SCUOLA
Iniziati gli esami di terza media al CPIA9
Con la prova scritta di italiano hanno preso oggi il via gli esami per il conseguimento del diploma di terza media al Cpia 9, il Centro Provinciale di istruzione degli adulti, che ha sede a Latina in via Bonn, 2 e presso la Casa Circondariale, mentre ad Aprilia la sede è in via Respighi.
La scuola, diretta dalla Professoressa Viviana Bombonati, è un vero e proprio mondo in miniatura: qui arrivano persone da tutto il mondo per iniziare un percorso di alfabetizzazione e apprendimento della cultura italiana. Sotto questo profilo il diploma di terza media rappresenta il primo titolo di studio italiano, che viene conseguito anche da adulti italiani che, nel corso della vita hanno abbandonato gli studi. Per tutti i corsisti che supereranno l’esame di terza media ci sarà la prospettiva di proseguire gli studi sempre al Cpia, sia come secondo periodo, sia come studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado che offrono corsi serali e con i quali il Cpia è in rete.
Tra le nazioni di provenienza degli studenti che hanno seguito il corso di terza media al Cpia troviamo l’Italia, la Romania, La Georgia, la Russia, l’Ucraina, l’Asia con una forte rappresentanza dell’India e del Bangladesh, ma anche del’Afghanistan, del Pakistan e della Cina, l’Africa, soprattutto orientale, quindi dalla Costa D’Avorio, dalla Guinea, dal Gambia, dal Burkina Faso, dal Mali, dalla Nigeria, dal Camerun, ma anche dal Kenia, e il nord Africa, quindi Egitto, Tunisia, Marocco e dal Sud Africa. E ancora dal continente americano arrivano studenti dal Venezuela, Messico, Perù, dalla Repubblica Dominicana.
Le prove proseguiranno nelle tre sedi domani, con la prova di inglese e venerdì, mentre la prossima settimana sarà la volta della prova orale.
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Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo
LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica), è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.
La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.
Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.
«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Solo cinque ore di sostegno a un alunno con disabilità, il Tribunale di Latina ordina al Comune di Aprilia di garantire le 15 necessarie
APRILIA – Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente firmato dal giudice Paolo Bertollini, ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque.
Lo rende noto Andrea Ragusa del M5S: “Una riduzione di dieci ore settimanali – commenta – non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente.
Ragusa ricorda che “il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata” e che ” le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.
SCUOLA
Sezze, nelle mense scolastiche via la plastica, ora c’è l’acqua microfiltratata
LATINA – Prosegue il percorso avviato dal Comune di Sezze per rendere il servizio di refezione scolastica sempre più sostenibile, riducendo progressivamente il ricorso alla plastica e ai materiali monouso. A darne notizia la vicesindaca e assessore alle politiche scolastiche Michela Capuccilli.
A partire da lunedì 5 ottobre 2026, in concomitanza con l’avvio del servizio, in cinque plessi del territorio sarà infatti introdotta la somministrazione di acqua di rete microfiltrata, servita agli alunni attraverso caraffe riempite direttamente nelle strutture scolastiche.
L’attivazione segue l’installazione dei dispositivi di microfiltrazione previsti nell’ambito del servizio affidato a BioRistoro Italia e interessa i plessi di infanzia e primaria delle frazioni di Ceriara, Crocemoschitto, Foresta, Piagge Marine 1 e Colli.
Dalle mense erano già sparite le stoviglie usa e getta, il Comune aveva infatti dotato tutte le scuole del servizio di lavaggio delle stoviglie a scuola.
«Insieme a BioRistoro e agli istituti scolastici ci eravamo posti l’obiettivo di estendere questo modello, nel più breve tempo possibile, a tutte le strutture scolastiche del territorio – spiega l’assessore Capuccilli –. Dopo il progetto pilota avviato lo scorso anno continuiamo quindi a promuovere e portare avanti una cultura della sostenibilità ambientale attraverso interventi concreti, resi possibili anche grazie alla collaborazione e alla disponibilità delle dirigenze dei diversi istituti».
«Stiamo costruendo un modello di mensa scolastica sempre più attento all’ambiente, nel quale l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili e dell’acqua microfiltrata consente di ridurre sensibilmente bottiglie, imballaggi e rifiuti prodotti ogni giorno. Ma c’è anche un altro aspetto che riteniamo fondamentale: attraverso questi interventi vogliamo trasmettere ai bambini un messaggio educativo concreto, facendo entrare la sostenibilità nelle loro abitudini quotidiane. La scuola è uno dei luoghi migliori dai quali partire per sviluppare questa consapevolezza».
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