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SERVIZIO CIVILE
Cozzolino: “ci vuole chiarezza e precisione”

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Da sinistra, Alessandro Cozzolino, Giorgio De Marchis e Nicoletta Zuliani

Da sinistra, Alessandro Cozzolino, Giorgio De Marchis e Nicoletta Zuliani

LATINA – «Il servizio civile è un periodo di formazione per i giovani e non un modo per avere personale impiegato risparmiando sui costi». Il consigliere comunale del Pd Alessandro Cozzolino commenta così l’idea del Comune di Latina, presentata nell’ambito del Piano per l’impiego giovanile, di avviare al lavoro 30 giovani dai 18 ai 25 anni attraverso un bando diservizio civile per la sorveglianza e la manutenzione nei parchi e delle aree verdi attrezzate.

Per poco più di 400 euro netti al mese il Comune di Latina cerca ragazzi “per quanto attiene alla supervisione, al controllo del rispetto delle regole da parte dei cittadini, al monitoraggio ed alla piccola manutenzione e riparazione di strutture, quali giostre per bambini, panchine, contenitori per i rifiuti etc.”.

Nella Carta etica del servizio civile si legge che “il servizio civile nazionale presuppone come metodo di lavoro “l’imparare facendo”, a fianco di persone più esperte in grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorandoci insieme, facendoli crescere in esperienza e capacità, valorizzando al massimo le risorse personali di ognuno”

«A scorrere la lista delle associazioni e degli enti accreditati per il servizio civile – spiega Cozzolino – il Comune di Latina non compare. Se cominciasse il percorso di accreditamento oggi ci vorrebbe almeno il 2014 prima di poter avviare il progetto».

Anche qualora fossero coinvolte associazioni, aziende e cooperative a guardare poi i progetti autorizzati per la provincia di Latina, non ci sono progetti per i parchi che impieghino 30 persone.

«Non si capisce dunque l’annuncio di “Smart park” su quali basi poggi», dice il consigliere del Pd, che ricorda anche come il servizio civile sia un modo per i giovani di essere impegnati in attività di volontariato e “non per esclusivo beneficio dell’ente”.

«Si chiarisca bene l’attività e le finalità del progetto – conclude il consigliere del Pd Alessandro Cozzolino – e poi si coinvolgano i giovani di Latina in percorsi seri e specifici e non ambigui, perché il servizio civile può rappresentare una occasione seria di formazione, accrescendo la coesione sociale e consentendo ai giovani di vivere un’esperienza di partecipazione e di cittadinanza altamente formativa. Sarebbe dunque importante e necessario che il Comune di Latina si accrediti per accogliere i giovani per il servizio civile. Della questione interesseremo la commissione politiche giovanili per capire se l’amministrazione ha intenzione e in quali tempi di percorrere la strada dell’accreditamento per il Serviziocivile»

 

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POLITICA

Disabilità, il PD incalza Comune e Asl: «Sul contrassegno europeo Latina ha due criticità da risolvere»

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LATINA – Il Partito Democratico di Latina rilancia la questione del Contrassegno Unico Disabili Europeo, il CUDE chiedendo un intervento su due criticità che riguardano direttamente il nostro territorio.

La prima, perché il Comune di Latina non risulta aderire alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE. “Un ritardo difficilmente comprensibile per un capoluogo di provincia e per la seconda città del Lazio per popolazione. L’adesione consentirebbe alle persone con disabilità di spostarsi tra i Comuni aderenti senza essere costrette a comunicare preventivamente la targa ai diversi comandi di Polizia Locale, riducendo burocrazia, disagi e il rischio di sanzioni che poi devono essere contestate”, sottolineano dal Pd Latina.

La  seconda criticità, invece, riguarda le persone con gravi disabilità cognitive, intellettive o psichiche. “La capacità di camminare non coincide necessariamente con la possibilità di muoversi autonomamente e in sicurezza. Una persona affetta da autismo severo, Alzheimer o altre forme gravi di disabilità cognitiva può avere una capacità motoria integra e, allo stesso tempo, essere impossibilitata a orientarsi, percepire un pericolo o muoversi senza l’assistenza continua di un accompagnatore. Su questo punto occorre superare ogni interpretazione meramente “motoria” della disabilità. Chiediamo pertanto alla ASL di Latina di adottare linee guida operative uniformi per le Commissioni medico-legali, affinché nella valutazione dei requisiti per il CUDE siano considerate anche queste condizioni e le loro conseguenze concrete sulla mobilità e sull’autonomia della persona”, sottolinea Serena Cangero, responsabile Pari Opportunità della Segreteria del Partito Democratico di Latina.

