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Trasparenza, legalità e un piano strategico per Latina: Forte illustra il programma

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LATINA – Trasparenza è la parola più usata (e abusata) della campagna elettorale per le amministrative 2016. Ma è sul significato profondo del termine, e dunque sulla possibilità concreta dei candidati, tutti, di mettere in atto comportamenti e programmi che possano rendere immediato e limpido ai cittadini che cosa accade nelle stanze del potere, la sola cosa che potrà cambiare in meglio Latina e che alla fine farà la differenza. E’ esattamente su questo che bisogna intendersi.

A sentire Enrico Forte, candidato del Pd alla poltrona di sindaco, primo nei sondaggi elettorali, si tratta non di un concetto, o di uno slogan, ma di cose concrete perché i tavoli sulle questioni fondamentali per la città saranno “partecipati”. Parte da qui il suo faccia a faccia con i giornalisti, nel point in Corso della Repubblica. Scarpe da ginnastica Saucony ai piedi, abbigliamento sportivo, decisamente rilassato dopo il sondaggio Piepoli che lo vede primeggiare: “Non parlo di me, rilevo che in città c’è una grande voglia di cambiamento mai registrata prima”.

TRASPARENZA  E PARTECIPAZIONE – “Trasparenza e legalità sono i nostri concetti prioritari, tutti i candidati nelle nostre liste hanno firmato un impegno preciso in merito. Se sarò sindaco metterò on line la mia agenda digitale, promuoverò le forme della partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione: l’urbanistica partecipata, strumento mai utilizzato, il bilancio partecipato, il bilancio sociale, il bilancio di mandato. Cittadini che decidono e scelgono con l’amministrazione è il modo su cui fondiamo ogni politica amministrativa. Tutto il resto è necessario, ma questa è la premessa”.

GIU’ LE SPESE – “Eliminare le spese di rappresentanza che hanno portato il Comune a spendere 240 mila euro solo nel 2015 (e il mandato è finito a metà anno), rivedere le spese di stampa e posta che ammontano a 250 mila l’anno; dimettermi poi da consigliere regionale il giorno stesso della mia elezione a sindaco, rinunciare al tfr che spetta al primo cittadino, dimezzare le commissioni consiliari e obbligare chi vi partecipa a restare in aula per tutta la durata della seduta, eliminando lo scandalo della finta presenza solo per prendere il gettone. Dare obiettivi chiari e raggiungibili ai dipendenti comunali che possano poi essere verificati. Farò anche subito una delibera perché sia obbligatorio il sorteggio degli scrutatori a partire dal referendum costituzionale”, aggiunge toccando un tasto dolente per il suo partito. Obiettivo, trasferire le somme risparmiate per ridurre la tassazione locale.

SICUREZZA – Vigili urbani in strada e collaborazione con le forze dell’ordine, sono nei programmi, ma non solo: “La sicurezza si garantisce anche combattendo il degrado urbano perché dove c’è degrado urbano aumenta anche il degrado sociale”. E se si parla di degrado urbano viene in mente il quartiere Nicolosi, “il più bello della città”, sottolinea il candidato che vorrebbe partire dai più banali controlli sulla titolarità degli affitti per capire chi vive nelle case, ma contemporaneamente pensa in grande, ad un piano che possa ambire ad accedere ad una specifica misura governativa (500 mila euro) con l’obiettivo di collegarsi al gruppo di lavoro per il recupero delle periferie urbane coordinato dall’archistar e senatore a vita Renzo Piano.

RIFIUTI  – Stop alla Latina Ambiente “non ha più senso di esistere”, serve una gara europea per scegliere il nuovo gestore. Non è detto che il modello sia quello indicato dal bando preparato dal commissario Barbato: “E’ la politica che deve scegliere”, dice Forte. Spingere sulla raccolta differenziata, perché il rifiuto in discarica diventi residuale e incentivare con sconti sulle bollette, cittadini e imprese che conferiscano rifiuti differenziati. “Non servono termovalorizzatori, forse dovremo ragionare sull’utilità di realizzare impianti di compostaggio per la porzione umida”.

