CRONACA
Terracina, al lavoro i primi operatori del Servizio Civile Digitale
TERRACINA – Torna il Servizio Civile a Terracina. Sono operativi infatti i primi quattro operatori del Servizio Civile Digitale 2024, un progetto che ha l’obiettivo di promuovere le competenze digitali dei cittadini per rafforzare il loro rapporto con l’ente comunale nell’utilizzo dei servizi pubblici online e nella ricerca di documenti e informazioni in rete. Il progetto intende promuovere la facilitazione digitale, soprattutto nell’ambito delle fasce a rischio di divario, per favorire una transizione digitale inclusiva e alla portata di tutti.
Gli operatori del Servizio Civile Digitale offriranno il loro supporto presso la sede dell’ex Tribunale di via Appia all’Ufficio Anagrafe, dove è previsto un punto di assistenza digitale.
A gennaio invece ci sarà il nuovo bando per il Servizio Civile Universale, un’opportunità che si apre per 22 giovani che avranno la possibilità di provare una prima esperienza lavorativa, lavorando a contatto con le Istituzioni.
«Finalmente torna a Terracina il Servizio Civile, un’attività che contribuisce indubbiamente al bene pubblico, sviluppa il senso civico come anche l’appartenenza alla Comunità. Un’opportunità importante per i nostri giovani, un’occasione di provare un’esperienza utile per l’intera collettività. Un ringraziamento al consigliere Antonio Mennillo che si è impegnato per il raggiungimento di questo obiettivo», le parole del Sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, e l’Assessore agli Affari Generali e Servizio Civile Antonella Isolani.
«Sono soddisfatto perché abbiamo trovato in Opes un partner serio e competente con il quale l’amministrazione ha dialogato creando attività in grado di attirare i nostri giovani e garantire un’esperienza formativa e umana di livello. Un grazie personale particolare al Presidente di Opes Lazio, Andrea Biagioni, per l’aiuto e l’assistenza continua di questi mesi», ha dichiarato il Consigliere Comunale Antonio Mennillo.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
CRONACA
I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”
SEZZE – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).
L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.
“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.
CRONACA
Gaeta, violazioni e difformità: chiuso un complesso turistico-ricettivo
GAETA – Era stato controllato ad agosto, ora dopo gli approfondimenti eseguiti e l’analisi dei permessi e della documentazione, i Carabinieri della Compagnia di Formia hanno contestato diverse violazioni al legale rappresentante di un complesso turistico-ricettivo che si trova nel territorio del Comune di Gaeta. Le verifiche dei Carabinieri hanno riguardato la struttura ricettiva, ma anche l’attività di ristorazione presente al suo interno, presso la quale veniva anche svolta l’attività di discoteca. L’azione ispettiva – spiegano dall’Arma – ha portato alla luce gravi violazioni della normativa regionale e nazionale in materia di esercizio delle attività ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Nello specifico, le inadempienze hanno riguardato la regolarità dei prescritti titoli abilitativi, la conformità strutturale dei locali, il rispetto delle disposizioni di legge relative al subingresso alle variazioni dell’attività. A seguito delle violazioni riscontrate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative pecuniarie. Disposta contestualmente anche l’immediata chiusura e la cessazione di tutte le attività esercitate in difetto dei necessari requisiti e delle autorizzazioni previste.
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