CRONACA
Borgo Sabotino, progetto per il restyling: campo da calcio spostato, piste ciclabili e demolizione della vecchia scuola
LATINA – Il Borgo più marinaro di Latina (non si offenda Grappa) ha bisogno di un restyling per diventare preludio e porta della Marina. Serve lavorare sulla bellezza e sulla sostenibilità. Il progetto è stato illustrato oggi in commissione Urbanistica dai funzionari che stanno lavorando sul piano particolareggiato del borgo. E presto si terrà un incontro pubblico per illustrarlo e raccogliere le istanze dei residenti.
GLI INTERVENTI IN STUDIO – “Gli interventi che saranno effettuati riguarderanno – è stato spiegato – lo spostamento del campo da calcio (quello attuale è circondato da palazzi e non ha parcheggio) in una zona più idonea, già di proprietà comunale, come previsto dal Ppe attuale in Via Bortolotti. Al suo posto sorgerà una piazza, visto che oggi l’unico spazio che crea possibilità di aggregazione è rappresentato dal piazzale della chiesa utilizzato sia per il parcheggio di auto che per feste popolari”. La piazza sarà poi circondata da piste ciclopedonali e “ingloberà l’edificio storico degli anni ’30, che sarà valorizzato come centro culturale e di servizi. La vecchia scuola degli anni ’50, attualmente fatiscente, sarà invece demolita”.
POLO SPORTIVO – Nel borgo sarà anche realizzato un polo sportivo: “Aaccanto al nuovo campo di calcio – si legge in una nota dei consiglieri di maggioranza – ci saranno anche altre strutture sportive come piscina, palestra, tennis, basket, campi di bocce immersi nel verde pubblico e serviti da piste ciclabili. Un servizio che sarà fruibile ed a supporto di tutta l’area della marina di Latina. Lo stesso si dica per la nuova viabilità proposta: in base all’attuale Ppe dovrebbe essere realizzata una strada che, in prosecuzione di Via Bortolotti, costeggia il polo sportivo, attraversa via Vetiche fino innestarsi su Via Massaro. Un’alternativa alla viabilità che attraversa il borgo consentendone il decongestionamento soprattutto nel periodo estivo”.
LE SCUOLE – Un’altra novità riguarda le scuole per le quali la proposta dei tecnici è l’accorpamento in un unico edificio, “restituendo l’intero complesso all’istituto e liberando i locali dove oggi sono collocati l’anagrafe, la sede decentrata dei vigili urbani, la sede decentrata delle Asl e dell’Avis, servizi comunque già destinati al trasferimento nella vecchia casa cantoniera e nell’edificio degli anni ’30”.
I PARCHEGGI – Tre i nuovi parcheggi: uno nell’area attuale del campo di calcio, uno alle spalle della casa cantoniera e uno più grande vicino il sportivo.
“Mi piace l’idea di realizzare un anello viario a supporto della viabilità del borgo – ha detto la consigliera Marina Aramini – sono anche molto interessata al futuro dei due edifici storici: la casa cantoniera e quello degli anni ‘30. Ai tecnici ho chiesto di fornirci tutti i dettagli”.
“Lo sviluppo del territorio, soprattutto nella zona della marina, è prioritario per quello di tutta la città che ne può beneficiare nel suo complesso – aggiunge la presidente della commissione, Celina Mattei – Ne spiegheremo presto tutte le potenzialità in un incontro pubblico che stiamo organizzando con i cittadini del borgo, che speriamo partecipino in tanti per ascoltarli e confrontarci”.
CRONACA
Bassiano, arrestato 30enne accusato di maltrattamenti, tortura e lesioni ai danni della compagna
Un uomo di 30 anni, residente a Bassiano, è stato arrestato e trasferito in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, tortura e lesioni aggravate nei confronti della convivente.
La misura cautelare è stata disposta dal Gip del Tribunale di Latina dopo l’arresto in flagranza eseguito dai Carabinieri il 18 luglio scorso, quando i militari sono intervenuti nell’abitazione della coppia in seguito alle segnalazioni di alcuni familiari e di altre persone preoccupate per l’incolumità della donna.
Giunti sul posto, i Carabinieri hanno trovato la vittima con il volto tumefatto, numerose ecchimosi sul corpo e segni evidenti di una violenta aggressione. La donna è stata subito messa in sicurezza e sono state attivate le procedure di protezione previste dal protocollo “Codice Rosso”, anche a tutela dei figli minori.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe sottoposto per anni la compagna e i figli a continue violenze fisiche e psicologiche, minacce e comportamenti di controllo, creando un clima di paura all’interno della famiglia.
Particolarmente gravi gli episodi contestati nel mese di luglio. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata trattenuta in casa e strangolata più volte, anche con il cavo di una presa elettrica, fino a perdere conoscenza in diverse occasioni, per poi essere nuovamente picchiata e umiliata.
La Procura di Latina sottolinea come l’intervento sia stato possibile grazie alle segnalazioni di chi ha chiesto aiuto senza rimanere indifferente e rinnova l’invito a denunciare tempestivamente ogni situazione di violenza domestica.
