ATTUALITA'
Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori festeggiano 60 anni di vita: “Oggi è più difficile attrarre i giovani, ma vogliamo continuare la tradizione. Le donne sono bravissime”
CORI – Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori compiono 60 anni e festeggiano con tre eventi ai quali si aggiungeranno a fine anno anche un libro e un documentario. La bandiera, l’asta, la simbologia, gli allenamenti, i viaggi, la ribalta internazionale come alle olimpiadi di Seul, i valori condivisi, e ora, da qualche anno, l’arrivo delle Sbandieratrici che hanno portato una ventata di novità nel gruppo.
“Il nostro scopo oggi è quello di continuare a portare avanti questa tradizione nel tempo, coinvolgendo quanti più giovani è possibile”, spiega il presidente Angelo Pianelli che ha ripercorso con noi la storia dell’istituzione corese, guardando al futuro.
Sessant’anni, una data importante, ma a chi venne l’idea nel 1966?
Siamo nati da un’idea del professor Giovanni Pistilli che aveva già avuto delle esperienze con altri gruppi allora presenti in Italia, mise su questa squadra di giovanissimi all’epoca e iniziò a lavorarci sopra. Rispetto a quello che già esisteva furono fatte delle modifiche, soprattutto alla bandiera, perché venne ripensata con un drappo differente ma soprattutto con un’asta di legno che ha messo alla prova chi l’ha utilizzata perché, a differenza delle altre aste che hanno comunque un bilanciamento per cui quando viene lanciata la bandiera in qualsiasi modo ricade nella maniera giusta, la nostra asta invece ha bisogno di un utilizzo un po’ più tecnico. Bisogna saperla lanciare altrimenti torna giù in modo sbagliato.
Il vostro modello di asta riprende le tecniche antiche degli sbandieratori, quindi c’è un motivo per cui è stata fatta così?
Esatto, il motivo risale molto indietro nel tempo, all’epoca degli alfieri che utilizzavano la bandiera come metodo di comunicazione più che altro, questa è un po’ la storia. Dietro c’era tutto uno studio legato ai simboli, che poi nel nostro caso sono riferiti alle famiglie coresi e a tutto quello che c’è nella nostra città. E ai rioni, chiaramente.
Quanti siete?
Siamo tanti. La forza attiva conta circa 50 persone che sono quelle che vengono chiamate per le varie esibizioni che noi facciamo in ambito locale, nazionale e internazionale. Faccio un esempio: possiamo partecipare a una festa paesana, piuttosto che a una cerimonia, ci chiamano a volte anche per i matrimoni, oppure per andare a fare dei veri e propri spettacoli su palcoscenici internazionali. Abbiamo partecipato all’apertura dei giochi olimpici a Seoul nel 1988, abbiamo fatto diverse esibizioni negli Stati Uniti, in Asia, all’Expo a Tokyo, quindi insomma abbiamo fatto dei viaggi importanti.
A che età si comincia a sbandierare?
Si comincia più o meno intorno ai 14 anni, perché è l’età in cui il giovane inizia ad avere la struttura adatta per poter maneggiare soprattutto la bandiera, che è quella un po’ più complicata, mentre il tamburo e la chiarina sono un po’ più semplici, però diciamo più o meno l’età è quella lì.
E che tipo di allenamento fate?
Noi facciamo un allenamento due volte a settimana, che dura mediamente un paio d’ore; i vari settori si suddividono, quindi ci sono i tamburi che si allenano per conto loro, le chiarine, gli sbandieratori, e alla fine, nella parte finale delle due ore, ci si assembla e si provano i vari spettacoli. Noi abbiamo tra le cose particolari una squadra di acrobati, che fanno lo spettacolo utilizzando la bandiera, inserendo delle evoluzioni acrobatiche, è una cosa abbastanza unica.
In qualche modo è anche uno sport per i giovani del paese?
Assolutamente sì, soprattutto, ripeto, per chi decide di utilizzare la bandiera, c’è bisogno comunque un minimo di preparazione, un minimo di struttura fisica, perché reggere 20-25 minuti e anche delle sfilate, che durano a volte anche chilometri, non è sicuramente cosa semplice, soprattutto se pensiamo all’estate, alle alte temperature, con dei costumi che sono comunque pesanti.
E da qualche anno ci sono anche le donne
Sì esatto, nel 2022 abbiamo deciso, dopo tutta una serie di valutazioni, ma comunque noi eravamo assolutamente propensi a inserire la figura femminile all’interno del gruppo. Oggi abbiamo una squadra abbastanza folta, dove ognuna sta ricoprendo un ruolo, quindi abbiamo donne che suonano il tamburo, che suonano le chiarine, e anche donne sbandieratrici, tra l’altro molto brave.
Come festeggerete i primi Sessanta?
