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SCUOLA

Concorso ordinario scuola, sorpresa amara per gli aspiranti docenti alle prese con i primi scritti

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LATINA – «Le prove scritte del concorso ordinario per la scuola secondaria, in cui si stanno cimentando gli aspiranti docenti dal 14 marzo, si discostano decisamente da quanto stabilito nel bando originale del 2020. Secondo il decreto ministeriale n. 326 del 9 novembre 2021 sarebbe dovuta cambiare solo la tipologia della prova scritta, con 40 quesiti a risposta multipla in luogo delle domande a risposta aperta previste nel 2020. I contenuti sarebbero dovuti rimanere gli stessi contemplati nel bando iniziale, a partire dal quale gli aspiranti si sono preparati. Dispiace constatare che non è così». La denuncia arriva dalla Gilda Insegnanti di Latina, per voce della coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini.

Il sindacato sta raccogliendo in questi giorni le segnalazioni e il malumore di molti insegnanti che hanno già sostenuto la prova e si rivolgono alla Gilda con rammarico e rabbia per un concorso atteso da due anni, ma che sta in larga parte deludendo le aspettative. «Non si comprende come mai – sottolinea la segretaria Giovannini – molti quesiti siano incentrati su temi specifici come il CEFR (Common European Framework of Reference for Languages) o il PNRR».

Secondo la rappresentante della Gilda al momento regna una grande confusione sui concorsi per il reclutamento del personale docente della scuola, sia nell’ordinario in corso per cui non è stato ancora pubblicato il calendario delle prove per molte classi di concorso, sia per quelli a venire. «Già si parla di un nuovo concorso straordinario da indire entro giugno – spiega Giovannini – con 14mila posti annunciati come residui dal concorso straordinario del 2020. Ma non è dato sapere da dove discendano questi posti, né dove siano queste disponibilità. Nell’ultimo incontro al Ministero si è richiesto un chiarimento in merito e la possibilità di conoscere i reali posti disponibili rispetto al concorso straordinario da indire e all’ordinario in atto».

«Con questa modalità procedurale, fatta di continue modifiche ai bandi e di interventi a colpi di legge invece che di un confronto serio con le parti sociali – continua la sindacalista – è impensabile un reclutamento del personale docente basato sul merito e le competenze. Non è attraverso un quizzone a risposta multipla che si misurano e accertano le conoscenze e le competenze didattiche».

La Gilda torna a chiedere più trasparenza, coerenza, dialogo e uno snellimento delle procedure: «Rilanciamo la proposta sul reclutamento avanzata nei mesi scorsi per cui, dopo una fase transitoria, si arrivi all’abolizione dei concorsi per attuare un nuovo sistema di preparazione universitaria abilitante all’insegnamento. Sarebbe l’unico modo per evitare le criticità e le lungaggini insite nelle attuali procedure».

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SCUOLA

Scuole, il piano di dimensionamento approda in Consiglio provinciale. Magliozzi (Pd): “Tempi della Regione Lazio incompatibili con un lavoro serio”

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LATINA – Lunedì il Consiglio provinciale di Latina dovrà discutere e votare il Piano di dimensionamento scolastico per il 2027/28. “Ci arriveremo, però, dopo un percorso che considero profondamente sbagliato”. La considerazione è del consigliere comunale di Formia e provinciale in quota al Pd, Luca Magliozzi, che sottolinea come la Regione Lazio abbia approvato le linee guida per il 2027/28 soltanto il 10 settembre e che alle Province è stato imposto il termine del 5 ottobre per approvare e trasmettere i propri Piani.

“Tempi che hanno lasciato pochissimo spazio anche a Comuni e istituti per elaborare le proprie valutazioni. In poche settimane bisognava quindi acquisire le richieste, analizzare i dati, valutarle e capire quale assetto dare alla rete scolastica provinciale. Il confronto con lo scorso anno rende la situazione ancora più evidente. Per il 2026/27 la Regione aveva approvato le linee guida il 7 agosto e fissato al 31 ottobre il termine per i Piani provinciali. Quest’anno le linee guida arrivano oltre un mese dopo e la scadenza viene anticipata di quasi quattro settimane”, aggiunge Magliozzi.

La contestazione riguarda anche il merito: “Già lo scorso anno, dopo un percorso che avevamo duramente criticato, la Regione intervenne direttamente sulla provincia di Latina imponendo due accorpamenti mai proposti: quello tra gli istituti comprensivi Don Milani e V. Fabiano a Latina e Filosi con Bianchini a Terracina. È un problema che viene da lontano. Negli ultimi anni il dimensionamento è stato ridotto a una questione di numeri e di autonomie da eliminare, mentre una materia così complessa dovrebbe partire prima di tutto dalla qualità e dall’organizzazione dell’offerta formativa. Nel Lazio siamo passati da 722 istituzioni scolastiche nel 2023/24 a 679. In provincia di Latina sono state eliminate tre autonomie. Per il 2027/28, almeno, non c’è un nuovo numero di tagli da raggiungere. Le autonomie del Lazio restano invariate e non è prevista alcuna ulteriore riduzione complessiva. Sono possibili riorganizzazioni della rete scolastica, ma senza variare il numero delle autonomie. Per questo ci sarebbe stato tutto lo spazio per affrontare finalmente il dimensionamento per quello che dovrebbe essere: uno strumento di programmazione della rete scolastica”.

