CRONACA
A Cori, fango nelle case, frane e smottamenti. Cede la carreggiata in via delle Case
CORI – Numerosi i danni provocati dal maltempo della scorsa notte a Cori, uno dei comuni pontini colpiti più duramente dalle piogge torrenziali cadute nell’arco di due ore e mezza circa intorno alla mezzanotte. Il Comune con la protezione civile e la polizia locale si sono attivate subito e alcune ditte stanno operando per risolvere le criticità. Ripristinata la viabilità su via Fontana del Prato che intorno all’una si era interrotta per uno smottamento di terreno e ora è percorribile in entrambi i sensi di marcia.
Una frana a metà di via Gramsci è stata rimossa nelle prime ore del mattino. Smottamenti in via Lago Vetere e via delle Case, dove si sta tuttora lavorando per liberare le strade, invase dal fango anche auto e scantinati. “La situazione più critica appare quella in via delle Case, dove si sono verificati sia uno smottamento che il cedimento di parte della carreggiata. Carreggiata invasa da pietre e sassi in via Vicinale San Francesco, dal fango in via delle Cupe. Ha ceduto parte del tetto degli ex lavatoi”, spiegano dal Comune.
Ancora, allagamenti di cantine e abitazioni a piano terra, cedimenti di fogne (per cui è stata allertata Acqualatina) come in via degli Artigiani, ponticelli interrotti e smottamenti su diverse strade rurali. Danni anche sulle strade provinciali che collegano Cori ai centri vicini. Alcuni pali Enel appaiono non più sicuri, l’azienda è stata allertata. “Alla luce di tutto ciò il Comune di Cori – così il sindaco Mauro De Lillis e l’assessore ai Lavori Pubblici Ennio Afilani – chiede alla Regione Lazio un sostegno straordinario per la messa in sicurezza del proprio territorio dopo il passaggio della bomba d’acqua di ieri sera, caso assolutamente eccezionale. Chiederemo la dichiarazione dello stato di calamità naturale”.
Domani sarà aperto il cantiere per la messa in sicurezza di via Fontana del Prato.
CRONACA
Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno
Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.
I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.
Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.
CRONACA
Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia
SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.
“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.
CRONACA
Aprilia, sequestro di prevenzione da 53 milioni di euro a un imprenditore
Un patrimonio del valore complessivo di circa 53 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro dalla Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di una misura di prevenzione nei confronti di un imprenditore di Aprilia, ritenuto dal Tribunale di Roma socialmente pericoloso sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Latina, ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Latina. La misura ha interessato beni e disponibilità finanziarie riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imprenditore.
Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno ricostruito secondo l’accusa un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al centro degli accertamenti ci sarebbero attività economiche legate al settore dell’autotrasporto e della logistica e presunte violazioni fiscali, previdenziali e relative alla somministrazione illecita di manodopera.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo imprenditoriale avrebbe utilizzato cooperative create appositamente per operare nel settore del facchinaggio e acquisire una consistente quota di mercato con importanti spedizionieri nazionali. Le cooperative, sempre secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero beneficiato indebitamente di agevolazioni fiscali e di crediti d’imposta derivanti da contratti di appalto ritenuti fittizi.
Tra gli ulteriori elementi alla base degli accertamenti figurano contestazioni relative al mancato versamento di IVA e ritenute per decine di milioni di euro e all’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti per oltre 10 milioni di euro, collegati a investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.0 che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati realizzati.
Il sequestro riguarda immobili e uffici di pregio ad Aprilia, autocarri, il patrimonio aziendale e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 53 milioni di euro.
Il Tribunale ha inoltre nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessate dal provvedimento. L’obiettivo della misura è sottrarre temporaneamente il patrimonio alla disponibilità del destinatario, preservandone il valore e, dove possibile, garantendo la continuità delle attività economiche e la tutela dei lavoratori.
La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione rientri nelle attività di contrasto patrimoniale ai fenomeni di illegalità economica e alla presunta accumulazione illecita di ricchezze.
Va ricordato che il provvedimento si colloca nella fase cautelare: le contestazioni e la valutazione di pericolosità poste alla base della misura dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Fulvio Crespi
3 Dicembre 2019 at 19:08
Idrogeologico insomma infrastrutture per la sicurezza
Danilo Della Portella
3 Dicembre 2019 at 19:19
Giusy Morvillo hai capito dov è
Giusy Morvillo
3 Dicembre 2019 at 19:21
Danilo Della Portella nooo
Danilo Della Portella
3 Dicembre 2019 at 19:21
su a corii quando giro su per andare ai settecamini
Giusy Morvillo
3 Dicembre 2019 at 19:22
Porca miseriaaa …
Francesca Matta
3 Dicembre 2019 at 19:43
Deborah Dalla Libera
Deborah Dalla Libera
3 Dicembre 2019 at 22:30
Francesca Matta si, dovresti vedere le foto della norma-cori.. Una mulattiera è messa meglio..