POLITICA
La moria del kiwi affrontata in commissione regionale agricoltura
LATINA – Si è svolta in Consiglio regionale l’audizione della commissione Agricoltura sulla problematica della moria di kiwi. All’incontro, presieduto dal vicepresidente Vittorio Sambucci, sono intervenuti l’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini, i sindaci e delegati dei comuni di Velletri, Latina, Aprilia e Cisterna oltre ai rappresentanti delle maggiori associazioni del settore agricolo e alcuni produttori locali. Alla seduta dell’organismo regionale ha preso parte anche l’assessore alle attività produttive del Comune di Latina, Antonio Cosentino.
“Abbiamo organizzato questo incontro – hanno dichiarato al termine della riunione l’assessore Righini e i consiglieri regionali Vittorio Sambucci ed Enrico Tiero – raccogliendo il grido di allarme delle imprese del settore che lamentano un calo della produzione di circa il 50% che sta mettendo a rischio il primato del Lazio che è da sempre la Regione leader nel settore potendo contare su circa 9mila ettari di terreno coltivato. Per fare fronte a questa situazione di emergenza è nostra intenzione mettere in campo tutte le misure necessarie a partire dall’avvio della raccolta dei dati, attraverso le amministrazioni comunali, finalizzata alla dichiarazione dello stato di calamità. Un provvedimento d’emergenza al quale ne seguiranno altri più a lungo termine come quello di avviare una profonda rivisitazione del decreto legislativo 102 con un superamento del regime dei minimis e delle norme che regolano le coperture assicurative. Tutti questi provvedimenti saranno oggetto di un incontro con il Ministro Lollobrigida che avverrà nei prossimi giorni. Parallelamente a questa strada va percorsa anche quella di una vera ricerca scientifica, fatta in collaborazione con i principali enti di ricerca del territorio, che possano contribuire a trovare soluzioni innovative per arginare quelle problematiche che oggi stanno creando questa situazione di emergenza. In ultimo ci preme sottolineare il clima collaborativo mostrato dai consiglieri d’opposizione che testimonia ancora una volta la volontà di affrontare insieme un’emergenza che non ha alcuna connotazione politica”.
Il vicepresidente della commissione Agricoltura e Ambiente, Vittorio Sambucci, si è detto soddisfatto: “Sono felice e onorato – dichiara – di aver portato all’attenzione dell’amministrazione regionale una problematica che oggi rappresenta un dato economico rilevante su una grave perdita che riguarda l’agricoltura nel Lazio. Il nostro intento è quello di avviare tutte le procedure, unitamente al Consiglio regionale, per salvare un settore che dovrà riconquistare il primato italiano nella produzione mondiale di kiwi. Emblematica, in questo senso, l’approvazione in Consiglio di una mozione per l’istituzione di un fondo dedicato alla ricerca della moria dell’apparato radicale, patologia di grande rilevanza, che sta compromettendo vaste superfici dedicate alle colture. Un fondo che dovrà prevedere risorse economiche a disposizione di università, enti e centri di ricerca riconosciuti e accreditati. Il mio ringraziamento va al presidente Valentina Paterna, la quale ha accolto accolto questa richiesta e ha preso a cuore un tema così importante che ci vede protagonisti delle attività da svolgere in un momento di profonda crisi”.
“Le imprese del territorio sono in ginocchio e lamentano un calo della produzione del 50% – ha dichiarato Cosentino -. Il Comune di Latina, così come gli altri interessati, si farà carico di raccogliere i dati locali da inviare alla Regione Lazio. È un passaggio necessario per arrivare a chiedere la dichiarazione dello stato di calamità, atto necessario per dare un sostegno alle aziende colpite. Per ora ancora non c’è un rimedio per risolvere questa problematica, anche per questo si è deciso di puntare sulla ricerca scientifica. Compito di tutte le parti in causa sarà anche quello di cercare metodi all’avanguardia per risolvere l’emergenza”.
