CRONACA
Bus, il milione della Regione c’è: “Ora si pensi ai lavoratori”. E al trasporto dalla Stazione
LATINA – Il Comune di Latina ha reso nota ieri la determina con cui la Regione Lazio ha formalizzato un finanziamento da un milione di euro a favore del Comune di Latina per gli oneri del servizio di trasporto pubblico locale relativi all’anno 2026. La somma era stata promessa da tempo a integrazione dello stanziamento già esistente, nell’ambito delle risorse aggiuntive destinate ai Comuni con popolazione superiore ai 100 mila abitanti, ma i tempi delle procedure burocratiche hanno avuto conseguenze su azienda, lavoratori, servizio e utenza. E ora? Che cosa cambia? I cittadini potranno contare su un servizio migliore?
Lo abbiamo chiesto a Giuliano Errico, segretario provinciale di Ugl Autoferro, che con gli altri sindacati di categoria di Cgil e Uil, ha preso parte attiva ai tavoli.
“Cogliamo con favore la notizia, ma non siamo sorpresi, perché l’iter è partito circa tre mesi fa e proprio con un convegno di Ugl e Autoferrotranvieri sulla città di Latina e sulla mobilità a Latina, dove il Sindaco in persona e l’amministrazione si erano presi l’impegno di sbloccare questi fondi, e a giugno c’era stata la prima delibera – spiega Errico – . Per questo motivo, il nostro sindacato nella riunione del 2 agosto (con lo sciopero selvaggio in corso, ndr) consapevole che l’iter stava procedendo nella giusta direzione, aveva chiesto di revocare la 223, la mobilità dei lavoratori che prevede 11 licenziamenti, che non abbiamo mai capito perché sia stata aperta, e di riconsegnare ai lavoratori il dovuto da gennaio a oggi del secondo livello di contrattazione. Mi chiedete oggi che cosa succede? C’è lo stanziamento finalmente di questo milione di euro, non è una sorpresa, è una buona notizia, ma non è una sorpresa, e in virtù di questo noi adesso più che mai chiederemo di revocare e chiudere in maniera positiva con tutte le organizzazioni sindacali, così come la norma prevede, la procedura di mobilità e di restituire il secondo livello di contrattazione, e anzi di migliorarlo perché ci sono i fondi, perché i lavoratori hanno bisogno di un incentivo, visto che hanno dimostrato in questi anni il buon senso di portare avanti un servizio che ha molteplici criticità che si stanno accentuando, a partire da un parco mezzi che non può rendere in questo momento il servizio affidabile”.
Qualche giorno fa, un incidente stradale mortale, ha reso evidente, tra le tante problematiche che riguardano la sicurezza del percorso Stazione-Latina, anche la scarsità del trasporto pubblico che costringe molti a usare mezzi alternativi: auto, moto, e anche monopattini e bici elettriche. Che possibilità ci sono che in un vicino futuro il servizio venga migliorato, e che dunque i pendolari possano realmente farci affidamento?
“Abbiamo assistito ad alcune riunioni sul nuovo progetto del servizio pubblico, non siamo proprio soddisfatti, perché crediamo che fondamentalmente il servizio vada diviso: la stazione deve essere a sé, nella costruzione dei turni macchina, turni uomo, la stazione deve camminare da sola. Secondo noi il trasporto dovrebbe essere in perfetta coincidenza con i treni e deve avere una frequenza precisa che non vada al di là dei 10 minuti, ma anche meno, perché è un asse portante. Poi, ovviamente, se parliamo di sicurezza ci sono degli investimenti che non riguardano il trasporto, ma riguardano la mera sicurezza stradale, il rifacimento del manto statale, l’allargamento delle corsie di via di Via Epitaffio e entrando a Latina Scalo.
Per il trasporto noi siamo pienamente convinti che se non si divide almeno in 3 settori, stazione, urbano-borghi e scolastico non si possa mai fare centro. Perché dividendo in settori, una volta che c’è una criticità o c’è un problema, tu vai a gestire solo quel settore dov’è la criticità. In questa divisione, la stazione è fondamentale: è ovvio che deve esserci una collaborazione con Trenitalia per conoscere l’effettivo arrivo dei treni e avere un margine in caso di ritardo. Ma nel momento in cui si crea una frequenza sicura, parlo di 10 minuti, ma anche meno, allora si può garantire alle persone che da Roma o da altri posti vengono a Latina per studio, per lavoro e per altro, si può garantire loro un servizio adeguato, efficiente, che non li costringa ad arrangiarsi per raggiungere il centro città. Penso che questo sia l’obiettivo fondamentale da portare avanti. Il servizio da e per la stazione è quello da curare in maniera certosina per poi andare ad aggiustare tutto quello che ci gira intorno.
