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Lo scienziato di Latina Ennio Tasciotti resta tra i più influenti al mondo: la classifica della Stanford University

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LATINA – Anche quest’anno tra i ricercatori dell’IRCCS San Raffaele di Roma inseriti dalla Stanford University nella prestigiosa classifica mondiale degli scienziati più “influenti” c’è lo scienziato di Latina Ennio Tasciotti, responsabile del Laboratorio di Human Longevity Program dell’istituto romano.

L’esperto rientra tra coloro che raggiungono il livello più elevato di produttività scientifica tra i circa 9 milioni di ricercatori esaminati dall’ateneo americano, insieme al prof. Paolo Maria Rossini, responsabile del Dipartimento Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele; al prof. Stefano Bonassi, responsabile dell’Area di  Epidemiologia Clinica e Molecolare e Biostatistica dell’IRCCS San Raffaele e ordinario di Igiene Generale e Applicata dell’Università San Raffaele; al prof. Giuseppe Rosano, responsabile del Centro di ricerca clinica e sperimentale dell’istituto romano e ordinario di Cardiologia all’Università San Raffaele; al prof. Enrico Garaci, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’IRCCS San Raffaele Roma; al prof. Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro Parkinson, parkinsonismi e disturbi del movimento presso l’istituto romano e ordinario di Neurologia all’Università Telematica San Raffaele e al prof. Massimo Volpe, responsabile del Centro per la Diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa e delle complicanze cardiovascolari.

Il rapporto, pubblicato sulla rivista PLOS Biology, è considerato il più affidabile per i settori della ricerca bibliometrici, la scienza che utilizza tecniche matematiche e statistiche per analizzare la quantità, la qualità e la diffusione delle pubblicazioni all’interno delle comunità scientifiche. Esso viene redatto ogni anno dalla prestigiosa università californiana di Stanford in collaborazione con la casa editrice Elsevier e Scopus, il più grande archivio mondiale di abstract e citazioni.

Dallo studio emergono due classificazioni prodotte facendo riferimento a 22 aree scientifiche e 174 sottocategorie: una basata sull’intera carriera dei ricercatori (periodo 1996-2023) e l’altra che considera l’impatto della ricerca prodotta nell’ultimo anno (con riferimento alle citazioni ricevute durante il 2023).

Per ogni ricercatore vengono quindi valutate le citazioni e il relativo h-index, un indice che misura la prolificità e l’impatto scientifico di un autore, basandosi sul numero di pubblicazioni e di citazioni ricevute. Vengono inoltre assegnati loro dei c-score, indicatori della rilevanza più che del semplice numero di pubblicazioni, includendo informazioni sulla co-paternità e sulle posizioni dell’autore (singolo, primo, ultimo). Il ranking utilizzato comprende anche le aree scientifiche di attività, dall’acustica alla zoologia, secondo una classificazione del profilo dell’autore ottenuta con avanzate tecniche statistiche e di machine learning per produrre risultati confrontabili tra le diverse aree scientifiche.

Il risultato è una fotografia rigorosa di 210.199 scienziate e scienziati che si distinguono per autorevolezza scientifica e che rappresentano il 2% di una platea totale di ben 9 milioni di professori e ricercatori di Università e centri di ricerca di tutto il mondo.

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Adriano Giannini a Latina per le riprese di Go’. Set anche a Terracina, Sabaudia e San Felice Circeo

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LATINA – E’ Go’ il nuovo film diretto da Claudio Noce, scritto da Fabio e Damiano D’Innocenzo insieme allo stesso Noce e prodotto da Bartleby Film che si sta girando in questi giorni a Latina, prima al Lido ieri allo Stadio. Nel cast principale figurano Adriano Giannini, Giuseppe Battiston, Antonio Gerardi e Luis Gnecco.
Il progetto segna la prima collaborazione tra i tre autori, accomunati dalla volontà di raccontare un territorio che conoscono bene e un’umanità marginale, ma universale, ancora poco rappresentata sul grande schermo nella sua dimensione contemporanea. Il racconto passa attraverso la lente del calcio, passione popolare e insieme business, rito collettivo in cui convivono affetti, pulsioni e compromessi. Ambientato in una cittadina del litorale laziale, il film racconta il calcio di provincia tra rivalità, affari e dilemmi morali. Nell’ultima settimana del campionato di Serie D, due squadre si preparano a un derby decisivo per la salvezza. Il risultato sembra già stabilito da un accordo segreto tra dirigenti, allenatori e giocatori, disposti a truccare la partita per evitare il fallimento. Ma l’imprevedibilità umana rischia di mandare tutto all’aria. Tra ironia e dramma, leggerezza e dolore, Go’usa il calcio per parlare dell’Italia di oggi, della rassegnazione e della dignità, in un’atmosfera che richiama il cinema dei fratelli Coen e di Martin McDonagh, con radici nella tradizione di maestri come Elio Petri ed Ettore Scola.

