CRONACA
Traffico e produzione di droga, altri tre arresti a Aprilia, Anzio e Sant’Elpidio a Mare
APRILIA – C’è un seguito all’operazione che il 18 maggio scorso ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari. Nella giornata di ieri, a Aprilia, Anzio e Sant’Elpidio a Mare, i Carabinieri del Reparto Territoriale Carabinieri di Aprilia, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di 3 persone, gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, dei reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione di arma da guerra. Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’interrogatorio preventivo reso dagli indagati alla fine dello scorso mese di maggio. Il gruppo è accusato di aver gestito il traffico e in qualche caso anche la produzione di droga che era destinata ad essere venduta in varie regioni italiane.
Più in particolare, l’indagine dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, condotta dal febbraio 2021 al dicembre 2022 e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, nata dall’inchiesta Assedio che aveva portato allo scioglimento del Comune di Aprilia, ha smantellato un gruppo criminale dedito alla produzione, importazione – anche attraverso canali di rifornimento internazionali localizzati in Belgio – e alla commercializzazione di sostanza stupefacente nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia, sfruttando per la propria attività anche i contatti con una figura criminale contigua alla ‘ndrangheta e in particolare organica alla cosca Morabito di Africo. Nell’ambito dell’attività di monitoraggio, era stato possibile evidenziare l’approvvigionamento verso le piazze di spaccio localizzate nelle sopracitate province di oltre 7 kg. di cocaina, 50 kg. di hashish e 35 kg. di marijuana. Nel corso delle investigazioni, sono stati arrestati, in flagranza di reato, cinque soggetti per la detenzione complessiva di circa 2 kg. di cocaina.
Le indagini hanno permesso di accertare – spiega una nota dell’Arma – la disponibilità da parte dei componenti del citato gruppo criminale di un ingente quantitativo di armi, tra cui un fucile mitragliatore, da loro utilizzate per minacciare e intimorire gli acquirenti inadempienti, tra cui anche il titolare di un ristorante di Aprilia, così come di rilevare la riconducibilità in capo al sodalizio, di una società di autonoleggio di Aprilia, le cui autovetture venivano utilizzate esclusivamente per la commercializzazione della sostanza stupefacente, nonché l’attività criminale svolta da un dipendente del Ministero dell’Istruzione, che avrebbe offerto il proprio supporto tecnico per garantire la perfetta riuscita del processo di coltivazione e produzione della marijuana in serra.
CRONACA
Una pistola cal 45 e munizioni nel bagagliaio: arrestato un 45enne di Aprilia
LATINA – Fermato sulla statale 148 Pontina mentre si trovava alla guida di un’utilitaria, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Latina per porto abusivo di arma clandestina e munizioni.
L’arma era all’interno di una busta nel portabagagli dell’auto fermata durante un servizio di controllo del territorio. Si tratta di una pistola calibro 45, con matricola non leggibile, munita di serbatoio contenente 7 cartucce, e una scatola con all’interno ulteriori 6 munizioni dello stesso calibro. Nei prossimi giorni sarà sottoposta agli accertamenti balistici disposti dalla Procura della Repubblica di Latina. L’uomo, invece, già noto alle forze dell’ordine, si trova ora nel carcere di Via Aspromonte.
CRONACA
Arrestato per atti persecutori e rapina nei confronti della ex, nascondeva anche quattro etti di cocaina
APRILIA – Arrestato per atti persecutori e rapina, durante l’esecuzione della misura da parte della Polizia di Stato, spunta anche un ingente quantitativo di droga: oltre quattro etti di cocaina. I fatti ad Aprilia quando gli agenti del Commissariato sono entrati in un condominio per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un giovane per i reati di atti persecutori e rapina ai danni dell’ex compagna, ma, proprio mentre procedevano all’arresto, hanno notato alcuni dettagli che hanno insospettito gli investigatori: in un appartamento contiguo sullo stesso pianerottolo era presente infatti un secondo uomo che custodiva un carico di stupefacenti per conto dello stesso arrestato.