La festa di quest’anno è stata pensata per fare più eventi durante l’anno. Abbiamo suddiviso in tre blocchi i nostri 60 anni, quindi tre ventenni. Iniziamo sabato a Cori, in occasione della festa della Madonna del Soccorso, dove inaugureremo una mostra e ci sarà un’esibizione degli allora giovani, che faranno uno spettacolo di un quarto d’ora. Poi ci sarà un altro appuntamento a luglio, e lo faremo nel piazzale della Chiesa di Sant’Oliva, dove c’è il museo, ci sarà anche una visita guidata, e anche lì ci sarà un’altra mostra del secondo ventennio, e poi ce ne sarà un’altra d’ottobre a Palazzo Riozzi, che è un palazzo storico che si trova nella parte bassa del paese, anche lì ci sarà una mostra e l’esibizione di quelli che sono gli attuali protagonisti del gruppo.
Un’ultima cosa, naturalmente queste esibizioni sono aperte al pubblico, anche non corese?
Assolutamente sì, anzi noi speriamo che più di qualcuno venga a vederci, che qualcuno possa interessarsi al nostro gruppo, alla nostra associazione, perché comunque ci stiamo accorgendo che in quest’epoca i giovani sono distratti da tante altre cose e diventa sempre più difficile coinvolgerli in una realtà del genere. Chi si avvicina difficilmente va via, ma la difficoltà è proprio farli avvicinare. Per questo cerchiamo di mettere in campo più iniziative possibili attraverso le scuole, attraverso anche il passaparola, le amicizie, perché comunque il nostro scopo è quello di portare avanti il più possibile questa tradizione, questo senso di appartenenza, anche dei valori che poi si creano all’interno del gruppo: l’amicizia, il rispetto, l’educazione, la disciplina.
Ecco questo è quello che cerchiamo di fare.
ATTUALITA'
San Felice Circeo, completato il primo stralcio dei lavori di riqualificazione di Torre Olevola
SAN FELICE CIRCEO – E’ stato completato il primo stralcio dei lavori di riqualificazione di Torre Olevola, la storica torre costiera che ospiterà il Museo Multimediale delle Torri Costiere del Lazio. Acquistato dal Comune di San Felice Circeo, l’edificio è inserito tra le Dimore Storiche del Lazio.
“L’intervento ha avuto come obiettivo principale la salvaguardia e la messa in sicurezza dell’intero manufatto, arrestando il degrado che negli anni aveva interessato la struttura e prevenendo possibili cedimenti e distacchi di materiale – spiega in una nota il Comune – . I lavori hanno riguardato il recupero del solaio di copertura, con il ripristino del massetto e della pavimentazione, la realizzazione di un nuovo sistema di impermeabilizzazione e coibentazione e il restauro delle strutture sommitali della torre. Prima dell’avvio delle opere è stata eseguita un’importante attività di rimozione dei materiali deteriorati, dei detriti accumulatisi nel tempo, della vegetazione infestante e del basamento in calcestruzzo armato realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale per l’installazione di un piccolo cannone. Sono stati inoltre restaurati il parapetto in laterizio e intonaco e il torrino di guardia, mentre sono stati installati nuovi parapetti per garantire la piena sicurezza del monumento”.
Tra le scoperte, durante il restauro, anche l’antico sistema di scolo delle acque meteoriche, realizzato in pietra e rimasto nascosto per decenni sotto le superfetazioni moderne. “L’elemento è stato accuratamente restaurato e riportato alla sua funzione originaria, restituendo alla torre un’importante testimonianza della sua configurazione storica”, secondo il progetto curato dall’architetto Luca Calselli, che ha anche diretto i lavori dell’impresa Caporini Costruzioni, in stretta collaborazione con il Responsabile del Progetto e con il funzionario delegato del Ministero della Cultura.
«Con il completamento di questo primo intervento – dichiara la sindaca Monia Di Cosimo – restituiamo dignità e sicurezza a un monumento che rappresenta un tassello fondamentale della storia del nostro territorio. Torre Olevola non è soltanto un bene architettonico di grande valore, ma un luogo identitario che racconta secoli di storia del Circeo e dell’intera costa laziale. Il nostro obiettivo è quello di restituirlo ai cittadini e ai visitatori come spazio di cultura, conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico, attraverso la realizzazione del Museo Multimediale delle Torri Costiere del Lazio. Ringrazio la Regione Lazio per aver creduto in questo progetto e tutti i professionisti che, con competenza e passione, hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo.»
L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico per la valorizzazione delle Dimore e dei Giardini Storici, previsto dalla Legge Regionale 20 giugno 2016, n. 8, promosso dalla Direzione Regionale Cultura e Lazio Creativo – Area Valorizzazione del Patrimonio Culturale (Atto n. G13435 del 12 ottobre 2023).