CRONACA
Ponza, scoperto e sequestrato un manufatto abusivo in zona vincolata
PONZA – Nei giorni scorsi i militari del N.I.P.A.A.F. – Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, a seguito di controllo ambientale del territorio, hanno accertato, in località Pagliaro/I Conti sull’isola di Ponza, la realizzazione di interventi edilizi in assenza di titoli autorizzativi. Secondo quanto accertato dai Carabinieri Forestali, i lavori edili riguardavano un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e ricadente in zona di protezione speciale (ZPS), area di particolare pregio naturalistico-ambientale ai sensi della normativa europea della “Direttiva Habitat”.
E’ stato scoperto un manufatto di circa 29 metri quadrati di un’altezza di oltre due metri, identificato come “baracca da cantiere” e costituito da una struttura portante in metallo e copertura a doppia falda, posizionata su base in cemento, il tutto in assenza di titolo autorizzativo e su lotto di terreno avente vocazione agricola ai sensi del vigente P.R.G. I titoli autorizzativi erano stati concessi esclusivamente per interventi di bonifica e perimetrazione del terreno.
denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino il proprietario dei terreni e il committente dei lavori, entrambi per il reato di abuso edilizio in area vincolata paesaggisticamente. Il manufatto è stato sequestrato “in quanto non vi era un piano operativo di sicurezza in cui venisse dato atto della necessità di installare la baracca da cantiere a servizio delle maestranze; inoltre vi era difformità riguardo la tipologia dei lavori autorizzati (solo bonifica e perimetrazione del lotto di terreno) e l’assenza di nulla osta della Provincia di Latina inerente alla fascia di rispetto stradale essendo la struttura installata nelle immediate adiacenze della via principale (S.P. Ponza – Le Forna)”.
I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri ricordano che il patrimonio rurale è protetto dalla Costituzione e incoraggiano chiunque – anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 – a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse naturalistico-ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.
CRONACA
Celentano: “La richiesta di 41ml da Latina Ambiente, una bomba”. Pioggia di critiche da Pd, Lbc e PerLatina2032
LATINA – “Una bomba, un fulmine a ciel sereno, la richiesta di 41 milioni arrivata dalla curatela fallimentare di Latina Ambiente”. Lo ha detto oggi la sindaca di Latina Matilde Celentano intervistata da Lazio Tv a margine di un evento tenutosi al Teatro D’Annunzio, spiegando di aver “dato mandato all’Avvocatura e agli Uffici che stanno valutando la richiesta e decideranno che strada intraprendere”. “E’ una questione che si trascina dal 2003 e non è giusto che debbano oggi pagare la città e i cittadini”, conclude dopo aver ricordato la precedente transazione da 6 milioni di euro fatta dalla sua Amministrazione con Latina Ambiente.
Per il Pd “La richiesta avanzata dalla Curatela di Latina Ambiente per circa 41 milioni di euro riporta al centro una delle vicende più pesanti della storia amministrativa di Latina. Una vicenda che viene da lontano, maturata negli anni in cui il centrodestra governava la città e che, a distanza di quasi vent’anni, continua a produrre conseguenze sui conti del Comune. Per questo non è accettabile ridurre tutto a un’eredità ricevuta da chi governa oggi. Latina Ambiente è parte della storia amministrativa e politica del centrodestra locale. È sotto quelle amministrazioni, a partire dalla stagione di Vincenzo Zaccheo, che si sono formati alcuni dei nodi della gestione della TIA che ancora oggi il Comune si trova ad affrontare. Esistono dunque responsabilità politiche e morali che non possono essere cancellate dalla ricostruzione di quanto accaduto”. Il Pd Latina, con i consiglieri Campagna e Majocchi e il segretario comunale Cepollaro, chiede dunque alla sindaca Celentano di riferire in Consiglio comunale e di mettere a disposizione dei consiglieri tutta la documentazione relativa alla vicenda TIA, dalla transazione alle successive ricostruzioni contabili fino alla recente messa in mora.