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Dimensionamento scolastico, prosegue l’iter per separare Fabiano e Don Milani

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Prosegue l’iter per la ricostituzione delle due distinte autonomie scolastiche degli istituti comprensivi Vito Fabiano e Don Milani di Latina. La proposta è stata illustrata questa mattina alla Conferenza dei Sindaci sul dimensionamento della rete scolastica provinciale per l’anno 2027/2028, riunita nella sede della Provincia.

A rappresentare il Comune di Latina è stata l’assessore alla Pubblica istruzione Federica Censi, su delega del sindaco Matilde Celentano. L’amministrazione comunale ha chiesto il mantenimento dell’attuale dimensionamento della rete scolastica, ma ha riproposto anche la necessità di rivedere l’accorpamento tra Fabiano e Don Milani, realizzato due anni fa.

Secondo quanto illustrato dall’assessore, l’obiettivo è tornare a due autonomie distinte, ritenute più funzionali alle caratteristiche dei due istituti e all’organizzazione dell’attività didattica.

Censi ha evidenziato in particolare le differenze tra le due realtà scolastiche e le difficoltà organizzative legate anche alla distanza tra le sedi. Secondo l’amministrazione comunale, l’attuale accorpamento avrebbe creato problemi nella gestione e nella programmazione, con ricadute anche per le famiglie e il personale scolastico.

La richiesta è stata confrontata con gli uffici della Provincia e con il presidente Federico Carnevale. Secondo quanto riferito dal Comune, la proposta di ricostituzione delle due autonomie sarà recepita nel piano provinciale di dimensionamento scolastico.

Il piano dovrà ora proseguire il proprio iter ed essere successivamente esaminato dalla Regione Lazio, alla quale spetterà definire il dimensionamento della rete scolastica regionale.

Il Comune di Latina ha annunciato che continuerà a sostenere la proposta nelle successive fasi del procedimento, attraverso il confronto con la Regione.

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SCUOLA

Ottanta studenti di tre scuole di Latina studieranno recitazione e arti visive grazie a un progetto del Teatro D’Annunzio

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LATINA – Avvicinare gli studenti delle scuole di Latina al teatro e ai suoi mestieri favorendo lo sviluppo di capacità creative e relazionali. Coinvolgerà 80 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, e in particolare del Liceo Artistico di Latina, dell’Istituto Vittorio Veneto e dello Scientifico G.B. Grassi che hanno aderito, il progetto “Voci Giovani, Città Future” promosso dal Teatro D’Annunzio, che ha ottenuto un finanziamento di 30mila euro dalla Regione Lazio (nell’ambito dell’Avviso pubblico regionale “Arti e Creatività”, finanziato attraverso il Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027).

Il progetto  prevede due percorsi strettamente collegati. Il primo sarà dedicato a laboratori di recitazione, drammaturgia, arti visive e audiovisivo, sviluppati attraverso metodologie partecipative e attività di learning by doing. Il secondo porterà gli studenti a confrontarsi direttamente con professionisti del teatro, del cinema, dell’organizzazione culturale e della tecnica dello spettacolo e sarà anche di orientamento verso le professioni creative e culturali. Il percorso si concluderà con uno spettacolo e la presentazione dei lavori realizzati dai ragazzi.

“Questo finanziamento – dichiara la sindaca di Latina Matilde Celentano – premia una visione del Teatro D’Annunzio che abbiamo voluto sempre più aperta alla città e, in particolare, alle nuove generazioni. Il teatro non è soltanto il luogo nel quale assistere a uno spettacolo, ma può diventare uno spazio nel quale i ragazzi incontrano artisti e professionisti, scoprono nuovi linguaggi, sviluppano competenze e possono conoscere da vicino le professioni della cultura e dello spettacolo. La capacità di mettere insieme scuola, cultura e formazione rappresenta uno degli aspetti più significativi di questo progetto”.

Il progetto punta infatti non soltanto all’acquisizione di competenze artistiche, ma allo sviluppo di capacità espressive, creative e relazionali, all’inclusione e alla partecipazione, utilizzando il linguaggio teatrale e audiovisivo anche come strumento educativo e di contrasto alla dispersione scolastica.

“Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alla direttrice del Teatro D’Annunzio, Elena Lusena, che ha ideato il progetto e ne ha curato il procedimento di candidatura e finanziamento, costruendo il rapporto con le scuole e con le professionalità artistiche coinvolte. È un lavoro che si inserisce nel più ampio percorso che stiamo portando avanti per fare del nostro Teatro non soltanto il luogo della programmazione degli spettacoli, ma una vera infrastruttura culturale ed educativa della città. Il finanziamento regionale – conclude Celentano – ci consente ora di trasformare questa rete in attività concrete. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare: un Teatro che produce relazioni, opportunità e competenze e che mette i giovani al centro della propria progettualità culturale”.

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