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Parco Falcone e Borsellino, Latina si prepara. Coletta: “In malafede chi dice che vogliamo cancellare la storia, diamo fastidio perché abbiamo sbarrato le porte al malaffare”
LATINA – E’ il giorno dell’intitolazione dei Giardinetti di Latina ai giudici Falcone e Borsellino. Un atto simbolico da parte dell’Amministrazione guidata dal sindaco Damiano Coletta come forte e voluto richiamo alla legalità.
“Chi dice che vogliamo cancellare la storia e i monumenti, dice il falso e lo fa in malafede. Il merito dei cittadini è di aver detto no a malapolitica e malaffare e aver guardato oltre. Questo è il senso di questa intitolazione, esaltare la legalità. Diamo fastidio perché abbiamo sbarrato le porte a chi questa città se l’è mangiata”, ha detto Coletta. Un passaggio del suo intervento su Radio Luna
Grazie ad un gruppo di sponsor Il Parco in questi giorni è stato ripulito, riverniciate le panchine, tirato a lucido il Monumento ai Caduti che intorno recherà le lastre in memoria dei magistrati uccisi e delle loro scorte. Tutto pronto anche sul fronte della sicurezza per l’arrivo della Presidente della Camera Laura Boldrini che ha accettato di presiedere la manifestazione e per la prima volta sarà nel capoluogo.
Ci sarà anche il presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano David Gentile, con il Gonfalone della città di Milano che ha voluto essere così presente e sostenere la scelta della giunta civica di Latina. Palermo ha dato il Patrocinio.
IL PD – L’unica consigliera comunale di opposizione che ha votato a favore dell’intitolazione è stata Nicoletta Zuliani, in autonomia rispetto al suo partito. In queste ore dice la sua anche Alessandro Cozzolino, neo segretario comunale del partito: “Parteciperò convintamente all’intitolazione dei giardinetti a Borsellino, Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini delle loro scorte, e sono felice di farlo da segretario comunale del Pd. Lo farò in primis per rendere omaggio a quelle persone, che hanno dato la loro vita per servire lo Stato, ma anche perché non credo che questa intitolazione sia un affronto alla storia di Latina, che personalmente non ho mai rinnegato, ma che non ritengo si rispetti attraverso una targa abusiva messa lì più o meno furbescamente”.
LA CERIMONIA – La cerimonia inizierà intorno alle 18.15 nei Giardinetti. La Presidente della Camera e il Sindaco Coletta depositeranno due corone di fiori presso l’aiuola alla base del Monumento ai Caduti dove, sul lato destro, sono state collocate le targhe in marmo che ricordano i magistrati uccisi per mano della mafia 25 anni fa, Francesca Morvillo, moglie di Falcone e gli uomini delle loro scorte. Dal podio allestito sul viale che guarda alla Cattedrale di San Marco interverranno il Sindaco Coletta, David Gentile, Presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano, la Presidente Della Penna, la Presidente Boldrini introdotti dalla Consigliera comunale Valeria Campagna, la più giovane dell’assise cittadina. Ad interventi conclusi Boldrini e Coletta scopriranno la targa che sarà posta all’ingresso principale del Parco (lato Piazza della Libertà). La cerimonia proseguirà con l’esecuzione di due brani di musica contemporanea da parte di Roberto D’Erme e Massimo Gentile. In chiusura la Presidente Boldrini, insieme con le altre autorità intervenute, si sposterà su uno dei viali del Parco per visitare una rassegna di street art e ricevere un dono da alcune donne ospiti dell’atelier Acanthus.
LA TOPONOMASTICA CAMBIA – Da che mondo è mondo la toponomastica cambia, proprio perché racconta la città che cambia. Latina avrà per questo ogni anno tre nuove strade intitolate ad altrettante donne. E negli anni, quanti altri nomi sono stati cambiati senza che nessuno di indignasse? Piazza Impero, Piazza Savoia, Piazza XXII marzo…
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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Billy Fisher
19 Luglio 2017 at 11:11
ma lascia in pace i “giardinetti”…. si poteva intestare a Falcone e Borsellino la Piazza del Popolo…. ed avrebbe avuto molta più risonanza e ricordo nel tempo….. sarebbe stato il nuovo indirizzo del Comune di LT…..
Felice Felix Fella
19 Luglio 2017 at 12:41
Felice Felix Fella AL Sig. Sindaco di Latina, dott. Damiano Coletta, amico dei poteri forti, meglio se GOLPISTI. Qualche settimana fà durante una sua uscita pubblica in una radio locale, le è stata rivolta, da parte di un ascoltatore, una domanda in merito alla scelta, o meglio al capovolgimento di fronte del suo movimento LBC, rispetto alla costituzione, prima indifferenti ora impegnati in prima linea con le assemblee ATTUARE LA COSTITUZIONE. In quell’occasione LEI, per fare bella figura, come di persona aperta, ha citato il 2° comma dell’art. 3 “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. NON RINNEGHI SE STESSO, DIMOSTRI CHI E’ LEI VERAMENTE. NON VOGLIAMO UNA CITTA’ PER POCHI. UN BAMBINO E’ IL DONO PIU’ GRANDE PER L’UMANITA’. UN’ALTALENA PER DISABILI, PER ACCENDERE UN SORRISO
Frank
19 Luglio 2017 at 16:24
Ve cascasse in testa l’obelisco