ATTUALITA'
Latina, bus fermi per due giorni, a piedi anche i pazienti oncologici: li salva un’associazione
LATINA – Il blocco dei bus attuato improvvisamente dagli autisti del servizio di trasporto pubblico locale di Latina lunedì 3 e martedì 4 agosto al culmine di una vertenza con l’azienda Csc Mobilità (che ha trovato una soluzione nella serata di ieri), ha lasciato a piedi anche i pazienti oncologici arrivati dai vari centri della provincia per le terapie al Goretti. A salvarne letteralmente un piccolo gruppo è stato il presidente dell’Associazione di promozione sociale di Latina Ringrazio Prego Dono, Paolo Manfrè che ha ricevuto la chiamata di una donna ferma a Latina Scalo e ha deciso di raccogliere la sua richiesta.
Manfrè ha interrotto le sue attività, è salito sul pulmino dell’associazione e si è diretto alla stazione dove ha trovato non solo la donna con cui aveva parlato poco prima attraverso la Caritas, ma anche altri pazienti che necessitavano del trasporto in ospedale. “C é qualcuno che deve andare in Ospedale?”, ha domandato. Il sì è arrivato da un gruppo di persone che erano radunate alla fermata.
“Ho chiesto a tutti i presenti nel Pulmino, di fare almeno una foto per testimonianza e per dire ai vari Comuni di svegliarsi – scrive in un post sui social Manfrè – Almeno per le Persone che vengono da fuori, fate un servizio gratuito per l’ospedale”.
ATTUALITA'
Il Comune di Latina assume 22 assistenti sociali, lavoreranno in tutto il distretto Lt2
(interviste a cura di Elisabetta De Falco)
LATINA – Grazie al Fondo Nazionale Povertà, arrivano a Latina 22 nuovi assistenti sociali che, come prevede la legge, opereranno al servizio del capoluogo e dell’intero distretto socio-sanitario Lt2, che comprende anche i comuni di Pontinia, Sabaudia, Sermoneta e Norma.
L’assunzione delle 22 professioniste (sono tutte donne) è avvenuta con concorso finanziato con le risorse statali in aggiunta ai 14 assistenti sociali operativi nel territorio del distretto. Cinque delle nuovi assistenti sociali sono state assegnate all’area Famiglia e minori, quattro nell’area Disabilità e non autosufficienza anziani, tre nell’area Povertà ed esclusione sociale, tre all’Ufficio di Piano, due nella Uoc Disabilità e non autosufficienza, una alla Uoc Servizi emergenza, due alla Uoc Immigrazione ed emergenze e una al Punto unico di accesso.
“Voi siete il volto umano delle istituzioni. Il ruolo dell’assistente sociale è complesso, delicato e di fondamentale importanza civica. Sarete il primo punto di contatto, l’ancora di salvezza e il punto di riferimento per tante famiglie, anziani, giovani e persone che attraversano momenti di fragilità ed emergenza sociale. Con il vostro ingresso andiamo a rinforzare la rete di protezione e di solidarietà in tutta Latina e nel distretto socio-sanitario. Avete superato una selezione rigorosa e impegnativa; ora quelle qualità le metterete al servizio della nostra comunità. Vi auguro di cuore buon lavoro e un sereno inizio di questo nuovo cammino professionale”, ha detto la sindaca Celentano parlando di un traguardo storico raggiunto grazie all’impegno degli uffici.
“L’immissione in ruolo delle 22 nuove funzionare – ha dichiarato l’assessore Chiarato – rappresenta un traguardo fondamentale per la macchina amministrativa dell’Ente. Un risultato raggiunto grazie ad un costante supporto amministrativo e organizzativo da parte del Dipartimento Personale, che ha gestito una procedura concorsuale complessa per garantire trasparenza, efficienza e la copertura di posti strategici per la nostra comunità. Diamo forza alla pianta organica e offriamo stabilità a 22 professionisti di alto livello.”
“Accolgo oggi con profondo senso di responsabilità questo importante patrimonio di competenze – ha affermato l’assessore Galardo – L’ingresso delle nuove assistenti sociali ci permetterà di strutturare ed erogare i servizi sociali del futuro in modo capillare e tempestivo, rispondendo con maggiore efficacia ai bisogni e alle fragilità del nostro territorio e rafforzando l’integrazione con i comuni del distretto socio-sanitario.”
“Aver custodito e guidato con dedizione la delega ai servizi sociali fino allo scorso marzo – ha affermato infine l’assessore Nasso – mi rende oggi particolarmente orgoglioso. Abbiamo lavorato duramente per porre le basi, avviare e sviluppare questo importante percorso concorsuale. Vedere oggi queste 22 professioniste prendere servizio è la dimostrazione che il lavoro programmato porta a risultati concreti per il bene della nostra comunità”.
Alla cerimonia di benvenuto hanno partecipato anche Nicola Catani, presidente della commissione consiliare Welfare, la dirigente del Dipartimento Affari generali e personale, dottoressa Manuela Zuffranieri, con la funzionaria Alessandra Melito, la dottoressa Flora Viola, caposervizio Ufficio di piano distrettuale, e la dottoressa Roberta Berrè, caposervizio Politiche sociali, entrambe del Dipartimento Welfare.
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