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A Cori, fango nelle case, frane e smottamenti. Cede la carreggiata in via delle Case

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CORI –  Numerosi i danni provocati dal maltempo della scorsa notte a Cori, uno dei comuni pontini colpiti più duramente dalle piogge torrenziali cadute nell’arco di due ore e mezza circa intorno alla mezzanotte. Il Comune con la protezione civile e la polizia locale si sono attivate subito e alcune ditte stanno operando per risolvere le criticità.  Ripristinata la viabilità su via Fontana del Prato che intorno all’una si era interrotta per uno smottamento di terreno e ora è percorribile in entrambi i sensi di marcia.

Una frana a metà di via Gramsci è stata rimossa nelle prime ore del mattino. Smottamenti in via Lago Vetere e via delle Case, dove si sta tuttora lavorando per liberare le strade, invase dal fango anche auto e scantinati. “La situazione più critica appare quella in via delle Case, dove si sono verificati sia uno smottamento che il cedimento di parte della carreggiata. Carreggiata invasa da pietre e sassi in via Vicinale San Francesco, dal fango in via delle Cupe. Ha ceduto parte del tetto degli ex lavatoi”, spiegano dal Comune.

Ancora, allagamenti di cantine e abitazioni a piano terra, cedimenti di fogne (per cui è stata allertata Acqualatina) come in via degli Artigiani, ponticelli interrotti e smottamenti su diverse strade rurali. Danni anche sulle strade provinciali che collegano Cori ai centri vicini. Alcuni pali Enel appaiono non più sicuri, l’azienda è stata allertata. “Alla luce di tutto ciò il Comune di Cori – così il sindaco Mauro De Lillis e l’assessore ai Lavori Pubblici Ennio Afilani – chiede alla Regione Lazio un sostegno straordinario per la messa in sicurezza del proprio territorio dopo il passaggio della bomba d’acqua di ieri sera, caso assolutamente eccezionale. Chiederemo la dichiarazione dello stato di calamità naturale”.

Domani sarà aperto il cantiere per la messa in sicurezza di via Fontana del Prato.

7 Comments

7 Comments

  1. Fulvio Crespi

    3 Dicembre 2019 at 19:08

    Idrogeologico insomma infrastrutture per la sicurezza

  2. Danilo Della Portella

    3 Dicembre 2019 at 19:19

    Giusy Morvillo hai capito dov è

  3. Giusy Morvillo

    3 Dicembre 2019 at 19:21

    Danilo Della Portella nooo

  4. Danilo Della Portella

    3 Dicembre 2019 at 19:21

    su a corii quando giro su per andare ai settecamini

  5. Giusy Morvillo

    3 Dicembre 2019 at 19:22

    Porca miseriaaa …

  6. Francesca Matta

    3 Dicembre 2019 at 19:43

    Deborah Dalla Libera

  7. Deborah Dalla Libera

    3 Dicembre 2019 at 22:30

    Francesca Matta si, dovresti vedere le foto della norma-cori.. Una mulattiera è messa meglio..

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CRONACA

Cisterna, controlli ambientali in uno stabilimento: denunciato l’amministratore per la gestione delle acque reflue

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Controlli ambientali in uno stabilimento di via Fieramonti, a Cisterna di Latina. I Carabinieri Forestali hanno accertato l’assenza di un sistema per la raccolta e il trattamento delle acque di prima pioggia nell’area esterna utilizzata da una società di trasporto merci e materiali. L’amministratore unico dell’azienda è stato denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria.

Durante l’ispezione, i militari hanno trovato sul piazzale esterno impermeabilizzato diversi materiali destinati alla movimentazione e al trasporto: bobine per cavi in fibra ottica, pozzetti e altri manufatti in cemento, contenitori in plastica, pannelli, barre metalliche e materiale imballato con plastica.

L’area, utilizzata anche per le operazioni di carico e scarico, era priva di copertura e di griglie per la raccolta delle acque di prima pioggia. Dall’esame della documentazione autorizzativa è emerso inoltre che la società non disponeva di un sistema di raccolta delle acque reflue, di un impianto di depurazione collegato né dell’autorizzazione allo scarico.

La mancata gestione delle acque di prima pioggia può comportare rischi di inquinamento delle acque superficiali e delle falde sotterranee, con possibili conseguenze per l’ambiente e la salute pubblica. Al termine degli accertamenti, l’amministratore unico è stato deferito in stato di libertà per la presunta violazione della normativa regionale sul corretto convogliamento delle acque di prima pioggia.

