omologato.

L’edizione 2026 propone due itinerari, pensati per consentire a partecipanti con differenti livelli di preparazione di prendere parte alla ciclostorica. La partenza ufficiale è fissata per le ore 8.30 da Piazza Vittorio Veneto, a San Felice Circeo.

CICLOSTORICA “ULISSE” – 80 KM

Il percorso lungo, denominato “Ulisse”, si sviluppa per circa 80 chilometri, con un dislivello complessivo di circa 700 metri. Un itinerario impegnativo e suggestivo che attraversa alcuni degli scenari più caratteristici del territorio pontino, tra centri storici, colline, uliveti, pianure e ambienti naturali di grande interesse. Il percorso Ulisse passerà per Terracina ed il suo centro storico, per Campo Soriano, per le colline di Sonnino,toccherà la Pianura Pontina ed il Parco Nazionale del Circeo e la duna costiera di Sabaudia.

La partecipazione al percorso lungo è riservata ai maggiorenni in possesso dei requisiti previsti dal regolamento, con tesseramento CSI, FCI o EPS in regime di convenzione, oppure con tessera giornaliera R.O. È inoltre obbligatorio un certificato medico per attività agonistica del ciclismo in corso di validità.

Per quanto riguarda le biciclette, sono ammesse biciclette da corsa d’epoca costruite prima del 1987, con caratteristiche tecniche coerenti con il periodo, tra cui le leve del cambio sul tubo obliquo o alle estremità del manubrio e i cavi dei freni esterni al manubrio, a vista.

Sono ammesse anche biciclette storiche da passeggio o da lavoro, come le Graziella e le biciclette pieghevoli, oltre a biciclette di recente fabbricazione purché realizzate in autentico stile vintage. Non sono invece ammesse mountain bike, gravel, bici da ciclocross, bici da cronometro e biciclette da corsa moderne successive al 1987.

CICLOTURISTICA “CIRCE” – 38 KM

Per chi desidera affrontare un itinerario più breve, l’edizione 2026 propone il percorso “Circe”, lungo circa 38 chilometri, con un dislivello di circa 180 metri.

Pensato per cicloamatori e cicloturisti, il percorso è accessibile anche ai ragazzi a partire dai 12 anni, purché accompagnati da un adulto responsabile. È richiesto un certificato medico per attività sportiva non agonistica, secondo quanto previsto dal regolamento.

A differenza del percorso lungo, l’itinerario corto ammette tutte le tipologie di biciclette. Gli organizzatori incoraggiano tuttavia l’utilizzo di modelli vintage, rétro o dall’estetica classica, per contribuire a mantenere viva l’identità storica della manifestazione.

La Rurale rappresenta un’occasione per vivere il territorio con un ritmo diverso, riscoprendo il valore della bicicletta come strumento di incontro, conoscenza e condivisione. Un appuntamento dedicato a chi ama le due ruote, la storia e le tradizioni, ma anche a chi desidera conoscere l’Agro Pontino attraverso un’esperienza autentica, all’insegna della passione e della mobilità sostenibile.

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Il castello baronale di Maenza si prepara per le feste: “Arriva il Natale delle Favole”

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Si inizia già a respirare aria di Natala a Maenza dove  il Castello medievale di Maenza sarà  la meta dove arriverà  “Il Natale delle Favole”, il progetto artistico ideato da Piero Zinna, con la direzione artistica di Art Maison, accolto e sostenuto dall’Amministrazione comunale per trasformare Maenza in una suggestiva destinazione natalizia dedicata a bambini, famiglie e visitatori di tutte le età.

“Dopo aver radunato alcuni dei suoi inseparabili elfi – spiega la direzione –  Babbo Natale ha deciso di organizzare una festa straordinaria, convocando per l’occasione le principesse più amate delle fiabe. Gli inviti sono già partiti e le protagoniste dei racconti più famosi stanno già per raggiungere Maenza, pronte a trasformare il Castello in un autentico regno incantato.”

Non sarà un semplice villaggio di Natale, ma un’esperienza immersiva e un viaggio dentro le favole, dove il fascino del patrimonio storico incontra la magia delle scenografie, dei personaggi e dello spettacolo dal vivo.

