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CRONACA

Accusato di maltrattamenti in famiglia, sparisce per quattro anni : arrestato a Fondi

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FONDI – Era latitante da quattro anni, è stato arrestato ieri a Fondi dove stava violando per l’ennesima volta il divieto di avvicinarsi ai familiari, un 50enne romeno. La polizia ha eseguito nelle scorse ore un’ordinanza di custodia cautelare in carcere  nei confronti dell’uomo che nel 2020, per i ripetuti episodi di violenza ai danni della moglie e dei tre figli, era stato prima sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, poi, a causa delle numerose trasgressioni ai divieti imposti dall’autorità giudiziaria, era divenuto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A quel punto era sparito e per quattro anni non è stato possibile eseguire la misura cautelare, fino a ieri quando è riapparso nel parcheggio di un supermercato di Fondi dove si era recato proprio nel tentativo di incontrare i figli. E’ stato a quel punto che gli agenti del Commissariato lo hanno catturato e trasferito nel carcere di Latina.

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CRONACA

Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina

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LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà  che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.

E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che  – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.

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CRONACA

I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”

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SEZZE  – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa  mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).

L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.

“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.

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CRONACA

Gaeta, violazioni e difformità: chiuso un complesso turistico-ricettivo

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GAETA – Era stato controllato ad agosto, ora dopo gli approfondimenti eseguiti e l’analisi dei permessi e della documentazione, i Carabinieri della Compagnia di Formia hanno contestato  diverse violazioni al legale rappresentante di un complesso turistico-ricettivo che si trova nel territorio del Comune di Gaeta.  Le verifiche dei Carabinieri hanno riguardato la struttura ricettiva, ma anche l’attività di ristorazione presente al suo interno, presso la quale veniva anche svolta l’attività di discoteca. L’azione ispettiva  – spiegano dall’Arma – ha portato alla luce gravi violazioni della normativa regionale e nazionale in materia di esercizio delle attività ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Nello specifico, le inadempienze hanno riguardato la regolarità dei prescritti titoli abilitativi, la conformità strutturale dei locali, il rispetto delle disposizioni di legge relative al subingresso alle variazioni dell’attività. A seguito delle violazioni riscontrate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative pecuniarie. Disposta contestualmente anche l’immediata chiusura e la cessazione di tutte le attività esercitate in difetto dei necessari requisiti e delle autorizzazioni previste.

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