PRIMO PIANO
Prof di musica muore durante la festa di fine anno. Mercoledì a Santa Rita i funerali di Carla De David
LATINA – E’ morta facendo festa, mentre la musica suonava, Carla De David, insegnante di educazione musicale e direttrice del coro dell’Alessandro Volta. Ma stavolta non è stata lei a dare il tempo. La docente appassionata e apprezzatissima, si è spenta improvvisamente nel pomeriggio di lunedì 8 luglio, mentre era in corso il saluto tra colleghi dopo il collegio di fine anno scolastico.
Nel cortile del teatro Ponchielli adiacente alla scuola media, professori e dirigente scolastico salutavano con una piccola festa anche i neopensionati che l’anno prossimo non saranno in cattedra ad insegnare. Era un momento di grande spensieratezza dopo un intenso anno scolastico, ma per Carla, 63anni, è stato anche l’ultimo.
“Era felice di condividere quel momento prima di affrontare un intervento programmato – raccontano i colleghi – Un infarto massivo non le ha lasciato scampo: si è accasciata a terra improvvisamente, ed è stata soccorsa prima dai presenti, poi dall’equipaggio dell’ambulanza che è arrivata in pochissimi minuti. Una doppia equipe di sanitari tra cui un medico rianimatore si è alternata per quasi un’ora e mezza, tentando di tutto per far ripartire il cuore, ma non c’è stato nulla da fare”, ripetono ancora sconvolti. La professoressa De David, “pietra miliare della scuola” l’ha definita il dirigente scolastico Gennaro Guarino, non si è mai ripresa e alle 18,30 l’ambulanza è corsa verso l’ospedale dove poco dopo ne è stato dichiarato il decesso.
Sul sito della scuola, parole di cordoglio: “L’INTERA COMUNITA’ SCOLASTICA PIANGE LA PERDITA DELLA CARA PROF.SSA CARLA DE DAVID SCOMPARSA PREMATURAMENTE E SI UNISCE AL DOLORE DELLA FAMIGLIA”. I colleghi, ancora sotto shock, hanno fatto visita oggi alla camera ardente allestita presso la camera mortuaria del Goretti e domani (mercoledì 10 luglio) saranno in tanti a salutarla un’ultima volta nella chiesa di Santa Rita a Latina, alle 10.30.
CRONACA
Terracina, divieto di avvicinamento per un 60enne: indagini dopo la denuncia dell’ex compagna
I Carabinieri della Stazione di Terracina hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo di 60 anni del posto.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per maltrattamenti in famiglia. La misura nasce dalla denuncia presentata dall’ex compagna dell’uomo, con cui aveva avuto una relazione durata circa quattro anni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo la fine del rapporto l’uomo avrebbe messo in atto, in diverse occasioni, comportamenti persecutori nei confronti della donna, tra cui pedinamenti, appostamenti e minacce, alcune delle quali ritenute gravi.
Le condotte contestate avrebbero avuto conseguenze sulle abitudini di vita della donna, che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata costretta a modificarle ripetutamente, vivendo in uno stato di ansia e timore per la propria incolumità.
I successivi accertamenti dei Carabinieri avrebbero consentito di raccogliere un quadro indiziario ritenuto sufficientemente grave dalla Procura, che ha quindi richiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina l’applicazione della misura cautelare.
Il 60enne dovrà ora rispettare il divieto di avvicinamento alla persona offesa e sarà sottoposto al controllo attraverso il dispositivo elettronico. Il provvedimento, come ogni misura cautelare, interviene nella fase delle indagini e non equivale a una dichiarazione di responsabilità definitiva.
L’operazione rientra nell’attività della Procura di Latina e dell’Arma dei Carabinieri per il contrasto alla violenza domestica e alle condotte riconducibili al cosiddetto Codice Rosso, con particolare attenzione alla tutela delle vittime vulnerabili.
