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CRONACA

Ex moglie vittima di una serie di violenze terrorizzanti e spiata con un Gps: arrestato 44 di Aprilia

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APRILIA – Aveva un dispositivo Gps che usava con ogni probabilità per seguire la sua ex e controllare i suoi spostamenti, un kit per il rilevamento di liquidi biologici e kit per l’effettuazione di analisi biologiche. E’ quanto ha trovato la Polizia in casa di un uomo di 44 anni che è stato arrestato per una sfilza di maltrattamenti, violenze, minacce e aggressioni nei confronti della ex moglie . La misura cautelare in carcere è stata disposta dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina su richiesta della Procura dopo le indagini degli investigatori del commissariato di Aprilia che hanno fatto luce su “un sistema continuativo di violenze messo in atto dall’uomo, instaurando in famiglia un clima di terrore e profonda soggezione psicologica”.

Tra gli episodi accertati, emerge che, dopo la fine della convivenza, l’uomo si sarebbe ripetutamente appostato sotto l’abitazione della vittima e avrebbe installato senza consenso dispositivi di localizzazione GPS sull’autovettura della donna. Sono stati inoltre rilevati messaggi minatori inviati a persone a lei vicine e tentativi di ottenere tabulati telefonici falsificando la firma della vittima. Un episodio particolarmente grave è avvenuto lo scorso 13 agosto, quando la donna è stata aggredita presso la propria abitazione, circostanza che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Le indagini hanno incluso l’acquisizione di testimonianze, denunce, accertamenti tecnici e il sequestro di dispositivi elettronici, elementi che hanno portato all’emissione della misura cautelare da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Al momento dell’arresto,  inoltre gli agenti hanno trovato e sequestrato diversi oggetti ritenuti rilevanti ai fini dell’inchiesta: un dispositivo GPS nascosto all’interno di una cassettiera, presumibilmente utilizzato per il controllo degli spostamenti della vittima; un coltello serramanico occultato nel veicolo dell’indagato; un bastone di legno lungo un metro; ulteriori dispositivi tecnologici per il rilevamento e l’elusione di sistemi di controllo, tra cui un secondo dispositivo GPS e un kit per il rilevamento di liquidi biologici. Nell’autovettura dell’indagato sono stati trovati anche monili in oro, la cui proprietà è ancora in fase di accertamento e presso il locale commerciale a lui riferibile  sono stati inoltre sequestrati kit per l’effettuazione di analisi biologiche.

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CRONACA

Terracina, omicidio stradale di Federico Salvagni: acquisite le consulenze, processo rinviato al 23 ottobre

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È ripreso al Tribunale di Latina il processo a carico di Gioacchino Sacco, 50 anni, originario di Aquino e residente a Terracina, accusato dell’omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne di Latina investito nella notte del 15 agosto 2025 sulla ex provinciale per San Felice Circeo, a Terracina. Nel corso dell’udienza sono state acquisite le dichiarazioni rese agli investigatori dal fratello minorenne della vittima e da un amico presente quella sera, evitando così la loro testimonianza in aula. Acquisite anche le consulenze tecniche sulla dinamica dell’incidente, gli accertamenti medico-legali e l’analisi forense del cellulare dell’imputato. Sacco, soprannominato Jonathan, era stato arrestato il 16 agosto 2025. In occasione dell’interrogatorio di convalida aveva scelto di non rispondere, dopo aver dichiarato spontaneamente di non essere lui alla guida della Lancia Ypsilon coinvolta nell’incidente. Il giudice aveva convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta della difesa di concedere i domiciliari. La decisione è stata successivamente confermata dal Tribunale del Riesame di Roma e dalla Cassazione. Secondo quanto riportato nelle decisioni dei giudici, la misura cautelare è legata alla gravità della condotta contestata, alla fuga dopo l’investimento, al rischio di sottrazione alla giustizia e ai precedenti penali e alle violazioni stradali dell’uomo. Gli elementi raccolti avrebbero inoltre fatto ipotizzare una possibile alterazione al momento dell’incidente. La Cassazione ha ritenuto insufficienti anche gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono tredici le parti civili costituite nel procedimento, tra cui i familiari di Federico e l’associazione Familiari Vittime della Strada. Con l’ultima udienza si è conclusa l’escussione dei testimoni dell’accusa. Il processo è stato rinviato al 23 ottobre, quando saranno ascoltati i testimoni delle parti civili.

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Cisterna, disservizi WindTre: Codacons diffida la compagnia e chiede risarcimenti

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Interruzione dei servizi di telefonia fissa, mobile e internet a Cisterna di Latina: il Codacons interviene con una diffida a WindTre, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dagli utenti e il riconoscimento degli indennizzi previsti. A comunicarlo è il Codacons Latina, attraverso il presidente provinciale, l’avvocato Antonio Formiconi. Secondo quanto riferito dall’associazione, il disservizio si sarebbe verificato a partire dal 13 ottobre e sarebbe proseguito nei giorni successivi, coinvolgendo i residenti e le attività del territorio. Le conseguenze, sottolinea il Codacons, avrebbero riguardato cittadini impegnati nelle attività quotidiane, anziani e persone fragili, professionisti, negozi e attività di ristorazione, con possibili ripercussioni sia sulla vita privata sia sul lavoro. L’associazione ha quindi diffidato la compagnia telefonica, contestando le ricadute del disservizio e chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre agli indennizzi previsti dalle condizioni contrattuali e dalla Carta dei Servizi. Tra le richieste figurano anche lo storno o l’annullamento delle fatture relative ai servizi non fruiti, sia per le utenze domestiche sia per quelle aziendali. Il Codacons Latina si mette a disposizione degli utenti interessati per fornire assistenza e informazioni e valutare la possibilità di promuovere un’azione collettiva a tutela dei consumatori coinvolti.

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Monte San Biagio, i Carabinieri incontrano gli anziani per prevenire le truffe

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Prevenire le truffe ai danni delle persone più vulnerabili, in particolare degli anziani. È questo l’obiettivo dell’incontro informativo organizzato lunedì scorso dai Carabinieri della Stazione di Monte San Biagio nei locali del Centro Sociale Anziani APS “Mons. Giuseppe Di Fazio”. All’iniziativa, guidata dal comandante della Stazione, il maresciallo Giacomo Basso, hanno partecipato circa venti persone.
Durante l’incontro sono state illustrate le tecniche più utilizzate dai truffatori, a partire dalle telefonate di persone che si fingono appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati e inventano presunte emergenze giudiziarie che coinvolgerebbero familiari delle vittime. Un espediente utilizzato per generare paura e convincere le persone a consegnare denaro.
L’attenzione si è concentrata anche sui tentativi di accesso nelle abitazioni da parte di falsi incaricati di enti pubblici, banche o aziende che forniscono servizi come luce, gas e acqua. In alcuni casi, i malintenzionati cercano di ottenere pagamenti non dovuti o inducono le vittime a effettuare bonifici verso conti correnti riconducibili ai truffatori.
Ai partecipanti sono stati distribuiti materiali informativi con consigli pratici per riconoscere e prevenire i raggiri. I Carabinieri hanno ricordato l’importanza di non comunicare dati personali, credenziali bancarie e altre informazioni che potrebbero essere utilizzate per sottrarre denaro. L’iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione dell’Arma per rafforzare la prevenzione e la consapevolezza dei cittadini.

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