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DOVE  – Le riprese, della durata prevista di sei settimane, sono iniziate il 14 settembre 2026 a Sabaudia e si concluderanno a Roma. Tra le località pontine coinvolte figurano Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo e Latina, confermando il potenziale del territorio pontino come set naturale per le produzioni cinematografiche. Solo lo scorso anno San Felice Circeo e Sabaudia erano
già stati scelti per il film “Gioco pericoloso”, diretto da Lucio Pellegrini e interpretato, tra gli altri, da Adriano Giannini.

A TERRACINA – I cittadini possono partecipare alle riprese del film in qualità di figurazioni presso lo stadio Colavolpe di Terracina, nelle giornate del 28 e 29 ottobre. La partecipazione è a titolo volontario e non prevede compenso.

Per informazioni e adesioni: riempiamolostadio@libero.it

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Due giornate alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico pontino, successo per il Circuito dell’Agro Pontino

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Si è conclusa con un nuovo successo l’edizione 2026 del Circuito dell’Agro Pontino, la manifestazione promossa dal Circolo Pontino della Manovella che ha riportato sulle strade del territorio una pagina significativa della storia motoristica locale e un evento le cui radici risalgono al 1937. Due giornate, quelle di sabato 24 e domenica 25 ottobre, dedicate alle automobili storiche, alla memoria e alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico pontino.

Il programma ha preso il via sabato pomeriggio a Latina, con l’esposizione delle vetture storiche in Piazza del Popolo. Alle 15.30 il corteo è partito in direzione di Cisterna di Latina, passando per Borgo Piave, per raggiungere Piazza XIX Marzo, dove cittadini e visitatori hanno potuto ammirare da vicino le automobili partecipanti. La giornata è proseguita con il passaggio a Procoio Bufalareccia, a Tor Tre Ponti, fino al Foro Appio Mansio Hotel. Da qui, la domenica mattina, il corteo di è spostato alla volta di Pontinia, attraversando Borgo San Michele e Borgo Grappa. In Piazzale Kennedy gli equipaggi si sono sfidati con spiccato agonismo per le prove di regolarità e le vetture sono state protagoniste dell’esposizione e delle attività della manifestazione, culminate nel pomeriggio con le premiazioni e i saluti conclusivi.

Il Circuito ha confermato così la propria vocazione divulgativa: le auto storiche non sono soltanto testimonianza di evoluzione tecnica e industriale, ma strumenti per raccontare le trasformazioni sociali, la storia della mobilità e l’identità dei luoghi.

Tra i temi centrali del percorso del Circolo Pontino della Manovella si è confermata la Via Appia, Regina Viarum: non a caso parte del Circuito dell’Agro Pontino ha interessato alcuni punti dell’antico tracciato. La Via Appia diviene quindi un asse storico e culturale attorno al quale sviluppare una progettualità più ampia per la valorizzazione della provincia di Latina.  L’obiettivo è mettere in relazione patrimonio archeologico, paesaggio, storia del motorismo e comunità locali, costruendo occasioni di conoscenza e promozione del territorio.

In questa prospettiva si inserisce anche l’evento organizzato lo scorso giugno, dedicato all’ingegner Piero Taruffi e ai successi del celebre bisiluro ottenuti sulla Via Appia. Un’iniziativa che ha intrecciato la memoria di uno dei protagonisti dell’ingegneria e della competizione automobilistica con una strada millenaria, restituendo valore al legame tra innovazione, velocità e storia dei luoghi.

Le attività realizzate a giugno e i prossimi appuntamenti dedicati alla Regina Viarum saranno presentati dal Circolo Pontino della Manovella alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), in programma a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un’occasione per condividere il lavoro svolto e illustrare le prospettive di un progetto che ambisce a contribuire alla conoscenza e alla promozione del patrimonio storico e archeologico del territorio pontino.

