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CRONACA

Morto Pino Daniele, cittadino di Sabaudia per anni. A Formia i suoi studi di registrazione

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pinoLATINA – La scomparsa di Pino Daniele arrivata nella notte all’età di 59 anni a causa di un infarto colpisce anche la provincia di Latina, perché qui il grande cantante napoletano era di casa. Negli anni ’80 Pino Daniele si era trasferito a Formia con la famiglia e lì aveva aperto i suoi studi di registrazione Bagaria. Alla fine degli anni ’90 poi aveva lasciato il sud pontino dopo la separazione dalla prima moglie per comprare una villa tra le dune a Sabaudia dove ha vissuto a lungo con la seconda moglie Fabiola Sciabbarasi dalla quale ha avuto tre dei suoi cinque figli. Sono stati anni d’oro per la vita artistica del bluesman che nel 2012 assillato dai paparazzi sempre appostati a Sabaudia aveva deciso di lasciare anche la città sulle dune, vendere la villa all’imprenditore Claudio Toti  e trasferirsi in Toscana a Orbetello. Nella notte si è sentito male nella sua casa in Maremma, e – secondo quanto si apprende – è stato portato all’ospedale Sant’Eugenio di Roma dove è arrivato in fin di vita e si è spento tra lo sconcerto generale. Il suo cuore, malato da tempo, non ha retto. Il suo ultimo post su Fb è datata 1 gennaio: “Back home, in viaggio verso casa” con la foto che vedete qui.

«Quando Pino Daniele è arrivato nel nostro ospedale la situazione era talmente grave che subito è stato sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria, purtroppo però dopo pochi minuti si è constatato il decesso», ha spiegato  Carlo Saitto, direttore generale Asl Roma C e già direttore amministrativo della Asl di Latina, in una intervista a Rainews.
«La cosa è stata veramente molto rapida – ha aggiunto – e quando è arrivato la situazione era già molto grave e non c’era nulla che si potesse fare, purtroppo.

 IL CORDOGLIO DI FORMIA – “Se ne va un grande artista. Un uomo del sud che a Formia ha messo radici e lasciato l’impronta del suo straordinario talento”. L’Assessora alla Cultura Maria Rita Manzo ricorda così Pino Daniele, scomparso nella notte stroncato da un infarto. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 19 marzo. “Formia – dice – imparò a conoscerlo quando si trasferì in città con la famiglia. Era un uomo riservato ma di grande e profonda umanità. Ricordo la sala prove allestita a Vindicio e poi in via De Gasperi, le amicizie, l’esperienza dei figli al Liceo. C’è anche un po’ di Formia nel suo mondo fatto di note e poesia. Il blues, il jazz, il rock, un orizzonte di suoni e suggestioni che rapiscono per intensità, calore, pulizia e quella nota di malinconia che sa di mare e vento. Da Mergellina a Vindicio. Una partitura unica, struggente nella grandezza della sua semplicità. Alla famiglia di Pino Daniele – conclude – esprimo il mio cordoglio personale e di tutta la città, nell’auspicio di poter presto dedicare un evento alla memoria di questo artista straordinario che tanto ha dato a noi tutti”.

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CRONACA

Discarica abusiva nelle campagne di Fondi: sequestrata un’area di 1.000 metri quadrati

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FONDI – Una discarica abusiva nascosta tra la vegetazione è stata scoperta dalla Polizia Locale di Fondi nel corso di un’attività di controllo del territorio: era in un’area agricola di circa mille metri quadrati che è stata sequestrata. L’intervento, effettuato dagli agenti coordinati dal comandante Vincenzo Leone, è avvenuto nella giornata di giovedì 3 settembre e ha consentito di portare alla luce una situazione di particolare degrado ambientale: scarti edili e numerosi altri oggetti e materiali accatastati tra gli alberi e la vegetazione, elementi metallici, componenti e rifiuti di vario genere. Denunciato il proprietario del fondo, nei cui confronti sono state contestate violazioni della normativa ambientale prevista dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).

L’abbandono di rifiuti  – ricordano dal Comune – oltre a compromettere il decoro delle campagne, può determinare rischi per l’ambiente e per la salute pubblica, soprattutto quando interessa aree rurali e terreni utilizzati per attività agricole.

«Non esistono zone franche – sottolinea il Comandante della Polizia Locale di Fondi – continuiamo a monitorare il territorio con particolare attenzione alle aree periferiche e rurali, dove più facilmente possono verificarsi fenomeni di abbandono incontrollato dei rifiuti. L’operazione condotta dimostra l’importanza dei controlli e dell’attività di polizia giudiziaria per individuare e contrastare chi utilizza il territorio come una discarica».

«L’attività di confronto, concertazione e collaborazione tra Settore Ambiente e Polizia Locale – commentano il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale e l’assessore al ramo Roberta Muccitelli – inizia a dare i suoi frutti. L’obiettivo è proseguire in questa direzione, senza sconti e, soprattutto, senza mai abbassare il livello di attenzione, in centro come in periferia».

I controlli della Polizia Locale proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli illeciti ambientali e tutelare il territorio di Fondi.

 

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ATTUALITA'

Scosse di terremoto a Sezze stamattina, la prima alle 2.54. Avvertito un forte boato

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Sciame sismico, anche se di lieve entità, questa mattina tra le 3 e le 5 nel territorio di sezze le scosse di magnitudo 1.7 sono state avvertite bene dalla popolazione, la prima alle 2:54, poi alle 4:54, poi ed altre due a seguire alle  5.40 ed una 5.43, una accompagnata da un forte boato. Al momento non risultano danni

 

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CRONACA

Latina, indagini sull’omicidio vicine alla svolta: l’auto scura al Villaggio Trieste, le telecamere, i testimoni

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LATINA – Il giorno dopo l’omicidio, si stringe il cerchio intorno all’autore degli spari che hanno ucciso un 27enne del Gambia ieri sera sul marciapiede all’esterno della principale sede universitaria di Latina. In Viale XXIV Maggio resta il nastro rosso a segnalare il punto in cui il ragazzo è stato ucciso, raggiunto da proiettili all’addome. E’ qui che la polizia Scientifica ieri si è soffermata a lungo ad analizzare la scena e sono emersi sin da subito particolari che hanno indirizzato gli investigatori della squadra mobile della Questura di Latina in una direzione ben precisa.

Le indagini sono partite da alcune testimonianze e dagli accertamenti sull’auto usata per l’agguato, una macchina di piccole dimensioni scura vista girare al Villaggio Trieste.  Gli investigatori hanno acquisito e visionato nell’immediatezza anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire il percorso compiuto dall’auto dopo l’esplosione dei colpi.

Ibrahim, conosciuto da tutti con il soprannome di Zalà, faceva saltuariamente il bracciante agricolo, non aveva permesso di soggiorno e prima di morire sarebbe stato chiamato da un conoscente che lo ha invitato a seguirlo.  Poi, si sono sentiti gli spari.

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