LIDO – “La vera risorsa da valorizzare è l’area ricompresa nel Parco nazionale del Circeo, quella di Fogliano, la Camargue sulle zone umide ha creato la sua fortuna. Noi, abbiamo passato anni a litigare con l’Ente Parco, è ora di lavorare in sinergia”. Per il resto, per il tratto tra Capoportiere e Foceverde c’è l’esigenza di terminare la viabilità, di fare un piano del colore, favorire l’apertura degli stabilimenti per 12 mesi l’anno. C’è il tema di un piano particolareggiato per la Marina, che vediamo come area della salute, e quello della realizzazione di un porto già considerato nel piano della portualità del Lazio”.

URBANISTICA  – Da mesi quello dell’urbanistica è il tema più dibattuto a Latina, il terreno su cui si consumano gli scontri più feroci e quello che ha stimolato più di altri la riflessione sul basso livello di rispetto delle regole raggiunto dal capoluogo. E’ quello più battuto dalle inchieste della Procura. Forte nelle sue liste ha conquistato la presenza di una donna, Alessandra Frezza, tra i fondatori del Gigante Buono, la prima a capire e a denunciare i giochi che si facevano con la perequazione.   “Noi diciamo stop al consumo del suolo, sui piani particolareggiati sospesi invece diciamo che bisogna riprenderli, controllare cubature, standard e se ci sono errori riportarli nella norma, a prescindere dall’iter di approvazione. Abbiamo soprattutto bisogno di un piano strategico per la città, un tema fondamentale sul cui sfondo c’è quello di un nuovo Piano regolatore generale. Serve una visione. Il Prg non è solo un insieme di volumetrie, piuttosto deve dire che cosa vuole essere Latina nel futuro”.

NUOVO OSPEDALE – Il Goretti data 50 anni, e la struttura non è più adeguata ad una sanità di livello. “Io sono per un nuovo ospedale da realizzare nell’area a Borgo Piave già individuata da Zaccheo e Marrazzo. Nel frattempo però, dal momento che l’ospedale di Latina è Dea, sarà necessario continuare a garantire il diritto alla salute dei cittadini”.

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POLITICA

Parità di genere e leadership femminile, Simona Mulè alla settimana europea

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Il ruolo delle donne nell’economia, nelle imprese e nei processi decisionali al centro della tappa italiana della European Gender Equality Week 2026, la Settimana europea dell’uguaglianza di genere promossa dal Parlamento europeo. All’iniziativa, in programma oggi, 5 novembre, alle 15 nella sede del Parlamento europeo a Roma, parteciperà anche Simona Mulè, coordinatrice della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio.

L’appuntamento, dal titolo “Costruire la parità, favorire la leadership – Dalle regole al cambiamento nelle imprese e nelle istituzioni”, riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e regionali, del mondo imprenditoriale, delle associazioni e delle professioni. L’obiettivo è mettere a confronto politiche e strumenti concreti per trasformare la parità di genere in opportunità di crescita economica e sociale.

Mulè porterà al tavolo l’esperienza delle amministrazioni locali, sottolineando il valore della partecipazione femminile nei processi economici e nelle istituzioni. «La leadership femminile non deve essere considerata soltanto una questione di rappresentanza, ma una componente strategica della competitività dei nostri sistemi produttivi e della qualità delle istituzioni», ha dichiarato.

Ad aprire i lavori sarà Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Seguiranno i saluti istituzionali della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli. In programma anche la presentazione di uno studio sull’impatto della legislazione europea in materia di parità sulla cultura aziendale, a cura di Rosita Ponticello, coordinatrice del Dipartimento Pari Opportunità di Unioncamere.

Al confronto parteciperanno, insieme a Mulè, esponenti di Confindustria, InclusioneDonna, AIDDA Lazio, Confcommercio, del Comitato Impresa Donna del MIMIT, di ANDE e dell’Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti.