I Carabinieri Forestali proseguono le attività di controllo e prevenzione dei reati ambientali, richiamando l’attenzione di cittadini e imprese sull’importanza di una corretta gestione delle acque reflue.

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CRONACA

Truffa del finto carabiniere a Sabaudia, arrestato un 58enne a Gaeta: recuperati soldi e gioielli

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Un uomo di 58 anni, residente nel Napoletano, è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Gaeta con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un anziano di Sabaudia. Recuperati tre monili in oro, 200 euro in contanti e un distintivo che sarebbe stato utilizzato per fingersi appartenente alle forze dell’ordine.

Il fermo è avvenuto nel pomeriggio del 22 ottobre, durante un servizio di controllo del territorio lungo la via Flacca. Gli agenti del Commissariato di Gaeta hanno notato un’automobile procedere a velocità sostenuta e il conducente chinarsi verso il sedile del passeggero prima di fermarsi. Un comportamento che ha insospettito i poliziotti, spingendoli ad approfondire il controllo.

L’uomo è stato trovato in possesso del denaro e dei gioielli. Nel corso della successiva perquisizione è stato recuperato anche un distintivo, presumibilmente impiegato per accreditarsi come carabiniere. Gli accertamenti hanno permesso di collegare gli oggetti a una truffa denunciata poco prima da un anziano di Sabaudia.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima era stata contattata telefonicamente da persone che si erano presentate come appartenenti alla Guardia di Finanza e all’Arma dei Carabinieri. Durante una videochiamata, gli era stato chiesto di mostrare il denaro e gli oggetti preziosi custoditi in casa, con il pretesto di verificare un possibile collegamento con una rapina di cui l’anziano sarebbe stato sospettato.

Poco dopo, un uomo si sarebbe presentato nell’abitazione spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri. Esibendo un distintivo, sarebbe riuscito a farsi consegnare i preziosi e il contante, per poi allontanarsi in auto. Proprio il veicolo è stato successivamente fermato dagli agenti di Gaeta. L’anziano ha riconosciuto i beni recuperati, consentendo alla polizia di procedere all’arresto in quasi flagranza del presunto responsabile.

Su disposizione della Procura di Cassino, il 58enne era stato inizialmente condotto in carcere, mentre denaro, gioielli e distintivo sono stati sequestrati. Al termine dell’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, accogliendo la richiesta della Procura.

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Infortuni sul lavoro a Latina. Garullo (Uil): “Una vittima ogni 24 giorni. Emergenza inaccettabile”

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LATINA –  Una vittima sul lavoro, in media, ogni 24 giorni. La Uil fa i conti sui primi otto mesi del 2026 evidenziando un dato in netto peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si era registrato un morto ogni 35 giorni. Lo stesso per gli infortuni complessivi passati da 2.318 a 2.472 (in media 309 al mese, contro le 290 dello stesso periodo dell’anno passato,  dati Inail relativi al periodo gennaio-agosto 2026).

I casi mortali denunciati sono stati 10, contro i 7 dello stesso periodo del 2025. Il loro peso è molto maggiore di quello degli infortuni nel complesso: Latina conta infatti l’8,1% delle denunce del Lazio (2.472 su 30.417) ma il 16,1% dei morti della regione. Allargando lo sguardo alla Regione, nel Lazio ci sono stati in media oltre 125 infortuni al giorno, contro i 116 dell’anno scorso. Le denunce con esito mortale sono state 62, contro le 53 del 2025, che significa in media un infortunio mortale quasi ogni 4 giorni in questi otto mesi

“Dietro questi numeri c’è una realtà inaccettabile – dice il segretario generale della Uil di Latina, Luigi Garullo – perché parliamo di persone che non sono tornate a casa, di vite spezzate, di famiglie distrutte.

Non possiamo accettare che queste tragedie siano considerate una fatalità. Serve più prevenzione, più controlli e più formazione nei luoghi di lavoro, ma occorre anche rafforzare gli strumenti per accertare le responsabilità”. Non a caso la Uil chiede l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una procura speciale che permetta di affrontare con competenze specifiche e maggiore efficacia le indagini relative alle morti sul lavoro. La sicurezza viene prima di tutto.

“L’obiettivo per noi è chiaro: la nostra campagna di sensibilizzazione Zero Morti sul Lavoro – conclude Garullo – vuole impedire che nel terzo millennio si continui a morire lavorando”.

 

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