CRONACA
Fondi, minaccia il padre: “Se non mi dai i soldi ti faccio a pezzi”. Arrestato un 33enne
FONDI – Ha minacciato il padre per costringerlo a dargli i soldi necessari a comprare la droga, un ennesimo episodio dopo anni di angherie. Ieri sera la polizia ha arrestato in flagranza T. M. di 33 anni, con precedenti di polizia, per reati di maltrattamenti in famiglia, minaccia, atti persecutori, lesioni personali ed estorsione. “Se non mi dai i soldi ti faccio a pezzi” la frase pronunciata dal giovane che da circa 15 giorni taglieggiava il genitore, estorcendogli denaro in continuazione, 900 euro solo nelle ultime 48 ore, perché in preda a crisi di astinenza.
Sono stati gli agenti del commissariato locale a raccogliere la richiesta di aiuto del padre e a intervenire scoprendo che a settembre, a quello stesso indirizzo, c’era già stato un intervento da parte della polizia e sempre per gli stessi motivi. I poliziotti dopo aver provato più volte a citofonare senza ottenere risposta, scoprivano che il figlio aveva chiuso l’uomo in una stanza, bloccando poi la porta. Dopo qualche istante, dal portone dello stabile, usciva il ragazzo che alla vista della polizia provava a dileguarsi, ma veniva bloccato e identificato.
Da successivi accertamenti è emerso che e il T. M. nel 2018 era stato sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, per i reati di maltrattamenti in famiglia, ed estorsione per poi essere condannato con sentenza divenuta definitiva nel 2021 a 3 anni e 5 mesi di reclusione con pena sospesa.
Dopo aver informato la Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina Daria Monsurrò, il 33enne è stato portato nella Casa Circondariale di Lanciano in attesa dell’udienza di convalida.
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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