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“Dopati per lavorare come schiavi”, il dossier di In Migrazione illustrato a Latina

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marco omizzolo

Il ricercatore Marco Omizzolo

LATINA – “Doparsi per lavorare come schiavi”: è la nuova frontiera dello sfruttamento in agricoltura in provincia di Latina. Siamo a Sabaudia, a San Felice Circeo, a pochi chilometri da Roma, nei campi che sono la faccia oscura delle località balneari più famose e in voga della Riviera D’Ulisse. Lo denuncia il dossier di In Migrazione presentato oggi a Latina nella sede della Casa del Volontariato.

“Per vincere la fatica comincia a diffondersi tra gli indiani della comunità sikh l’uso di oppiacei e metanfetamine”, spiega il Presidente di In Migrazione Simone Andreotti. Cancellano il dolore e consentono di resistere ai turni massacranti imposti dal “padrone”: sette giorni su sette, 15 ore al giorno per una paga da miseria, di 3-4 euro al giorno. “E qualche volta si lavora anche gratis per ripagare il permesso di soggiorno”, spiega il ricercatore Marco Omizzolo, sikh di adozione si potrebbe dire, già autore di altri studi sul sistema schiavistico che si va radicando in terra pontina.

“Io e amici qualche volta prendiamo sostanze per lavorare – racconta Singh – Io so che non è giusto, ma senza sostanza io  mattina no lavoro e faccio troppa fatica. Se io no lavoro, padrone non paga me e io come faccio vivere mia famiglia. Come pago affitto di casa? Io uomo di carne no di ferro”.

“E’ per questo che prima di andare al lavoro, o quando la fatica si fa sentire prendono i semi di papavero o sciolgono la sostanza nel loro the finendo poi per essere emarginati dalla loro stessa comunità che per religione rifiuta le droghe”. ASCOLTA MARCO OMIZZOLO

marco omizzolo doping

simone andreottiIL MERCATO DEL DOPING – Il mercato del doping è saldamente in mano a italiani senza scrupoli che si servono di indiani per la vendita al dettaglio. Accanto al lavoro di repressione svolto dalle forze dell’ordine che hanno arrestato alcuni sikh e sequestrato oppiacei, emerge la necessità dell’aumento dei controlli sulle condizioni di lavoro e un nuovo progetto per questo territorio”, dice il presidente di  In Migrazione Simone Andreotti. Occorre una risposta immediata della politica e delle istituzioni. ASCOLTA

 andreotti doping

I DATI – Secondo la Flai Cgil la comunità sikh arriva a contare ufficialmente 12mila persone, ma il numero complessivo più realistico è di 30mila. Il contributo della manodopera indiana è indispensabile  per l’agricoltura pontina, il 90% è infatti straniera e più precisamente del Punjab. I braccianti vengono pagati 3,5 euro contro gli 8 delle tabelle contrattuali, lavorano in qualsiasi condizione metereologica, tutti i giorni e  senza pause. Pagano inoltre esosi affitti in nero, vivendo in appartamenti sovraffollati. Un dato su tutti fa pensare: “In agricoltura, a fronte di un esercito di bracciati (8800 sono le  aziende agricole e florovivaistiche presenti) che produce il 16% del Pil provinciale, quelli davvero in regola si contano sulle dita di due mani- sottolinea Giovani Gioia segretario provinciale della Flai Cgil- Inoltre, a fronte di questi numeri,  contiamo zero infortuni sul lavoro che, con una mole di braccianti del genere, può solo significare che gli incidenti non vengono denunciati”.

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ATTUALITA'

In funzione la nuova paratoia sul Fiume Sisto, il Consorzio di Bonifica: “Qui colture d’eccellenza, opera fondamentale per l’irrigazione del comprensorio”

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LATINA – E’ stata inaugurata questa mattina dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest la nuova paratoia principale di sbarramento del Fiume Sisto, in località Crocetta, nel Comune di Terracina. La componente meccanica di quella precedente era stata infatti fortemente danneggiata dal maltempo di dicembre, con la conseguenza che in questi mesi è stato impossibile modulare i livelli idrici con elevato rischio per il comprensorio agricolo della zona, uno dei più importanti.