“Il Circuito dell’Agro Pontino ha rappresentato ancora una volta un’occasione per unire la passione per le auto storiche alla valorizzazione della nostra identità territoriale. Vogliamo che iniziative come questa siano aperte a tutti e capaci di raccontare la storia attraverso le strade, i monumenti e le persone che hanno contribuito a costruirla. La Via Appia è una risorsa straordinaria, che merita di essere valorizzata attraverso una visione condivisa e capace di coinvolgere l’intera provincia di Latina. L’esperienza dedicata a Piero Taruffi e al bisiluro ci ha ricordato quanto il nostro territorio sia legato anche a pagine importanti della storia automobilistica. Continueremo a lavorare perché questa eredità diventi un’opportunità di cultura, promozione e partecipazione”, ha dichiarato Aldo Compagni, presidente del Circolo Pontino della Manovella, che ringrazia per il supporto e la collaborazione il presidente e il vicepresidente della Provincia di Latina, rispettivamente Federico Carnevale e Pierluigi Torelli, il sindaco di Latina Matilde Celentano, di Cisterna Valentino Mantini, di Pontinia Eligio Tombolillo, l’assessore del Comune di Pontinia Simone Coco e il consigliere comunale di Latina Vincenzo Valletta.

 

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Terracina, Legambiente inserisce il nubifragio di ottobre nell’Osservatorio Città Clima

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Il nubifragio del 20 e 21 ottobre entra nell’Osservatorio Città Clima di Legambiente tra gli eventi catastrofici di origine climatica che hanno colpito Terracina. Il circolo locale torna a chiedere un cambio di passo nella gestione del territorio, indicando nella crisi climatica, nella mancata manutenzione e nell’assenza di una riprogettazione delle infrastrutture urbane e agricole alcuni dei fattori alla base delle esondazioni e degli allagamenti.

Il Comune ha chiesto lo stato di calamità naturale dopo i danni provocati dalle precipitazioni. Le conseguenze più pesanti si sono registrate a Borgo Hermada, in via Pantani da Basso, e in via Pontalto, dove alcuni allagamenti hanno reso necessaria l’evacuazione di abitazioni. Criticità anche in via Ponte Rosso, con il crollo dell’argine del fiume, e lungo la via Appia, rimasta temporaneamente chiusa all’altezza di Ponte Maggiore per la presenza di acqua sulla carreggiata.

Per Legambiente, quanto accaduto conferma una tendenza denunciata da anni. Il circolo ricorda il downburst del 29 ottobre 2018, quando raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari devastarono il centro cittadino, e la successiva proposta di Dichiarazione di Emergenza Climatica, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale l’11 dicembre 2019. Secondo l’associazione, però, agli impegni assunti non è seguito un piano concreto di interventi.

Tra le priorità indicate c’è la predisposizione di un Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici, in coerenza con il Piano nazionale di adattamento, insieme all’attuazione del PAESC approvato nel 2019. Legambiente chiede inoltre di fermare il consumo di suolo, ripristinare la permeabilità delle superfici attraverso sistemi di drenaggio urbano sostenibile, garantire la manutenzione dei canali di bonifica e sviluppare aree verdi, rifugi climatici e barriere naturali capaci di ridurre l’impatto delle precipitazioni.

L’associazione richiama anche i dati dell’Osservatorio Città Clima, che nell’estate del 2026 avevano collocato Terracina al secondo posto nel Lazio per aumento delle temperature medie nell’ultimo decennio, con un valore indicato di 25,66 gradi. Un quadro che, secondo il circolo, rende ancora più urgente affrontare gli effetti del riscaldamento climatico attraverso la prevenzione e una pianificazione di lungo periodo.

«Non dobbiamo utilizzare la parola maltempo o evento eccezionale. Siamo in un’era di crisi climatica e questa va gestita non come un’emergenza, ma come un fattore strutturale da considerare in ogni intervento di progettazione e manutenzione», dichiara Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione. Giannetti sottolinea inoltre la necessità di una cabina di regia tra gli enti coinvolti, di una maggiore informazione dei cittadini e di strumenti previsionali per conoscere l’evoluzione delle precipitazioni e i loro possibili effetti sul territorio.

Legambiente Terracina annuncia infine la partecipazione con una propria delegazione alla manifestazione nazionale “La Terra chiamò”, in programma sabato 5 dicembre a piazza del Popolo, a Roma, dalle 12.30. L’iniziativa punta a riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico, dopo un’estate che ne ha mostrato gli effetti sulla salute, sui territori e sulla vita quotidiana.

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