Per la coordinatrice della Consulta di ANCI Lazio, la sfida è passare dai principi alle misure concrete: investire nei servizi, sostenere la conciliazione tra lavoro e famiglia, favorire l’imprenditoria femminile e rimuovere gli ostacoli che ancora limitano l’accesso delle donne alle opportunità professionali e ai ruoli decisionali. In questo percorso, ha evidenziato, un ruolo centrale spetta ai Comuni, chiamati a tradurre le politiche europee e nazionali in interventi vicini ai bisogni dei territori.

Tra gli strumenti indicati anche il bilancio di genere, per valutare l’impatto delle politiche pubbliche e orientare le risorse verso opportunità, autonomia e sviluppo. «Una società che permette alle donne di lavorare, intraprendere, guidare imprese e partecipare alle decisioni è una società più forte, più dinamica e più competitiva», ha concluso Mulè.

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Difesa, De Meo (FI-PPE): “Attacchi hacker ai supermercati dimostrano che sicurezza va ben oltre le armi”

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Bruxelles, 3 novembre 2026 – “Gli attacchi informatici che stanno colpendo i supermercati in diversi Paesi europei, Italia compresa, dimostrano quanto le nuove minacce possano incidere concretamente sulla vita quotidiana delle persone. Basta un attacco hacker per compromettere la conservazione degli alimenti, provocare danni economici e mettere a rischio la sicurezza alimentare. Come ho ribadito più volte, è la dimostrazione che oggi difesa non significa soltanto armi, ma protezione dei cittadini, delle imprese e dei servizi essenziali”. Così in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, Presidente della Delegazione UE-NATO.

“Oggi non servono carri armati o missili per mettere in difficoltà un Paese. Le minacce ibride possono colpire silenziosamente le nostre infrastrutture, le attività economiche e persino la distribuzione alimentare. È per questo che gli investimenti nella nostra sicurezza non possono essere ridotti solo a una questione di spesa militare: servono a prevenire vulnerabilità che possono avere ripercussioni dirette sulla vita di tutti noi. Questo è soltanto l’ennesimo campanello d’allarme. Non possiamo aspettare che le conseguenze diventino irreparabili per comprendere che la sicurezza non è un costo da evitare, ma una responsabilità che abbiamo il dovere di assumerci”, conclude De Meo.

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Elezioni comunali 2027 a Sezze, Andrea Campoli accetta la candidatura a sindaco: «Serve un nuovo modello di sviluppo per la città»

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Si apre ufficialmente una nuova fase politica in vista delle elezioni comunali del 2027. Andrea Campoli ha annunciato la volontà di accettare la candidatura a sindaco proposta dalla coalizione civica “Unione per Sezze”, un progetto che riunisce sei liste e che punta a rappresentare un’alternativa all’attuale amministrazione comunale.

La presentazione  è di oggi presso l’Auditorium San Michele Arcangelo. A sostenere il progetto politico sono le liste Setiam, Sezze Progetto Comune, Sezze Moderata, Tutti per Sezze, Campoli Sindaco e Progetto Sezze 2000. Nel corso di un’intervista rilasciata in vista dell’appuntamento, Campoli ha spiegato le ragioni della sua scelta e delineato le prime priorità del percorso politico che intende intraprendere.

«Questo pomeriggio accetterò la candidatura che mi è stata offerta da questa coalizione civica, che rappresenta una novità e una discontinuità rispetto al quadro politico e al governo attuale della città di Sezze», ha dichiarato.

Al centro della sua riflessione c’è soprattutto la necessità di restituire alla città un’identità e una prospettiva di crescita, partendo dalla valorizzazione della sua storia e delle sue potenzialità.

Campoli ha infatti chiarito che il progetto politico non si presenta ancora con un programma definitivo, ma intende costruirlo nei prossimi mesi attraverso il dialogo con i cittadini.

«Oggi è la presentazione di un’idea, di un progetto che in questi mesi dovrà essere sostanziato attraverso discussioni, attraverso il confronto con la città, attraverso dibattiti e incontri, fino ad arrivare alla definizione di un programma elettorale che sia il più possibile partecipato».

 

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