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CRONACA

Chiesa pontina in lutto, si è spento lo storico parroco di Norma

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coluzziLATINA  – La sera del 2 marzo si è spento monsignor Massimo Coluzzi, presbitero diocesano, per lungo tempo parroco di Norma. I funerali si terranno domani 4 marzo, alle 15, presso la chiesa della SS Annunziata di Norma, e la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vescovo Mariano Crociata.

Monsignor Coluzzi era nato  a Norma il 6 ottobre del 1928, figlio di Igino e Immacolata Iacomini. Fu ordinato sacerdote il 12 luglio del 1952 nella cattedrale di Velletri, dopo aver frequentato prima il Seminario diocesano di Velletri e completato poi gli studi teologici, dal 1945 al 1952, presso il Collegio Leoniano di Anagni. Dal 1952 al 1957, appena ordinato sacerdote, fu destinato a prestare servizio come Prefetto e insegnante al seminario minore di Velletri. Dal 1957 al 1962 fu inviato a Norma come vicario parrocchiale della Parrocchia della Santissima Annunziata Allora sotto la diocesi di Velletri). Dal 1962 al 1965 fu Economo del Seminario di Velletri e Assistente ecclesiastico della Gioventù studentesca a Latina.Tra il 1966 e il 1967 una parte del territorio della diocesi di Velletri, per ragioni pastorali, fu annesso al territorio di quella che il 12 settembre 1967 divenne la diocesi di Terracina- Latina, Sezze e Priverno.  Monsignor Coluzzi, come anche altri sacerdoti, chiese di essere incardinato nella diocesi pontina. Così, prestò i primi mesi di servizio come Segretario e cerimoniere vescovile del nuovo Ordinario diocesano pontino, monsignor Arrigo Pintonello.

Dal 1 novembre 1968 divenne parroco della Parrocchia della SS Annunziata a Norma, servizio terminato nel 2013. Negli anni è anche stato membro del Consiglio presbiterale.

Il 7 febbraio 2001 il Santo Padre lo ha nominato «Cappellano di Sua Santità».

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CRONACA

Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta

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SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.

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CRONACA

Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete

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Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.

STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.

OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.

«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.

 

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CRONACA

Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina

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LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà  che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.

E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che  – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.

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