“Il fenomeno della moria del kiwi – aggiunge la sindaca di Latina Matilde Celentano – è un argomento delicato perché, ad oggi, è difficile individuarne le cause e non ci sono soluzioni per contrastarlo. Non ci sono, dunque, né cure né metodi di prevenzione efficaci. Trovo, dunque, che un’audizione come quella che si è tenuta nella giornata di ieri presso la Regione Lazio sia di fondamentale importanza, perché le parti interessate possono giungere insieme a possibili soluzioni. Il Comune di Latina è pronto a fare la sua parte per sostenere gli imprenditori locali”.
POLITICA
Un consiglio comunale monotematico sul Pronto Soccorso del Goretti
LATINA – Si terrà domani a Latina il Consiglio comunale monotematico per mettere al centro del dibattito politico-istituzionale le criticità del Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. La richiesta era stata avanzata da Noi Moderati.
“Riteniamo necessario portare all’interno dell’istituzione cittadina una questione che da troppo tempo riguarda direttamente migliaia di cittadini, pazienti, famiglie e operatori sanitari – sottolinea Franco Addonizio, coordinatore comunale di Noi Moderati Latina – riteniamo che davanti a una situazione del genere un’amministrazione non possa limitarsi a prendere atto di ciò che accade. Sappiamo bene che il Comune non ha competenze dirette sulla gestione dell’ospedale e del Pronto Soccorso, ma questo non significa che la politica cittadina debba restare a guardare. Quando un problema riguarda così profondamente la vita dei nostri cittadini, abbiamo il dovere di occuparcene, di sollecitare chi ha le competenze e di chiedere risposte”.
Per la formazione politica, il Consiglio comunale monotematico deve essere “un’occasione di confronto istituzionale e non l’ennesimo terreno di scontro politico sulla sanità regionale”, per “capire cosa si può fare concretamente per alleggerire la pressione sul Goretti e migliorare l’accesso alle cure urgenti”.
Un tema sul quale anche l’esperienza della Guardia Medica Turistica, attivata questa estate a Borgo Sabotino grazie a un emendamento a firma di Noi Moderati, ha fornito un’indicazione importante: rafforzare i presidi territoriali significa anche contribuire a evitare che ogni esigenza sanitaria finisca per concentrarsi sul Pronto Soccorso – si legge in una nota – .In questo quadro, anche l’apertura delle Case di Comunità rappresenta un tassello importante della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, ma non può essere considerata, da sola, la risposta al problema del Pronto Soccorso. Occorre verificare concretamente quali servizi vengono garantiti, con quali orari, con quale personale e quale capacità effettiva abbiano di intercettare e prendere in carico i bisogni prima che arrivino al Goretti. La rete territoriale deve funzionare realmente, ma soprattutto deve integrarsi con l’ospedale, perché soltanto così può contribuire ad alleggerire il carico sul Pronto Soccorso.
“Domani non chiediamo una discussione contro qualcuno, ma una discussione per Latina – conclude Addonizio – chiediamo che dal Consiglio comunale escano richieste precise e un impegno concreto a sollecitare Regione Lazio e Asl sulle risorse, sul personale, sull’organizzazione del servizio e sul potenziamento della rete territoriale. Il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Adesso dobbiamo dimostrare che le istituzioni cittadine sono capaci di affrontarlo”.
POLITICA
Stefano Bonaccini a Latina per “Costruire l’alternativa partendo dai territori”
LATINA – L’attuale fase politica, le sfide e come costruire un’alternativa credibile partendo anche da Latina. E’ l’argomento dell’incontro “LATINA, LAZIO, ITALIA. Costruire l’alternativa partendo dai territori” organizzato dal Pd provinciale di Latina Latina per mercoledì 23 settembre alle 18 all’Hotel Europa, che vedrà protagonista l’europarlamentare Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico. Dialogheranno con Bonaccini, Salvatore La Penna, consigliere regionale e vicesegretario regionale del Pd, e il segretario provinciale, Omar Sarubbo.
