CRONACA
Bimbo morto nell’ascensore della metro, la mamma è di Latina. Il commissario Barbato ai funerali
LATINA – E’ originaria di Latina, Francesca Giudice, 43 anni, la mamma del bimbo morto a Roma dopo essere precipitato giovedì pomeriggio nella tromba dell’ascensore rimasto bloccato alla stazione di Furio Camillo. Marco, questo il nome del piccolo che aveva 4 anni, è sfuggito improvvisamente al controllo della donna ed è precipitato nel vuoto, per lui non c’è stato nulla da fare: «Me lo sono visto scivolare dalle mani all’improvviso non l’ho visto più», ha detto la mamma per ore subito dopo la tragedia.
TRE INDAGATI – Ora un addetto dell’Atac e due vigilantes in servizio giovedì pomeriggio sono stati denunciati per concorso in omicidio colposo e iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma che coordina l’inchiesta sulla tragica fine del piccolo Marco. Sono l’uomo che ha compiuto materialmente la manovra costata la vita al piccolo e i due vigilantes presenti al momento dell’incidente.
Lo sgomento per quanto avvenuto è forte anche a Latina e il commissario prefettizio al Comune Giacomo Barbato ha annunciato che parteciperà a alle esequie del bambino che saranno fissate subito dopo l’autopsia in programma oggi.
La mamma di Marco sotto shock durante le interminabili ore trascorse nella stazione mentre erano in corso le operazioni di recupero del corpicino è stata assistita dagli psicologi del Comune di Roma e anche lo stesso sindaco Ignazio Marino (fortemente contestato dai cittadini presenti) che si è intrattenuto a lungo nei sotterranei della metropolitana, chiusa al pubblico. Il dramma ha sconvolto tutti: il sindaco ha deciso per il lutto cittadino.
CRONACA
I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”
SEZZE – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).
L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.
“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.
CRONACA
Gaeta, violazioni e difformità: chiuso un complesso turistico-ricettivo
GAETA – Era stato controllato ad agosto, ora dopo gli approfondimenti eseguiti e l’analisi dei permessi e della documentazione, i Carabinieri della Compagnia di Formia hanno contestato diverse violazioni al legale rappresentante di un complesso turistico-ricettivo che si trova nel territorio del Comune di Gaeta. Le verifiche dei Carabinieri hanno riguardato la struttura ricettiva, ma anche l’attività di ristorazione presente al suo interno, presso la quale veniva anche svolta l’attività di discoteca. L’azione ispettiva – spiegano dall’Arma – ha portato alla luce gravi violazioni della normativa regionale e nazionale in materia di esercizio delle attività ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Nello specifico, le inadempienze hanno riguardato la regolarità dei prescritti titoli abilitativi, la conformità strutturale dei locali, il rispetto delle disposizioni di legge relative al subingresso alle variazioni dell’attività. A seguito delle violazioni riscontrate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative pecuniarie. Disposta contestualmente anche l’immediata chiusura e la cessazione di tutte le attività esercitate in difetto dei necessari requisiti e delle autorizzazioni previste.
CRONACA
Il lutto della Fondazione Latina 2032 per la scomparsa di Benedetto Passamonti
LATINA – Il Presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, il Consiglio di Amministrazione e tutti gli organi statutari della Fondazione esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Benedetto Passamonti, fratello del Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti.
«È con profonda tristezza che abbiamo appreso della scomparsa di Benedetto. In un momento così doloroso desideriamo stringerci con sincera partecipazione attorno al nostro Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti e ai suoi familiari, facendo loro sentire la vicinanza dell’intera Fondazione.
La perdita di un fratello tocca la sfera più intima degli affetti e quel patrimonio di ricordi, esperienze e legami che accompagna una vita intera. In circostanze come questa le parole possono soltanto esprimere vicinanza e partecipazione, ma riteniamo importante far giungere a Massimo il nostro sostegno e il nostro pensiero.
A nome mio personale, del Consiglio di Amministrazione e di tutti gli organi statutari della Fondazione Latina 2032 – conclude il Presidente Zaccheo – rivolgo a Massimo, alla famiglia Passamonti e a tutti i familiari di Benedetto le nostre più sincere e sentite condoglianze, unendoci con rispetto e commozione al loro dolore».
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