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CRONACA

Sud Pontino, maxi sequestro a Vincenzo Zangrillo, imprenditore vicino ai Casalesi

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dia-3FORMIA – Maxi sequestro di beni per oltre 20 milioni nel Sud Pontino ad un imprenditore ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Il patrimonio sequestrato dalla Dia di Roma si trova tra le province di Latina, Frosinone, Napoli, Isernia e Caserta. Su disposizione del Tribunale di Latina, sono finiti sotto chiave 200 camion, 2 cave di marmo, società, terreni e immobili di proprietà di Vincenzo Zangrillo. A lui fanno capo società di trasporto merci, smaltimento rifiuti e commercio di autovetture.

Secondo gli investigatori,  Zangrillo, che di mestiere faceva il fabbro, ha fatto il grande salto nel mondo dell’imprenditoria in maniera ingiustificata ed è titolare di numerose società, con interessi particolari nella gestione di cave di marmo (commercializza anche il «Coreno Ausonio» uno dei marmi più pregiati utilizzati per la costruzione dei porti). Secondo le indagini della Dia, l’uomo con numerosi precedenti penali per associazione a delinquere, riciclaggio e traffico internazionale di autoveicoli, aveva rapporti d’affari con imprese controllate dal clan dei Casalesi. È stato anche denunciato per traffico di rifiuti illeciti ed insolvenza fraudolenta per non aver pagato per anni i pedaggi autostradali.

Nell’elenco dei beni posti sotto sequestro 200 autoarticolati, 2 cave di marmo, 19 immobili tra abitazioni, uffici, opifici e magazzini, 21 ettari di terreni nelle province di Latina e Frosinone, 6 società, 16 conti correnti e rapporti bancari di varia natura, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.

1 Comment

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  1. Rompiglio

    12 Novembre 2015 at 19:45

    Il mondo è delle professioni umili.
    Qualche decennio fa, il figlio di un fabbro ha comandato l’Italia e lo studiamo sui libri di storia; 2015 anni fa, il figlio di un falegname è diventato quasi padrone del mondo ma anche padrone delle nostre anime (per chi ci crede): allora perchè tanta meraviglia per un fabbro che “ha fatto il grande salto” ?

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CRONACA

Trovato a Latina con 1,3 kg di cocaina, arrestato un uomo. L’operazione dei carabinieri

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LATINA- Nella tarda mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Latina Borgo Sabotino hanno arrestato, in flagranza di reato, un uomo di 56 anni, residente a Latina, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato fermato, mentre era alla guida della sua auto ha mostrato segni di nervosismo aveva Sotto  il sedile anteriore destro una borsa all’interno della quale sono stati trovati sei involucri contenenti cocaina, per un peso complessivo lordo di circa un chilogrammo. La perquisizione, poi proseguita presso l’abitazione dell’uomo dove nella camera da letto, i Carabinieri hanno rinvenuto un ulteriore involucro contenente circa 290 grammi della medesima sostanza stupefacente. La cocaina rinvenuta, che nei prossimi giorni sarà sottoposta alle necessarie analisi di laboratorio, nell’ambito delle disposizioni che saranno impartite dalla Procura della Repubblica di Latina, diretta dal Dott. Gregorio Capasso, è stata sottoposta a sequestro. Sequestrati anche I telefoni dell’uomo.Reiterati cautelativamente anche i fucili  da caccia che custodiva in casa in tutto sei regolarmente denunciati

L’uomo è stato portato nel carcere di Latina.

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CRONACA

Raid all’Ispettorato del Lavoro, Cgil Frosinone Latina: “Segnali di intimidazione da non sottovalutare”

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LATINA – «Segnali d’intimidazione da non sottovalutare». Così la Cgil Frosinone Latina sul grave atto vandalico compiuto nella notte tra l’8 e il 9 ottobre contro la sede dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Latina. Locali messi a soqquadro, danneggiamenti e scritte inquietanti colpiscono un presidio essenziale per la tutela dei diritti, della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Alla direzione e a tutto il personale dell’Ispettorato  – si legge in una nota del sindacato – rivolgiamo la nostra piena solidarietà. Chi esercita una funzione pubblica così delicata deve poter lavorare in sicurezza, con risorse adeguate e con il pieno sostegno delle istituzioni. Quanto accaduto richiama il precedente di luglio a Sezze, quando furono vandalizzate le autovetture degli ispettori impegnati in un controllo presso un’azienda agricola, concluso con la sospensione dell’attività per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. Il ripetersi di attacchi contro gli operatori e, adesso, contro la sede dell’Ispettorato impone un’attenzione particolare. Spetta agli investigatori accertare responsabilità, moventi ed eventuali collegamenti. Ma sul piano istituzionale e sociale questi episodi non possono essere liquidati come semplice vandalismo: appaiono segnali sempre più precisi d’intimidazione verso la funzione di controllo e di contrasto all’illegalità nel mondo del lavoro. In un territorio profondamente segnato da lavoro nero, sfruttamento e caporalato, colpire chi vigila significa indebolire la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuti i propri diritti. Significa anche colpire le imprese che rispettano le regole e subiscono la concorrenza di chi costruisce i propri profitti sull’illegalità. Chiediamo alla Prefettura di Latina di convocare con urgenza un confronto con l’Ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine, la ASL e le parti sociali, per analizzare questi episodi, valutarne il possibile carattere intimidatorio e definire una risposta coordinata. Servono misure concrete a tutela del personale e delle sedi, il rafforzamento dell’attività ispettiva e una collaborazione stabile contro la diffusa illegalità nel lavoro. La solidarietà deve tradursi in impegno e decisioni. Nessuno deve sentirsi solo mentre svolge il proprio dovere e nessuno deve pensare di poter fermare i controlli attraverso la paura. Difendere l’Ispettorato significa difendere la dignità del lavoro e la presenza dello Stato sul territorio”.

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CRONACA

Itri, tampona un’auto con l’apecar, muore un 83enne

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ITRI – Tragedia sabato 10 ottobre,  poco dopo le 19 a Itri in Via Italo Balbo dove un anziano alla guida di un’apecar ha tamponato violentemente la Ypsilon condotta da una donna. L’83enne gravemente ferito è stato soccorso dal 118 e trasferito in eliambulanza all’ospedale di Fondi dove dopo poco è deceduto: fatale si sarebbe rivelata la ferita al collo prodotta da una scheggia partita dal parabrezza del motocarro a tre ruote. La vittima è un fruttivendolo del posto molto conosciuto, ferita in maniera lieve anche la conducente dell’altra vettura, un’insegnante.

La dinamica è al vaglio della Polizia Locale.

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