ATTUALITA'
Il cocomero pontino entra nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali
LATINA – Il cocomero pontino è ufficialmente nei Pat, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Grazie ad un decreto del Ministero delle Politiche agricole pubblicato in Gazzetta Ufficiale è riconosciuto “espressione del patrimonio culturale italiano”. Un risultato per il quale i produttori si erano battuti, grazie a 25 anni di attività continuativa (questo uno dei requisiti), promuovendo da ultimo, anche Red – Rurale – Eccellente – Differente, il progetto di valorizzazione voluto dal presidente della cooperativa Latina Ortaggi, Claudio Filosa, e realizzato con l’esperta di agroalimentare Tiziana Briguglio, insieme a Giuseppe Nocca, Lillina Olleia, Tiziana Zottola, il professor Cesaretti e l’agenzia di marketing In Brand. Una rassegna estiva fatta di tappe alla scoperta del frutto rosso proposto anche in modi sorprendenti.
Uno slancio per le circa 70 cooperative agricole pontine (300 le aziende che lo producono) e che fanno lavorare anche 6 centri di imballaggio e 8 vivai per la produzione di piantine innestate tra Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Latina, Pontinia, Sezze, Priverno, Aprilia e Cisterna con il Triangolo D’Oro (Terracina, Sabaudia, Fondi) che è il più vocato e dove si concentra la maggior parte della produzione locale. “A rendere l’anguria pontina particolarmente apprezzabile, secondo un panel test di esperti, è soprattutto la speciale dolcezza della polpa, dovuta al livello zuccherino compreso tra i nove e i dieci gradi”, spiega Briguglio.
ATTUALITA'
Bocciato il sequestro della spiaggia del Miramare a Latina, torna regolare l’attività balneare
E’ tornata accessibile già da ieri mattina la spiaggia dell’Hotel Miramare di Latina dopo che la procura non ha convalidato il sequestro preventivo eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. I sigilli apposti la mattina dell’8 settembre per presunte irregolarità sul titolo concessorio sono stati quindi rimossi. L’area interessata è tornata fruibile ed ha così ripreso regolarmente tutte le sue attività balneari. I clienti già venerdì sera avevano ricevuto il messaggio che da sabato 12 la spiaggia sarebbe tornata accessibile.
ATTUALITA'
Erba alta in via Valmontorio, si rischiano gravi incidenti stradali, la segnalazione arriva dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada
“Sono sempre più numerose le segnalazioni che ci giungono dai cittadini riguardo la situazione di degrado in cui versa via Valmontorio”. Lo denuncia Giovanni Delle Cave, Responsabile Sedi di Latina e Frosinone dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. “La strada che congiunge la zona di Foce Verde a Torre Astura, infatti, è ormai quasi completamente invasa dall’erba alta ed incolta, la quale rende altamente pericolosa la sua percorrenza. Le sterpaglie che invadono trequarti della corsia di marcia, infatti, influiscono pesantemente sulla visibilità, in particolar modo nei pressi della pericolosissima curva, dove è praticamente impossibile per gli automobilisti comprendere chi giunge dall’altro senso. Si prega di intervenire con la massima urgenza.”
ATTUALITA'
Consumo di suolo, Latina ben sopra la media nazionale. Italia Nostra: “Varianti Via Zani e Via della Rosa, parliamone”
LATINA – In un momento in cui è aperto il dibattito sulle misure necessarie a combattere la crisi climatica in atto, non confortano i dati che riguardano Latina e provincia. “Secondo gli ultimi monitoraggi – riporta Italia Nostra – a Latina e sul territorio provinciale, la copertura artificiale del territorio ha raggiunto il 15,5%, posizionandosi a ben +6,66 punti percentuali sopra la media nazionale e indicano che sono stati cementificati 336 m² per abitante”. La riflessione proposta dal direttivo dell’associazione guidata dall’architetta Maria Teresa Accatino, non è casuale e anzi riguarda due piani urbanistici in variante: quello di Via Zani e quello di Via della Rosa dove l’intervento richiederebbe il sacrificio di un’area boscata.
Riceviamo e pubblichiamo qui, la riflessione aperta di Italia Nostra nella sua versione integrale.
“Una cartellonistica pubblicitaria rende noto che in un’area di via Zani stanno per iniziare i lavori per realizzare nuovi insediamenti residenziali in variante allo strumento urbanistico generale. Niente di nuovo. La variante urbanistica è in discussione da anni e riguarda anche un’area di via della Rosa di cui fino a poco tempo fa era esposto il cartello. In via Zani si tratta di una vasta area libera vicino al corso d’acqua naturale del Gorgoglicino, mentre in via della Rosa si tratta di un’area occupata da un bosco di cui ancora si sta decidendo se è bosco o no. Ciò che ci stupisce però è il fatto che in questo difficile periodo che stiamo vivendo per crisi climatica e arresto della crescita di popolazione, non si ripensi a certe scelte, maggiormente in via della Rosa in cui l’intervento richiederebbe l’eliminazione dell’area boscata.
In Italia il fenomeno del consumo del territorio continua a crescere a ritmi elevati, con decine di chilometri quadrati persi ogni anno a causa della trasformazione di superfici naturali o agricole in aree occupate da edifici, strade e infrastrutture. A Latina, la situazione legata al consumo di suolo presenta da tempo criticità strutturali importanti, con valori di copertura artificiale nettamente superiori rispetto alla media nazionale. Gli ultimi monitoraggi e report scientifici riportano che nel Comune Capoluogo e nel territorio provinciale la copertura artificiale del territorio ha raggiunto il 15,5%, posizionandosi a ben +6,66 punti percentuali sopra la media nazionale e indicano che sono stati cementificati 336 m² per abitante.
Lo strumento urbanistico generale approvato nel 1972 prevedeva una popolazione abitativa che si sarebbe insediata a Latina tra il 1980 e gli anni successivi, di 160.000 abitanti circa. La previsioni
costruttive da tempo sono state realizzate tutte, o quasi, a fronte di una popolazione ad oggi di circa 135.000 abitanti. Ne consegue che esistono volumetrie residenziali e complementari alla residenza superiori a quelle preventivate in sede di predisposizione del PRG. Le ampie zone previste a ridosso della città da destinare all’industria e all’artigianato risultano oggi in parte abbandonate con fabbricati sovrastanti fatiscenti a causa della crisi dei due settori, come per esempio quelle sull’asse della Strada Statale n. 156 e della strada comunale via Piave, che si sono realizzate con le infrastrutture ed i servizi necessari per renderle funzionali alla destinazione d’uso prevista.
Italia Nostra Latina, certa che le procedure che hanno portato all’approvazione di dette varianti urbanistiche sono corrette, prende atto con rammarico che ancora una volta si sceglie il consumo di territorio agricolo e aree vergini per realizzare residenze. Non si è preferito dare priorità al riuso di aree già edificate, degradate o dismesse tramite quelle procedure previste dalla normativa urbanistica che consentono un processo di recupero e di trasformazione di parti di città dismesse e migliorare conseguentemente l’efficienza energetica, la mobilità urbana e contenere la spesa per
la manutenzione di strade e delle reti di servizi per le residenze.
Dato il tempo trascorso dalle scelte fatte per detti interventi e la normativa nazionale e regionale che è intervenuta nel frattempo (vedi quella sulla Rigenerazione Urbana), il nostro suggerimento è
un invito a promuovere un incontro per dibattere il problema così come prevede l’art. 2 e seguenti dello Statuto del Comune di Latina, con associazioni e anche con la stampa”.
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