Fatta scattare la perquisizione d’urgenza all’interno del locale, gli agenti hanno scoperto, all’interno di un armadio della camera da letto, oltre 424 grammi di cocaina già suddivisi in quattro involucri messi sottovuoto. Oltre alla sostanza sono stati rinvenuti un bilancino di precisione, nastro isolante e buste in plastica pronti per il confezionamento delle dosi, oltre allo smartphone dell’occupante. Su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, anche il secondo uomo è stato tratto in arresto in quanto indiziato del reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Molto gravi i motivi dell’ordine di carcerazione nei confronti del 29enne che si era reso protagonista di un’escalation di minacce e condotte aggressive nei confronti della ex compagna. Le indagini condotte dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Aprilia hanno permesso di ricostruire una reiterata e opprimente condotta persecutoria, caratterizzata da continue aggressioni verbali e fisiche, sfociate anche in minacce di morte e danneggiamenti. Tra gli episodi ci sarebbero, violente liti scoppiate in luoghi pubblici, condotte di guida pericolose volte a provocare incidenti mentre la donna era alla guida e gravissime intimidazioni espresse anche attraverso messaggi vocali e per interposta persona. IL ragazzo si era anche reso protagonista di una rapina commessa dopo un litigio avvenuto sotto l’abitazione della vittima, quando le aveva sottratto con la forza la borsa e il cellulare usando violenza fisica contro la donna prima di fuggire.
La misura è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura della Repubblica
CRONACA
Scomunicato l’ex parroco di Borgo San Michele e Sermoneta, Don Leonardo Pompei e i fedeli che lo hanno seguito nello scisma
LATINA – E’ stato scomunicato il sacerdote Don Leonardo Pompei, per aver commesso il delitto di scisma. Il presbitero era stato sottoposto a un processo penale extragiudiziale, condotto dalla Diocesi di Latina, su mandato del Dicastero per la Dottrina della Fede, concluso a maggio scorso con il decreto di condanna in contumacia. Lo comunica il vescovo Mariano Crociata sottolineando che “incorrono nella scomunica latae sententiae anche «coloro che partecipando alle celebrazioni del reo intendano manifestare il loro rifiuto di sottomissione al Romano Pontefice e/o di comunione con i membri della Chiesa a Lui soggetti». In questo senso si è espresso il Dicastero per la Dottrina della Fede richiamando il Codice di Diritto Canonico. Il Vescovo raccomanda al clero di fornire tutte le necessarie informazioni ai fedeli su questa vicenda, che – si legge in una nota – ha addolorato tutta la Diocesi.
Già parroco di borgo San Michele e poi a Sermoneta ad agosto 2025, Don Pompei, “dopo un periodo di confronto con il vescovo Crociata, comunicava le dimissioni da Parroco di S. Maria Assunta in Sermoneta, e inoltre di non sentirsi più in comunione con il Vescovo Diocesano e nemmeno con il Papa e con tutti i Vescovi della Chiesa cattolica, come pure di non voler più celebrare la messa secondo la liturgia del Concilio Vaticano II. Queste prese di posizione sono state espresse poi anche pubblicamente in interventi online, tra cui quello del 3 settembre 2025 trasmesso in diretta sulla piattaforma social YouTube, che Don Pompei convocava aprendolo a chiunque fosse in grado di connettersi da remoto”. Di qui le conseguenze.
Crociata aveva imposto al presbitero ” sotto pena di sospensione, di non convocare alcun incontro o assemblea parrocchiale con i fedeli della parrocchia di S. Maria Assunta in Cielo in Sermoneta, e di sospendere qualunque tipo di attività sui social media”. Con tale comportamento, il Rev. Don Leonardo Pompei «è venuto meno – spiega la Diocesi – in forma positiva e pubblica all’obbligo di obbedienza al suo Ordinario», incorrendo ipso facto nella sospensione dal ministero presbiterale. Ad essa ha fatto seguito inevitabilmente la scomunica.
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