AUDIO
La figlia di Wladislaw in piazza con i sindacati: “Mio padre era un grande lavoratore, ma bisogna imparare a dire no se la richiesta va contro i diritti”
- Luigi Garullo Uil
- Giuseppe Massafra Cgil
- Roberto Cecere Cisl
- Sciopero edili
- la figlia di Wlasdislaw
LATINA – C’è anche la figlia di Wladislaw, il 64enne operaio edile morto a Latina mentre lavorava dopo pranzo in una giornata di caldo asfissiante, contrassegnata da bollino rosso. La ragazza manifesta sotto la Prefettura con i sindacati di Cgil Cisl e Uil in occasione dello sciopero unitario della categoria proclamato dai sindacati all’indomani di questa tragedia e dell’altra che si è consumata il giorno successivo a Borgo Santa Maria. “Erano le 14,40, i lavoratori devono imparare a dire no quando le richieste mettono a rischio la loro vita”, ha detto a Gr Latina al microfono di Antonella Melito.
“Nessuna famiglia dovrebbe ricevere questo tipo di chiamate e non dovrebbe mai vivere questo momento di non vedere i propri cari tornare a casa dopo il lavoro. Se esistono delle normative è importante che avvengano i giusti accertamenti e le giuste verifiche affinché queste cose non succedano. Papà era un grande lavoratore – ha aggiunto – . Qualsiasi cosa necessaria per il lavoro lui correva e la faceva, forse anche troppo, non avrebbe dovuto. Secondo me è anche importante dire di no quando le richieste superano i diritti dei lavoratori. In questo caso erano le 2.40 di pomeriggio, non avrebbe dovuto lavorare papà. È importante che anche i lavoratori imparino a dire di no quando non è un loro dovere”.
“Non si può morire di caldo – ha detto Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio -. Noi siamo qui per chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, di fare applicare l’ordinanza, ma di fare in modo che in tutte le aziende ci sia la contrattazione per evitare che i fenomeni legati al cambiamento climatico colpiscano le lavoratrici e i lavoratori. Siamo qui in piazza per dare solidarietà alle famiglie che hanno perso un loro caro e per dire mai più. Basta morti sul lavoro, è una tragedia che va fermata, già ci sono tanti problemi, dobbiamo risolvere anche quelli che riguardano il caldo”. Di Cola ha anche ricordato che “le categorie degli edili hanno fatto un importante accordo che integra il salario e quindi permette di utilizzare la cassa integrazione aiutando sia le imprese che i lavoratori” e che “c’è la contrattazione, si possono riorganizzare i tempi e le modalità in cui si lavora”. “Purtroppo – ha concluso il sindacalista – in tanti casi avviene sempre dopo una tragedia, ma è fondamentale adesso agire per fare in modo che non ci siano più altri morti (0:46) perché l’ondata di calore non è finita e i prossimi anni saranno peggiori anche di quella attuale”.
LE RICHIESTE AL PREFETTO – Durante la manifestazione, una delegazione è stata ricevuta dalla prefetta Vittoria Ciaramella. Il punto con Roberto Cecere segretario provinciale della Cisl di Latina: “C’è bisogno di sensibilizzare l’0etica del lavoro, le norme non bastano. Chi vuole fare impresa lo deve fare con dignità, con rispetto per la vita e la salute dei dipendenti. I lavoratori spesso sono vittime, perché se si lamentano vanno a casa, ma con l’ordinanza della Regione Lazio devono essere i datori di lavoro a fermare i lavoratori nelle ore in cui è vietato lavorare con il caldo estremo. Bisogna cominciare a parlare di doveri”.
“Dobbiamo garantire il diritto dei lavoratori di tornare a casa, c’è un tema etico che bisogna riaffermare e il rispetto della legge che già esiste”, ha aggiunto Giuseppe Massafra Segretario generale della Cgil Frosinone Latina
Nella delegazione era presente anche il segretario Uil Luigi Garullo: “La situazione è insostenibile eil caldo estremo non è occasionale, servono rimedi effettivi ed efficaci. Nell’immediato servono controlli”.
Foto, video (sui social) e interviste sono state curate da Antonella Melito
CRONACA
Il Nas riscontra gravi carenze, chiusa una casa di riposo a Sermoneta
SERMONETA – Gravi carenze igieniche e irregolarità hanno portato alla chiusura di una casa di riposo a Sermoneta. Sono stati i carabinieri del Nas nel corso di controlli a visitare la struttura e a rilevare le gravi criticità trasmettendo gli atti al Comune che ha emesso l’ordinanza di sospensione. Il provvedimento ha disposto anche il tempestivo ricollocamento dei quattordici ospiti, che sono stati trasferiti presso le rispettive famiglie o in altre strutture assistenziali del territorio. Contestualmente, per le violazioni amministrative accertate, è stata elevata a carico del titolare della struttura una sanzione pari a 8.333 euro.
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Spiderman
20 Febbraio 2019 at 11:33
Si…..ma i soldi chi li trova?….