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Sicurezza sismica dei monumenti, convegno dei geologi al Castello di Sermoneta

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SERMONETA –  Preservare i monumenti dal rischio sismico. Se ne parlerà domani sabato 13 aprile a partire dalle 9, nella Sala del Cardinale del Castello Caetani di Sermoneta. Un evento voluto dagli ordini degli architetti, degli ingegneri e dei geologi, che si sono dati appuntamento a Sermoneta proprio per fare il punto sul tema che riguarda direttamente il patrimonio della Fondazione Caetani, proprietaria del castello e delle rovine di Ninfa, e che ha dato il suo patrocinio.

“Il tema della salvaguardia del patrimonio costituito dagli edifici storici e monumentali – afferma il vice presidente Massimo Amodio – rappresenta per la Fondazione Roffredo Caetani un argomento di straordinaria importanza. Soprattutto in questo periodo è importante che i tecnici che lavorano nel settore abbiano continue possibilità di aggiornarsi sul tema del rischio sismico, argomento purtroppo di grande attualità in Italia e che anche su questi territori va approfondito. Per questo motivo la Fondazione Roffredo Caetani ha voluto patrocinare l’iniziativa e ospitarla in uno dei simboli della nostra provincia e della regione Lazio. Tutelare il patrimonio storico, monumentale e ambientale – conclude Amodio – è il principale impegno della Fondazione e non potevamo non essere al fianco degli ordini professionali in una iniziativa qualificante e di alto livello”.

IL PROGRAMMA – Sicurezza sismica, classificazione dei territori anche rispetto ai fenomeni degli ultimi anni, conservazione e tutela del patrimonio storico e monumentale proprio in relazione alla problematica derivante dal rischio sismico. Questi alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso del convegno Il programma prevede gli interventi di Massimo Amodio, Geologo e vice presidente della Fondazione Roffredo Caetani (che coordinerà i lavori), dell’architetto Francesco Paolo D’Erme, dell’ingegner Giovanni Andrea Pol e del geologo Roberto Troncarelli, tutti in rappresentanza degli ordini professionali.

Dopo i saluti iniziali sono previsti gli interventi di Alessandro Amato, geologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che parlerà dei “Terremoti in Italia e nel Lazio. Dove, come, perché”; Antonio Colombi, geologo dell’Agenzia Regionale Protezione Civile che affronterà il tema “Evoluzione della Normativa Sismica e della Classificazione Sismica: la storia di Italia dal 1900 a oggi attraverso i terremoti”; Pierluigi Friello e Francesco Aucone, entrambe geologi che affronteranno il tema relativo alle “Metodologie integrate di indagine a supporto dello studio di vulnerabilità sismica di edifici di pregio”; Elisabetta Casoni, architetto, che parlerà de “Il ruolo dell’architetto e la vulnerabilità sismica del patrimonio artistico”; Fabio Russo, ingegnere che affronterà il tema “Valutazione del rischio sismico e tipologie di interventi per edifici storici monumentali”.

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Latina: Nuovi arrivi al Comando Provinciale Carabinieri. Potenziata la forza organica

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Il Neo Comandante Provinciale di Latina, Colonnello Luca Palmieri, ha ricevuto i nuovi arrivi:  10 Marescialli, 2 Brigadieri e 7 Appuntati e Carabinieri. I nuovi arrivati andranno a potenziare l’organico del Comando Provinciale Carabinieri di Latina e contribuiranno, insieme ai colleghi già in forza ai reparti, alle esigenze di sicurezza della popolazione. In particolare il Colonnello Palmieri ha voluto evidenziare la necessità di operare, in ogni circostanza, con grande sensibilità a favore di tutti i cittadini, soprattutto delle vittime maggiormente vulnerabili, attraverso la piena consapevolezza del ruolo rivestito da ognuno di essi, chiamato a fornire un qualificato contributo, con l’obiettivo non solo di accrescere sempre di più il livello di sicurezza di questa provincia, ma anche per perpetuare lo spirito della missione che, da oltre due secoli, caratterizza l’Arma dei Carabinieri, al servizio del cittadino.