“Due interventi diversi, ma che rispondono alla stessa idea di società: le istituzioni devono rimuovere gli ostacoli, non aggiungerne di nuovi. Come Partito Democratico continueremo a incalzare Comune e ASL perché si arrivi a risposte concrete. Le pari opportunità non si realizzano dichiarandole: si costruiscono attraverso servizi accessibili, procedure giuste e diritti realmente esercitabili. Latina può e deve fare un passo avanti. E su un tema che riguarda la dignità delle persone e la quotidianità di tante famiglie non esistono ragioni accettabili per restare indietro”, conclude  Cangero.

 

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POLITICA

Lascia il coordinatore di Noi Moderati a Sabaudia: “Non riusciamo a essere incisivi”

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LATINA – Il coordinatore comunale di Noi Moderati a Sabaudia, Mimmo D’Amico, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, rimettendo il mandato al coordinatore provinciale, avv. Alessandro Paletta. “Una decisione personale, maturata nel tempo, che riguarda esclusivamente il ruolo di coordinamento locale e che, come lo stesso D’Amico sottolinea nella sua lettera di dimissioni, non rappresenta un giudizio sull’operato dei vertici provinciali e regionali del partito”, si legge in una nota del partito.

“Prendiamo atto con profondo dispiacere, anche per i rapporti personali che si erano venuti a creare, della decisione di Mimmo D’Amico di dimettersi dal suo ruolo di coordinatore comunale di Sabaudia, dichiara il coordinatore provinciale di Noi Moderati, Alessandro Paletta. A Mimmo, cui riservo la mia massima stima politica e personale, va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e per il contributo dato in questi anni al percorso di Noi Moderati a Sabaudia. Ora guardiamo avanti con senso di responsabilità; affronteremo questa delicata fase attraverso un confronto interno cercando di individuare i prossimi passaggi per il coordinamento locale. Da oggi la sezione di Sabaudia sarà commissariata e me ne occuperò personalmente – aggiunge ancora l’avv. Paletta – con l’obiettivo di accompagnare questa fase di passaggio e garantire continuità all’attività politica sul territorio”.

“Ritengo che, oggi, la linea politica espressa dal coordinamento non riesca più a riscontrarsi pienamente nel sentimento degli iscritti e della nostra comunità politica – spiega D’Amico – . Di fronte a questa consapevolezza, credo che la scelta più responsabile sia quella di rimettere il mandato alla segreteria provinciale, evitando che una situazione di difficoltà possa finire per danneggiare tanto la politica amministrativa della nostra città quanto il percorso di crescita e di radicamento di Noi Moderati. Sabaudia ha bisogno di coraggio, di idee chiare e di scelte importanti. Ha bisogno di una politica capace di assumersi responsabilità e di incidere concretamente sulle questioni che riguardano il futuro della città. Devo riconoscere, con onestà intellettuale, che il coordinamento in questa fase politica non riesce ad incidere come dovrebbe. Per questo, senza alcuna esitazione e senza voler occupare spazi che oggi è giusto lasciare ad altri, ritengo che la cosa più logica e più utile sia fare un passo indietro e lasciare spazio a chi, con energie nuove e prospettive diverse, potrà sicuramente fare meglio”.

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ATTUALITA'

Tiziano Ferro sostiene il “sì” al referendum per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole

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LATINA – Tiziano Ferro sostiene l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e si schiera per il referendum che chiede l’abolizione della legge approvata di recente dalla maggioranza di governo e parlamentare che prevede il consenso informato in ambito scolastico, così come previsto dal disegno di legge Valditara approvato in via definitiva dal Senato il 4 giugno 2026. La norma in vigore ave va suscitato polemiche perché stabilisce che nelle scuole secondarie (medie e superiori), le attività extra o extracurricolari su questi temi richiedono l’autorizzazione scritta e preventiva dei genitori, mentre alla primaria e materna sono espressamente escluse le attività didattiche o progettuali aventi a oggetto la sessualità.

L’obiettivo del Referendum sostenuto da Ferro, è ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative. Le motivazioni del referendum sono sul sito del Ministero dove vengono raccolte le firme. Il cantante di Latina in una storia pubblicata oggi invita a sostenere le ragioni del Sì all’abolizione.

“Eliminando queste norme – spiegano i promotori del referendum – l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa con didattica adeguata all’età sarà possibile promuovere la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d’età, inclusa quella infantile. Si eliminerà la pratica dell’esclusione dall’aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni. Scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e garantendo una continuità pedagogica”.

 

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