La magia comincerà già nel cuore del borgo, lungo la storica scalinata che conduce al Castello, illuminata e decorata per accompagnare i visitatori verso un mondo fantastico. Varcato il grande portale d’ingresso, il pubblico si ritroverà nel Corridoio delle Favole, un percorso suggestivo che, come le pagine di un libro incantato, condurrà grandi e piccoli alla scoperta delle diverse ambientazioni.

Ci sarà il Regno del Ghiaccio, tra cristalli scintillanti, alberi innevati e una regina pronta ad accogliere i bambini; la stanza della Principessa Addormentata, con atmosfere misteriose, incantesimi e incontri teatrali; la romantica Sala della Bella, tra rose, luci dorate e suggestioni da gran ballo. Ma Babbo Natale ha pensato anche alle nuove generazioni: tra gli ospiti della sua grande festa troveranno spazio le eroine del K-pop Fantasy, protagoniste di un ambiente contemporaneo fatto di musica, colori, luci e performance, pensato per coinvolgere anche ragazzi e adolescenti. Ogni sala del Castello diventerà così un piccolo universo da esplorare, dove incontrare i personaggi, lasciarsi sorprendere e vivere in prima persona la magia delle storie più amate.

Naturalmente, il padrone di casa non poteva che riservarsi un ambiente speciale. Nella Stanza di Babbo Natale, tra alberi addobbati, regali, decorazioni e luci calde, i bambini potranno incontrarlo personalmente, raccontargli i propri desideri e consegnargli la tradizionale letterina. A completare l’esperienza sarà la suggestiva Terrazza di Babbo Natale, uno spazio panoramico impreziosito da luci e decorazioni, dove fermarsi ad ammirare il paesaggio e scattare fotografie ricordo.

“Il Natale delle Favole” nasce dalla volontà di creare un evento capace di andare oltre le tradizionali manifestazioni natalizie, trasformando il Castello e il centro storico di Maenza nei protagonisti di un grande racconto. Il progetto, con concept di Piero Zinna e direzione artistica di Art Maison, punta a valorizzare l’identità e il patrimonio architettonico del borgo attraverso allestimenti scenografici, giochi di luce e spettacoli, nel rispetto degli ambienti storici.

L’iniziativa condivisa dall’Amministrazione comunale,  guarda anche alla promozione turistica e culturale del territorio, con l’ambizione di costruire un appuntamento riconoscibile e capace di crescere negli anni. L’obiettivo è offrire un’esperienza che sappia emozionare i bambini, coinvolgere i ragazzi, affascinare gli adulti e regalare alle famiglie un’occasione speciale da vivere insieme. Il Natale delle favole punta a coinvolgere anche le scuole della provincia proponendo delle giornate dedicate alle scuole prima dell’apertura ufficiale per permettere ai bambini di vivere in anteprima il fantastico mondo del Natale e delle Favole

 “Il Natale delle Favole” è patrocinato dalla Regione Lazio, Comune di Maenza – Assessorato alla Cultura, Associazione Turistica Pro Loco di Maenza – APSArt ed MSP Italia e resterà aperto dall’8 Dicembre al 6 Gennaio con un ricco programma di eventi ed appuntamenti speciali che sono consultabili sul sito https://ilnataledellefavole.amaenza.com

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Al Mug Museo Giannini il tavolo da lavoro del maestro orafo Angelo Caon

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LATINA – Grazie alla donazione arrivata da Manuela Caon, il Museo MUG di Latina, ha accolto nei suoi spazi in Via Oberdan il banco da lavoro e gli strumenti del maestro orafo Angelo Caon.

” Si tratta – spiega Luigi Ferdinando Giannini – di  uno strumento prezioso che racconta la passione, la maestria e la dedizione di un artigiano che ha lasciato il segno nella nostra città e nella memoria di chi lo ha conosciuto. Il MUG Museo Giannini di Latina desidera valorizzare questa testimonianza, custode di gesti, esperienze e ricordi, e invita amici, colleghi, conoscenti e quanti hanno condiviso con Angelo Caon un tratto di strada”.

L’occasione sarà il 26 ottobre dalle ore 18.00 alle 20.00 con un momento dedicato alla sua arte, alla sua professionalità e alla sua storia. La partecipazione è aperta “a tutti coloro che hanno conosciuto ed apprezzato a Latina il maestro orafo Angelo Caon”: “Brinderemo alla sua arte”, dicono dal Mug.

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