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Costumi per il Don Giovanni pensando ai terremotati. Maurizio Galante veste il Festival di Spoleto
LATINA – “La volontà quest’anno è più forte, c’è una grande voglia di lanciare un messaggio di ricostruzione anche attraverso l’arte”. Maurizio Galante pensa al terremoto e, appena arrivato in Italia da Parigi, per le prove generali del Don Giovanni, dedica un pensiero agli sfollati, alle storie interrotte, a chi si fa coraggio ogni giorno tra le macerie. “In una città bellissima, che come tutta l’Umbria ha risentito del terremoto – racconta – c’è oggi la voglia di continuare, andando al di là della vita di tutti i giorni”.
E’ questo lo spirito che anima la 60° edizione del Festival di Spoleto, che aprirà come nel 2016 con un’opera lirica per chiudere il progetto artistico della trilogia di Mozart/Da Ponte, realizzato in collaborazione con il Ravenna Festival, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Teatro Coccia di Novara.
I COSTUMI – Maurizio Galante firmerà i costumi di tutti i personaggi “che sono tantissimi”, dice lui. L’anno scorso erano stati quelli per Le Nozze di Figaro, allestimento che aveva meritato dieci minuti di applausi scroscianti e i commenti entusiastici sul lavoro fatto proprio da Galante per vestire gli interpreti. E ora, eccolo di nuovo, nella sua versione 2017 chiamato a lavorare per l’opera diretta da Giorgio Ferrara, con gli scenografi (Oscar) Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
“Quest’anno abbiamo fatto un lungo e meticoloso lavoro d’archivio per studiare i tessuti e soprattutto i colori dell’epoca: broccati, sete che rappresentavano allora, una sorta di biglietto da visita di chi li indossava e stabilivano il censo. Anche il colore stabiliva la classe sociale”. Come il porpora, che, prima di essere prodotto chimicamente, era costosissimo, perché veniva spremuto dalle ghiandole di un mollusco chiamato Murex brandaris. E purpureo apparirà in scena Don Giovanni, il 30 giugno alle 21 per la prima di quest’opera.
Tanto studio dietro i costumi, ma anche la forza illuminante dell’ “happy accident, che arriva inaspettato e ti fa cogliere un particolare che racconta più di ogni altro, il personaggio”. I costumi nascono anche così, ci ha raccontato il creativo di Latina, Maurizio Galante
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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”
- The Great Gatsby
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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).
“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra sogno, illusione e realtà.
Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.
“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.
Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.
Info e prenotazioni 3925407500
https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra
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Il Latina chiude il ritiro di Fiuggi, Condò sul caso Parigi: “Chi lo vuole deve pagare”
LATINA – Si chiude con una vittoria su rigore, l’ultima amichevole del ritiro di Fiuggi per il Latina Calcio 1932. Contro l’Anzio, che milita in Serie D, i nerazzurri hanno avuto feedback positivi sia sul piano atletico sia sotto il profilo del gioco. Un test utile e una vittoria che permettono al Latina di chiudere nel migliore dei modi il ritiro di Fiuggi – assicurano dalla società sportiva che ora si trova ad affrontare il “caso Parigi”, l’attaccante che è stato decisivo per il Latina nella scorsa stagione ha infatti manifestato il desiderio di fare nuove esperienze. Dal Club nerazzurro non ci sono stati veti nonostante il contratto in essere con il giocatore, ma l’operazione ha un costo e le offerte – ha spiegato il direttore sportivo Condò – dovranno arrivare entro il 15 agosto.
Ecco che cosa ha detto il Ds sulla squadra e poi sulla vicenda che riguarda l’attaccante
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Latina, l’allarme della Facoltà di Medicina suona da 24 ore e nessuno lo stacca
LATINA – Un quartiere di Latina è stato “ostaggio” per un’intera giornata, quella di sabato 1° agosto, e la situazione prosegue anche oggi, della sirena dell’allarme della facoltà di Medicina. Il fastidioso suono è cominciato intorno alle 11 della mattina ed è rimasto attivo per tutta la notte e questa mattina, senza sosta per oltre 24 ore. Siamo in Corso della Repubblica, nel pieno centro di Latina, in una zona abitata, alle spalle di Piazza Roma, ma nessuno dei residenti è riuscito a ottenere aiuto. Anche il numero verde della Sapienza è stato bersagliato di chiamate, ma non esiste un sistema di controllo da remoto da parte dell’Ateneo e dal Polo Pontino, per ragioni non ancora note, nessuno è intervenuto.
Un gruppo di residenti preoccupato dall’insistenza dell’allarme, posizionato sulla facciata che si trova su Via Lago Ascianghi, la parte dell’edificio di recente ristrutturata, ha dichiarato di aver segnalato la situazione alle forze dell’ordine e in particolare ai vigili del fuoco, temendo inizialmente che si trattasse di un dispositivo antincendio, ma quando si è appurato che non c’erano fiamme all’interno della sede universitaria, l’allarme ha continuato a suonare ininterrottamente mettendo a dura prova i nervi di chi è obbligato a subire.
aggiornamento – Intorno alle 10 del mattino di domenica sono arrivati in Via Lago Ascianghi mezzi da cantiere con due squadre di operai e un escavatore che ha cominciato il suo lavoro facendo saltare il manto stradale appena rifatto. Al momento non è chiaro se le due cose siano direttamente collegate, ma l’ipotesi è che si possa trattare di una guasto alle reti di alimentazione dell’energia elettrica che ha generato anche l’avvio dell’allarme. Solo un’ipotesi.
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Rosanna
2 Luglio 2017 at 23:27
Artista pulito accademico anzi scolastico .Nessun volo di fantasia ed il tema è l’Amore..Uno svolazzo leggero un fruscio più piccante..Senza la paglia dell’anno passato.Un grido leggero e più sensuale.Scussndomi ma ho pensato questo durante la visione televisiva. Grazie ROSANNA