CRONACA
Formia, molesta il gestore di un locale e morde due Carabinieri: giovane arrestato
Un giovane appena maggiorenne è stato arrestato a Formia dopo un intervento dei Carabinieri richiesto dal gestore di un’attività commerciale. Al ragazzo vengono contestati i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.
L’episodio è avvenuto nella serata di sabato. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, il gestore del locale avrebbe chiamato il 112 dopo le intemperanze e le molestie che il giovane avrebbe messo in atto all’interno dell’attività.
All’arrivo dei militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Formia, la situazione sarebbe degenerata. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe aggredito fisicamente i Carabinieri, colpendoli ripetutamente e mordendo due militari, rispettivamente al polso destro e all’avambraccio sinistro.
Per riuscire a bloccarlo è stato necessario l’intervento di una seconda pattuglia. Anche dopo essere stato immobilizzato e trasferito nella cellula detentiva dell’auto di servizio, secondo la ricostruzione dell’Arma, il giovane avrebbe continuato a dimenarsi, danneggiando la carrozzeria e rompendo il vetro posteriore destro dell’autoradio.
Il ragazzo è stato arrestato in flagranza e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Cassino. Comparso davanti al Tribunale di Cassino con rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato. Il giudice ha inoltre disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Le contestazioni dovranno essere accertate nel corso del procedimento. Nel frattempo il giovane resterà sottoposto alla misura disposta dal giudice presso la propria abitazione.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Lazio, l’attività infermieristica entra nella cartella clinica elettronica
L’attività infermieristica entra nella cartella clinica elettronica. La Regione Lazio è la prima in Italia che, accogliendo la proposta del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio ha voluto rendere operativo in tutte le sue aziende sanitarie un programma informatico che fa emergere e risultare tutte le attività degli Infermieri in cartella clinica. L’obiettivo è facilitare la comprensione olistica delle condizioni del paziente.
“La trasformazione digitale della sanità richiede cartelle cliniche elettroniche interoperabili e dati sanitari standardizzati. Ma fino ad ora l’assistenza infermieristica è stata poco rappresentata nei sistemi informativi sanitari digitali”, dicono dalla Regione Lazio.
Le iniziative di formazione, coinvolgeranno oltre 40.000 infermieri in tutta la Regione. Per questo in Regione Lazio, con il direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani e la Dirigente dell’area Innovazione e ICT Annalisa Bononati si è tenuta una riunione volta alla organizzazione e programmazione delle attività formative che, entro il giugno 2027 interesseranno oltre quarantamila infermieri di tutta la regione. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma – presente alla riunione con il Presidente Maurizio Zega – fornirà docenti e know how.
“Le terminologie infermieristiche standardizzate (SNT) – ha dichiarato il Presidente dell’OPI Maurizio Zega – rendono la documentazione assistenziale uniforme, confrontabile e utilizzabile. Integrando il PAI nella cartella clinica elettronica regionale si favorisce una valutazione strutturata e decisioni cliniche supportate da evidenze, mentre l’integrazione dei dati infermieristici migliora la qualità della documentazione, la sicurezza del paziente e la continuità delle cure. Infine, i dati infermieristici vengono utilizzati per la governance clinica, la valutazione degli esiti e la programmazione sanitaria. È questo il contributo del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio alla salute pubblica nella nostra Regione”.
«La Cartella Clinica Elettronica regionale non rappresenta soltanto un progetto di innovazione tecnologica, ma un percorso di evoluzione del nostro modello clinico-assistenziale. L’integrazione del PAI costituisce un passaggio importante di questo percorso, perché porta all’interno della Cartella Elettronica anche la dimensione infermieristica dell’assistenza, attraverso un modello strutturato, standardizzato e fondato su solide basi scientifiche. Significa mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più efficaci per la presa in carico del paziente e favorire percorsi assistenziali più omogenei, tracciabili e sicuri in tutte le Aziende sanitarie del Lazio», ha dichiarato Andrea Urbani, Direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria.
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