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Si è insediato Daniele Nardone, nuovo Comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina

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Il Maggiore Daniele Nardone è il nuovo comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina. Nato a Fossano, ha 37 anni, sposato con un figlio, dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena, ha terminato il percorso formativo presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, laureandosi in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Tor Vergata. Prima di assume l’incarico di Comandante del Nucleo Investigativo Carabinieri di Latina, negli ultimi quattro anni, dal 2022 al settembre di questo anno, ha comandato la Compagnia Carabinieri di Venezia Mestre, con competenza sulla terraferma della città lagunare. Ancora prima, dal 2014 al 2015 ha ricoperto l’incarico di Comandante di Plotone presso il 7° Reggimento Laives, per poi proseguire, dal giugno del 2015 al settembre 2017, con l’incarico di aiutante di campo prima del Comandante Interregionale Vittorio Veneto (con competenza sul triveneto e l’Emilia Romagna) e poi del Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri. Successivamente, per un anno, dal 2017 al 2018, ha prestato servizio come Comandante di Compagnia di Scalea, in provincia di Cosenza, per poi assumere il medesimo incarico, dal 2018 al 2022, presso la Compagnia di Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Il Maggiore Daniele Nardone, al suo arrivo, è stato ricevuto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Luca Palmieri, che gli ha rivolto gli auguri di buon lavoro.

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Estate 2026 a Gaeta, il bilancio del sindaco Leccese

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Con la conclusione della stagione estiva, per la città di Gaeta è tempo di bilanci. Un periodo di straordinaria affluenza che ha messo alla prova la macchina organizzativa e la tenuta della sicurezza urbana e marittima. Il Primo Cittadino , Cristian Leccese, è soddisfatto della riuscita tanto da rivolgere un sentito plauso e una menzione di merito speciale a tutte le Forze dell’Ordine e alla Guardia Costiera operanti sul territorio. Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Capitaneria di Porto – Guardia Costiera hanno lavorato in stretta sinergia, garantendo un presidio costante e una presenza rassicurante in ogni angolo della città: dalle spiagge e dal mare affollato fino alle vie del centro e ai luoghi della movida serale.

«Al termine di una stagione estiva particolarmente intensa – dichiara il Sindaco Cristian Leccese – sento il dovere e il piacere di esprimere la mia più profonda gratitudine a tutte le donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine e della Guardia Costiera. Il bilancio di questi mesi è indubbiamente positivo e i risultati ottenuti in termini di prevenzione, controllo del territorio, sicurezza in mare e contrasto ai reati sono sotto gli occhi di tutti. Non si è trattato di un lavoro semplice: gestire Gaeta d’estate significa fare i conti con un esponenziale e fisiologico incremento demografico legato al fortissimo flusso turistico. Passiamo dai nostri residenti a decine di migliaia di presenze quotidiane, una dinamica che moltiplica le complessità operative sia a terra che lungo il nostro litorale.»

Un plauso particolare Leccese lo rivolge al brillante coordinamento che ha caratterizzato la gestione di questi mesi caldi. La cooperazione strategica tra la Polizia di Stato, tesa alla tutela dell’ordine pubblico, l’Arma dei Carabinieri, perno della presenza capillare, la Guardia di Finanza, impegnata sul fronte dei controlli economico-finanziari, la Polizia Locale, in prima linea nella gestione della viabilità e del decoro urbano, e la Guardia Costiera, fondamentale per il soccorso, la salvaguardia della vita umana in mare e la vigilanza sulle coste, ha rappresentato il vero valore aggiunto dell’estate gaetana.

«Il coordinamento e l’intesa tra le diverse forze in campo sono stati semplicemente esemplari – prosegue il Primo Cittadino –. Ognuno, per le proprie competenze, ha profuso un impegno straordinario, lavorando a terra e in mare con enorme professionalità e abnegazione. Garantire la vivibilità, la sicurezza dei nostri cittadini e la serenità dei tantissimi ospiti che scelgono Gaeta richiede un dispiegamento di energie e una prontezza d’intervento fuori dal comune. Questo bilancio ampiamente positivo merita di essere sottolineato con forza: la sicurezza e la tutela del nostro patrimonio costiero e urbano sono i beni primari su cui si fonda la qualità della vita e l’attrattività della nostra città.»

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