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CRONACA

Latina, trovato con cartucce detenute illegalmente: 38enne denunciato

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A Latina i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 38 anni per detenzione abusiva di munizioni. L’intervento è stato effettuato nel pomeriggio di ieri dai militari della Stazione di Borgo Grappa durante un servizio di controllo del territorio. L’uomo, già noto alle forze di polizia, è stato fermato mentre si trovava alla guida della propria auto dopo aver tentato di evitare il controllo con una manovra improvvisa, entrando nell’area di sosta di un supermercato. Una volta raggiunto e identificato, ha mostrato un atteggiamento nervoso che ha spinto i Carabinieri ad approfondire gli accertamenti. La perquisizione personale e del veicolo ha dato esito negativo. I controlli sono stati quindi estesi all’abitazione dell’indagato, dove, all’interno della camera da letto, sono state trovate tre cartucce calibro 6,35 detenute illegalmente, poi sequestrate. Per il 38enne è scattata la denuncia in stato di libertà.

CRONACA

Una pistola cal 45 e munizioni nel bagagliaio: arrestato un 45enne di Aprilia

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LATINA – Fermato sulla statale 148 Pontina mentre si trovava alla guida di un’utilitaria, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Latina per porto abusivo di arma clandestina e munizioni.

L’arma era all’interno di una busta nel portabagagli dell’auto fermata durante un servizio di controllo del territorio. Si tratta di una pistola calibro 45, con matricola non leggibile, munita di serbatoio contenente 7 cartucce, e una scatola con all’interno ulteriori 6 munizioni dello stesso calibro. Nei prossimi giorni sarà sottoposta agli accertamenti balistici disposti dalla Procura della Repubblica di Latina. L’uomo, invece, già noto alle forze dell’ordine, si trova ora nel carcere di Via Aspromonte.

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CRONACA

Arrestato per atti persecutori e rapina nei confronti della ex, nascondeva anche quattro etti di cocaina

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APRILIA – Arrestato per atti persecutori e rapina, durante l’esecuzione della misura da parte della Polizia di Stato, spunta anche un ingente quantitativo di droga: oltre quattro etti di cocaina. I fatti ad Aprilia quando gli agenti del Commissariato sono entrati  in un condominio per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un giovane per i reati di atti persecutori e rapina ai danni dell’ex compagna, ma, proprio mentre procedevano all’arresto, hanno notato alcuni dettagli che hanno insospettito gli investigatori: in un appartamento contiguo sullo stesso pianerottolo era presente infatti un secondo uomo che custodiva un carico di stupefacenti per conto dello stesso arrestato.

Fatta scattare la perquisizione d’urgenza all’interno del locale, gli agenti hanno scoperto, all’interno di un armadio della camera da letto, oltre 424 grammi di cocaina già suddivisi in quattro involucri messi sottovuoto. Oltre alla sostanza sono stati rinvenuti un bilancino di precisione, nastro isolante e buste in plastica pronti per il confezionamento delle dosi, oltre allo smartphone dell’occupante.  Su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, anche il secondo uomo è stato tratto in arresto in quanto indiziato del reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Molto gravi i motivi dell’ordine di carcerazione nei confronti del 29enne che si era reso protagonista di un’escalation di minacce e condotte aggressive nei confronti della ex compagna. Le indagini condotte dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Aprilia hanno permesso di ricostruire una reiterata e opprimente condotta persecutoria, caratterizzata da continue aggressioni verbali e fisiche, sfociate anche in minacce di morte e danneggiamenti. Tra gli episodi ci sarebbero, violente liti scoppiate in luoghi pubblici, condotte di guida pericolose volte a provocare incidenti mentre la donna era alla guida e gravissime intimidazioni espresse anche attraverso messaggi vocali e per interposta persona. IL ragazzo si era anche reso protagonista di una rapina commessa dopo un litigio avvenuto sotto l’abitazione della vittima, quando le aveva sottratto con la forza la borsa e il cellulare usando violenza fisica contro la donna prima di fuggire.
La misura è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura della Repubblica

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CRONACA

Scomunicato l’ex parroco di Borgo San Michele e Sermoneta, Don Leonardo Pompei e i fedeli che lo hanno seguito nello scisma

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LATINA – E’ stato scomunicato  il sacerdote Don Leonardo Pompei, per aver commesso il delitto di scisma. Il presbitero era stato sottoposto a un processo penale extragiudiziale, condotto dalla Diocesi di Latina, su mandato del Dicastero per la Dottrina della Fede, concluso a maggio scorso con il decreto di condanna in contumacia. Lo comunica il vescovo Mariano Crociata sottolineando che “incorrono nella scomunica latae sententiae anche «coloro che partecipando alle celebrazioni del reo intendano manifestare il loro rifiuto di sottomissione al Romano Pontefice e/o di comunione con i membri della Chiesa a Lui soggetti». In questo senso si è espresso il Dicastero per la Dottrina della Fede richiamando il Codice di Diritto Canonico. Il Vescovo raccomanda al clero di fornire tutte le necessarie informazioni ai fedeli su questa vicenda, che  – si legge in una nota – ha addolorato tutta la Diocesi.

Già parroco di borgo San Michele e poi a Sermoneta ad agosto 2025, Don Pompei, “dopo un periodo di confronto con il vescovo Crociata, comunicava le dimissioni da Parroco di S. Maria Assunta in Sermoneta, e inoltre di non sentirsi più in comunione con il Vescovo Diocesano e nemmeno con il Papa e con tutti i Vescovi della Chiesa cattolica, come pure di non voler più celebrare la messa secondo la liturgia del Concilio Vaticano II. Queste prese di posizione sono state espresse poi anche pubblicamente in interventi online, tra cui quello del 3 settembre 2025 trasmesso in diretta sulla piattaforma social YouTube, che Don Pompei convocava aprendolo a chiunque fosse in grado di connettersi da remoto”. Di qui le conseguenze.

Crociata aveva imposto al presbitero ” sotto pena di sospensione, di non convocare alcun incontro o assemblea parrocchiale con i fedeli della parrocchia di S. Maria Assunta in Cielo in Sermoneta, e di sospendere qualunque tipo di attività sui social media”. Con tale comportamento, il Rev. Don Leonardo Pompei «è venuto meno – spiega la Diocesi –  in forma positiva e pubblica all’obbligo di obbedienza al suo Ordinario», incorrendo ipso facto nella sospensione dal ministero presbiterale. Ad essa ha fatto seguito inevitabilmente la scomunica.

 

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