POLITICA
PASTIFICIO PAONE
Comune: “”Costituzione in giudizio? Atto dovuto”
FORMIA – “La costituzione in giudizio del Comune è un atto dovuto per non esporre l’Ente a risarcimenti milionari”. Così il responsabile dell’avvocatura comunale Domenico Di Russo in merito al contenzioso che vede il Comune di Formia opposto alla “Domenico Paone spa”. Costituzione interpretata da alcuni organi di stampa come un atto di volontà politica contro l’imprenditore ed ex consigliere comunale Stefano Paone. Retro-lettura smentita peraltro dai fatti. La “Domenico Paone spa” è ricorsa al Tribunale Amministrativo del Lazio per l’annullamento del provvedimento con il quale il Settore Sviluppo Economico del Comune aveva opposto il proprio diniego alla richiesta di proroga delle autorizzazioni commerciali rilasciate dagli uffici comunali nel 2009 per due medie strutture di vendite da realizzare presso l’ex Pastificio Paone in via Appia lato Napoli. La questione è dunque eminentemente commerciale. Le note vicende urbanistiche che hanno bloccato la riconversione dell’immobile appartengono ad altro procedimento. La proposta di delibera per la costituzione in giudizio è stata protocollata dall’avvocatura comunale il 19 giugno scorso, cinque giorni dopo la proclamazione del nuovo sindaco. Le motivazioni della richiesta, approvata dalla giunta il 4 luglio scorso, sono esclusivamente tecniche. “E’ un atto di ordinaria amministrazione – sostiene l’avvocato Di Russo -, come se ne fanno a centinaia. La costituzione in giudizio consente agli uffici di seguire il procedimento ed è importante come tutela per il Comune dal momento che, in caso di mancata costituzione, con un eventuale annullamento del provvedimento, il ricorrente potrebbe chiedere il risarcimento per importi considerevoli”. Nessun intento persecutorio, insomma. Anzi, l’amministrazione ha tutta l’intenzione di guardare oltre. “Vogliamo risolvere il problema – sostiene il sindaco Sandro Bartolomeo -. Innanzitutto, perché la vicenda riguarda l’impresa più antica del territorio. E poi per salvaguardare posti di lavoro e dare impulso a nuove imprese. Il tutto in quadro di legalità e nella consapevolezza che c’è un procedimento in corso di cui tenere conto. Farò ogni tentativo per trovare una soluzione – conclude il primo cittadino -: vogliamo dare alla società che gestisce il pastificio la possibilità di realizzare i suoi programmi di sviluppo”.
IN EVIDENZA
Elezioni comunali 2027 a Sezze, Andrea Campoli accetta la candidatura a sindaco: «Serve un nuovo modello di sviluppo per la città»
Si apre ufficialmente una nuova fase politica in vista delle elezioni comunali del 2027. Andrea Campoli ha annunciato la volontà di accettare la candidatura a sindaco proposta dalla coalizione civica “Unione per Sezze”, un progetto che riunisce sei liste e che punta a rappresentare un’alternativa all’attuale amministrazione comunale.
La presentazione è di oggi presso l’Auditorium San Michele Arcangelo. A sostenere il progetto politico sono le liste Setiam, Sezze Progetto Comune, Sezze Moderata, Tutti per Sezze, Campoli Sindaco e Progetto Sezze 2000. Nel corso di un’intervista rilasciata in vista dell’appuntamento, Campoli ha spiegato le ragioni della sua scelta e delineato le prime priorità del percorso politico che intende intraprendere.
«Questo pomeriggio accetterò la candidatura che mi è stata offerta da questa coalizione civica, che rappresenta una novità e una discontinuità rispetto al quadro politico e al governo attuale della città di Sezze», ha dichiarato.
Al centro della sua riflessione c’è soprattutto la necessità di restituire alla città un’identità e una prospettiva di crescita, partendo dalla valorizzazione della sua storia e delle sue potenzialità.
Campoli ha infatti chiarito che il progetto politico non si presenta ancora con un programma definitivo, ma intende costruirlo nei prossimi mesi attraverso il dialogo con i cittadini.
«Oggi è la presentazione di un’idea, di un progetto che in questi mesi dovrà essere sostanziato attraverso discussioni, attraverso il confronto con la città, attraverso dibattiti e incontri, fino ad arrivare alla definizione di un programma elettorale che sia il più possibile partecipato».
POLITICA
Colpo di scena in consiglio comunale: il sindaco Alberto Mosca si dimette
Terremoto politico a Sabaudia: il sindaco Alberto Mosca ha annunciato le dimissioni irrevocabili durante il Consiglio comunale, convocato per discutere importanti punti di Bilancio. La decisione è arrivata dopo l’uscita dall’aula del presidente del Consiglio, la dottoressa Sciamanna, e del consigliere di maggioranza Mazzali, in un nuovo momento di tensione interna alla coalizione. Tantissime le difficoltà incontrate da questa amministrazione, dalla vicenda dei bandi per i chioschi, alla revoca delle bandiere blu solo per citarne alcune. Il sindaco ha ringraziato cittadini, assessori e consiglieri che lo hanno sostenuto, escludendo una ricandidatura. Ora si delinea dunque l’ennesimo commissariamento per la città delle dune che il prossimo anno sarebbe comunque andata al voto per il rinnovo del consiglio comunale.
POLITICA
Latina, via libera alla definizione agevolata di Imu e Tari: chi si mette i regola non paga interessi e sanzioni
LATINA – Si potranno pagare senza sanzioni e senza interessi le imposte e i tributi comunali. Il consiglio comunale ha dato il via libera alla definizione agevolata di Imu e Tari. in relazione agli avvisi di accertamento del periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2026.
“Questo provvedimento invia un messaggio chiaro – ha detto la sindaca Matilde Celentano – ricucire il patto di fiducia tra Comune e cittadini”.
I numeri sono stati illustrati dall’assessora al Bilancio Antonina Rodà che sull’Imu ha spiegato: “Dal punto di vista finanziario, l’analisi del magazzino crediti Imu dimostra la sostenibilità dell’intervento: a fronte di una rinuncia stimata di circa 300mila euro su sanzioni e interessi, registriamo un potenziale incremento della riscossione della sola imposta pari a circa 13 milioni di euro”.
Ampliata la rateizzazione. “Per i debiti fino a 2.000 euro si potrà pagare in un massimo di 12 rate mensili – spiega il consigliere di Fratelli D’0Italia Mario Faticoni che ha a lungo lavorato sulla proposta – Tra 2.000 e 30.000 euro le rate salgono fino a 24. Oltre i 30.000 euro si arriva a 36. Sono tempi che consentono a una famiglia di programmare le uscite e a una piccola impresa di mettersi in regola senza togliere liquidità all’attività.”
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