“La struttura messa in funzione questa mattina  è lunga 13 metri e alta 3 metri, con travi in acciaio e specifici trattamenti protettivi per garantire la durabilità anche in ambienti marini”, è stato spiegato. Con il direttore generale Natalino Corbo e il presidente del Consorzio di Bonifica Lino Conti, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini,  il direttore generale di Anbi Lazio Andrea Renna, il presidente della commissione regionale attività produttive, Vittorio Sambucci e il sindaco di Terracina Francesco Giannetti.

Corbo – che ha seguito il progetto anche dal punto di vista tecnico –  ha spiegato che la paratoia “è fondamentale per l’irrigazione di tutto il comprensorio, perché consente di innalzare il livello del corso d’acqua e garantire la presa di tutte le aziende”. Il direttore del Consorzio ha anche rivolto un ringraziamento particolare alle squadre che hanno lavorato con temperature proibitive per raggiungere il risultato di oggi.

Il presidente Conti ha parlato di “un’opera strategica” per garantire sicurezza e acqua a un territorio a forte vocazione agricola con colture d’eccellenza. “Per garantire la continuità del servizio irriguo e tutelare una delle aree agricole più produttive del Lazio, – dichiara – il Consorzio di Bonifica ha avviato misure urgenti e indifferibili, che gli eventi imprevedibili e calamitosi, come quello registrato a dicembre, impongono di eseguire affidando i lavori ad un’impresa specializzata e richiedendo, contestualmente, un finanziamento per il ripristino dell’opera idraulica danneggiata. Abbiamo programmato i lavori – continua Conti – in modo da limitare al massimo i disagi durante la stagione irrigua, senza interrompere l’erogazione dell’acqua alle aziende agricole. Anche perché, ricordo, che l’area servita comprende produzioni agricole specializzate e di pregio, con numerose colture DOP, IGP, di agricoltura biologica (principalmente ortofrutticola, vivaistica e casearia) e della filiera della IV gamma”.

L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio (con la Determinazione n. G07348 del 28 maggio 2026): “Continuiamo a sostenere – ha detto l’assessore Righini – convintamente le tante iniziative dei Consorzi di bonifica. Il fiume Sisto è un riferimento assoluto per l’irrigazione dell’agro pontino. Questo intervento realizzato in pochissime settimane dà l’idea di quanto siano efficienti i nostri consorzi di bonifica che continuano ad essere un’autentica eccellenza  nella conservazione del territorio, nell’approvvigionamento idrico delle aziende agricole e continuano quindi a produrre, a metterci nelle condizioni di guardare con ottimismo al futuro. Siamo evidentemente in un’epoca di cambiamenti climatici, nonostante il caldo torrido di questa estate del 2026, le nostre aziende agricole non hanno sofferto particolarmente proprio grazie agli investimenti che abbiamo avviato già da tre anni e che portano il Lazio ad essere una delle regioni più efficienti e efficaci da questo punto di vista”. 

Al Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest anche il plauso del consigliere regionale Vittorio Sambucci

Soddisfatto il sindaco di Terracina Francesco Giannetti: “Il 23 dicembre  – ha detto – eravamo qui, temendo il peggio, oggi guardiamo con soddisfazione a questo risultato”

 

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ATTUALITA'

Damme Du Lame e Levate: Kikò Nalli si racconta dalla Sabaudia degli anni ’70 alla carriera internazionale

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Dalla Sabaudia degli anni ’70 ai palcoscenici internazionali dell’hairstyling, passando per Milano, Roma e New York. Quella di Kikò Nalli è una storia fatta di talento, sacrifici, cadute e ripartenze, ma soprattutto di una continua voglia di mettersi alla prova. L’hairstylist ha scelto di raccontare il suo percorso in Damme du lame e levate, il libro edito da Lab DFG, già ai vertici delle classifiche tra le novità più vendute su Amazon. Un racconto che parte dalle sue radici, da quella Sabaudia che è rimasta una presenza importante nella sua vita, e arriva alla costruzione di un’identità professionale e artistica riconosciuta anche a livello internazionale.

Su Radio Immagine abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del libro, della sua terra, del suo percorso e, soprattutto, di quello che sta costruendo oggi:

 

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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”

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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).

“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo  “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra  sogno, illusione e realtà.

Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.

“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.

Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie  – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.

Info e prenotazioni 3925407500

https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra

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