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“Bees Make Love To Flowers” di Roberto Ventimiglia

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Azzerare, ripartire da sé stessi, con sé stessi e per sé stessi, l’ambiente domestico ed il concetto di rapporto come ‘branco’ o ‘alveare’: queste le coordinate materiali ed estetiche dell’ a proprio nome di , musicista laziale già attivo tra indie rock e classica<Registrato autonomamente in casa in economia di forze e mezzi, ma ideato e scritto nel periodo tra maggio e settembre 2017 tra la provincia pontina (Aprilia, Latina), la città di Torino e la dimensione metropolitana britannica (Londra, UK), l’EP Bees Make Love to Flowers raccoglie sei bozzetti acustici alternando registri emotivi tra delusione e consolazione, sentimenti più o meno corrisposti, ragionamento a voce alta e passione platonica: una costante ricerca della dimensione a due che ha il proprio riflesso nell’elezione della lingua inglese a primo mezzo espressivo accanto all’italiano di tutti i giorni, oltre che della chitarra acustica come unico sostegno alla voce. La sostanziale concisione di forme e durate – metafora del biglietto scritto di getto – è un contrappunto alla scelta delle api come simbolo di amore e cura infaticabili, ritratte nel loro spavento per i tosaerba degli umani e tuttavia sempre rischiosamente innamorate dei fiori (“frightened by lawn mowers, but still in love with flowers”, come recita la title track). La miope aspirazione ad un sentimento ‘grande’ che rischia di mettere in ombra dettagli solo in apparenza più minuti è una delle prime preoccupazioni dei testi, riassunta nella figura di chi rinuncia a recidere un fiore per rispettarne l’importanza agli occhi del piccolo insetto (“true lovers use no mowers, ‘cause bees make love to flowers”, dal brano già citato).

L’attitudine della proposta è omaggio a simboli e vicende di certo minimalismo tendente al lo-fi proprio della lunga e varia tradizione dell’incisione domestica, dal Bruce Springsteen di Nebraska al primo Elliott Smith, dalle stanze d’albergo occasionalmente adibite a studio da John Lennon o Jackson Browne ai tapes di Dylan & The Band e oltre, chitarra alla mano e urgenza di comunicare, dove si può, come si può…

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Latina, l’allarme della Facoltà di Medicina suona da 24 ore e nessuno lo stacca

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LATINA – Un quartiere di Latina è stato “ostaggio” per un’intera giornata, quella di sabato 1° agosto, e la situazione prosegue anche oggi, della sirena dell’allarme della facoltà di Medicina. Il fastidioso suono è cominciato intorno alle 11 della mattina ed è rimasto attivo per tutta la notte, senza sosta. Siamo in Corso della Repubblica, nel pieno centro di Latina, in una zona abita, alle spalle di Piazza Roma, ma nessuno dei residenti è riuscito a ottenere aiuto, né esiste, evidentemente, un sistema di controllo da parte del Polo Pontino della Sapienza che all’interno dell’edificio ha aule e laboratori.

Un gruppo di residenti preoccupato dall’insistenza dell’allarme, posizionato sulla facciata che si trova su Via Lago Ascianghi, la parte dell’edificio di recente ristrutturata, ha dichiarato di aver segnalato la situazione alle forze dell’ordine e in particolare ai vigili del fuoco, temendo inizialmente che si trattasse di un dispositivo antincendio, ma quando si è appurato che non c’erano fiamme all’interno della sede universitaria, l’allarme ha continuato a suonare e questa mattina la situazione è identica.

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In Parco Falcone e Borsellino la serata-ricordo per Antonio Pennacchi: “E’ luogo-simbolo della città più volte raccontato nelle sue opere”

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LATINA – Si terrà questa sera in Parco Falcone e Borsellino l’appuntamento dedicato alla memoria di Antonio Pennacchi. A cinque anni dalla scomparsa dello scrittore di Latina, Premio Strega con Canale Mussolini, sabato 1° agosto, alle ore 20, sarà in scena la terza edizione di “Ricordando Antonio Pennacchi”, iniziativa dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi co-organizzata con il Comune di Latina.

“La scelta del Parco Falcone e Borsellino, gli storici “Giardinetti”, non è casuale –  spiegano gli Amici di Antonio Pennacchi –  Si tratta infatti di uno dei luoghi simbolo della città più volte raccontato nelle opere di Pennacchi e che entrerà a far parte del percorso di letture dedicato alla sua produzione” e  “questa edizione nasce dal desiderio di riportare le parole di Antonio in uno dei luoghi della città che la sua scrittura ha attraversato. I Giardinetti non saranno soltanto lo scenario della serata, ma parte integrante del racconto di una Latina che Pennacchi ha saputo trasformare in letteratura”.

Ne abbiamo parlato con Graziano Lanzidei, membro dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi che, con Massimiliano Lanzidei, ha scelto i brani che saranno letti e interpretati da Clemente Pernarella e Melania Maccaferri, tratti da Camerata Neandertal, Il fasciocomunista, Canale Mussolini – Parte seconda, Il delitto di Agora e da alcuni articoli pubblicati sulla rivista Limes.

“Vivremo in un luogo letterario, poche città hanno questa fortuna”, sottolinea Lanzidei

Nel corso della serata interverranno studiosi, giornalisti, scrittori e registi che approfondiranno il rapporto tra Pennacchi, Latina e la letteratura contemporanea. Tra gli ospiti Paolo Rigo, Maria Antonietta Garullo, Tonj Ortoleva, Pietro Antonelli, Antonia Liguori, Dino Del Giudice, Gianfranco Pannone, Renato Chiocca ed Emanuele Sciarretta, sceneggiatore della graphic novel 7Crimini. Previsti inoltre collegamenti video con il direttore di Limes Lucio Caracciolo, Carlo Carabba e Katja Centomo.

«Ricordare Antonio Pennacchi significa celebrare un’anima profonda, vulcanica e irripetibile della nostra città – afferma la prima cittadina –. Antonio non ha solo raccontato Latina: l’ha scolpita nella letteratura nazionale, donandole una voce originale, fiera e autentica».

La serata sarà aperta dal saluto istituzionale della sindaca Matilde Celentano. A condurre l’incontro sarà Daniela Novelli.

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Il Questore Fausto Vinci lascia Latina, nuovo incarico al Dipartimento della Pubblica Sicurezza

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Cambio ai vertici della Questura di Latina. Il questore Fausto Vinci lascia il capoluogo pontino dopo poco più di due anni per assumere un nuovo incarico a Roma all’interno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. La decisione è stata formalizzata nell’ambito del consueto piano di avvicendamenti disposto dal Ministero dell’Interno. Vinci sarà il nuovo direttore dell’Ufficio I della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, struttura che si occupa dell’analisi delle situazioni rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Ieri sera il saluto a istituzioni e amici in un momento conviviale presso il Fogliano New Life a Latina. Al microfono di Roberta Sottoriva, ha raccontato cosa si porta dietro del periodo vissuto nel capoluogo pontino:

Insediatosi a Latina il 29 maggio 2024, dopo l’esperienza alla guida della Questura di Viterbo, Vinci conclude così il suo mandato nel territorio pontino.

Durante la permanenza a Latina ha seguito l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio, con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte ai fenomeni di criminalità, coordinando inoltre attività di prevenzione, controlli amministrativi, operazioni contro lo spaccio di stupefacenti e iniziative di contrasto all’immigrazione irregolare. Resta ora da conoscere il nome del dirigente che sarà chiamato a guidare la Questura di Latina.

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