“Ricostruire con precisione, attraverso atti e documenti, chi ha assunto le decisioni e sulla base di quali atti, evitando che oggi si attribuiscano colpe di problemi creati e gestiti precedentemente”, è anche la richiesta di Latina Bene Comune che respinge al mittente le dichiarazioni rilasciate ai due quotidiani locali nelle ultime ore in cui se la prende con l’ex sindaco Damiano Coletta e con Lbc. “Il pasticcio Tia – si legge in una nota del movimento firmata dalla segretaria Ortu La Barbera, dallo stesso Coletta e dai consiglieri Bellini, Isotton, e Floriana Coletta – non nasce certo nel 2016 ma era stata creata dal governo di centrodestra nel 2009 con la scelta scellerata, fatta dal sindaco Zaccheo, di assegnare alla Latina Ambiente la riscossione della Tia; c’è stato poi un governo guidato dall’ex sindaco Di Giorgi che non ha riconosciuto questi crediti e un commissariamento che, allo stesso modo, non li ha riconosciuti. Infine, una sentenza del giudice che parla di ‘società decotta’. Al fallimento della società si è arrivati dunque sulla base di situazioni documentate e di esiti giudiziari, senza dimenticare che la città arrivava da un anno di commissariamento in cui non era stata raggiunta alcuna conciliazione sulla vicenda. Intanto, le ricostruzioni negli anni sono state le più diverse. E ci chiediamo come si sia arrivati a questi conti e sulla base di quali relazioni tecniche e contabili. Nel 2014 la somma indicata era di circa 13,97 milioni; nel 2024, con la ripresa del tavolo tecnico sulla Tia a cui siede l’amministrazione Celentano,la cifra scende a 3 milioni, nel 2026 il Comune arriva addirittura a sostenere l’esistenza di un credito del Comune. Poi la Curatela arriva a chiedere 41 milioni”.
“Si tratta di una richiesta di parte, non accertata e contestata dagli uffici, ma di entità tale da poter incidere sugli equilibri finanziari dell’Ente”, sottolinea Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale in quota PerLatina2032. “La diffida fissa termini precisi: 15 giorni per individuare un responsabile del procedimento e 90 per giungere a una proposta transattiva, pena il ricorso alla Camera Arbitrale dell’ANAC. Il tempo per decidere come difendere l’interesse della città è dunque già in corso”. Per questo, continua Ranaldi, “in qualità di consigliere comunale, ho chiesto la convocazione immediata della Commissione congiunta Ambiente e Bilancio, con la presenza dei dirigenti dei servizi Ambiente, Finanziari e Tributi, per conoscere: l’esito del Tavolo tecnico concluso nel luglio 2014, riaperto nel 2024, e le valutazioni degli uffici sulle somme effettivamente dovute; se sia stata proposta domanda di ammissione al passivo per i crediti che il Comune ritiene di vantare, circostanza che la Curatela contesta; quali accantonamenti siano stati previsti nel fondo contenzioso e quale valutazione abbia espresso l’organo di revisione; quali pareri legali siano stati acquisiti e quale strategia difensiva l’Amministrazione intenda adottare”.Il nodo della transazione risale al 28 dicembre 2023. “Il Comune ha definito con la Curatela del Fallimento di Latina Ambiente un contenzioso per 6 milioni di euro. – spiega il consigliere – Una domanda sorge inevitabile: perché quella transazione non ha ricompreso l’intera esposizione tra Comune e fallimento, compresa la partita TIA che la stessa Curatela rivendica oggi per quasi 18 milioni di capitale, già nota da anni attraverso la delibera di Giunta n. 658 del 2013, la nota del 2014 e i lavori del Tavolo tecnico? Per quale ragione la partita è stata lasciata aperta? È stata presentata richiesta di accesso agli atti finalizzata anche ad avere documentazione da usare in commissione”.
CRONACA
Gaeta, arrestato un uomo per detenzione di cocaina ai fini di spaccio: sequestrate 63 dosi
LATINA – Sessantatré involucri contenenti circa 33 grammi di cocaina e 7.730 euro in contanti sono stati sequestrati dalla squadra anticrimine della Polizia a Gaeta. In manette è finito un cittadino albanese, che è anche accusato di lesioni a pubblico ufficiale per aver reagito al controllo degli agenti con calci, pugni e spintoni che hanno causato la caduta a terra di una poliziotta e lesioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari. Una volta bloccato, l’uomo è stato trovato in possesso di quattro involucri contenenti cocaina. Da qui sono scattate ulteriori perquisizioni, sia personali sia nella sua abitazione. Gli agenti hanno individuato l’uomo in una zona vicina al centro cittadino.
Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Cassino, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.
All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Gaeta. Sono inoltre in corso le valutazioni di competenza sulla sua posizione rispetto alla permanenza sul territorio nazionale.
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