POLITICA
Infertilità, Tripodi: “Bene la norma sulla crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale”
“L’approvazione in Consiglio regionale dell’emendamento sulla crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale maschile, nella formulazione da me integrata, rappresenta un risultato importante e dimostra che, sui temi della salute, la convergenza tra maggioranza e opposizione può tradursi in misure concrete”. Lo dichiara Orlando Angelo Tripodi, consigliere regionale di Forza Italia, vice presidente commissione Sanità, commentando l’approvazione della norma, che prevede uno stanziamento di 300 mila euro per il 2027, quale annualità sperimentale, destinato a sostenere la crioconservazione dei gameti e a valutare i fabbisogni per gli anni successivi.
Tripodi, che si è fatto promotore di una battaglia per il riconoscimento dell’endometriosi, sottolinea che “anche in questo caso, abbiamo previsto per le donne che ne sono affette la possibilità di ricorrere alla conservazione degli ovuli indipendentemente dallo stadio della patologia.
“Ho ritenuto fondamentale integrare la proposta presentata dalla consigliera Eleonora Mattia, con un riferimento esplicito alla prevenzione dell’infertilità maschile e alla crioconservazione del liquido seminale. La fertilità non è una questione che riguarda soltanto le donne: anche la salute riproduttiva degli uomini merita attenzione, prevenzione e risorse adeguate. È un tema di salute pubblica che richiede una visione complessiva e non interventi parziali”.
Per Tripodi, “il voto favorevole rappresenta un segnale politico significativo. La Regione Lazio dimostra che, quando l’obiettivo è tutelare la salute e offrire nuove opportunità alle persone che desiderano costruire una famiglia, è possibile superare gli steccati ideologici e lavorare insieme. Il sostegno della maggioranza e della Giunta Rocca conferma la volontà di affrontare con concretezza una materia delicata come quella della fertilità”
«Ora sarà importante dare attuazione alla misura, monitorarne gli effetti e comprendere i reali fabbisogni del territorio, affinché la sperimentazione possa tradursi in un sostegno strutturale alla prevenzione e alla tutela della salute riproduttiva, sia femminile sia maschile», conclude Tripodi.
“L’approvazione in Consiglio regionale del Lazio dell’emendamento alla legge sulle variazioni al Bilancio di previsione 2026-2028, che introduce un contributo per la tutela della fertilità e la crioconservazione dei gameti per ragioni sociali, è un risultato importante, che risponde a un’emergenza biologica e demografica non più rimandabile”, afferma Ermanno Greco, Presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) e Professore di Ginecologia e Ostetricia all’Università UniCamillus di Roma, che aggiunge: “La salute riproduttiva deve essere posta al centro delle politiche di prevenzione, per assicurare ai giovani il diritto di scegliere in modo consapevole la propria genitorialità”.
“Il contrasto al progressivo aumento dell’infertilità, sia maschile che femminile, è fondamentale – osserva Greco -. Da un lato assistiamo al continuo rinvio dell’età in cui si decide di avere un figlio, dall’altro registriamo un costante peggioramento della qualità degli spermatozoi e delle caratteristiche del liquido seminale. La crioconservazione del materiale biologico riproduttivo rappresenta pertanto una garanzia per preservare la fertilità futura”.
Greco ricorda che “esiste una netta differenza tra età anagrafica ed età biologica. Il declino della fertilità femminile è irreversibile e la qualità degli ovociti si riduce progressivamente con l’avanzare degli anni. Sebbene le tecniche di PMA abbiano ormai raggiunto risultati eccellenti grazie ai progressi scientifici e alla selezione di embrioni cromosomicamente sani, l’età materna avanzata resta un fattore critico” conclude.
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Coriolano Cimini
9 Settembre 2023 at 18:44
Ma nessuno di lor signori si preoccupa del fatto che non c’è più acqua. L’altro anno hanno emunti dalle falde 8000 mc per ettaro in provincia di latina ci sono 8000 ettari coltivati a kiwi, il conto fatelo voi. Perché i pozzi non hanno i contatori. L’acqua è un bene pubblico e non è possibile che per il profitto di alcuni noi non abbiano l’acqua per usi domestici.